Mandato

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Il mandato, in diritto, indica un istituto giuridico in forza del quale un soggetto detto mandatario assume l'obbligazione di compiere uno o più atti giuridici per conto di un altro soggetto detto mandante.

Nell'ordinamento giuridico italiano è un contratto regolato dagli artt. 1703 e seguenti del codice civile italiano.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto romano, si trattava di un contratto consensuale bilaterale imperfetto (le obbligazioni sorgevano di sicuro per il mandatario, non sempre per il mandante), sviluppatosi nell'ambito del ius gentium, per cui un soggetto conferiva un incarico ad altro soggetto, il quale si impegnava ad eseguirlo gratuitamente. Nessun compenso era dovuto al mandatario (se si conveniva un compenso e ne ricorrevano gli estremi, il rapporto si faceva rientrare nella locatio operis). L’incarico poteva essere dato per il compimento di negozi giuridici sia per atti meramente fattuali (pulire, rammendare, fare la spesa).
Poteva trattarsi di un mandato nell’interesse soltanto del mandante (mea gratia) o di un mandato nell’interesse di terzi (mandatum aliena gratia). Non vennero invece concessi effetti giuridici al mandato nell’interesse del mandatario (tua gratia): ad esso si attribuì il significato di semplice suggerimento. Il riconoscimento giuridico (ossia la tutela civile) del mandato avvenne con la creazione, prima, di un actio mandati in ius ex fide bona in favore del mandante (detta anche actio mandati directa) e poi di un’actio mandati contraria che sanzionavano le obbligazioni che derivavano dal mandato.

Diritti ed obblighi in capo alle parti potevano essere sintetizzati come segue:

  • A carico del mandatario – contro cui era data al mandante, all’occorrenza, l’actio directa - si configurò l’obbligazione di eseguire fedelmente l’incarico ricevuto e trasmetterne all’altra parte i vantaggi (diritti soggettivi) Nel mondo romano era ammessa soltanto la rappresentanza indiretta e perciò il rappresentante agiva per conto del rappresentato, ma in nome proprio e quindi doveva poi trasferire o riversare gli effetti del negozio da lui concluso nella sfera giuridica del rappresentato. Per costringere il rappresentante a questo atto, esisteva proprio l’actio mandati. Il mandatario rispondeva per dolo (in caso di inadempimento o cattivo adempimento) e, avendo violato la fiducia del mandante, su di lui gravava l’infamia.
  • A carico del mandante – contro cui era data al mandatario, all’occorrenza, l’actio contraria- sorgeva l’obbligo di rimborsare le spese sostenute nell’esecuzione dell’incarico, risarcire gli eventuali danni che allo stesso mandatario ne fossero derivati; assumere su di sé gli eventuali debiti che il mandatario avesse contratto a proprio nome.

Il mandato si estingueva per rinunzia del mandatario e per morte di una delle due parti salvo il mandato potesse ancora essere espletato e non fosse iniziata l’esecuzione. Per pura revoca del mandante, il contratto cessava anche se era già iniziata l’esecuzione.

Faceva però eccezione il mandato di credito, che recava vantaggio al mandatario. Esso veniva utilizzato in funzione di garanzia delle obbligazioni da mutuo (fin dall’età repubblicana). La persona che accetta di farsi garante assume il ruolo di mandante, e dà incarico al (futuro) creditore- che assume pertanto il ruolo di mandatario- di dare una certa quantità di denaro in mutuo ad un terzo. Si contrae in tal modo un mandatum pecuniae credendae; al creditore, una volta data la somma a mutuo, spetta sia l’actio certae creditae pecuniae contro il debitore sia l’actio mandati contraria contro il mandante (erano cumulative, l’una non escludeva l’altra).
Grazie al cosiddetto beneficium excussionis al garante convenuto in giudizio prima del debitore principale, venne riconosciuto il diritto di pretendere che venisse prima escusso il debitore principale, che cioè il creditore agisse prima contro costui anche in via esecutiva (è in questo senso che si parla di escutere). Una volta che il debitore adempie, l’actio mandati contraria non ha più senso, perché il creditore mandatario ha già recuperato tutte le spese; viceversa il pagamento delle spese occorse nell’esecuzione del mandato da parte del mandante non libera il debitore. Il mandante garante, benché legittimato ad adempiere, può subordinare il pagamento alla cessione, da parte del mandatario creditore, dell’actio certae creditae pecuniae contro il debitore principale, in modo da potersi rivalere su di lui (gode cioè del beneficium cedendarum actionum).

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

È il contratto con cui una parte (mandatario) assume l’obbligo di compiere uno o più atti giuridici nell’interesse dell’altra parte (mandante). Può essere con rappresentanza o procura; o senza rappresentanza. Se è con rappresentanza al mandatario è conferita una procura, gli effetti giuridici degli atti compiuti dal mandatario in nome del mandante si verificano direttamente in capo al mandante. Il mandato può anche essere senza rappresentanza o con rappresentanza impropria o indiretta.
Il mandatario agisce in nome proprio ed acquista diritti ed assume obblighi derivanti dal negozio ed i terzi non hanno rapporti con il mandante. Il mandatario ha poi l’obbligo, in virtù del mandato ricevuto, di trasferire con successivo negozio al mandante il diritto acquistato in nome proprio ma nell’interesse del mandante. È un principio fedelmente applicato per gli immobili e i beni mobili iscritti nei pubblici registri: in caso d’inadempimento il mandante può chiedere al giudice che attui il trasferimento mediante sentenza costitutiva.

È un principio temperato per i beni mobili non registrati: se è acquistato nel nome del mandatario ma nell’interesse del mandante, quest’ultimo può rivendicare i beni stessi sia contro il mandatario che contro i terzi. Ove però il mandatario abbia già alienato a terzi in b.f. la rivendicazione non può essere accolta. Perché questa differenza? Il trasferimento degli immobili (registrati) esige forma scritta ad substantiam e trascrizione, perciò la proprietà non può essere attribuita al mandante senza un niovo atto scritto di trasferimento da sottoporsi a pubblicità. Nessuno ostacolo invece si opponeva all’acquisto immediato della proprietà dei beni mobili(non registrati) a favore del mandante: occorreva solo proteggere la buona fede dei terzi e per questo era sufficiente l’applicazione della regola possesso vale titolo. Qual è la forma del mandato senza rappresentanza? Bisogna interpretare l’art. 1706 co.2 che recita: “In caso d'inadempimento, si osservano le norme relative all'esecuzione dell'obbligo di contrarre” ->forma scritta del mandato -> se attribuisce un’azione di esecuzione in forma specifica allora si desume che il mandato ad acquistare un immobile equivale ad un preliminare immobiliare ->forma scritta pena nullità. E per quanto riguarda il mandato con procura/rappresentanza è necessario e sufficiente che la forma scritta riguardi la sola procura e non il mandato, in quanto è la procura che produce il trasferimento automatico del diritto sul bene immobile ed è da qui che deriva l’obbligo di forma.

Si definisce mandato professionale il mandato conferito ad un professionista, ad esempio un avvocato che tratti la difesa di una causa in Tribunale o un agente di commercio che tratti affari commerciali affidatigli da un'azienda. Valendosi della propria capacità professionale e accettando tale tipo di mandato, il professionista garantisce di essere in grado ed avere titolo e capacità per svolgere con proprietà e competenza il mandato affidatogli; se così non fosse il professionista potrebbe esser chiamato a rispondere del danno arrecato anche con la propria incompetenza oltre che con la propria eventuale trascuratezza.

Onerosità presunta del mandato[modifica | modifica sorgente]

La legge (art. 1709 c.c.) prevede una presunzione relativa di onerosità del mandato. Nel caso di mancata determinazione del compenso delle parti, si rinvia alle tariffe professionali (ove esistenti) o agli usi, e in ultima istanza alla determinazione autonoma del giudice.

Obblighi delle parti[modifica | modifica sorgente]

Il mandante è tenuto a fornire al mandatario quanto necessario per la esecuzione del contratto e a pagare il compenso stabilito. Il mandatario nell'esecuzione del mandato deve adoperare la diligenza del buon padre di famiglia. Deve informare il mandante delle vicende attinenti alla vita ed alla esecuzione del mandato (per esempio l'avvenuto compimento degli atti ricompresi nel mandato). Deve rendere il conto dell'esecuzione del contratto e deve rendere le cose acquistate per causa del mandato.

Inadempimento degli obblighi del mandatario senza rappresentanza[modifica | modifica sorgente]

Nel caso in cui il mandatario non adempia l'obbligo del ritrasferimento dei diritti acquistati in nome proprio ma nell'interesse del mandante, questi può agire ex art. 2932 per ottenere una pronuncia che si sostituisce all'atto omesso dal mandante, e trasferisce il relativo diritto al mandante.

Contenuto del mandato[modifica | modifica sorgente]

Il contenuto del mandato dipende dall’ampiezza delle determinazioni pattizie di cui è frutto: possiamo quindi avere un mandato in cui le parti stabiliscono il tipo di atti da compiere ed il loro numero, l’affare gestorio da realizzare, il tempo di adempimento; viceversa, possiamo avere anche un mandato in cui viene specificata solo la natura o la qualità degli atti da realizzare, senza ulteriore specificazione. Così, si parla di mandato speciale quando si determina il tipo (ed eventualmente anche il numero) degli atti da compiere e delle operazioni gestorie; si ha invece mandato generale quando non si specifica il tipo di atti da realizzare ed il contratto è potenzialmente idoneo a ricomprendere ogni tipo di affare o una serie indeterminata di affari. La distinzione ha rilevanza sul piano normativo: solo al mandato speciale si applica l’art. 1708 I comma del codice civile, per il quale il mandato comprende non solo gli atti per i quali è stato concesso, ma anche quelli necessari al compimento di questi. Ne segue che sono compresi nel mandato speciale anche gli atti indispensabili per l’esecuzione dell’incarico. Questi ultimi possono essere di natura materiale o giuridica, ed in ogni caso non rientrano nella disposizione atti non necessari ma meramente utili od opportuni. Invece, solo al mandato generale si applica l’art. 1708 II comma, per il quale il mandato generale non comprende gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, salvo che siano espressamente indicati: deve cioè essere espressamente indicato il tipo di atto da compiere, mentre è insufficiente l’inserzione di una mera clausola di stile che autorizza a compiere ogni atto eccedente l’ordinaria amministrazione.

Il mandato nel diritto internazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto internazionale il mandato è uno strumento giuridico creato dall’art. 22 del patto istitutivo della Società delle Nazioni per la tutela delle popolazioni incapaci di autogovernarsi. Vengono distinti tre tipi di mandati in base al grado di sviluppo delle popolazioni, la collocazione geografica del territorio, le sue condizioni economiche.

A

Siria e Libano: Francia

Palestina, Transgiordania e Iraq: Regno Unito

B

Togo e Camerun: Francia e Regno Unito

Tanganika: Regno Unito

Ruanda-Urundi (Ruanda e Burundi): Belgio

C

Nuova Guinea, isole del Pacifico a sud dell’equatore: Australia

Samoa occidentali: Nuova Zelanda

Nassau: Regno Unito

Isole del Pacifico a nord dell’equatore: Giappone

Africa sudoccidentale: Unione Sudafricana

I mandati rispondono alla Commissione permanente dei mandati che informa il Consiglio della SDN.

Alla conclusione della Seconda guerra mondiale, dissoltasi ormai la Società delle Nazioni, il mandato è sostituito dal Trusteeship o amministrazione fiduciaria.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]