Joseph Darnand

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Joseph Darnand

Aimé-Joseph Darnand (Coligny, 19 marzo 1897Châtillon, 10 ottobre 1945) è stato un politico francese.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Joseph Darnand combatté durante la Prima guerra mondiale ricevendo diverse menzioni per il suo coraggio come nettoyeur de tranchées (ovvero "pulitore di trincee"). Ricevette la medaglia militare dalle mani del Maresciallo Pétain, per il quale in seguito nutrirà un attaccamento senza limiti. Deluso per non essere stato nominato ufficiale in servizio permanente effettivo a guerra conclusa, ne attribuirà la responsabilità al regime repubblicano.

Tra le due Guerre[modifica | modifica sorgente]

Tra le due guerre, contemporaneamente alla sua attività di trasportatore, militò nell'ambito dei movimenti fascisti francesi, primo dei quali l'Action Française. In seguito cospirò contro la Repubblica partecipando al complotto della Cagoule, della quale fu il responsabile a Nizza. Diverse fonti lo indicano come uomo di collegamento della Cagoule con il Servizio Informazioni Militare italiano.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1939 e 1940, combatté, in un battaglione alpini (nel corpo franco della 29 D.I), nelle retrovie del nemico.

Venne nominato primo soldato di Francia e ufficiale della Legion d'Onore, per aver cercato tra le linee nemiche il corpo del suo superiore ed amico: il capitano Agnely.

Pétain e il SOL[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 1940, quando Pétain prese il potere, aderì alla Révolution nationale. Darnand si mise alla testa della nuova Légion française des combattants (LFC), nelle Alpi Marittime. Dopo l'apertura della LFC ai giovani fascisti senza ancora esperienze di guerra, fondò nell'agosto del 1941, nel suo dipartimento, un Service d'Ordre Légionnaire (SOL), dove entrarono alcuni elementi del «Milieu» nizzardo. Il SOL, esteso ulteriormente a tutta la zona non occupata ed al Nordafrica, raccomandava la collaborazione attiva con i tedeschi. Diversi capi e militanti del SOL si abbandonarono ad azioni brutali contro gli avversari reali o supposti del regime e scatenarono un’ondata di delazioni che non risparmiò né le autorità civili, né le autorità religiose dello Stato francese.[senza fonte]

Quando il comando nazionale del SOL venne assegnato a Darnand, questi si insediò a Vichy. Ostentava posizioni apertamente collaborazioniste, sempre restando molto vicino a Pétain.

Il 5 gennaio 1943 il Maresciallo esaltò il patriottismo dei SOL che avrebbero sparato a fianco dell'Armata d’Africa sugli americani, in seguito allo sbarco alleato del novembre 1942 nel continente nero. In realtà, solo qualche dozzina di uomini di Darnand, su migliaia, combatterono ad Orano ed in Marocco[senza fonte], mentre ad Algeri i SOL si lasciarono catturare senza opporre resistenza, all'epoca del Putsch dell'8 novembre 1942.[senza fonte]

La nascita della milizia[modifica | modifica sorgente]

Pétain annunciò l'autonomia del SOL e la sua trasformazione in Milice française, agli ordini del suo capo nazionale Darnand. L'autonomia del SOL fu decisa sia per allontanare dalla Légion i suoi membri più estremisti sia per permettere a Darnand ed ai suoi uomini d’agire in modo autonomo.

Nell'agosto 1943, Darnand divenne Sturmbannführer della Waffen SS e prestò giuramento ad Hitler.

Il 30 dicembre 1943 venne nominato da Pétain Secrétaire Général au Maintien de l'Ordre (Segretario Generale al Mantenimento dell'Ordine) ed il 13 giugno 1944 Segretario di Stato agli Interni.

Nel 1944 la milizia fu estesa al nord della Francia ed i militanti di diversi partiti fascisti e non entrarono a farne parte.

L'attività della milizia[modifica | modifica sorgente]

Darnand si recò a Parigi e cercò un alloggio confortevole. Mise gli occhi su di un appartamento del XVI arrondissement, in un immobile appartenente alla famiglia ebrea Schwob d’Héricourt, i cui occupanti legittimi, compresi i bimbi, erano obbligati a nascondersi.[senza fonte]

La Milice française, che Darnand definì «nuova cavalleria», condusse una serie di azioni violente come truppe ausiliarie dei Tedeschi[senza fonte], combatté contro la Resistenza e partecipò alla liquidazione dei maquis di Glières. Compromessi dalla loro impopolarità presso la maggior parte dei Francesi, i miliziani assunsero posizioni sempre più estremiste. Si abbandonarono anche a esecuzioni sommarie: in seguito all'assassinio ad opera della resistenza del segretario di stato dell'informazione e della propaganda Philippe Henriot, membri della Milizia percorsero in auto le vie di Châteauroux sparando a caso sui passanti. Gli uomini di Darnand si impegnarono anche nella caccia agli ebrei[senza fonte], e nell'assassinio di uomini politici, che, come Georges Mandel, o Maurice Sarraut, tentavano di opporsi alla Germania nazista (Georges Mandel fu ucciso in rappresaglia all'assassinio di Henriot).[senza fonte]

In Valtellina[modifica | modifica sorgente]

Alla Liberazione, i miliziani fuggirono in Germania, dove furono assegnati alle Waffen SS. Ma Darnand dovette lasciare il comando a un ufficiale superiore tedesco, mentre lui stesso venne inviato in Italia del nord per combattere i partigiani. La Milice rimase a presidiare Tirano in Valtellina fino al 29 aprile 1945 quando, unitamente alla compagnia "Cremona" della RSI, cedette le armi[1]. Secondo Giorgio Pisanò furono gli ultimi reparti in tutta la Valtellina ad accettare la resa[2]. È qui che venne arrestato il 25 giugno 1945 dai britannici, e consegnato alle autorità francesi.

Condanna a morte[modifica | modifica sorgente]

Trasferito in Francia, Darnand fu giudicato colpevole il 3 ottobre 1945 e condannato a morte dall'Haute Cour de Justice. Venne fucilato il 10 ottobre 1945. Il corpo venne sepolto nel Cimitero dei Batignolles, a Parigi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paola Calestani, op. cit., p. 53
  2. ^ Giorgio Pisanò, op. cit., p. 2358

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Pierre Giolitto, Histoire de la Milice, Perrin, Paris, 2002.
  • (FR) Jean Delperrié de Bayac, Histoire de la Milice (1918-1945), Fayard, Paris 1995.
  • (FR) Hugues Viel, Darnand ou la mort en chantant, Jean Picollec, Paris, 1996 ISBN 2-86477-127-6
  • (FR) Henry Charbonneau, Les Mémoires de Porthos (2 tomes), La Librairie Française, Paris, 1979 (réed.).
  • Paola Calestani, Guglielmo Ferri "fascista integrale", in Istoreco, p. 39, [1]
  • Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigio verde, CDL Edizioni, Milano
  • B.P.Boschesi - Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Mondadori Editore, 1975, Vol. I, p. 130-131

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