Milice française

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Bandiera con l'emblema della Milice française
Un poster per il reclutamento della Milice française

La Milice française (Milizia francese), fu un'organizzazione politica e militare francese creata il 30 gennaio 1943 dal Governo di Vichy a scopo di combattere la Resistenza francese.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Come ausiliari della Gestapo e delle altre forze d'occupazione tedesche, i miliziani parteciparono alla caccia agli Ebrei, alla individuazione dei renitenti al Service du Travail Obligatoire (STO) ed a tutti coloro i quali fossero considerati oppositori dal regime e dagli occupanti.

Svolgeva dunque la funzione di polizia politica del regime di Vichy.[1]

Il capo ufficiale della Milice era il capo del governo, ma il vero responsabile delle sue operazioni era il segretario generale di questi, Joseph Darnand, fondatore del Service d'ordre légionnaire (SOL) precursore della Milice française.

Organizzazione di tipo fascista, la Milice si atteggiava a movimento rivoluzionario. Essa aspirava divenire l'equivalente di una polizia unica dello Stato francese. La sua ascesa al potere segnò in ogni caso, secondo gli storici Robert Paxton e Stanley Hoffmann, la fascistizzazione del regime di Vichy.

Al pari della Gestapo i miliziani ricorrevano a delazioni, torture, rastrellamenti, esecuzioni sommarie e arbitrarie,compiendo spesso persino massacri. La loro pratica sistematica della violenza e i loro numerosi soprusi così come il loro collaborazionismo estremistico, contribuirono a farli restare molto minoritari nel seno di una popolazione che per la maggior parte parte li rifiutava. La Milice non contò mai più di 35.000 membri (29.000 aderenti nell'autunno del 1943 secondo Francis Bout de l'An, dei quali, secondo il capo del servizio degli effettivi, l'alfiere di vascello Carus, solo 10.000 erano effettivi). Anche dopo il suo sviluppo nella zona nord la Milice non superò mai i 15.000 effettivi in totale.


Le origini della Milice[modifica | modifica sorgente]

Joseph Darnand, combattente reduce della prima guerra mondiale e attivista d'estrema destra, aveva preso il comando della Légion française des combattants, organizzazione di reduci creata anch'essa dal Governo di Vichy il 29 agosto 1940. Dopo l'apertura della Légion a chiunque - cosa che lo infastidì - Darnand fondò nel 1941, nel suo dipartimento, il Service d'ordre légionnaire. «Notato dai ministri Darlan e Pucheu quando è alla testa della Légion française des combattants di Nizza, Darnand beneficerà del loro sostegno per sviluppare la sua organizzazione paramilitare, il Service d'ordre légionnaire (SOL). Antenato della Milice, il SOL si estende all'intera zona meridionale e riunisce forze per 15.000 effettivi, provenienti per la maggior parte dalle file dell'estrema destra»[2].


Storia[modifica | modifica sorgente]

Membri della Milice.
Falsa tessera della Milizia creata per il partigiano Serges Ravanel, sotto il falso nome di Charles Guillemot

La Milice française venne istituita in qualità di corpo il 30 gennaio 1943.

La forza numerica reale della Milice française è oggetto di forti dibattiti, ma si pensa che alla massima aderenza non fossero più di 15000, data la scarsa popolarità della Milice fra i francesi.

Tra i suoi componenti vi erano anche alcuni volontari del Servizio d'Ordine Legionario (SOL). Vennero addestrati alle armi ad Heuberg in Baden Würrtemberg, giurarono fedeltà schierati nel cortile dell'Hotel des Invalides il 1º luglio 1944.

Inizialmente la Milizia condusse le proprie operazioni nella zona dello Stato francese, a partire dal gennaio 1944 invece allargò il teatro delle proprie operazioni nella zona occupata dai tedeschi. Qui stabilì il proprio quartier generale nella sede del vecchio partito comunista (rue Monceau, 61), la caserma venne stabilita presso il Liceo Louis-Le-Grand e la scuola ufficiali alla sinagoga di Auteuil. La più importante operazione condotta dalla Milice fu quella del marzo 1944, per colpire le cellule partigiane in Alta Savoia, nel sud est della Francia, che portò alla cosiddetta Battaglia di Glières. Questa fu vinta dalla Milice, che operò congiuntamente alle truppe tedesche e realizzò un alto numero di prigionieri che vennero incarcerati alla Santé prison di Parigi. Nel corso della guerra singoli miliciens, spesso in aree pubbliche come caffè o strade di passaggio, furono ucccisi dalla resistenza francese. Il primo a cadere fu Paul de Gassovski, ucciso a Marsiglia il 24 aprile 1943. Alla fine del novembre dello stesso anno, Combats riportò l'uccisione di 25 appartenenti alla Milice e 27 feriti a causa di attacchi partigiani. La vittima più illustre fu Philippe Henriot, Ministro dell'Informazione e della Propaganda, conosciuto come "il Goebbels francese" che venne ucciso nel suo appartamento in Rue Solferino, prima dell'alba del 28 giugno 1944, da partigiani travestiti da miliziani (i quali risparmiarono la moglie di Henriot lì presente). Come reazione a questi omicidi, la Milice française giustiziò altrettanti politici ed intellettuali comunisti, come Victor Basch e Georges Mandel.

Successivamente solo 2.000 di essi seguirono Pétain ed il governo a Sigmaringen.

Il 13 aprile 1945 i miliciens vennero posti sotto il comando di Onorio Onori a Tirano, in Alta Valtellina, per trincerarsi nel ridotto alpino repubblicano insieme agli italiani che arretravano di fronte all'avanzata dell'invasione alleata.[3]

Il 18 aprile furono impegnati in uno sconto a fuoco a Grosotto (SO), presso la stazione della dogana svizzera di Piattamala.

La mattina del 28 aprile i miliciens si presentano al presidio di Torre Torelli con 13 componenti della Brigata Nera autonoma Gentile, con due autocarri ed altrettanti cannoni anticarro 47/32mm che vengono piazzati nella torre stessa su ordine di Joseph Darnand e Georges Carus. Ma a causa del minor numero e la scarsa combattività si arresero agli americani, che li trasferiranno a scaglioni il 16 maggio nel campo di prigionia di Coltano.[4]

Lo scioglimento del Corpo[modifica | modifica sorgente]

Con la caduta del regime di Vichy i miliziani della Milice française che non riuscirono a riparare in Germania (dove si aggregarono alla Divisione Charlemagne della Waffen SS) o in Italia (nel ridotto alpino repubblicano) furono arrestati da gli alleati e numerosi furono sommariamente uccisi dai partigiani francesi. Poche volte tali esecuzioni avvennero in gruppo, come i 77 prigionieri su 97 uccisi a Grand-Bornand nell'Haute-Savoie alla fine dell'agosto 1944, dopo un processo in parte sommario.

Lo scioglimento e la cattura legale organizzata dal Governo provvisorio condannò alla prigione e ai lavori forzati diversi miliziani.

Joseph Darnand fu catturato dai partigiani italiani e consegnato alle autorità francesi: venne processato, condannato a morte e giustiziato il 10 ottobre 1945.[5]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La milizia è stata basata su una aree territoriali, le regioni e dipartimenti.

Ad ogni livello, sono stati creati uno staff di cinque servizi:

  • 1° Servizio (propaganda) -
  • 2° servizio (documentazione) -
  • 3° Servizio (di sicurezza) -
  • 4° Servizio (finanza) -
  • 5° Servizio (personale).

A livello centrale, il 1 ° servizio fu diretto da Bertheux, il 2 ° servizio (uno tra i più cruenti) da Degan e Gombert - il 3° servizio da Gombert - il 4° servizio da Fontaine - il 5° servizio da Carus.

Maggiori esponenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marino Viganò Il ministero degli affari esteri e le relazioni internazionali della Repubblica Sociale Italiana 1943-1945, Edizioni Universitarie Jaca, Milano, 1991, p. 197.
  2. ^ Max Lagarrigue 99 questions... La France sous l'occupation, CNDP, Montpellier, 2007, p. 120.
  3. ^ Marino Viganò Il ministero degli affari esteri cit., p ?
  4. ^ Marino Viganò Il ministero degli affari esteri cit., p. ?
  5. ^ Lodovico Galli Valcamonica immemore 1943-1945, 2007

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marino Viganò Il ministero degli affari esteri e le relazioni internazionali della Repubblica Sociale Italiana 1943-1945, Edizioni Universitarie Jaca, Milano, 1991.
  • Giuseppe Rocco Com'era rossa la mia valle, 1992.
  • Lodovico Galli Valcamonica immemore 1943-1945, 2007.
  • (FR) Pierre Giolitto, Histoire de la Milice, Perrin, Paris, 2002.
  • (FR) Jean Delperrié de Bayac, Histoire de la Milice (1918-1945), Fayard, Paris, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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