Ridotto alpino repubblicano
Il Ridotto Alpino Repubblicano, conosciuto anche come Ridotto della Valtellina, era il luogo dove i fascisti avrebbero dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica sociale italiana.
L'idea emerse undici giorni prima della Liberazione, il 14 aprile 1945, in una riunione nella residenza di Mussolini, presso Villa Feltrinelli a Gargnano, tra i rappresentanti tedeschi e i massimi dirigenti di Salò.
Tale incontro fu l'ultimo ad alto livello. Erano presenti, oltre allo stesso Mussolini, il capo delle Brigate Nere Alessandro Pavolini, il generale Rodolfo Graziani, l’ambasciatore tedesco Rudolf Rahn, il generale delle SS Karl Wolff ed il colonnello Friedrich Dollmann.
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La premessa [modifica]
Nell´Italia centro-settentrionale, durante l'estate 1944, dopo la liberazione di Roma, gli Alleati combattono per risalire la penisola. Le forze del Reich e le truppe della Repubblica sociale italiana di Mussolini ripiegano verso la pianura del Po.
Nel clima che sembra preludere allo sfondamento del fronte italiano e al crollo della Repubblica di Salò, il Partito fascista repubblicano si impegna a facilitare la ritirata al nord degli iscritti e dei loro familiari. In primo luogo a sistemare le migliaia di sfollati nelle federazioni settentrionali ed a organizzare quindi il successivo deflusso in Germania.
Fra giugno e agosto del 1944, circolari del partito diramano istruzioni e itinerari per il ripiegamento e sollecitano i fascisti a dichiararsi o per la continuazione della “resistenza” a fianco dei “camerati” tedeschi o per la mimetizzazione dietro le linee.
Per chi intende proseguire, la via indicata è quella del Veronese, poi del Brennero.
Cambio di strategia [modifica]
All'inizio del settembre 1944, ecco il cambio di strategia: niente ritirata verso il Reich ma primi cenni di una difesa estrema, in una roccaforte da predisporre nelle montagne tra il Comasco e la Valtellina, già presidiate da tre legioni della Guardia Nazionale Repubblicana di Frontiera (I Legione “Monviso”, II Legione “Monte Rosa”, III Legione “Vetta d’Italia”), proprio per non dover seguire i tedeschi in territorio germanico. La formula, lo provano testimoni e documenti, è adottata da Mussolini il 29 agosto del 1944, accennata dal segretario del partito l’8 settembre, riconsiderata l’11, riferita al governo tedesco il 17. A presiedere la commissione per il Ridotto alpino repubblicano - il nome appare il 18 settembre - il duce nomina il segretario del partito, Alessandro Pavolini, sostituito nel dicembre con il vicesegretario, Bonino.
Tesi contrapposte [modifica]
Le tesi pavoliniane non erano le sole sul concitato tavolo di discussione. Il generale Farina presentava, ad esempio, nel piano Area Difesa delle posizioni strategiche tenute dalla divisione San Marco nell'area appenninica di Altare, Dego e Pontinvrea, una zona di sicurezza per le personalità della Repubblica sociale in attesa di una pace concordata con le autorità politiche di USA, URSS e Gran Bretagna.
La prima proposta (quella di Pavolini) dava priorità ad una finalità politica nella conclusione delle esperienza storica della RSI, la seconda (quella di Farina) indicava invece il termine militare della belligeranza nel rispetto dei contendenti.
In precedenza era stata ipotizzata la scelta di Milano: si diceva che la città poteva trasformarsi in una nuova Stalingrado, costringendo gli Alleati ad affrontare in un cruento quanto imprevedibile assedio. Progetto abbandonato per l´intervento dell'Arcivescovo di Milano, il Cardinale Schuster, come riportato nei suoi diari.
I primi arrivi: le Brigate Nere della Toscana [modifica]
Per tutto l’inverno, uomini armati - in particolare delle Brigate nere di Firenze e Pistoia- e mezzi sono fatti concentrare nella valle, in particolare a presidio dei bacini idroelettrici. A Sondrio verranno individuate ed allestite le future sedi governative e la residenza privata del Duce.
Fortezza naturale [modifica]
Il piano è restare in Italia in una fortezza naturale, a ridosso del nascente ridotto del Reich in Tirolo, evitando così il destino dei francesi Pétain e Pierre Laval, ritiratisi dalla collaborazione, deportati in Germania, scavalcati da estremisti filonazisti. Le ultime disposizioni sono diramate nella riunione del direttorio del PFR del 3 aprile 1945, un’ispezione è condotta in loco da Pavolini il 5 aprile, un battaglione della Milice française è avviato in valle il 14 aprile, ulteriori accordi sono stabiliti coi tedeschi quel giorno, il 23 aprile il comandante militare del ridotto riceve gli ultimi ordini operativi da Mussolini.
Tutto sembra pronto: il 25 aprile Mussolini ordina invece di puntare su Como, con il noto comando “Precampo a Como!”, città ove stabilisce di riunire i fascisti e da dove gli eventi finiscono per spingerlo sulla strada di Dongo, a poca distanza dalla Valtellina. Si segnala il disperato e inutile tentativo della Colonna Vanna della Guardia Nazionale Repubblicana di Frontiera di raggiungere il Duce sul lago di Como. [1]
Ridotta, le Termopili contemporanee [modifica]
| « ... O lettore degli insegnamenti della Storia, va a dire ai giovani che siamo morti in obbedienza della civiltà sociale nello sviluppo delle Nazioni e dei loro popoli. » |
Con queste poche righe era stato lo stesso Pavolini ad invocare quasi, per gli ultimi irriducibili, un'emulazione del sacrificio del temerario figlio di Anassandrida nelle gole della nuova Tessaglia, per determinare dunque in Valtellina la moderna realtà delle Termopili contemporanee. Una idealità che prevedeva di radunare in Valtellina almeno 50000 uomini, lo scavo di rifugi e caverne da colmare con armi e viveri, la realizzazione di nuovi alloggiamenti per gli irriducibili del fascismo e le loro famiglie. In puro stile pavoliniano, si progettava anche di trasferirvi le ceneri di Dante, come massima espressione simbolica dell’italianità. Sotto il profilo mediatico, si era pensato di installarvi una potente stazione radiofonica e una tipografia che avrebbe dato alle stampe una pubblicazione destinata ad uscire fino alla fine, le cui copie sarebbero state poi lanciate sull’Italia grazie al decollo di un ultimo aereo.
Le fortificazioni [modifica]
Oggi esistono ancora alcune delle fortificazioni del Ridotto Valtellinese, anche perché molte non furono mai completate. Verso l'Aprica, lungo la strada, nella seconda galleria stradale, si trovano tre ingressi di una cannoniera; due di essi portavano probabilmente a dei magazzini. Nei pressi di una chiesa di Teglio si trovano dei rifugi antiaerei; uno di essi riporta una data: 1944. Nel fondo valle, di fronte a San Giacomo di Teglio, in Comune di Castello dell'Acqua, si trova un fossato anticarro costruito per essere usato come sbarramento nel caso di un attacco con mezzi corazzati provenienti da sud. Non mancano i numerosi ricoveri scavati nella roccia. Molte fortificazioni furono realizzate dai tedeschi a San Giacomo, Tresenda, San Giovanni e Castello dell'Acqua. Queste erano gallerie, trincee, postazioni per mitragliatrici, reticolati. Nei pressi del fossato anticarro si possono trovare, inghiottite dalla vegetazione di un boschetto, tre casematte in cemento armato o calcestruzzo.
Conclusioni [modifica]
Le proposte di Pavolini furono accolte con scetticismo dal generale Graziani, da Mussolini con una velata rassegnazione per le sorti ormai compromesse delle guerra e dal disinteresse da parte dei tedeschi.
I sogni pavoliniani non si realizzarono completamente: circa 4 000 fedelissimi raggiunsero la ridotta. Fu comunque l’estremo disegno tracciato dai dirigenti della Rsi per l'ultima disperata rivincita contro le truppe Alleate.
Note [modifica]
- ^ Giorgio PISANÒ, Io, Fascista, Milano, 2003, pp.58 sqq.
Bibliografia [modifica]
- Indro Montanelli - Storia d'Italia, L'Italia del '900
Voci correlate [modifica]
- Repubblica Sociale Italiana
- Morte di Mussolini
- Alessandro Pavolini
- Guardia Nazionale Repubblicana di Frontiera
- Milice française
Collegamenti esterni [modifica]
- Le Alpi e la guerra, convegno internazionale, Lugano 2004
- Video su Youtube sui resti delle fortificazioni del Ridotto Alpino ancora esistenti in Valtellina http://www.youtube.com/watch?v=nu9FfWc8rVA*