1º Reggimento "San Marco"

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1º Reggimento "San Marco"
Fregio in canutiglia su panno rosso per basco blu degli appartenenti del Reggimento "San Marco"
Fregio in canutiglia su panno rosso per basco blu degli appartenenti del Reggimento "San Marco"
Descrizione generale
Attiva 1919 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza Natoflag.gif NATO
Servizio Regia Marina - Marina Militare
Ruolo Fanteria di marina
Soprannome marò
Patrono San Marco
Motto PER MARE, PER TERRAM
Marcia Pace armata (di V. Musso)
Parte di

[senza fonte]

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Il Reggimento "San Marco" è un'unità militare di fanteria di marina in forza alla Marina Militare Italiana. Costituisce insieme al Reggimento lagunari "Serenissima", in forza all'Esercito e al Gruppo mezzi da sbarco, la Forza di proiezione dal mare in qualità di componente anfibia delle Forze armate italiane.

Dal 1º marzo 2013 la forza da sbarco della Marina Militare ha assunto la denominazione di Brigata marina "San Marco"[1], e il reggimento è divenuto il 1º Reggimento "San Marco". Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco, detti "marò" anche dai suoi stessi membri[2][3], sono stati di volta in volta organizzati come battaglione, reggimento o brigata. Il motto del reggimento, Per mare, per terram, è il medesimo dei Royal Marines britannici.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Gli uomini del "San Marco" alla parata militare di Roma, 2 giugno 2007

Le origini settecentesche e il Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Le origini dell'unità risalgono al 1713, quando Vittorio Amedeo II, duca di Savoia e neo-insediatosi re di Sicilia, istituì il Reggimento "La Marina", un reparto composto da marinai della Squadra Navale. Nel 1735 nacque nel Regno delle Due Sicilie il Battaglione di Marina delle navi e galere. Il Reggimento "La Marina", entrò per primo in Sicilia, per consegnare la regione al nuovo Re dopo che questi l'aveva ottenuta come regno dalla Spagna, a titolo di conquista, con la firma del trattato di Utrecht. Dal 1792 al 1796 il Reggimento combatté contro le forze napoleoniche in Liguria, ottenendo grandi meriti nella difesa di Oneglia, nonostante alla fine la guerra risultasse persa.

Il 26 gennaio 1815 il Reggimento "La Marina" venne ampliato, diventando Brigata di Marina: al reggimento di marinai si aggiungeva un reggimento di fanteria. Con questa composizione, la formazione partecipò nel 1848 alla prima guerra di indipendenza, facendosi onore nelle battaglie di Novara, Goito, Pastrengo e Peschiera. Venne rinominato dapprima Battaglione "Real Navi", poi temporaneamente sciolto ed infine ricostituito, dietro volontà di Camillo Benso conte di Cavour, a partire dal 1861 come Fanteria "Real Marina".

La battaglia di Lissa[modifica | modifica sorgente]

Il Re di Portogallo gemella del Re d'Italia, ammiraglia di Persano durante la battaglia di Lissa.

Costituito in quest'ultima fase come una forza congiunta di due reggimenti, uno di bersaglieri e uno di marina (entrambi condividevano l'addestramento e l'uniforme con quello dei bersaglieri, fatte salve le mostrine), partecipò alla terza guerra di indipendenza, distinguendosi nella battaglia di Lissa dove il 17 luglio 1866 gli uomini del reparto "Real Marina" avrebbero dovuto effettuare uno sbarco con una forza di 3.000 uomini, dopo essere stati scortati in loco dalla squadra navale di 33 vascelli dell'ammiraglio Carlo Persano. Le forze di presidio sull'isola fecero ritardare lo sbarco; la flottiglia italiana, partita mancante della nuova e temutissima corazzata Affondatore, si trovò a dover attendere per ben due giorni lo sbarco, finché si avvicinò alla squadra la flotta dell'ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.

Durante la battaglia i fucilieri della brigata resistettero continuando a sparare dalle alberature anche quando la loro ammiraglia, la Re d'Italia venne affondata: uccisero in questo frangente oltre 80 uomini sull'ammiraglia avversaria, suscitando l'ammirazione persino di von Tegetthoff. Dopo un duro scontro, le forze italiane si ritirarono. Il reggimento fu poi schierato a Palermo per sedare la rivolta della città, subendo numerose perdite. Il corpo venne soppresso come arma nel 1878, per volere del generale Benedetto Brin.

In questi ultimi anni la brigata aveva affinato la propria identità di "truppa da sbarco". All'interno delle varie unità della Marina continuò di fatto ad esistere come specializzazione quella del "fuciliere", marinai in forza alle singole navi particolarmente abili col moschetto, ma senza che vi fosse un corpo che organizzasse queste forze. Sulle navi principali si costituirono vere e proprie "unità speciali", che affiancavano al lavoro di marineria la capacità di combattimento a terra. Si trattava di compagnie comprendenti soldati, minatori e persino artiglierie.

Operazioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1879 questi fanti di marina combatterono in Tunisia, e nel 1889 furono impiegati sull'isola di Creta. Nel 1900 un contingente della Fanteria "Real Marina" fu dispiegato in Cina, per contribuire a contrastare la rivolta dei Boxer. Gli uomini del contingente operarono in un gruppo di forze internazionali alla guida del sottotenente di vascello Ermanno Carlotto, cercando di mantenere aperti i collegamenti tra Tien-Tsin e Pechino. Il 27 giugno 1900 il sottotenente Carlotto periva per via di ferite di combattimento, e la caserma cinese delle forze italiane venne a lui intitolata.

Il 14 agosto le forze internazionali marciarono su Pechino, scacciando i rivoltosi, e nell'autunno la forza militare era già sufficientemente attestata per costituire un governo provvisorio. In cambio dell'intervento l'Italia ottenne dal 1902 una concessione commerciale. Inoltre, all'Italia veniva riconosciuto il diritto ad avere una legazione a Pechino, la concessione di Tientsin, nel forte di Shan hai kwan. Inoltre, le venne concesso l'uso del porto di Ta ku. Carlotto fu insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare, e il suo nome fu assegnato ad una cannoniera, impiegata anch'essa più di vent'anni dopo nel teatro cinese.

Reparti da sbarco della Regia marina in Libia nel 1911

Nel 1911 i reparti di fanteria di marina furono schierati in Grecia, attaccando dalle motosiluranti nella baia di Prevesa, ed in Libia, con l'ordine di bloccare le coste, fatto che diede inizio al conflitto italo-turco. I 1605 uomini della fanteria del mare sbarcarono a Tripoli al comando del capitano di vascello Umberto Cagni, dopo che la città era stata colpita da un fuoco di artiglieria navale.

Vennero presi i principali porti dell'area. Il 4 ottobre 1911 fu conquistata Tobruch, il giorno successivo Tripoli, il 18 ottobre Derna. Bengasi seguì dopo due soli giorni, e Homs il giorno subito dopo. Finita la serie di conquiste, pagate a caro prezzo, il battaglione venne rilevato dalle forze del Regio Esercito, che proseguirono la conquista dell'area.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1915 viene costituita in via non ufficiale la "Brigata Marina", un corpo composto da un reggimento di tre battaglioni di fucilieri (poi aumentati a cinque), e da un'unità di artiglieria. La Brigata non era costituita ufficialmente, per cui non era dotata di bandiera di combattimento. Già nel giugno di quell'anno una compagnia di marina teneva la città di Grado, mentre il "Gruppo Amalfi" (255 uomini scelti tra i superstiti dell'incrociatore Amalfi, affondato da un sommergibile austriaco il 7 luglio 1915) affiancava bersaglieri e fanteria dell'XI Corpo d'armata schierato sul Carso.

Nell'ottobre 1915 fu costituito il primo nucleo delle rinnovate forze di Marina, un gruppo di 100 pezzi d'artiglieria di calibro misto chiamato "Raggruppamento Artiglieria Marina", e facente parte formalmente del VII Corpo d'armata. Durante la prima guerra mondiale, le truppe a Grado vennero rinforzate nel 1916 a mille uomini, costituendo 4 reparti che avrebbero dovuto rilevare i reparti dell'Esercito e della Guardia di Finanza richiamati al fronte. Il 5 novembre 1917, dopo Caporetto, la Marina costituì una compagnia di fucilieri di marina per controllare Cortellazzo, la laguna veneta e Venezia.

La Brigata fu impegnata nella difesa di Venezia, città che subì diversi attacchi dagli austriaci con assalti via mare e via terra. Vista l'importanza strategica della città, e il grande pericolo che correva, vennero raccolti alla difesa tutti i marinai distaccati nella zona di Venezia, per costituire una brigata di fucilieri di marina, che mantenne il nome di "Brigata Marina". Tre battaglioni di fucilieri (Monfalcone, Grado e Caorle) ed uno di artiglieria vennero raccolti in un reggimento, che si trovò subito ad essere impegnato in battaglia.

Dopo i primi scontri sostenuti dal Monfalcone, un quarto battaglione venne aggregato al reggimento, composto da marinai provenienti da Messina e La Spezia, col nome di Golametto. In questa occasione l'addestramento dei fucilieri, per quanto sinora svolto solo in via informale dopo lo scioglimento del reparto ufficiale, si rivelò provvidenziale e i soldati italiani ricacciarono più volte in mare i determinati soldati austriaci. Tra il 1917 e il 1918, sul Piave, il reggimento subì numerose perdite: 384 caduti e più di 1.500 feriti e mutilati. Il coraggio e la forza degli uomini impiegati in quelle battaglie però divenne leggendario, poiché il reggimento non ebbe alcun prigioniero né dispersi, e al contrario riuscì a catturare 1268 soldati nemici.

Queste eroiche imprese vennero coronate da 584 ricompense al valore militare agli uomini del reggimento, da una croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e da una Medaglia d'Argento al alla Bandiera, 42 promozioni per meriti e da 19 citazioni in Bollettini del Comando Supremo. Dal 9 aprile 1918 il Monfalcone, reintitolato ad Andrea Bafile, prima medaglia d'oro del reggimento, venne dislocato sul Piave insieme ad un altro battaglione, il quinto, denominato Battaglione Navi.

Nasce il San Marco[modifica | modifica sorgente]

Con la fine del conflitto, vennero riconosciuti i meriti della Brigata Marina, che nel 1918 ricevette finalmente la bandiera di combattimento. A partire dal 17 marzo 1919, con decreto di Vittorio Emanuele III di Savoia la Brigata fu costituita come Reparto di Fanteria di Marina. Venezia, memore del valore mostrato da quegli uomini nel proprio territorio, su volontà del sindaco Filippo Grimani donò al reparto il nome di San Marco (dal 25 marzo 1919), patrono della città, ed il proprio stemma, il leone alato (dall'aprile successivo). Nacque così ufficialmente il San Marco. Con queste parole si relazionò al re l'udienza con la quale avvenne con decreto la nascita del Reggimento:

« Ministero della marina, Relazione a S.M. del 17 marzo 1919.

Allorquando, alla fine dell'anno 1917, la minaccia nemica tragicamente incombeva su Venezia, un battaglione di marinai, rapidamente costituito coi reparti che ebbero già a presidiare le città di Grado e di Monfalcone, accorse alla difesa del basso Piave.
Ben presto il battaglione, per incessanti profferte volontarie di capi e gregari, divenne reggimento e come tale ha scritta la sua pagina di storia gloriosa arrossando col migliore sangue gli acquitrini che vanno da capo Sile a Cortellazzo.
Sire.!
è storia di ieri, ma scritta con caratteri d'oro, il modo superbo con cui il reggimento marina ebbe a opporre un argine alla tracotanza avversaria superando ostacoli che parevano insormontabili tra i più grandi disagi di un terreno, dove, all'insidia del nemico, si aggiungeva quella della natura.
Sire!
Venezia "sempre memore" ha voluto e chiesto a mezzo del primo magistrato, che al fatidici nome di "San Marco" si intitolasse il Reggimento Marina, consacrando così il suo sentimento d'amore e di riconoscenza verso gli eroi che hanno protetto, colla sua esistenza, la sua bellezza immortale.
Sire!
A tale voto non ho potuto a meno di aderire e perciò che, sicuro di interpretare anche i sentimenti dell'animo della maestà vostra, sottopongo alla sua augusta firma, l'unito decreto che varrà a tramandare alla storia con il nome "San Marco" il Reggimento Marina.
Firmato: Del Bono

per copia conforme
il capo dell'Uff. Leggi e Decreti
Bozzi »

All'inizio del 1925 il San Marco ritornò in Cina, a Tientsin, per tutelare il territorio in concessione ai residenti italiani, dove avevano sede numerosi interessi commerciali dello Stato nell'area orientale. I 300 fucilieri (su 1500 totali) vennero ospitati nella Caserma "Carlotto", andando a costituire il Battaglione Italiano in Cina. I soldati della concessione organizzarono persino una squadra di calcio, grazie alla presenza tra i soldati di alcuni ex giocatori: la squadra era considerata quasi al livello di una nazionale[4].

Nel 1936 il San Marco fu impegnato su diversi fronti: contro l'impero Etiopico, a Tangeri e nello sbarco in Albania (1939). Il reggimento ebbe un ruolo di primissimo piano nelle campagne coloniali italiane e nella seconda guerra mondiale, venendo impiegato sia nell'Egeo che in Africa, partecipando anche alla difesa di Tobruch.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Già dal 15 agosto 1939 il reggimento venne mobilitato: il 1º settembre Hitler invase la Polonia: vennero richiamati i riservisti, il contingente cinese fu rafforzato e il grosso del San Marco venne radunato a Pola, dove venne ristrutturato dal 1940 come reggimento composto da due battaglioni (Grado e Bafile). Nel novembre 1942 le forze della fanteria di marina occuparono la Corsica e Tolone, per contrastare le forze della Francia Libera passate sotto il controllo alleato.

Durante tutta la guerra il reparto, talvolta operando abbastanza strettamente con la X MAS, fu un reparto di prima linea al servizio di Supermarina. Dal 10 gennaio 1943 il reggimento venne di nuovo riorganizzato in sette battaglioni: Grado, Bafile, Tobruch, Caorle, i classici reparti puri di fanteria da sbarco, a cui si aggiungevano i reparti speciali "Reparto Mobile MILMART - Centurione Porcelli" (artiglieria marittima), plotone "G" (genieri) e il plotone "N.P" (nuotatori-paracadutisti). Il Battaglione Bafile non era l'originale del 1918: dopo la battaglia di Tobruch il Bafile, che si era particolarmente distinto in combattimento contro gli inglesi, venne rinominato per l'appunto Tobruch, e il nome fu ripreso per un nuovo battaglione costituito nel 1942.

Le operazioni in Libia[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno 1941, dopo una lunga stasi operativa, in previsione dell'offensiva, il Comando Sup. Forze Armate in Africa Settentrionale richiese con urgenza l'invio di truppe scelte dall'Italia, per impiegarle in missioni di sabotaggio oltre le linee nemiche, allo scopo di scompaginare il sistema di rifornimento nemico. Alla richiesta fu interessata anche la Marina che il 6 novembre decise di trasferire in Cirenaica tre compagnie del San Marco.[5] Il 10 novembre fu costituito il cosiddetto III Btg. San Marco in Africa Settentrionale, forte di 536 uomini.

Il 18 novembre il San Marco s'attestò nel settore costiero tra Alba Fiorita e Ras Hilal, del quale il Btg. doveva assumere la difesa e nel contempo dedicarsi ad un rapido addestramento. Lo stesso giorno doveva iniziare l'operazione "Crusader" da parte dei britannici per cui l'Asse dovette rinunciare a propositi offensivi. Il San Marco a questo punto dovette essere subito trasformato in reparto di linea. Vinta la battaglia di Bir El Gobi, l'8 dicembre gli inglesi raggiunsero e superarono Tobruch, avanzando con celerità verso ovest la linea difensiva Italo-Tedesca dovette ripiegare sul confine tra la Cirenaica e Sirtica.

Il 21 gennaio 1942 il Gen. Erwin Rommel, che nel frattempo aveva riordinato le proprie forze, pensò alla controffensiva. Il San Marco fu tra i primi ad avanzare: raggiunse Agedabia il 22 e si schierò a difesa con fronte verso nord. Nella notte del 25 gennaio fu raggiunta Antelat, località di strategica importanza. Nel prendere possesso della zona il Btg. dovette affrontare duri scontri. La sosta ad Antelat, più lunga del previsto, doveva contrassegnare un periodo particolarmente disagiato nella vita del San Marco che, disposto a caposaldo in pieno deserto si trovava ben lontano dal fronte (Bengasi era stata riconquistata il 29 gennaio).

Il 7 marzo il Btg. fu trasferito a Bengasi, per assumere la sorveglianza del porto e la difesa esterna della piazzaforte. L'11 maggio, su richiesta dello stesso Rommel, il San Marco fu trasferito prima nel Golfo di Bomba, alle dipendenze dell'Afrika Korps e poi al X Corpo d'armata. Nella notte del 15 giugno i capisaldi tenuti dagli uomini del San Marco furono attaccati da forze corazzate e motorizzate inglesi, che tentavano di rompere l'accerchiamento. L'attacco fu respinto e furono catturati due Bren Carrier in perfetta efficienza. Quando ormai era prossima la caduta di Tobruch, in mano ancora inglese, il Battaglione fu fatto convergere verso la piazzaforte dove entrò alla testa delle truppe occupanti.

Numerose ricompense militari furono assegnate per questo ciclo operativo, tra le altre ricordiamo la M.A. alla memoria al Sgt. Agostino Sacripanti e la M.B. al Ten. E. Busca, al S.T.V. G. Campiero ed al Capo Cannoniere R. Papini. La caduta di Tobruch poneva fine alla partecipazione delle successive azioni in Egitto ed il San Marco assumeva il servizio di sicurezza portuale e la difesa costiera. Il 5 settembre, ad Alam el-Halfa, l'ultima offensiva dell'Asse s'infrangeva sulle difese britanniche, segnando il definitivo declino delle mire verso il Nilo. Il Comando britannico a questo punto poneva la propria attenzione su Tobruch.

Sfruttando le tecniche e le esperienze acquisite anche su altri fronti pianificò un'azione di commando, da terra e dal mare per neutralizzare definitivamente la piazzaforte. All'operazione, denominata Agreement furono destinati 600 uomini, oltre ad un incrociatore, dieci cacciatorpediniere, un sommergibile ed una ventina di motocannoniere, organizzati in cinque gruppi. L'attacco di commando avvenne durante un raid aereo, alcune batterie costiere furono neutralizzate con l'effetto della sorpresa e del trambusto degli attacchi aerei. Ma alla batteria Grasso le sentinelle si erano accorte dell'attacco e riuscirono a dare l'allarme. Reparti del San Marco passarono immediatamente all'azione arrestando le forze inglesi incontrate.

Le altre forze da sbarco britanniche trovarono la ferma resistenza degli italiani. L'opposizione del San Marco e la maggiore distanza tra il luogo di sbarco e l'obiettivo furono fatali ai Royal Marines. Il disegno britannico a questo punto era ormai chiaro, così come evidente si profilava il suo fallimento. Infatti, il cacciatorpediniere inglese Sikh impegnato a far sbarcare la seconda ondata fu preso sotto tiro dalle batterie costiere e venne ben presto neutralizzato. Gli aerei da caccia italiani, alzatisi in volo mitragliarono i natanti nemici al largo[6] Il fallimento dell'operazione "Agreement" costò agli inglesi mezzo migliaio di uomini, oltre a quelli delle navi affondate, a fronte di 15 italiani morti, di cui 5 del Battaglione San Marco.

Il Battaglione ebbe la citazione nel Bollettino del Comando Supremo e pochi giorni dopo esso fu autorizzato a mutare il nome da III Btg. San Marco in Africa Settentrionale in Battaglione Tobruch. L'offensiva del Maresciallo Bernard Law Montgomery, ormai inevitabile, iniziò ad El Alamein nella notte del 23 ottobre 1942. Dopo la tenace resistenza iniziale, l'Armata dell'Asse avviò la graduale ritirata dall'Egitto verso la Libia. Con gli altri ripiegarono anche i nuclei avanzati del San Marco dislocati a Marsa Matruch (Gruppo Gamma). Il 7 novembre iniziò lo sgombero della stessa Tobruch, ad eccezione del Btg. Tobruch del San Marco che rimase in funzione di retroguardia. Nella notte del 22 il San Marco lasciò la Libia per attestarsi in Tunisia. Si concluse così la campagna di Libia, alla quale aveva partecipato per 14 mesi ed aveva lasciato sui campi di battaglia il 12% delle sue forze.

Le forze del reggimento, rimaste compatte e schierate, furono le ultime ad arrendersi. La bandiera del reggimento "San Marco" fu l'ultima bandiera militare dell'Asse ad abbassarsi in Africa, due giorni dopo la resa dell'Heeresgruppe Afrika di Hans-Jürgen von Arnim. Il generale tedesco Jürgen von Armin, successore di Rommel a capo dell'Afrika Korps, affermò che il San Marco aveva i migliori soldati che avesse mai comandato in Tunisia. Per via di questa sconfitta saltò la prevista conquista di Malta, che avrebbe visto il San Marco impegnato con la Forza Navale Speciale, insieme ai paracadutisti della Folgore e ai battaglioni da sbarco della MVSN.

Dopo l'armistizio[modifica | modifica sorgente]

L'8 settembre 1943 con la firma dell'armistizio il reggimento si unì formalmente alle forze alleate, partecipando alla guerra di liberazione.

Nella RSI[modifica | modifica sorgente]

Nella Repubblica Sociale Italiana fu istituito il 3º Reggimento "San Marco" della Marina Nazionale Repubblicana, poi sciolto nella Xª Flottiglia MAS. La 3ª Divisione granatieri, formata il 1º dicembre 1943 nel campo di addestramento di Grafenwhor in Germania, venne rinominata il 20 aprile 1944 come 3ª Divisione di fanteria di marina "San Marco". Era formata con personale dell'ex Regio Esercito reclutato tra quelli internati in Germania dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 e da personale reclutato in Italia nel marzo-aprile 1944. A differenza del Reggimento "San Marco", che dipendeva dalla Regia Marina, la Divisione "San Marco" era parte dell'Esercito Nazionale Repubblicano, ed il suo unico labile collegamento con il "San Marco" originario era la presenza nelle sue file di circa un centinaio di volontari provenienti dal disciolto Battaglione "Caorle".

1944: Marò del San Marco.

La divisione, composta da 16.000 uomini e 600 ufficiali, era organizzata come segue:

  • Comando e Compagnia comando
  • 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana ferroviaria
  • 3ª Compagnia Guardia Nazionale Repubblicana stradale
  • 3ª Sezione Guardia Nazionale Repubblicana (polizia militare)
  • 3ª Compagnia controcarro
  • III Gruppo rifornimenti
  • III Battaglione trasporti
  • III Battaglioni pionieri
  • III Gruppo collegamenti
  • III Gruppo esplorante
  • III Battaglione complementi
  • 5º Reggimento fanteria di marina, su:
Comando e Compagnia comando
I, II e III Battaglione
  • 6º Reggimento fanteria di marina, su:
Comando e Compagnia comando
I, II e III Battaglione
  • 3º Reggimento di artiglieria alpina, su:
Comando e batteria comando
I, II, III e IV Gruppo artiglieria

Duramente addestrata da ufficiali italiani con supervisione germanica fino al luglio dello stesso anno, essa andò a costituire una delle quattro divisioni di cui era composto l'esercito della Repubblica Sociale Italiana, assieme alla "Italia", la "Littorio" e la "Monterosa". Dopo la consegna della bandiera del reggimento (18 luglio 1944), la divisione tornò in Italia via ferrovia in agosto e fu in gran parte schierata in Liguria per contrastare un possibile sbarco alleato.

Due battaglioni della Divisione "San Marco" vennero distaccati in Garfagnana ed impiegati in combattimento in supporto del Gruppo Tattico della Divisione alpina "Monterosa" (III Battaglione del 5º Reggimento dal 15 settembre 1944, e II Battaglione del 6º Reggimento dal novembre 1944). I due battaglioni tornarono alle dipendenze della divisione a fine marzo 1945. Il 23 aprile 1945 la Divisione iniziò il ripiegamento, conclusasi il 30 aprile sul Ticino, come da ordine ricevuto dal Maresciallo Rodolfo Graziani.

Nella Regia Marina durante la cobelligeranza[modifica | modifica sorgente]

La parte del reggimento rimasta in Cina dopo l'8 settembre 1943 ricevette l'ordine da Roma di affondare le unità navali, distruggere gli archivi ed arrendersi. La caserma venne circondata da soldati Giapponesi: caduta la difesa, gli uomini del reggimento vennero in gran parte internati in Manciuria, salvo coloro che decisero di collaborare con i Giapponesi e che furono mandati a lavorare nei cantieri navali. Molti di coloro che non accettarono la collaborazione risultarono dispersi, alla fine del conflitto.

I reparti che si aggregarono alle forze di liberazione del Regno del Sud furono ricostituiti come Reggimento "San Marco" sotto la Regia Marina nel gennaio 1944. Furono inseriti nella II Brigata del Corpo Italiano di Liberazione e a partire dal 24 settembre 1944 vennero congiunti nel Gruppo di Combattimento Folgore. Combatterono sul fronte di Cassino. Furono insigniti dell'onore di entrare per primi nella città di Venezia. Alla fine delle ostilità, le forze da sbarco della Marina ricevettero la medaglia d'oro al valore militare, per l'eroismo mostrato in azione.

Il dopoguerra: riorganizzazioni e missioni di polizia internazionali[modifica | modifica sorgente]

Nel immediato dopoguerra (1951) i Fucilieri di Marina vennero riuniti ai Lagunari nell'unità interforze Esercito-Marina denominata Settore Forze Lagunari, e stanziati a Villa Vicentina, presso Udine. Il Settore Forze Lagunari era composto da due battaglioni, il Piave e il Marghera: i "marò" del San Marco costituivano la compagnia anfibia, i lagunari dell'esercito la compagnia autoportata. Nel novembre dello stesso anno l'unità fu di nuovo in prima linea, questa volta in una missione di pace: gli uomini del San Marco furono i tra primi a prestare soccorso agli alluvionati del Polesine.

Nel 1956 il Battaglione venne sciolto. La componente dell'esercito che costituiva il Battaglione a partire dal 1º luglio 1957 venne riorganizzata nel Battaglione Isonzo, un'unità meccanizzata (di cui un gruppo su tre anfibio) unita dopo soli due mesi nel Raggruppamento Lagunare con i battaglioni anfibi Marghera e Piave. Dal primo luglio dell'anno successivo il raggruppamento divenne Reparto Lagunare Appoggio, gettando le basi per la prossima costituzione del Reggimento Lagunari Serenissima.

Alla caserma Andrea Bafile di Villa Vicentina dove aveva sede il Battaglione Isonzo, la Marina Militare inviò il personale di leva reclutato ed assegnato al gruppo 13º della Marina Militare (I marò del Battaglione San marco) fino al secondo contingente 1963. I vertici della Marina decisero di ricostituire il San Marco come battaglione nel 1964. La base venne trasferita a Taranto, presso i Baraccamenti Cugini; dal luglio 1971 fu spostata nel castello di Brindisi, all'interno della Stazione Navale, venendo raggruppato con la III Divisione navale, insieme a tutte le altre unità anfibie della Marina.

Le missioni all'estero[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982 il battaglione fu mandato in missione all'estero, in Libano, in missione di pace per proteggere i profughi palestinesi, perdendo in azione un suo operativo, Filippo Montesi. Nel 1987 il San Marco fu presente nel Golfo Persico. Il conflitto Iran-Iraq si era esteso alle rotte commerciali del Golfo, arrivando a minacciare gli interessi commerciali dei paesi occidentali. Gli Iraniani accusarono Arabia Saudita e Stati Uniti di supportare militarmente l'Iraq, e cominciarono a colpire le navi occidentali in transito.

L'Italia inizialmente non partecipò alla forza multinazionale ONU, salvo poi essere spinta ad intervenire il 3 agosto successivo dopo l'assalto iraniano alla nave italiana Jolly Rubino. Il 1991 vide il battaglione impegnato in ruoli di supporto nella guerra del Golfo, mentre nei due anni successivi fu presente in Somalia nella fallimentare operazione congiunta Restore Hope. Oltre a queste missioni, il San Marco è stato presente in Cossovo, Albania e in Eritrea come deterrente durante la guerra con l'Etiopia.

A partire dal 16 settembre 1996 il reggimento è entrato a far parte della SILF (Spanish Italian Landing Force), una forza da sbarco congiunta italo-spagnola, attivata il 23 novembre successivo e destinata ad operare nei teatri di combattimento internazionali per conto della NATO. Il SILF è strutturato in forma di Brigata anfibia, composta da due reggimenti di manovra uno dei quali è il San Marco. Dal 1º ottobre 1999 il reggimento è stato riorganizzato in forma di Brigata come "Forza da sbarco della Marina Militare", suddiviso in Reggimento "San Marco", Reggimento "Carlotto" e in un Gruppo mezzi da sbarco.

Mezzo del San Marco in IRAQ

La Forza da sbarco, forte di 2100 uomini, è comandata da un contrammiraglio: il San Marco e il Carlotto sono a loro volta comandati ciascuno da un capitano di vascello. Negli anni 2000, la forza da sbarco ha partecipato a stretta collaborazione con l'Esercito Italiano nelle missioni in Afghanistan ed in Iraq, e non ultima come forza d'entrata (in collaborazione con il Reggimento lagunari dell'Esercito) in Libano nella missione a mandato ONU UNIFIL 2.

L'organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il Reggimento San Marco è dal 1991 stanziato a Brindisi in una caserma intitolata a Ermanno Carlotto, l'eroe dell'impresa cinese, costruita appositamente in contrada Brancasi. La caserma è dotata di un'area di addestramento presso le Isole Pedagne, vicino a Brindisi. In virtù della molteplicità di competenze raccolte nel reggimento, è in grado di operare con autonomia in combattimento, sia in missioni di combattimento che nelle moderne missioni di peacekeeping.

Dal 1º marzo 2013 con la costituzione della Brigata marina "San Marco", il reggimento è divenuto il "1º Reggimento "San Marco", assumendo le funzioni più operative della forza da sbarco. È dotato di alta flessibilità operativa e autonomia logistica. È il tenutario della bandiera di guerra dell'allora Battaglione San Marco e della bandiera colonnella. È suddiviso su tre battaglioni[7].

Struttura[modifica | modifica sorgente]

  • 1º Reggimento "San Marco" (comandato da un capitano di vascello)
    • Reparto comando
    • Battaglione "Grado" - reparto d'assalto
    • Battaglione Combat Support - con funzioni di supporto al combattimento, come il fuoco dei mortai pesanti, la difesa contraerea di punto, la capacità controcarro
    • Battaglione Combat Service Support - sovrintende alla logistica di aderenza, fornendo “in prima linea” tutti i supporti logistici necessari per il prosieguo del combattimento[7]

La Brigata San Marco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Brigata marina "San Marco".

La forza da sbarco della Marina Militare, dal 1º marzo 2013 è stata rinominata Brigata marina "San Marco", sempre con sede a Brindisi, ma basata su tre reggimenti, e ammonta complessivamente a circa 3.800 marinai [1]. È retta da un ammiraglio, che dipende direttamente dal Comandante in capo della squadra navale. È inquadrata nell'unità anfibia interforze Forza di proiezione dal mare, il cui comandante è lo stesso ammiraglio comandante della Brigata Marina San Marco.

Modalità di impiego[modifica | modifica sorgente]

Il 1º Reggimento "San Marco" è l'unità da combattimento destinata agli sbarchi anfibi e costituisce il fulcro della Forza da sbarco italiana della Forza di proiezione dal mare. Il Reggimento opera normalmente nei seguenti teatri operativi come testimoniato dalle operazioni effettuate:

  • Litoranei costieri, forza anfibia (Libano)
  • Montagna, territori montuosi (Kosovo, addestramento nel Nevada (USA))
  • Territori particolarmente freddi, montagna
  • Deserto o territori aridi (Afghanistan, Iraq)
  • Territori anfibi, giungla (addestramento in Africa Centrale)

Il 1º Reggimento "San Marco" è l'unico reparto italiano ed uno dei pochi reparti europei a poter condurre simultaneamente ed indipendentemente (senza l'intervento di altri reparti) azioni via mare (come lo sbarco), via terra (come attacchi meccanizzati e di artiglieria) e via aerea (da truppe elitrasportate grazie ad esempio agli elicotteri in dotazione).

L'addestramento[modifica | modifica sorgente]

Gli operativi del San Marco sono scelti tra i VFP4 della scuola sottufficiali della Marina Militare di Taranto. Dopo un periodo di incorporamento di due settimane, vi è un primo corso di 4/5 settimane per la selezione degli idonei, che vengono inviati alla caserma Carlotto per il corso gestito dal Battaglione Scuole Caorle. L'addestramento prevede una prima fase di otto settimane per l'addestramento fisico, e una seconda di 12 settimane che comprende i corsi tecnici. In questa seconda fase i soldati vengono addestrati alle varie specializzazioni (mortaista, missilista, assaltatore e pioniere).

Gli idonei prima di poter essere impiegati in operazioni effettive devono partecipare a due esercitazioni su scala nazionale o NATO. Gli ufficiali sono reclutati dai Corsi Normali e Speciali del corpo di stato maggiore dell'Accademia Navale: per i Ruoli Normali si chiede al 4º anno di voler prendere la qualificazione anfibia. Terminati gli studi in accademia, previa visita medica (che si ricorda, fanno anche i volontari e i sottufficiali), si viene inviati a Brindisi per un anno ultimando la preparazione per un ulteriore anno negli USA, a Quantico Marines Base (Virginia) con gli US Marines ed i Royal Marines.

L'addestramento degli ufficiali e dei sottufficiali, in Italia e negli USA, è uno dei più duri tra le forze convenzionali delle forze armate italiane insieme a quelli delle altre Unità di Coronamento per Operazioni Speciali (COS - TIER 3).

Mezzi ed equipaggiamenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Marina Militare
  2. ^ La storia del Battaglione San Marco
  3. ^ In Italia nella Marina Militare tutti i marinai semplici (Comune di 1ª o di 2ª Classe), compresi i fanti di Marina, sono detti marò (dall'abbreviazione burocratica scritta "mar.o" per marinaio). Il termine è spesso usato dai media per indicare anche i graduati di marina del "San Marco"
  4. ^ Il calcio nella concessione internazionale di Tientsin
  5. ^ La storia del Battaglione San Marco
  6. ^ "Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna", Edizioni Ferni, Ginevra, 1974
  7. ^ a b Marina Militare

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Fulvi, "Le fanterie di marina italiane", Roma, 1998, Ufficio Storico Marina Militare
  • Riccardo Lamura, "Il Gruppo Esplorante della Divisione San Marco nelle Langhe", Ritter Edizioni, 2007.
  • "RSI, Divisione San Marco", Edizioni Novantico, (libro fotografico)
  • Daniele Amicarella, "Quelli della San Marco", Mursia, 2005.
  • Fabio Sorini, Dai fanti da mar alla forza di proiezione dal mare, 2008, Chiaramonte

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]