Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Karl Friedrich Otto Wolff (Darmstadt, 13 maggio 1900 – Rosenheim, 17 luglio 1984) fu un ufficiale tedesco durante la prima guerra mondiale e successivamente divenne un importante membro del Partito nazista e delle SS; raggiunse il grado di SS-Obergruppenführer e di generale delle Waffen-SS.
Si arruolò appena diciassettenne nell'esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, raggiungendo il grado di capitano. Nel 1919 entrò a far parte dei Freikorps, i corpi franchi composti da reduci che combattevano le attività dei nuclei comunisti, e vi rimase fino al 1920. Nel 1931 Wolff si iscrisse al Partito nazista e nelle SS, trovandosi ben presto a capo dello Stato maggiore generale di Himmler. Nel 1939 venne anche nominato ufficiale di collegamento tra Himmler e Hitler.
Himmler riponeva grande fiducia in Wolff e gli era molto affezionato, tanto che usava rivolgersi a lui con il soprannome di "caro lupacchiotto", un gioco di parole con il suo nome. Tuttavia, i rapporti con Himmler subirono una crisi quando Wolff divorziò nel 1943 dalla prima moglie e decise di risposarsi. Per questo venne allontanato e inviato in Italia, dove rimase dal febbraio all'ottobre del 1944, in qualità di Governatore Militare e di Comandante supremo delle SS e della Polizia nel nord d'Italia. Il 10 maggio 1944 ebbe un incontro segreto in Vaticano con papa Pio XII, organizzato dal colonnello Eugen Dollmann e dalla nobildonna Virginia Bourbon del Monte[1] allo scopo di evitare spargimenti di sangue al momento del ritiro delle truppe tedesche incalzate dagli alleati ormai sbarcati fin da gennaio ad Anzio.[2][3]
Già a partire dall'ottobre 1944 iniziò i contatti con i comandi partigiani per il possibile ritiro delle truppe tedesche dall'Italia; a tal proposito tra marzo e aprile 1945 si incontrò con Allen Dulles, capo del servizio segreto statunitense, e con i generali Terence Airey, inglese, e Lyman Lemnitzer, statunitense. Nell'aprile 1945 Wolff, all'insaputa di Hitler, negoziò la resa con gli Alleati di tutte le forze tedesche operanti in Italia (Operazione Sunrise). Portato di fronte ad un tribunale tedesco al termine della guerra, venne condannato a quattro anni di prigione, ma in realtà vi trascorse una sola settimana.
Tuttavia nel 1962 venne nuovamente processato per aver preso parte alla deportazione di 300.000 ebrei verso il campo di Treblinka, e condannato a quindici anni di prigione; fu rilasciato dopo sei anni per motivi di salute. Dopo la scarcerazione Wolff continuò a vivere nella Germania Federale, dove morì nel 1984. Con la morte del Generale Karl Wolff, che era l' ultimo capo di Hauptamt superstite, si estinsero i vertici delle SS e la vecchia guardia dell'organizzazione.[senza fonte]
[modifica] Onorificenze tedesche
[modifica] Onorificenze straniere
- ^ Virginia Bourbon del Monte era la vedova di Edoardo Agnelli
- ^ Eugen Dollmann, Roma nazista, pp. 251-255
- ^ L'incontro portò anche alla liberazione del giurista ed esponente della Resistenza, Giuliano Vassalli, dal carcere di Via Tasso ove era detenuto dalle SS
- E. Aga-Rossi, B.F. Smith, Operazione Sunrise. La resa tedesca in Italia 2 maggio 1945, Mondadori, 2005
- Erich Kuby, Il tradimento tedesco, traduzione di Lydia Magliano, (Collana Storica Rizzoli), Rizzoli, Milano 1983, 467 p.
- Eric Morris, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-45, Longanesi, 1993.
- Eugen Dollmann, Roma nazista, Longanesi, 1951
[modifica] Altri progetti