Freikorps

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Il termine Freikorps (tedesco per "Corpi liberi") fu originariamente applicato alle milizie volontarie reclutate in Germania, in Italia conosciute come Corpi Franchi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

I primi Freikorps furono reclutati da Federico II di Prussia nel XVIII secolo durante la guerra dei sette anni. Altri Freikorps conosciuti comparvero durante le guerre napoleoniche, e furono guidati, fra gli altri, da Ferdinand von Schill e Ludwig Adolf Wilhelm von Lützow (Lützowsches Freikorps). I Freikorps erano considerati poco affidabili dagli eserciti regolari, così erano impiegati per compiti di sorveglianza e incarichi minori.

Un largo e proficuo utilizzo dei Corpi Franchi si ebbe durante il Risorgimento italiano, in tutte le guerre d'indipendenza: i Cacciatori della Stura, i Cacciatori delle Alpi, i Cacciatori degli Appennini, il Corpo Volontari Italiani, Legione ungherese, i Mille.

Sviluppi dopo la prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro della difesa Gustav Noske ispeziona i Freikorps Hulsen nel 1919

Dal 1918, il termine cambiò profondamente significato, e l'espressione Freikorps iniziò ad indicare delle organizzazioni paramilitari che sorsero in Germania, appunto, dopo la fine della prima guerra mondiale. Molti veterani tedeschi si sentirono profondamente scollati dalla vita civile, e si unirono nei Freikorps, alla ricerca della stabilità all'interno di una struttura simile all'esercito. Altri, furenti per l'inaspettata ed apparentemente inspiegabile sconfitta (la cosiddetta Dolchstoßlegende), vi si unirono nel tentativo di abbattere le sollevazioni comuniste o per ottenere una qualche forma di rivincita. Essi ricevettero considerevole supporto da Gustav Noske, il ministro della Difesa tedesco, che li usò in quella guerra civile che segnò gli albori della Repubblica di Weimar, per schiacciare la Lega Spartachista con la violenza, non senza ricorrere all'omicidio, come nel caso di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg. Il primo bando di arruolamento fu diffuso dal generale Georg Ludwig Rudolf Maercker il 22 dicembre 1918. I più importanti comandanti, oltre a Maercker, furono: i generali Rüdiger von der Goltz, Bernhard von Hülsen, Franz von Epp, Franz Pfeffer von Salomon, il capitano di corvetta Hermann Ehrhardt e il tenente Gerhard Rossbach.

Ebbero un ruolo nel riarmamento della Germania, per arruolare soldati senza violare le clausole del trattato di Versailles che imponenva alle nuove forze armate tedesche, la Reichswehr, di non superare i 100 mila uomini.

Furono nel Baltico al comando del generale von der Goltz, occupando la Curlandia e Ventspils, sconfiggendo molte volte i russi. Con il velato appoggio degli Alleati, von der Goltz tenne il Baltico fino al 23 maggio 1919, quando riuscì a sconfiggere definitivamente i russi.

Nel 1920 si ebbero nella Ruhr alcune sollevazioni comuniste, quando 50.000 persone formarono un'Armata rossa e presero il controllo della regione. I Freikorps misero fine alla sollevazione senza ricevere ordini dal governo. Alcuni ex membri appoggiarono il Putsch di Kapp nel marzo dello stesso anno (tentativo che si concluse in un disastro). I Freikorps vennero inizialmente sciolti, anche se continuarono per un altro paio d'anni sotto diverse forme (Associazioni di coltivatori o di lavoratori).

Una scia di eventi che si concluse con una serie di azioni terroristiche culminate nel 1922 con l'assassinio del ministro Walther Rathenau.

Alcuni capi del Partito Nazista militarono nei Freikorps; tra gli altri Ernst Röhm, capo delle Sturmabteilungen (o SA), Martin Bormann, Capo della cancelleria del NSDAP, il generale delle SS Leonardo Conti, il generale delle Waffen SS Ernst Rode, Kurt Daluege comandante della Ordnungspolizei, Rudolf Höß, Kommandant del campo di concentramento di Auschwitz, così come aristocratici come Filippo d'Assia, nipote dell'imperatore Federico III.

La maggior parte dei membri dei Freikorps, però, rimasero ai margini durante il Terzo Reich. Un frequente argomento di conversazione tra veterani dei Freikorps era, «Dove stava Hitler nel '19/'20, quando noi combattevamo i comunisti?». Hermann Ehrhardt e il suo vice comandante Eberhard Kautter, capi della Lega Vichinga si rifiutarono di aiutare Hitler e Ludendorff nel loro Putsch della Birreria e cospirarono contro di loro.

Le loro gesta sono ben descritte nel libro autobiografico di Ernst von Salomon I proscritti.

Lista di Freikorps (1918-1923)[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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