Ernst Nolte

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Ernst Nolte (Witten, 11 gennaio 1923) è uno storico e filosofo tedesco. Attualmente è professore emerito di storia contemporanea alla Freie Universität di Berlino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ernst Nolte è stato allievo di Martin Heidegger a Friburgo e di Eugen Fink, con il quale nel 1952 conseguì il dottorato in filosofia discutendo la tesi "Autoestraneazione e Dialettica nell'Idealismo tedesco e in Marx" (Selbstentfremdung und Dialektik im deutschen Idealismus und bei Marx).

Filosofo di formazione si è dedicato alla ricerca storica, in particolare contemporanea. Ha insegnato all'univesità di Marburgo (1965–1973) e alla Freie Universität di Berlino (1973-1991).

Per Nolte storia e revisione sono inscindibili, dato che "la revisione è il pane quotidiano degli storici", bisogna attribuire allo storico "la disponibilità alla revisione permanente dei dati di fatto e delle interpretazioni, che non si concilia con la volontà di mantenere un’immagine della storia dogmatica e immutabile[1].

La sua opera di storico è dedicata principalmente all'analisi dei grandi fenomeni ideologico-totalitari del XX secolo, il comunismo ed il fascismo.

A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, le sue tesi hanno ottenuto ampia risonanza mediatica e hanno suscitato forti polemiche. Critiche al pensiero di Nolte sono arrivate dagli storici Enzo Traverso e Régine Robin, ma anche dal filosofo Jürgen Habermas, che lo accusavano di tendenze apologetiche, volte a riabilitare il nazionalsocialismo.

Il 4 giugno 2000 Ernst Nolte ha ricevuto il Premio Konrad Adenauer per la scienza. Questa scelta della giuria ha riacceso nuovamente la polemica sulla figura di Nolte[2]. Il premio è stato consegnato allo storico da Horst Möller, il direttore dell'Institut für Zeitgeschichte (Istituto per la storia contemporanea), che nel suo elogio dell'opera di Nolte si è mantenuto distante dall'analisi dei punti più controversi. Nel discorso di accettazione Nolte ha invece riproposto all'uditorio alcune delle sue affermazioni più criticate, ossia che "dovremmo lasciare indietro la tesi che l'opposto del nazionalsocialismo è sempre buono e giusto" e che una spiegazione dell'antisemitismo di Hitler può essere il fatto che il bolscevismo - secondo i tedeschi - ai suoi inizi era supportato dagli ebrei[3].

Le tesi del "nazionalsocialismo come reazione"[modifica | modifica wikitesto]

Tema centrale del pensiero di Nolte è l'ipotesi che il nazionalsocialismo sia stato una reazione al bolscevismo che nel 1917, con la Rivoluzione d'Ottobre, provocò la nascita dell'Unione Sovietica. Lo storico tedesco afferma che, benché nazionalsocialismo tedesco e bolscevismo russo furono due fenomeni storici in antitesi fino alla fine, "non furono mai contrapposti uno all'altro in nessun momento in maniera contraddittoria" e soprattutto, via via che la seconda guerra mondiale volgeva alla sua conclusione, divenne sempre più chiaro che avveniva fra essi uno "scambio delle caratteristiche".[4]

La "controversia degli storici"[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni 80 del XX secolo divenne centrale nell'ambito della cultura tedesca il tema della "ricostruzione scientifica del passato", che si proponeva anche di arrivare alla "rottura della discrezione" mantenuta per decenni a proposito dei crimini nazionalsocialisti.[5] Il dibattito divenne noto come la Historikerstreit (la controversia degli storici). Anche Ernst Nolte partecipò a questa "Controversia" pubblicando il 6 giugno 1986 sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung un articolo intitolato Il passato che non vuole passare (Vergangenheit, die nicht vergehen will), che ebbe un'ampia risonanza anche al di fuori della Germania e che diede inizio ad un'aspra polemica fra gli storici e gli intellettuali europei. Il sottotitolo posto dall'autore Eine Rede, die geschrieben, aber nicht mehr gehalten werden konnte (Un discorso che potrebbe essere scritto ma non pronunciato in pubblico) dichiarava apertamente l'approccio di rottura e di critica nel trattare argomenti dolorosi e controversi per la storia tedesca.

In questo articolo lo storico tedesco anticipa uno dei temi centrali del suo successivo saggio La guerra civile europea (pubblicato nel 1987), vale a dire la domanda se l'Olocausto sia un evento unico nella storia o sia comparabile ad altri eventi. La posizione dell'autore è che l'arcipelago gulag è un "evento più originario" di Auschwitz (sia in termini temporali sia in termini di causa-effetto)[6] e che lo "sterminio di classe" operato dai bolscevichi è il "prius logico e fattuale" dello sterminio degli ebrei messo in pratica dai nazionalsocialisti[7]. Pertanto i crimini nazisti possono essere interpretati come una conseguenza della "barbarie asiatica" dei bolscevichi. Hitler avrebbe preso esempio da Stalin e dai gulag, attuando una "lotta di razza" anziché una "lotta di classe". Minacciata di annientamento e dalla possibile estensione della Rivoluzione cominterniana ai territori tedeschi, la Germania avrebbe reagito sterminando gli ebrei, considerati all'epoca i fondatori del regime comunista.

Tuttavia a proposito di questo testo controverso, lo stesso Nolte negli anni seguenti ha fatto una sorta di autocritica, deplorando il fatto che le sue tesi sul rapporto fra genocidio nazista e genocidio bolscevico, sviluppate a fondo nel testo La guerra civile europea del 1987, siano state inizialmente pubblicate in un articolo dal "titolo eclatante" (Il passato che non vuole passare) e che faceva eccessivo uso di "parole irritanti come gulag ed Auschwitz".[7]

Vicino al suo pensiero vi è lo storico Andreas Hillgruber, che prese le difese di Nolte affermando come lo storico tedesco avesse finalmente rotto un tabù tra la comunità degli storici.

Posizioni in materia di Olocausto[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro "Controversie" (tr. it. Corbaccio, Milano 1999), lo storico tedesco riconosce il rigore metodologico e la serietà scientifica di un revisionista come Carlo Mattogno (il quale, peraltro, come lo stesso autore sottolinea, non nega affatto che i lager fossero luoghi di segregazione, prigionia, sofferenza e morte).

Secondo la sua collega americana Deborah Lipstadt, "storici come Ernst Nolte sono, in certa misura, ancor più pericolosi dei negazionisti. Nolte è un antisemita di prim'ordine, che cerca di riabilitare Hitler sostenendo che non era peggio di Stalin; ma ha la prudenza di non negare l'Olocausto. Grazie ai negazionisti, un estremista meno radicale, come Nolte, si trova più prossimo al terreno comune, il che lo rende ancor più pericoloso" [8]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1963 Il fascismo nella sua epoca o I tre volti del fascismo, Sugar, Milano, 1966 (Der Faschismus in seiner Epoche. Action francaise - Italienischer Faschismus - Nationalsozialismus)
  • 1966 Die faschistischen Bewegungen
  • 1968 La crisi dei regimi liberali e i movimenti fascisti (Die Krise des liberalen Systems und die faschistischen Bewegungen)
  • 1968 Sinn und Widersinn der Demokratisierung in der Universität
  • 1974 La Germania e la Guerra Fredda (Deutschland und der Kalte Krieg)
  • 1983 Marxismo e Rivoluzione industriale (Marxismus und Industrielle Revolution)
  • 1984 Theorien über den Faschismus
  • 1987 La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo (Der europäische Bürgerkrieg 1917-1945. Nationalsozialismus und Bolschewismus)
  • 1988 Das Vergehen der Vergangenheit. Antwort an meine Kritiker im sogenannten Historikerstreit
  • 1990 Nietzsche e il nietzscheanesimo (Nietzsche und der Nietzscheanismus)
  • 1991 Il Pensiero della Storia nel XX secolo (Geschichtsdenken im 20. Jahrhundert; von Max Weber bis Hans Jonas)
  • 1992 Martin Heidegger tra politica e storia o Heidegger, Politica e Storia nella vita e nel pensiero (Martin Heidegger: Politik und Geschichte im Leben und Denken)
  • 1993 Streitpunkte - Heutige und künftige Kontroversen um den Nationalsozialismus[9]
  • 1995 Die Deutschen und ihre Vergangenheiten. Erinnerung und Vergessen von der Reichsgründung Bismarcks bis heute
  • 1998 "Feindliche Nähe": Kommunismus und Faschismus im 20. Jahrhundert. Ein Briefwechsel (con François Furet)
  • 1998 Historische Existenz. Zwischen Anfang und Ende der Geschichte
  • 2002 Der kausale Nexus. Über Revisionen und Revisionismen in der Geschichtswissenschaft; Studien, Artikel und Vorträge 1990–2000
  • 2006 La Repubblica di Weimar. Un'instabile democrazia fra Lenin e Hitler (Die Weimarer Republik. Demokratie zwischen Lenin und Hitler)
  • 2008 Storia, Europa e modernità, intervista ad Ernst Nolte a cura di Luigi Iannone, Le Lettere, Firenze 2008
  • 2009 La rivoluzione conservatrice, (a cura di Luigi Iannone), Rubbettino, 2009

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Gustavo Corni, La Storiografia 'Privata' di Ernst Nolte, pagine 115-120 da Italia Contemporanea, Volume 175, 1989.
  • Joachim Landkammer, Nazionalsocialismo e bolscevismo tra universalismo e particolarismo, pagine 511-539 da Storia Contemporanea, Volume 21, 1990
  • Francesco Perfetti, La concezione transpolitica della storia nel carteggio Nolte-Del Noce, pagine 725-784 da Storia Contemporanea, Volume 24, 1993.
  • Nicola Tranfaglia, Historikerstreit e dintorni: Una questione non solo tedesca, pagine 10-15 da Passato e Presente, Rivista di Storia Contemporanea, Volume 16, 1988.
  • Roberto Farneti, Perché gli storici?, Idee, vol.30, 1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ernst Nolte, Un giorno sorprendente, in risposta alla contestazione di Trieste del 9 novembre 2009
  2. ^ Ad esempio il New York Times riportava la notizia con il titolo Hitler Apologist Wins German Honor, and a Storm Breaks Out (Apologeta di Hitler vince premio tedesco)
  3. ^ (EN) Hitler Apologist Wins German Honor, and a Storm Breaks Out , articolo del New York Times del 21 giugno 2000
  4. ^ Ernst Nolte, La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo, pag. 536, Rizzoli, BUR, 2004
  5. ^ Roberto Farneti, Perché gli storici?, pag.86, Idee vol.30, 1995
  6. ^ War nicht der "Archipel GULag" ursprünglicher als "Auschwitz"? nell'originale tedesco
  7. ^ a b Gian Enrico Rusconi, introduzione a La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo, pag. XI, Rizzoli, BUR, 2004
  8. ^ ("Historians such as the German Ernst Nolte are, in some ways, even more dangerous than the deniers. Nolte is an anti-Semite of the first order, who attempts to rehabilitate Hitler by saying that he was no worse than Stalin; but he is careful not to deny the Holocaust. Holocaust-deniers make Nolte's life more comfortable. They have, with their radical argumentation, pulled the center a little more to their side. Consequently, a less radical extremist, such as Nolte, finds himself closer to the middle ground, which makes him more dangerous", http://www.jcpa.org/phas/phas-11.htm ).
  9. ^ Ne esiste una edizione in lingua italiana tradotta da Francesco Coppellotti dal titolo Controversie, edita da TEA, Milano, 2002, ISBN 88-502-0031-5

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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