Rudolf Höß

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rudolf Franz Ferdinand Höß

Rudolf Franz Ferdinand Höß, talvolta citato con la grafia Höss oppure Hoess (Baden-Baden, 25 novembre 1901Auschwitz, 16 aprile 1947), è stato un militare tedesco, primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz. A lui si devono la rapida costruzione del campo e l'impiego del gas Zyklon B (acido cianidrico) nelle camere a gas per semplificare e velocizzare le uccisioni[1].

Gioventù e prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Figlio del commerciante Franz Xaver Höß, Rudolf nacque il 25 novembre 1901 a Baden-Baden, nella Foresta Nera, in una rigorosa famiglia cattolica; primogenito, aveva due sorelle. Trasferitosi a Mannheim, divenne volontario alla Croce Rossa e nel 1916, a dispetto delle volontà della famiglia che desiderava iniziasse la vita sacerdotale, subito dopo la morte del padre il giovane Höß partì volontario, all'età di soli 16 anni, con il 21º reggimento dei Dragoni del Baden.

Inviato al fronte, Höß combatté in Turchia, Iraq e Palestina, dove venne promosso Feldwebel (sergente) all'età di 17 anni, diventando così il più giovane sottufficiale dell'esercito tedesco, e fu decorato con la Croce di Ferro di 1ª e 2ª classe. Durante il suo servizio al fronte egli venne ferito due volte. Alla fine della prima guerra mondiale, Höß entrò a far parte del Freikorps Roßbach combattendo in alta Slesia, nel Mar Baltico e nella regione della Ruhr.

Ingresso nel Partito nazionalsocialista e prigionia[modifica | modifica sorgente]

A novembre del 1922, si iscrisse al partito nazional socialista (NSDAP) con la tessera numero 3240. Nel 1923 fu condannato a dieci anni di prigione, insieme a Martin Bormann, per l'omicidio del maestro elementare Walther Kadow, accusato dai nazisti di essere una spia dei bolscevichi e di essere uno dei traditori di Albert Leo Schlageter. Schlageter venne condannato a morte dalla corte marziale francese e venne considerato una figura martire per i nazional socialisti. Due giorni dopo, un gruppo di soldati tedeschi ubriachi, tra cui Höß, trascinarono Kadow in un bosco e, dopo averlo riempito di randellate, gli tagliarono la gola e lo finirono con due colpi di pistola.

Martin Bormann fu rilasciato dopo appena un anno, mentre Höß fu scarcerato nel 1928 in seguito ad un'amnistia generale; Höß, per circa sei mesi, svolse il ruolo di impiegato presso un'organizzazione agricola, si sposò con la giovane Hedwig Hensel e nel 1929 si iscrisse alla Artamanen-Gesellschaft (Lega degli Artamani,[2] un movimento che si richiamava a ideali di purezza ariana e di ritorno alla vita agreste degli antichi), tra i cui membri figurava Heinrich Himmler, comandante delle SS, che ebbe così modo di conoscere Höß. Il rapporto tra i due sfociò nella proposta, che Himmler fece ad Höß, di entrare a far parte delle SS, che nell'idea del primo avrebbero rappresentato l'avanguardia ideologica (e gli strenui difensori) del «nuovo ordine» nazionalsocialista.

Servizio nei lager[modifica | modifica sorgente]

Con l'ascesa al potere del partito nazista, il 20 settembre 1933 Höß fu nominato SS-Anwärter, allievo SS. Ad aprile dell'anno seguente, con il permesso e su insistenza dell'SS-Reichsführer Heinrich Himmler, fu accettato come membro effettivo delle SS con il grado di SS-Mann (soldato), ottenendo la tessera delle SS n. 193.616.[3]

Höß negli anni compresi tra il 1934 e il 1938, in qualità di appartenente alle SS-Totenkopfverbände[4] (Unità testa di morto), ricoprì diversi incarichi nei campi di concentramento, iniziando quella carriera all'interno dell'amministrazione concentrazionaria, che non avrebbe più abbandonato fino al termine del conflitto.

Dachau e Sachsenhausen[modifica | modifica sorgente]

Nel 1935, Höß prese servizio presso il campo di Dachau, comandato da Theodor Eicke che era stato nominato da Himmler Ispettore ai campi di concentramento e che fu una delle figure chiave nella creazione del sistema concentrazionario nazionalsocialista trasformando Dachau in un campo modello al quale tutti gli altri lager attinsero idee ed esperienze negli anni successivi.

Höß venne presto nominato Blockführer, uomo delle SS che ricopriva il ruolo di comandante di un Block (blocco o baracca) di prigionieri e che quindi ne era in diretto e costante contatto. Negli anni successivi egli svolse il ruolo di Rapportführer, responsabile dei rapporti con tutti i Blockführer del campo e diretto sottoposto del Schutzhaftlagerführer.[5] In ragione delle sue precedenti esperienze di reclusione, si distinse nelle sue mansioni, a suo dire a causa dell'approfondita conoscenza della psiche dei prigionieri, riconosciute poi anche dai suoi superiori che lo reputavano dotato di un innato senso di responsabilità e di una condotta esemplare.

Nel contempo Höß apprese alla scuola di Eicke le caratteristiche del servizio presso i campi di concentramento: estrema brutalità, disprezzo per i nemici dello stato, consapevolezza di essere gli unici soldati che combattono in tempo di pace. Nelle sue memorie, scritte in prigionia nel periodo postbellico, Höß critica apertamente la rozza brutalità di Eicke e dei «suoi» uomini, che divennero in seguito importanti elementi all'interno dell'amministrazione dei lager. In effetti Höß non fu mai particolarmente amato dai suoi vecchi camerati che lo superarono negli anni successivi sulla scala gerarchica e lo stesso sistema da lui applicato ad Auschwitz si basò più su di una spietata efficienza unita all'indifferenza che sull'odio viscerale nei confronti dei deportati.

Il 1º agosto 1938 Höß fu trasferito in qualità di aiutante presso il campo di concentramento di Sachsenhausen, su richiesta dello stesso comandante Hermann Baranowski, che aveva specificamente richiesto Höß.[6] Höß trovò a Sachsenhausen un ambiente più congeniale rispetto a Dachau e provò sempre il massimo rispetto per il comandante Baranowski che egli vedeva come modello del vecchio capo SS e nazionalsocialista duro ed inflessibilmente rigoroso in tutte le questioni di lavoro.[7] Nell'inverno 1939 Höß fu promosso Schutzhaftlagerführer[5] (Comandante del corpo di custodia protettiva) di Sachsenhausen ma la situazione si deteriorò presto: Baranowski era morto ed il suo successore Hans Loritz non provava particolare simpatia per Höß.

La costruzione di Auschwitz[modifica | modifica sorgente]

Arbeit Macht Frei

Auschwitz-Work Set Free.jpg

« La vita dietro le sbarre o dietro il filo spinato, alla lunga senza il lavoro diventa intollerabile, anzi la peggiore delle punizioni »
(dall'autobiografia Comandante ad Auschwitz)

A questo proposito fece issare sul portone principale dell'ingresso di Auschwitz, il celebre motto Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi.

Il 4 maggio 1940 Höß fu nominato comandante di un lager che avrebbe dovuto lui stesso provvedere a costruire dopo aver proceduto alla requisizione di una vecchia caserma polacca situata nei pressi della cittadina di Oświęcim, conosciuta allora con il nome tedesco di Auschwitz. Nei progetti delle autorità tedesche il nuovo lager avrebbe dovuto essere un campo di smistamento per prigionieri polacchi destinato a contenere circa 10.000 internati e non era quindi previsto che esso divenisse, come poi accadde, il più grande centro di sterminio di milioni di persone innocenti del regime nazionalsocialista.

Höß si mise immediatamente all'opera per essere pronto quanto prima a ricevere i numerosi deportati previsti, utilizzando i primi deportati[8] (che giunsero al campo il 20 maggio 1940, provenienti da Sachsenhausen) per i lavori di sistemazione dell'area e di riparazione delle caserme che erano state danneggiate nel corso dei combattimenti seguiti all'invasione tedesca della Polonia.

Nelle sue memorie Höß ricorda le difficoltà incontrate, l'incompetenza dei suoi subordinati e dei prigionieri assegnatigli,[9] la scarsa collaborazione delle autorità superiori nel risolvere i suoi problemi quotidiani e le pressanti richieste che gli erano rivolte di rendere il campo operativo quanto prima. Tutto ciò fornisce risalto alle qualità di Höß, che certamente voleva essere ricordato come un soldato e non come un brutale assassino: efficienza di comando, furbizia nel risolvere le situazioni di stallo con i comandi superiori, spiccato senso del dovere che lo portò a lavorare con orari impossibili e a trascurare la famiglia. In questo modo egli diventò uno spietato omicida che contribuì al genocidio di milioni di persone innocenti.

Il 1º marzo 1941 Himmler effettuò il primo sopralluogo ad Auschwitz complimentandosi con Höß per il lavoro fin allora svolto ma esponendo nel contempo nuovi e grandiosi progetti per Auschwitz. Il campo avrebbe dovuto essere ampliato fino a poter accogliere 30.000 prigionieri e nel contempo si sarebbe dovuto creare un nuovo campo nell'area del villaggio di Birkenau (che divenne Auschwitz II) della capienza di 100.000 internati. Inoltre sarebbe stato necessario fornire 10.000 detenuti per la costruzione di un grande impianto per la produzione di gomma sintetica (Buna) di proprietà della I.G. Farben in località Dwory[10] (nel 1942 nei pressi dell'impianto industriale sorse il Campo di lavoro di Monowitz, terzo grande campo del complesso di Auschwitz).[11]

Il 29 luglio 1941[12] Höß fu convocato a Berlino da Himmler per partecipare ad un incontro (strettamente confidenziale) nel quale vennero definiti i particolari per l'ampliamento di Auschwitz e la creazione del nuovo campo di Auschwitz II - Birkenau nel contesto della prevista soluzione finale ordinata da Hitler. Interrogato nel corso del processo di Norimberga Höß ricordò così l'incontro con Himmler:

« Nell'estate 1941 venni convocato a Berlino dal Reichsführer delle SS Himmler per ricevere ordini personali. Egli mi disse qualcosa, non ricordo le esatte parole, circa il fatto che il Führer aveva dato ordine per una soluzione definitiva della questione ebraica. Se non fosse stata portata a termine allora in seguito gli ebrei avrebbero distrutto il popolo tedesco. Era stato scelto Auschwitz a causa del suo facile accesso ferroviario e perché il sito poteva essere agevolmente isolato.[13] »
Ufficio di Höß a Auschwitz

Nell'agosto 1941, dopo l'incontro con Himmler, Höß ebbe un incontro con Adolf Eichmann, architetto delle deportazioni del genocidio,[14] per discutere la Endlösung der Judenfrage (Soluzione finale della questione ebraica), famoso termine dietro il quale si nascondeva la Shoah del popolo ebraico.

L'incontro puntualizzò alcune questioni tecniche: si decise l'impiego di un gas, non ancora ben precisato  per le previste uccisioni visto che la morte mediante fucilazione sarebbe stato un compito troppo pesante (e poco efficiente) per le SS destinate all'incarico. Nel contempo vennero esaminati il sito, nei pressi di Birkenau, sui quali sarebbero sorte le camere a gas ed i forni crematori. L'incontro si concluse con l'impegno da parte di Eichmann di riferire a Höß circa l'esistenza di qualche gas di facile produzione e che non richiedesse installazioni particolari, e che mi avrebbe poi riferito in proposito.[15]

Auschwitz II Birkenau[modifica | modifica sorgente]

Il 3 settembre 1941[16] mentre Höß era impegnato in un viaggio di servizio, il suo vice l'SS-Hauptsturmführer (capitano) Karl Fritzsch trovò soluzione al problema che affliggeva Höß ed Eichmann relativo alla scoperta di un gas in grado di risolvere il problema delle uccisioni. Fritzsch utilizzò il gas Zyklon B, impiegato per la disinfestazione dei parassiti e quindi disponibile in abbondanti quantità nel campo, per uccidere circa 600 prigionieri di guerra sovietici.[17][18] Ritornato al campo, Fritzsch riferì sui risultati del suo esperimento che Höß fece ripetere con un successivo gruppo di deportati russi, per verificarne personalmente l'efficacia.[19]

La scoperta dello Zyklon B come agente per le gassazioni si dimostrò l'arma vincente del campo di Auschwitz ed una delle maggiori conquiste di Höß: era decisamente superiore in quanto ad efficacia e velocità di uccisione al monossido di carbonio[20] che venne utilizzato nei primi centri di sterminio creati nel contesto dell'Operazione Reinhard (Treblinka, Sobibór e Bełżec). Il successo dell'idea fu confermato dal fatto che l'impiego di Zyklon B venne «esportato» anche presso il campo di Majdanek.

Per tutta la seconda metà del 1941 proseguirono alacremente, sotto l'egida di Höß, i lavori di costruzione di Birkenau che però divenne operativo come centro di sterminio solo nella primavera 1942. Il 20 gennaio 1942 si tenne a Berlino una conferenza alla quale parteciparono numerose personalità del Terzo Reich e che diede avvio alla fase operativa della soluzione finale. Fino ad allora Höß era infatti stato coinvolto in progetti che non avevano ancora ricevuto il nullaosta ufficiale: il 15 febbraio 1942[21] giunse ad Auschwitz I[22] il primo convoglio di deportati ebrei provenienti dall'Alta Slesia che vennero immediatamente uccisi con il Zyklon B e i cui corpi vennero poi cremati.

« Le informazioni ricevute sui metodi con i quali i tedeschi in Polonia realizzano il massacro degli ebrei includono resoconti di convogli carichi di adulti e bambini destinati a Oswiencim vicino a Cracovia »
(New York Times, 25 novembre 1942, p.10[23])

Da allora, e per tutto il periodo di comando di Höß, Auschwitz continuò ad inglobare trasporti di deportati da destinare immediatamente alla morte, solo una piccola percentuale veniva selezionata per il lavoro dai medici del campo tra i quali si distinse Josef Mengele che venne soprannominato l'angelo della morte. Höß ebbe modo di mettere in mostra le sue innegabili qualità di manager, supervisionando con inflessibilità e distacco le operazioni di sterminio, tanto da ricevere più volte i complimenti di Himmler che lo ammirava per la puntuale esecuzione degli ordini. Durante uno dei suoi viaggi di ispezione al campo, effettuato nel 1942, Adolf Eichmann ebbe modo di ammirare la perfezione dei meccanismi di morte che Höß aveva applicato ad Auschwitz. Eichmann riportò le sue impressioni nel memoriale che scrisse a Gerusalemme nel 1962, poco prima di essere giustiziato per crimini contro l'umanità:

« Höß, il comandante, mi disse che utilizzava acido solforico per le uccisioni. Dei tamponi in cotone venivano imbevuti di questo veleno e poi gettati all'interno delle camere ove erano stati radunati gli ebrei; il veleno era immediatamente fatale. Egli bruciava i corpi su di una grata di ferro all'aria aperta. Mi condusse a vedere una fossa poco profonda dove era stato appena bruciato un gran numero di corpi.[24] »
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo di concentramento di Auschwitz.

Comandante dell'ufficio D1/Zentralamt[modifica | modifica sorgente]

Il 10 novembre 1943 Höß fu sostituito come comandante di Auschwitz da Arthur Liebehenschel.[25] I motivi della sostituzione non sono chiari, l'operato di Höß fu sempre molto apprezzato ed in seguito egli venne richiamato ad Auschwitz per supervisionare l'azione contro gli ebrei ungheresi, ma è certo che in quel periodo[26] una commissione d'indagine delle SS, guidata dal giurista Georg Konrad Morgen, stava effettuando un sopralluogo al campo alla ricerca di prove sulle malversazioni che vi avvenivano e che coinvolgevano numerosi ufficiali del lager incluso lo stesso Höß.

Nei mesi successivi Morgen proseguì le sue indagini, relative alla sottrazione di beni e valori appartenuti ai deportati, fino a quando un suo aiutante non scomparve senza lasciare traccia proprio mentre, all'inizio del 1944[27], stava interessandosi più specificatamente di Höß. Probabilmente Morgen aveva scoperto qualcosa circa la relazione sentimentale che Höß aveva avuto con l'internata Eleanor Hodys, da lui messa in stato interessante e che aveva poi cercato di uccidere per far scomparire le tracce del suo atto, passibile di grave condanna secondo i regolamenti delle SS.[28] Questi indizi inducono a pensare che Höß abbia deciso di cambiare aria per evitare una possibile condanna, come già era accaduto al comandante del campo di Buchenwald, Karl Otto Koch, indagato dallo stesso Morgen e destituito alla Gestapo per malversazione.[29]

La sostituzione portò Höß a ricoprire la posizione precedentemente tenuta dal nuovo comandante di Auschwitz Liebehenschel come comandante[30] dell'ufficio D1/Zentralamt Ufficio di amministrazione centrale) del dipartimento D (Ispettorato dei campi di concentramento) del Wirtschafts- und Verwaltungshauptamt (WVHA, Ufficio centrale economico ed amministrativo delle SS), un articolato organismo delle SS che si occupava della gestione delle finanze delle SS, dell'amministrazione dei campi di concentramento e dello sfruttamento della manodopera ivi rinchiusa. Höß ricordò in seguito nel suo memoriale come gli venisse proposto di scegliere se comandare il campo di Sachsenhausen o passare all'Ispettorato dei campi di concentramento, alle dipendenze di Richard Glücks. Sebbene egli preferisse, per sua stessa ammissione, essere mandato al fronte, alla fine scelse la seconda opportunità, occupandosi quindi del funzionamento e delle carenze (a suo dire) dei campi stessi.

Ritorno a Auschwitz[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aktion Höß.

L'8 maggio 1944, Höß ritornò a Auschwitz per sovrintendere alla Ungarn-Aktion, denominata poi in suo onore Aktion Höß. L'eufemistico termine si riferiva allo sterminio degli ebrei ungheresi, unica comunità ebraica ancora parzialmente risparmiata tra quelle sottoposte direttamente ed indirettamente al dominio nazionalsocialista. Ciò fu possibile anche grazie alla complicità del governo ungherese che dopo l'occupazione tedesca, iniziò ad emanare leggi anti-semite e furono molti i filo-nazisti che andarono al potere.[31]

In questo periodo il complesso di sterminio di Auschwitz II - Birkenau raggiunse il suo massimo potenziale distruttivo con la morte di circa 400.000 vittime in circa tre mesi di «operazioni». Höß, tornato ad Auschwitz in qualità di Standortältester (comandante anziano del presidio),[32] supervisionò con la solita efficienza l'azione estromettendo il comandante nominale di Birkenau Josef Kramer che nel corso del processo intentatogli nel dopoguerra si giustificò dicendo che Höß gli aveva ordinato di non occuparsi delle operazioni di sterminio degli ebrei ungheresi.

I convogli venivano dirottati direttamente nel campo di concentramento di Auschwitz, l'unico centro di sterminio ancora a disposizione nei territori occupati, comodo per l'arrivo dei vagoni ferroviari e nascosto agli occhi del mondo. Dopo una sommaria selezione i prigionieri ungheresi ritenuti sani e forti - chiamati Depot-Häftlinge, detenuti in deposito, venivano alloggiati temporaneamente nel settore BII di Birkenau senza essere segnati nei registri del lager. Alla fine di novembre, ormai nell'ottica della sconfitta tedesca, Himmler diede ordine di distruggere i crematori; restò in funzione fino all'ultimo nel lager solamente il Crematorio V.

La cattura[modifica | modifica sorgente]

Höß alla cattura degli alleati.

Terminata l'Aktion alla fine di luglio 1944 Höß rientrò ad Oranienburg, sede dell'Ispettorato ai campi di concentramento (Dipartimento D) del WVHA, e si trovò impegnato ad organizzare lo sgombero dei lager minacciati dall'avanzata delle forze sovietiche ed Alleate. Nell'inverno 1944-45 i campi dell'Est, tra i quali Auschwitz[33], erano ormai in prossimità del fronte e vennero pertanto evacuati in esecuzione di un ordine di Himmler che vietava che gli internati dei campi di concentramento cadessero in mano al nemico. Le evacuazioni, nel freddo inverno polacco e con scarsissime scorte di cibo, si trasformarono in vere marce della morte dove perirono migliaia di prigionieri, uccisi dalle SS con un colpo alla nuca perché troppo lenti oppure sfiniti. I più fortunati, giunti a destinazione nei lager ancora in mano tedesca, trovarono condizioni di sovraffollamento terribili e in moltissimi casi furono destinati ad una lenta morte per inedia.

Nel suo ultimo incontro con Himmler, quando ormai era chiara la sconfitta della Germania, ottenne una capsula di cianuro e l'ordine di cercare di nascondersi nella Wehrmacht: fuggì assumendo la falsa identità di Rudolf Lang.[34] Catturato nei giorni immediatamente successivi al termine del conflitto dalle forze inglesi, Höß fu rinchiuso in un campo di prigionia per uomini delle SS, ma chi l'aveva catturato non si accorse della sua reale identità e presto venne rilasciato trovando lavoro in un'azienda agricola nei pressi di Flensburg.

Per i successivi otto mesi le autorità britanniche cercarono di risalire ad Höß attraverso la famiglia che venne tenuta sotto stretto controllo. L'11 marzo 1946 la signora Höß ammise il nome fittizio ed il luogo dove si nascondeva il marito.[35] Egli fu catturato lo stesso giorno dalle forze britanniche; sfortunatamente per lui, la capsula di cianuro gli si era rotta pochi giorni prima. In seguito ad un primo e rude interrogatorio egli firmò, il 14 o 15 marzo, una dichiarazione che descriveva a grandi linee le operazioni di sterminio portate a termine nel complesso di Auschwitz.

Il processo[modifica | modifica sorgente]

Höß durante il processo di Norimberga

Trasferito a Norimberga, Höß testimoniò nel corso del celebre Processo come testimone per la difesa di Ernst Kaltenbrunner, comandante della Gestapo e superiore diretto di Eichmann, l'organizzatore dell'Olocausto.
Con freddezza disarmante rispose alle domande che gli erano poste, discutendo con calma dell'organizzazione del campo di Auschwitz e delle strutture impiegate per portare a termine il compito assegnatogli da Himmler: un compito che egli, in qualità di soldato in tempo di guerra, non poteva certo rifiutare.[36] Simili furono le testimonianze rese nel periodo successivo durante i processi secondari tenuti a Norimberga a carico di Oswald Pohl, capo del WVHA, e delle industrie I.G. Farben, produttrici dello Zyklon B.

La condanna[modifica | modifica sorgente]

Il 25 maggio 1946 fu trasferito in Polonia per rispondere in giudizio dei crimini che aveva commesso ad Auschwitz e venne imprigionato a Cracovia. Dopo un lungo dibattimento nel quale Höß ancora una volta espresse senza nessuna emozione visibile i meccanismi di funzionamento di Auschwitz, la Corte Suprema di Varsavia lo giudicò colpevole delle accuse che gli erano state rivolte. Il 2 aprile 1947 egli venne condannato alla pena di morte mediante impiccagione, eseguita il 16 aprile 1947 davanti all'ingresso del crematorio di Auschwitz.

Höß giustiziato
Höß sul patibolo qualche attimo prima di venire impiccato

Höß aveva cinque figli. Pochi giorni prima di essere giustiziato scrisse loro una lettera d'addio e rivolgendosi al figlio maggiore Klaus così lo esortava:

« Mio caro Klaus! Tu sei il più grande. Stai per affacciarti sul mondo. Ora devi trovare la tua strada nella vita. Hai delle buone capacità. Usale! Conserva il tuo buon cuore. Diventa una persona che si lascia guidare soprattutto dal calore e dall'umanità. Impara a pensare e giudicare responsabilmente da solo. Non accettare tutto acriticamente e come assolutamente vero, impara dalla vita. Il più grave errore della mia vita è stato credere fedelmente a tutto ciò che venisse dall'alto senza osare d'avere il minimo dubbio circa la verità che mi veniva presentata. Cammina attraverso la vita con gli occhi aperti. Non diventare unilaterale: esamina i pro ed i contro in ogni argomento. In ogni tua impresa non lasciare parlare solo la tua mente, ma ascolta soprattutto la voce del tuo cuore.[37] »

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Foto di Rudolf Höß come membro SS
SS-Anwärter[38] candidato alle SS 20 settembre 1933
SS-Mann soldato semplice 1º aprile 1934
SS-Sturmmann caporale 20 aprile 1934
SS-Unterscharführer sergente 28 novembre 1934
SS-Scharführer sergente maggiore 1º aprile 1935
SS-Oberscharführer sergente maggiore capo 1º luglio 1935
SS-Hauptscharführer maresciallo maggiore 1º marzo 1936
SS-Untersturmführer sottotenente 13 settembre 1936
SS-Obersturmführer tenente 11 settembre 1938
SS-Hauptsturmführer capitano 9 novembre 1938
SS-Sturmbannführer maggiore 30 gennaio 1941
SS-Obersturmbannführer tenente colonnello 18 luglio 1941

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Höß ottenne tutte le sue onorificenze nel corso del primo conflitto mondiale, dove fu il più giovane Feldwebel (sergente, grado che ottenne all'età di 17 anni) dell'esercito tedesco e dimostrò un coraggio non comune. Durante il secondo non venne mai impiegato al fronte e trascorse tutta la sua carriera nazionalsocialista all'interno dell'amministrazione concentrazionaria.

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
— 1917
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
— 1917
Mezzaluna di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Mezzaluna di Ferro
  • Medaglia di servizio del Baden

Citazioni[39][modifica | modifica sorgente]

« Il Führer comanda e noi obbediamo non era uno slogan, era un concetto preso sul serio »
(da Comandante ad Auschwitz, autobiografia)
« Ho 46 anni e sono membro del NSDAP dal 1922; membro delle SS dal 1934, e SS-Waffen dal 1939. Fui membro della Unità di Guardia delle SS, conosciuta come SS-Totenkopfverbände dal 1º dicembre 1934. Fui amministratore dei campi di concentramento dal 1934, servendo a Dachau fino al 1938. Assistente a Sachsenhausen dal 1938 agli inizi del 1940, fui poi promosso Comandante ad Auschwitz »
« Rimasi nel campo di Auschwitz fino al 1º dicembre 1943 e stimo che minimo 2,5 milioni di vittime siano state giustiziate e pertanto avvelenate con il gas e poi bruciate, e un minimo di 500 mila morirono di stenti, per un totale di circa 3 milioni di morti. Questa cifra rappresenta all'incirca il 70 o 80% di tutti i prigionieri che passarono per Auschwitz, i rimanenti venivano selezionati e usati per i lavori delle industrie dei campi di concentramento; includendo la morte di circa 20.000 russi, prigionieri di guerra internati a Auschwitz dagli ufficiali della Wehrmacht. Le vittime restanti includono circa 10.000 ebrei tedeschi e un gran numero di cittadini, per lo più ebrei, provenienti da Olanda, Francia, Belgio, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Grecia e da altri paesi. Noi giustiziammo circa 400.000 ebrei ungheresi ad Auschwitz nell'estate del 1944 »
« Le esecuzioni di massa con il gas ebbero inizio agli inizi del 1941 e continuarono fino al 1944. Visionai personalmente queste esecuzioni fino a dicembre del 1943 e questo al servizio delle mie funzioni alla sovrintendenza dei campi di concentramento della WVHA; tutte le gasazioni avvenivano per ordine diretto del RSHA (Reichssicherheitshauptamt), quindi a totale sua responsabilità. Pertanto gli ordini di genocidio li ricevetti dal RSHA »
« Due grandi crematori (I e II) furono costruiti nell'inverno 1942/1943 e iniziarono ad essere utilizzati nella primavera del 1943. Ogni unità aveva 5 forni e 3 sale, e cremava approssimativamente in 24 ore 2000 cadaveri »
« Per questioni tecniche non fu possibile aumentare la loro capacità e i vari tentativi, fatti in seguito, pregiudicarono la loro funzionalità, in alcuni casi mettendoli fuori uso »
« Un vagone su binari portava i cadaveri ai forni crematori, ogni camera a gas aveva una capacità di circa 3000 persone, ma non fu mai raggiunta questa cifra per l'insufficienza dei trasporti »
« La soluzione finale della questione ebraica significava il completo sterminio di tutti gli ebrei europei. Ed ad Auschwitz l'ordine di sterminio arrivò nel giugno del 1941. Al contempo altri tre campi nel Governatorato Generale erano stati terminati: Bełżec, Treblinka e Wolzek.[40] Questi campi erano subordinati ai Einsatzkommando della SD (Sicherheitsdienst).
Visitai Treblinka per vedere quali meccanismi usassero per lo sterminio di massa; il comandante del campo di Treblinka mi disse che aveva liquidato 80.000 ebrei in 6 mesi, per lo più provenienti dal Ghetto di Varsavia. Usava il monossido di carbonio e io pensavo che questo metodo non avrebbe potuto essere molto efficace. Così, quando fu ordinato a Auschwitz di procedere, usai il Zyklon B, acido prussico cristallizzato, utilizzato nelle disinfestazioni.
Lo facevamo cadere da una piccola apertura direttamente nelle camere: occorrevano dai 3 ai 15 minuti per uccidere la gente a secondo delle condizioni climatiche.
Capivamo quando aveva fatto effetto perché le persone smettevano di gridare. Aspettavamo mezz'ora prima di aprire e rimuovere i cadaveri, ai quali venivano poi estratti dai Sonderkommando gli anelli ed i denti d'oro »
« Un'altra miglioria che abbiamo fatto ad Auschwitz è stato l'ampliamento delle camere a gas: potevano tenere fino a 2000 persone, mentre a Treblinka le camere ne contenevano solo fino a 200 »
« Il modo in cui avveniva la selezione era la seguente: i 2 dottori che avevamo a Auschwitz esaminavano i prigionieri che arrivavano con il treno, li facevano camminare di fronte a loro e prendevano subito una decisione sul loro destino. Chi veniva ritenuto abile al lavoro veniva inviato al campo, gli altri direttamente alle camere a gas. I bambini più piccoli venivano sterminati perché non potevano essere adibiti ad alcun lavoro »
« E, mentre a Treblinka i prigionieri sapevano della loro fine, a Auschwitz abbiamo sempre cercato di illuderli, facendo creder loro di una disinfestazione da pidocchi. È ovvio che qualche volta capivano le nostre reali intenzioni e c'era qualche madre che cercava di nascondere i propri figli sotto i vestiti, ma naturalmente quando venivano trovati, venivano comunque uccisi »
« Abbiamo tentato, come richiesto, di tenere segreto lo sterminio di massa, ma l'odore terribile e nauseabondo dei corpi bruciati si propagava nelle campagne circostanti e tutta la gente che viveva vicino sapeva cosa accadeva a Auschwitz »
« Ogni tanto ricevevamo prigionieri speciali dalla Gestapo. I dottori delle SS li uccidevano con un'iniezione di benzina. I dottori stessi avevano il compito di scrivere il certificato di morte e potevano annotare qualsiasi causa di morte »
« Venivano anche compiuti esperimenti sulle donne prigioniere, inclusi sterilizzazione e esperimenti relativi al cancro. La maggiore parte delle persone che morì sotto questi esperimenti era già stata destinata alla morte dalla Gestapo »
« Rudolf Mildner era a capo della Gestapo a Katowice e da marzo 1941 a settembre 1943 comandava il dipartimento politico a Auschwitz che conduceva con tre diversi metodi di interrogatori.
Egli inviava i prigionieri a Auschwitz per l'incarcerazione o per l'esecuzione »
« Io capisco l'inglese e lo scrivo. La presente dichiarazione corrisponde al vero; questa dichiarazione è fatta volontariamente da me e senza costrizione; dopo averla riletta, l'ho firmata a Norimberga, Germania, il 5 aprile 1946 »
Hoess5.gif

L'autobiografia[modifica | modifica sorgente]

Durante la prigionia in Polonia Höß scrisse un memoriale autobiografico pubblicato postumo nel 1958 con il titolo di Comandante ad Auschwitz. Nelle sue memorie egli si dipinge come un soldato con un alto senso del dovere che aveva eseguito solamente degli ordini. La prima pubblicazione italiana, della casa editrice Einaudi (collana Gli Struzzi), non è integrale traduzione dell'originale versione tedesca. Vengono tralasciate alcune parti che non hanno rilevanza nel racconto della vita di Höß. Va anche precisato che la stessa pubblicazione tedesca non trascrisse integralmente i manoscritti di Höß, adducendo le stesse ragioni. I manoscritti di Höß si trovano a Varsavia, presso il Ministero della Giustizia.

« Questa autobiografia descrive con precisione un itinerario umano. Rudolf Höß sarebbe diventato un grigio funzionario qualunque, ligio alla disciplina ed amante dell'ordine, invece si è trasformato in uno dei maggiori criminali della storia umana »
(Prefazione di Primo Levi)
« Mi è stato detto ripetutamente che avrei potuto rifiutare gli ordini di Himmler, addirittura che avrei potuto assassinarlo. Non credo che tra le migliaia di ufficiali SS ce ne fosse anche solo uno capace di formulare un simile pensiero »

L'utilizzo dello Zyklon B per le camere a gas significava, per lui, svolgere un compito nella maniera più pulita possibile, evitando agonie tra i prigionieri.

« Dopo 20 minuti al massimo non si vedeva più alcun movimento. Il tempo richiesto dal gas per fare effetto variava da 5 a 10 minuti, a seconda se il clima era umido o asciutto, freddo o caldo. Dipendeva anche dalla qualità del gas, che non era mai la stessa, e anche dalla composizione del gruppo: se erano giovani o vecchi, in salute o malati »

Le esecuzioni sommarie vengono descritte con freddezza e lucidità, senza rimorso alcuno,

« Una notte venne condotto un ufficiale delle SS che conoscevo bene e con il quale solo il giorno prima ero stato al circolo, aveva arrestato un ex funzionario comunista e, fidandosi della lealtà del prigioniero, gli concesse di passare da casa, ma egli fuggì, l'ufficiale delle SS fu arrestato e condannato a morte dalla corte marziale, ero così sconvolto che dovetti fare uno sforzo per estrarre la mia pistola e dargli il colpo di grazia alla tempia »

Pochissimi sono i riferimenti alla famiglia (se non nel racconto dell'infanzia), alla moglie e ai propri figli,

« Avere una fattoria che diventasse la nostra patria, il focolare per noi e i nostri figli, dopo la guerra intendevo infatti abbandonare il servizio attivo e comprare una fattoria »

Polemiche attuali[modifica | modifica sorgente]

La figura di Rudolf Höß è attualmente sottoposta al cosiddetto revisionismo storico, dove vengono asseriti soprattutto i seguenti fatti:

  • La cattura di Höß fu eseguita grazie alla rivelazione del suo nascondiglio, in seguito a minacce di morte rivolte alla moglie ed ai figli.

Gli eventi che condussero alla cattura di Höß sono confusi, anche se esistono convincenti evidenze che le pressioni sulla sua famiglia, ed in particolar modo sulla moglie, minacciata di essere consegnata ai russi insieme ai figli per essere deportata in Siberia e fucilata, andarono oltre i limiti del lecito, pure non raggiungendo quei vertici di violenza (anche fisica) a volte paventati da alcuni autori revisionisti. Nel 1983 Rupert Butler pubblicò il libro Legions of Death che contiene un'estesa intervista ad uno dei catturatori di Höß, Bernard Clarke, il quale conferma le pressioni fatte sulla signora Höß.[41] L'intelligence britannica giustificava il proprio operato con l'urgenza di assicurare alla giustizia Höß prima che potesse riparare all'estero, come molti altri suoi ex-colleghi, attraverso le reti (ratline) che i nazisti in fuga attivarono al termine del conflitto.

  • Catturato dalle forze britanniche, Höß fu torturato per ottenere una confessione. Per questo tutto ciò egli ha detto è da ritenersi invalidato a causa del metodo utilizzato per estorcergli la confessione.

L'11 marzo 1946 una squadra dell'intelligence britannica formata da cinque uomini (tra i quali il già citato Clarke) al comando di un capitano iniziarono un serrato interrogatorio per costringere Höß a dichiarare la sua vera identità. Nel corso dell'interrogatorio egli venne percosso, alcuni dei membri della squadra inglese erano ebrei, e l'interrogatorio proseguì per alcuni giorni privando il prigioniero del sonno per costringelo a cedere e a confessare i suoi crimini. Il documento in lingua tedesca (protocollato come NO-1210) che Höß firmò il 14 o 15 marzo 1946 alle ore 02:30 a.m. fu ottenuto quasi certamente in violazione delle moderne norme di diritto internazionale che definiscono tortura la privazione di sonno. Alcune tesi sostengono che l'NO-1210 sottoscritto da Höß fosse stato compilato esclusivamente in lingua inglese e che quindi egli, che pur aveva una vaga conoscenza della lingua, non fosse in grado di leggere e rivedere il testo della sua deposizione, questo dimostrerebbe, secondo i propugnatori della tesi, la palese falsità del documento.

La versione inglese è copia conforme di un documento in lingua tedesca che porta le firme originali di Höß.[42] Il contenuto del documento NO-1210 venne però sostanzialmente confermato in più occasioni da Höß sia nel memoriale che scrisse in prigionia in Polonia sia nel successivo affidavit (protocollato come PS-3868) presentato al processo di Norimberga che si basò su di interrogatorio da parte dell'americano Robert Storey, e fu l'unico documento utilizzato nel corso del processo.[43]

Inoltre Höß venne interrogato sia a Norimberga che in Polonia ed in entrambi i casi confermò la sua prima confessione: nel caso avesse voluto ritrattare avrebbe potuto farlo pubblicamente in una gremita aula di tribunale, nel corso di processi che ebbero una immensa eco mediatica, tanto da rendere impossibile tenere nascosta una sua eventuale ritrattazione. In ultimo la comunità degli storici è unanimemente convinta della validità delle testimonianze di Höß che trovano riscontri incrociati in numerosi altri documenti e testimonianze relativi al periodo di Auschwitz e che furono rilasciate sia da suoi sottoposti, sia da internati sopravvissuti.

  • Höß ha scritto che i prigionieri nelle camere a gas morivano nel giro di pochi minuti e che si aspettava mezz'ora prima di aprire le porte per tirare fuori i cadaveri, ma l'utilizzo del Zyklon B, così come descritto, non era possibile, in quanto le camere si sarebbero rivelate ancora sature dal gas se fossero state aperte dopo solo mezz'ora.

La testimonianza di Höß è corroborata da numerose altre dichiarazioni di testimoni oculari, compresi i prigionieri sopravvissuti dei Sonderkommando incaricati della rimozione dei corpi dalle camere a gas. Le camere a gas di Auschwitz inoltre disponevano di impianti di aspirazione forzata che provvedevano a depurare l'aria in breve tempo e che erano stati installati appositamente per velocizzare le operazioni di sterminio. Nonostante le indicazioni d'impiego ufficiali dello Zyklon B riportassero tempi di permanenza del gas molto più lunghi e consigliassero l'impiego di maschere antigas per entrare in un ambiente saturo del prodotto, tali indicazioni erano riferite all'impiego dello Zyklon B in qualità di agente per la disinfestazione dai parassiti che richiedevano concentrazioni di gas molto superiori a quelle impiegate per uccidere gli esseri umani, circa 300 ppm per gli esseri umani contro le 16.000 ppm per i parassiti.[44] Il manoscritto„ di Höß in diverse centinaia pagine non contiene una sola correzione o un appunto fatto a lato, a conferma di un testo copiato.[45]

  • La sua testimonianza a Norimberga e le diverse dichiarazioni giurate da Höß, parlano di tre campi di sterminio terminati nel 1941: Bełżec, Treblinka e Wolzek. Quest'ultimo campo non esiste e nel 1941 Bełżec e Treblinka non erano ancora attivi.[46].

Wolzek è stato unanimemente identificato dagli storici come il campo di Sobibór mentre l'anno 1941 indicato da Höß è quasi certamente una sua svista, intendendo egli indicare il 1942. Nel corso dei numerosi interrogatori subiti egli cambiò più volte opinione sulla data, dimostrando uno scarso senso cronologico.[47]

  • Il numero di 2.500.000 di morti nel complesso di Auschwitz più volte citato da Höß è enorme.[46]

In effetti Höß citò numerose volte il numero di 2.500.000 morti (oggi gli storici concordano per un numero tra 1.100.000 ed 1.500.000 vittime ad Auschwitz[48]) che però ammise sempre di non aver conosciuto personalmente, non essendo tenuto a saperlo, ma di averlo basato su di una stima che gli aveva fornito Eichmann nel marzo o aprile del 1944.[49][50]. Interrogato il 15 aprile 1945 nel corso del processo di Norimberga Höß così rispose alle domande che gli vennero rivolte.

« Domanda: È vero che Eichmann le aveva riferito che ad Auschwitz erano stati annientati oltre due milioni di ebrei?
Risposta: Sì.

Domanda: È corretto dire che un solo uomo, che risponde al nome di Eichmann, teneva gli appunti [ndt: sul numero di deportati uccisi], l'uomo che aveva il compito di organizzare e raggruppare queste persone [ndt: gli ebrei destinati allo sterminio]?
Risposta: Sì.[13] »

Probabilmente Eichmann si riferiva ad una previsione per Auschwitz, oppure ad un numero complessivo che teneva conto di più campi di concentramento (anche se Höß lo negò[49]), oppure, più umanamente ed in linea con il suo carattere, voleva stupire Höß.

È da rimarcare inoltre il fatto che, alla data dell'arresto di Höß, la cifra degli ebrei assassinati era comunemente data intorno ai 4 milioni (i sovietici, che avevano liberato Auschwitz nel gennaio 1945, avevano pubblicato un rapporto datato 6 maggio 1945, successivamente archiviato dal Tribunale internazionale a Norimberga come documento USSR-008, la stessa cifra era stata accettata anche dalle autorità polacche che avevano processato Höß) ed è quindi presumibile che, se veramente le memorie di Höß fossero state scritte sotto coercizione, gli sarebbe stato imposto di scrivere la cifra di 4 milioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

Per gli estremi completi delle opere citate vedi la sezione Bibliografia

  1. ^ Rudolf Hoss, lager.it. URL consultato il 5 novembre 2011.
  2. ^ Le loro ideologie naturiste influenzarono quelle naziste: Joseph Goebbels, durante il party di Norimberga del 1927, disse che se il movimento populista avesse riconosciuto le proprie potenzialità e capacità di propaganda, probabilmente avrebbe guadagnato l'attenzione politica già il 9 novembre 1918, alla caduta della monarchia tedesca. Lo stesso Adolf Hitler, in Mein Kampf scrisse: le idee di base del movimento Nazionale-Socialista sono populiste (volkisch) e le idee populiste sono Nazional-Socialiste
  3. ^ Le SS erano un'organizzazione indipendente in seno allo NSDAP e mantennero sempre una rigida separazione burocratica da quest'ultimo, gelose della loro posizione privilegiata di fedelissimi del Führer. Per questo, ogni appartenente alle SS riceveva un'apposita tessera, che lo qualificava come membro, diversa dalla tessera del Partito. Teoricamente, e ci furono alcuni rari casi in cui la regola venne in effetti applicata, non era necessario essere membri del partito nazionalsocialista per accedere ai ranghi delle SS.
  4. ^ Le SS-Totenkopfverbände, che espletavano servizio di guardia presso i campi di concentramento, erano un'unità indipendente in seno alle SS, al pari delle Allgemeine-SS (SS generali) e delle SS-VT che poi si trasformarono in Waffen-SS (SS combattenti).
  5. ^ a b Il termine Schutzhaftlagerführer (Comandante del corpo di custodia protettiva) identificava l'ufficiale, nominalmente subordinato al comandante, ma che di fatto aveva pieno controllo sulle condizioni di vita dei prigionieri all'interno del campo e che era al vertice di una struttura gerarchica di graduati delle SS e di deportati anziani (kapò).
  6. ^ Höß, Comandante, p. 64 (nota 1)
  7. ^ Höß, Comandante, p. 64
  8. ^ Bruno Brodniewicz fu registrato con la matricola numero 1, primo dei 4 milioni di internati. I primi 30 delinquenti comuni iniziarono la costruzione del campo, e diventarono i primi Kapo
  9. ^ I primi prigionieri che giunsero al campo erano triangoli verdi, criminali comuni, che andarono a costituire l'ossatura della struttura gerarchica di deportati composta da Kapò e prominenti che in ogni lager si affiancava a quella di comando delle SS. Era infatti impensabile che le relativamente poche autorità tedesche del campo potessero controllare immense masse di internati (Auschwitz arrivò a contare 140.000 prigionieri) senza che esistesse qualche forma di collaborazione con gli stessi, trasformando, come accadde nei lager nazionalsocialisti, alcune vittime in carnefici.
  10. ^ Ai vertici delle I.G. Farben vi erano uomini molto vicini al Reich e la decisione di ampliamento del 1940 che individuò vicino a Oswiecim la costruzione di una nuova base, prevedeva sì la prossimità di materie prime (sali minerali, acqua, calce e carbone), ma anche la vicinanza del lager e la posizione stratagica, fuori portata dai bombardieri alleati, i primi bombardamenti sono della seconda metà del 1944
  11. ^ Czech, Kalendarium, annotazione del 1º marzo 1941.
  12. ^ Höß non chiarì mai nel corso dei processi postbellici la reale data dell'incontro, parlando vagamente dell'estate 1941. La data riportata è citata e motivata in: Czech, Kalendarium, annotazione del 29 luglio 1941.
  13. ^ a b (EN) Nuremberg Trial Proceedings Volume 11, Sessione mattutina di lunedì 15 aprile 1946 dal sito web The Avalon Project. Riportato il 27 marzo 2007.
  14. ^ Eichmann era a capo del Referat IV B4 (ufficio IV B4) che si occupava di «questioni ebraiche» e che si rese responsabile dell'organizzazione dei trasporti di deportati da tutta l'Europa occupata verso i campi di sterminio. Il IV B4 era inquadrato nella Gestapo, IV dipartimento dell'RSHA (Ufficio centrale per la sicurezza del Reich). Il primo trasporto organizzato da Eichmann, composto da 999 deportate ebree slovacche, giunse ad Auschwitz il 26 marzo 1942. Per la data del primo trasporto IV B4 si veda: Czech, Kalendarium, annotazione del 27 marzo 1942.
  15. ^ Czech, Kalendarium, annotazione di agosto 1941 (generica, in incipit alla sequenza cronologica del mese). La citazione della frase di Höß in Comandante, pp. 172-173 (verificare)
  16. ^ (EN) Eugen Kogon. Nazi Mass Murder: A Documentary History of the Use of Poison Gas. New Haven: Yale University Press, 1993, p. 139. Si veda anche: (EN) Auschwitz: Krema I dal sito web Nizkor. Riportato il 28 marzo 2007.
  17. ^ Oltre ai prigionieri di guerra sovietici Fritzsch decise di utilizzare come cavie anche 250 internati ormai stremati dalla fatica.
  18. ^ Fino ad allora, per le uccisioni nel campo di Auschwitz, era stato utilizzato il metodo delle iniezioni endovenose letali, utilizzando a tal fine diversi composti (peridrolo, benzene, etere, evipan e fenolo). Bisogna ricordare che però Auschwitz non era ancora il grande centro di sterminio che divenne negli anni seguenti e le morti, seppur numerose, non si avvicinavano minimamente ai numeri che poi si ebbero.
  19. ^ Czech, Kalendarium, annotazione di agosto 1941 (generica, a termine alla sequenza cronologica del mese). Si veda anche la nota 3 alla stessa data. Nelle fonti citate la data del 3 settembre non viene riportata e si parla genericamente dell'agosto 1941.
  20. ^ Il monossido di carbonio utilizzato era prodotto dai fumi di scarico di grandi motori installati nei pressi delle camere a gas. Esistevano anche autocarri attrezzati come camere a gas mobili, dove il pianale di carico ermeticamente sigillato era collegato attraverso un sistema di tubazioni al sistema di scarico dell'automezzo.
  21. ^ Czech, Kalendarium, annotazione del 15 febbraio 1942.
  22. ^ Le prime gassazioni avvennero presso il lager principale. Il Bunker I di Auschwitz Birkenau entrò in funzione il 20 marzo 1942. Si veda: Czech, Kalendarium, annotazione del 20 marzo 1942.
  23. ^ http://veritas3.holocaust-history.org scegliere:How Reliable are the Höss Memoirs?
  24. ^ Prison Memories di Eichmann, citato in: (EN) Rudolf Höss dal sito web Jewish Virtual Library. Riportato il 28 marzo 2007.
  25. ^ In realtà con la partenza di Höß il complesso di Auschwitz, ormai difficilmente gestibile da un solo comandante, venne suddiviso in tre comandi separati: Tra i comandanti esisteva uno Standortältester (comandante anziano di presidio) che svolgeva una funzione di supervisore dell'intero complesso di Auschwitz. Normalmente la carica venne ricoperta dal comandante di Auschwitz I (e da Höß stesso nel periodo maggio-luglio 1944, durante lo sterminio degli ebrei ungheresi) ma dopo Höß nessun comandante poté disporre dell'immenso potere decisionale e d'azione che egli aveva avuto negli anni precedenti.
  26. ^ I primi sopralluoghi di Morgen risalgono all'autunno 1943 e si protrassero fino al 1944, quando era già comandante Liebehenschel. Per il periodo in cui si tennero i primi sopralluoghi si veda: (EN) Corruption: Episode 4, trascrizione del quarto episodio del documentario Auschwitz: Inside the Nazi State di Laurence Rees per la PBS. Riportato il 28 marzo 2007.
  27. ^ Anche gli archivi di Morgen vennero bruciati in quel periodo. Si veda: (EN) SS-Hauptscharfuhrer Konrad Morgen - the Bloodhound Judge del 9 agosto 2001, dal sito web bbc.co.uk. Riportato il 28 marzo 2007.
  28. ^ Il piano di uccidere la Hodys non ebbe successo per l'interessamento dello stesso Morgen che riuscì a farla trasferire a Monaco dove però fu uccisa dalle SS al termine del conflitto. Si veda: Perpetratori dal sito web Alfabeto di Auschwitz. Riportato il 28 marzo 2007.
  29. ^ Koch venne condannato a morte da un tribunale nazionalsocialista e fucilato il 5 aprile 1945.
  30. ^ In realtà Höß fu trasferito ufficialmente presso il comando (stato maggiore) del dipartimento D, anche se operò presso l'ufficio D1/Zentralamt. Divenne comandante effettivo dell'ufficio D1/Zentralamt solo il 1º maggio 1944. Nel frattempo il comando del D1/Zentralamt fu nelle mani di Richard Baer che sostituì Liebehenschel al comando di Auschwitz I nel maggio 1944, dopo che Höß era stato nominato comandante dell'Ufficio, comando che lasciò però vacante fino alla fine di luglio perché impegnato ad Auschwitz nelle operazioni di sterminio degli ebrei ungheresi. Si veda: Höß, Comandante, p. 140 (nota 2).
  31. ^ [1] approfondimenti sul sito Olokaustos.org
  32. ^ Nel novembre 1943 la struttura di comando del complesso di Auschwitz venne riorganizzata e furono nominati tre comandanti distinti per ognuno dei tre campi principali anche se l'amministrazione rimaneva unica e centralizzata presso il campo di Auschwitz I. Oltre la figura di comandante (Lagerkommandant) venne introdotto anche quella di Standortältester («comandante anziano del presidio») che aveva nominalmente autorità su tutto il complesso di Auschwitz. Questa carica venne ricoperata da normalmente dai comandanti di Auschwitz I ad esclusione di questo periodo.
  33. ^ Auschwitz fu evacuato il 17 gennaio 1945 e liberato dalle forze sovietiche il 27 dello stesso mese.
  34. ^ Nel 1952 fu pubblicato in Francia il romanzo di Robert Merle, scrittore francese, dal titolo La Mort est mon métier, biografia romanzata di Rudolf Lang.
  35. ^ Per un approfondimento si veda il paragrafo polemiche attuali.
  36. ^ I due giorni precedenti il processo, fu interrogato, (en) [2]; la sequenza del processo (en) [3]
  37. ^ Lettera di Höß dell'11 aprile 1947. Si veda: (EN) The last letter of Rudolf Hoess dal sito web Lest We Forget. Riportato il 28 aprile 2007.
  38. ^ I documenti matricolari originali di Höß sono disponibili presso il Simon Wiesenthal Center Online. Si veda: (DE) Diestlaufbahn des Höß, Rudolf foglio I - foglio II
  39. ^ Queste citazioni, se non altrimenti specificato, provengono da Internet Modern History Sourcebook e sono parte di quanto testimoniò al processo di Norimberga. Il Sourcebook è una collezione di dominio pubblico con permesso di copiare il testo per la conoscenza della storia nel mondo. [4]
  40. ^ Il nome di questo campo di concentramento compare solo nella testimonianza di Höß al Processo di Norimberga, e fa parte delle ipotesi negazioniste sull'Olocausto, ossia la contestazione dell'esistenza di un programma, istituito dai nazionalsocialisti, volto ad una distruzione sistematica degli ebrei; http://www.ihr.org/jhr/v07/v07p389_Faurisson.html http://www.radioislam.org/islam/italiano/revision/gar/miti4.htm
  41. ^ (EN) Legions of Death: The Nazi Enslavement of Europe. Barnsley, UK: Pen and Sword Books Ltd, 2004. ISBN 1-84415-042-9
  42. ^ Versione digitale della copia conforme in lingua inglese e originale tedesco con le firme di Höß del documento NO-1210. Si veda: (ENDE) Rudolf Hoess NO-1210 (documento in 4 parti) dal forum web RODOH. Riportato il 5 aprile 2007.
  43. ^ Rudolf Höss Frequently Asked Questions dal sito web The Nizkor Project. Riportato il 2 aprile 2007.
  44. ^ Per approfondire si veda:
  45. ^ Jean-Claude Pressac in Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers
  46. ^ a b [5] tesi revisionista su Höß, testo in inglese
  47. ^ (EN) Jamie McCarthy. The Wolzek Paradox dal sito web The Holocaust History Project. Riportato il 3 aprile 2007.
  48. ^ Franciszek Piper, Estimating the Number of Deportees to and Victims of the Auschwitz-Birkenau Camp, (1991), fece numerose ricerche sul numero delle vittime dell'Olocausto: asserì che circa 1.300.000 ebrei furono deportati a Auschwitz in 4 anni 1/2, di questi solo 400.000 furono registrati e che di questi solo 200.000 non furono uccisi. Tutti quelli che non erano stati registrati, furono uccisi. Ne consegue che furono uccisi circa 1,1 milione di ebrei: cifra che è stata ora accettata dal Memorial Museum di Washington (U.S.A.)
  49. ^ a b Höß chiarì questo punto nel corso degli interrogatori tenuti prima del processo di Norimberga il 1º ed il 2 aprile 1945. Si veda: (EN) Interrogatorio del 2 aprile 1945, pp.14-15
  50. ^ Stima probabilmente derivata dal pensiero che in Germania ci fossero all'incirca un milione di ebrei; il programma iniziale, di trasferirli in Madagascar non era più attuabile con l'entrata in guerra degli Stati Uniti; più semplice era spostarli a oriente, in Polonia e Unione Sovietica (dove il numero degli Juden era stimato in un altro milione) e metterli al lavoro, in attesa della fine della guerra. Nei documenti della conferenza di Wannsee viene decisa quindi la Zuruckdraengung ricacciata, a riconferma della tesi revisionista, la parola Vernichiung, che significa sterminio, non compare

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Olocausto (bibliografia).
  • Danuta Czech. Kalendarium. Gli avvenimenti nel campo di concentramento di Auschwitz 1939-1945 versione elettronica a cura dell'ANED (gennaio 2002).
  • Rudolf Höss. Comandante ad Auschwitz. Torino, Einaudi (Tascabili Saggi), 1997. ISBN 88-06-14666-1
  • Hermann Langbein. Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio nazista. Milano, Mursia, 1992. ISBN 88-425-1348-2
  • Cordelia Edvarson. La principessa delle ombre. Firenze, Giunti Editore, 1992. ISBN 88-09-20258-9
  • Gitta Sereny. In quelle tenebre. Milano, Adelphi, 1994.
  • George M. Gilbert. Nelle tenebre di Norimberga. Parla lo psicologo del processo. Milano, SEI, 2005. ISBN 88-05-05995-1
  • Leon Goldensohn. I taccuini di Norimberga. Uno psichiatra americano incontra imputati e testimoni. Milano, Il Saggiatore, 2005. ISBN 88-428-1240-4
  • Jürg Amann. Il comandante: Basato sugli appunti del comandante di Auschwitz Rudolf Höss. Roma, Atmosphere libri, 2013. ISBN 88-6564-044-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 36959026 LCCN: n83193031

Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni
Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 13 maggio 2007 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Archivio  ·  Voci in vetrina in altre lingue   ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki