Pogrom di Jedwabne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il pogrom di Jedwabne (conosciuto anche come massacro di Jedwabne) fu un pogrom effettuato nel villaggio e nelle vicinanze di Jedwabne, in Polonia, e scatenato contro gli abitanti ebrei della zona nel luglio 1941, durante la Seconda guerra mondiale. Nonostante per un lungo periodo si sia supposto che il pogrom fosse stato effettuato dagli Einsatzgruppen nazisti oggi si suppone che esso venne in larga misura, se non completamente, effettuato dagli abitanti polacchi non-ebrei della zona: se e quanto le forze occupanti tedesche vennero coinvolte nell'operazione rimane un mistero insoluto.

Preludio[modifica | modifica sorgente]

Già durante le sole prime tre settimane dell'invasione della Polonia nel 1939 250.000 furono gli ebrei vittime di pogrom scatenati dai loro concittadini polacchi approfittando del caos generale.[1]

Il pogrom[modifica | modifica sorgente]

A seguito dell'attacco portato nel giugno 1941 all'Unione Sovietica, le truppe tedesche si rimpossessarono rapidamente delle zone che l'Unione Sovietica si era annessa nel 1939 come conseguenza del patto di non aggressione russo-tedesco. I tedeschi, attraverso la propria propaganda, fomentarono la popolazione polacca ed asserirono che gli ebrei avevano collaborato con i sovietici nei crimini commessi in Polonia prima del loro arrivo e le SS organizzarono l'intervento degli Einsatzgruppen (gruppi speciali) per uccidere gli ebrei del territorio occupato. La cittadina di Wizna, per esempio, nei pressi di Jedwabne (nel nord-est della Polonia) vide l'intervento degli Einsatzgruppen nell'uccisione di diverse decine di ebrei.

Il mese successivo, il 10 luglio 1941, gli abitanti non-ebrei di Jedwabne circondarono i loro vicini ebrei e tutti coloro che riuscirono a trovare, compresi gli ebrei in visita da paesi vicini e i residenti dei villaggi circostanti come Wizna e Kolno. Il gruppo venne condotto nella piazza di Jedwabne, dove venne assalito e picchiato. Un gruppo di quaranta o cinquanta ebrei, tra i quali il rabbino della locale comunità, vennero costretti a demolire il monumento dedicato a Lenin, costruito durante l'occupazione sovietica. Questo gruppo venne successivamente ucciso e gettato in una fossa comune insieme ai frammenti del monumento distrutto.

Successivamente - le deposizioni dei testimoni variano da una a diverse ore - la maggior parte degli ebrei rimasti in vita dopo le violente percosse e che ancora si trovavano sulla piazza, vennero rinchiusi in un granaio al quale venne appiccato fuoco; morirono bruciati vivi.

Indagini e controversie[modifica | modifica sorgente]

Jedwabne - monumento

Fino al 2000 venne comunemente accettato che il massacro Jedwabne fosse stato commesso dagli Einsatzgruppe delle SS tedesche. A tale data un dettagliato studio dell'evento venne pubblicato dallo storico polacco-americano Jan T. Gross. L'autore descrisse il massacro come un pogrom e concluse che gli ebrei erano stati circondati da una folla di polacchi non-ebrei senza l'intervento da parte degli Einsatzgruppe o di altre forze tedesche.

In maniera scontata lo studio causò enormi controversie in Polonia e molti si interrogarono sulla validità delle conclusioni. Tomasz Strzembosz, professore all'Università cattolica di Lublino e all'Accademia polacca di scienze - Istituto di studi politici, sostenne che anche se i polacchi fossero stati coinvolti, l'operazione era stata supervisionata dagli occupanti tedeschi (le tesi di Strzembosz, in inglese).

A seguito di una intensa attività di investigazione, tuttavia, l'Istituto polacco per la Memoria nazionale (Instytut Pamięci Narodowej, IPN) rilasciò, nel 2002, un rapporto nel quale si faceva carico di alcune tesi espresse da Gross, anche se il numero di ebrei uccisi (circa 380) era decisamente inferiore ai 1.600 riportati negli anni precedenti (la conferma del numero preciso di vittime non fu possibile a causa dell'opposizione delle autorità religiose ebree all'esumazione dei corpi). L'IPN scoprì che all'eccidio erano presenti otto poliziotti tedeschi e per questo il grado di coinvolgimento tedesco rimane una questione aperta. Molti testimoni asserirono di aver visto soldati tedeschi quel giorno a Jedwabne mentre altri affermarono il contrario.

Come la sentenza di un tribunale sancisce, l'attiva partecipazione della popolazione non-ebrea è al di là di ogni dubbio, ma rimane aperta la questione della natura e delle modalità dell'intervento tedesco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "I carnefici della porta accanto. 1941: il massacro della comunità ebraica di Jedwabne in Polonia", Gross Jan T., Arnoldo Mondadori Editore, 2002

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jan Tomasz Gross, Neighbors: The Destruction of the Jewish Community in Jedwabne, Poland, Princeton University Press, 2001, ISBN 0-14-200240-2.
  • Dariusz Stola, Jedwabne: Revisiting the evidence and nature of the crime in Holocaust and Genocide Studies, vol. 17, no. 1, Spring 2003, pagg. 139-152.
  • Antony Polonsky and Joanna B. Michlic, The Neighbors Respond: The Controversy over the Jedwabne Massacre in Poland, Princeton University Press, 2003, ISBN 0-691-11306-8.
  • Marek Jan Chodakiewicz, The Massacre in Jedwabne, July 10, 1941: Before, During, After, Columbia University Press and East European Monographs, 2005, ISBN 0-88033-554-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]