Arbeit macht frei

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La scritta "Arbeit macht frei" che sovrasta la cancellata d'ingresso del Campo di concentramento di Auschwitz, realizzata dall'internato Jan Liwacz.

Arbeit macht frei (che in tedesco significa: "Il lavoro rende liberi") era il messaggio di benvenuto posto all'ingresso di numerosi campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

La scritta assunse nel tempo un forte significato simbolico, essendo in grado di riassumere in sé tutta la menzogna, la crudeltà e la barbarie dei campi di concentramento nazisti, nei quali i lavori forzati, la condizione di privazione inumana dei prigionieri e non ultimo il destino finale di morte, stridevano con grottesca ironia rispetto all'apparente candore etico del motto.

L'idea di porre la scritta ad Auschwitz è probabilmente dovuta al maggiore Rudolf Höß, primo comandante responsabile del campo di sterminio; la frase, comunque, costituiva il titolo di un romanzo del 1872 dello scrittore tedesco Lorenz Diefenbach. I prigionieri che lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto il cancello d'entrata accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da una orchestra di deportati appositamente costituita. Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte dei prigionieri ebrei era detenuta nel campo di Auschwitz II - Birkenau e non passava quindi da questo cancello.

Questo motto era presente in molti campi di concentramento e sterminio (ed è ancora presente per memoria storica nei campi dismessi) tra i quali: il campo principale di Auschwitz, Dachau, Flossenbürg, Gross-Rosen, Sachsenhausen, e al ghetto-campo di Terezin.

La mattina del 18 dicembre 2009 le forze di sicurezza polacche si sono accorte del furto della scritta presente sopra il cancello di ingresso di Auschwitz: il telaio metallico era stato svitato su un lato e divelto dall'altro. Pare che il furto fosse avvenuto nella notte tra le 3.00 e le 5.00 del mattino.[1]. I responsabili del furto sono poi stati arrestati il 21 dicembre; la scritta, che era stata divisa in tre parti, fu ritrovata nel Nord del paese. [2]

[modifica] Note

  1. ^ La Repubblica.it: Ladri in azione ad Auschwitz rubata la scritta "Arbeit macht frei" [1]
  2. ^ TGCOM: Ritrovati pezzi scritta Auschwitz [2]

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