Rudolf Heß

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Rudolf Heß nella sua cella a Norimberga (novembre 1945)

Walter Richard Rudolf Heß traslitterato comunemente come Hess (Alessandria d'Egitto, 26 aprile 1894Berlino, 17 agosto 1987) è stato un politico tedesco. La sua carriera lo ha portato a diventare un uomo tra i più influenti del Terzo Reich e del Partito Nazista.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] La nascita

Nacque in Egitto, ad Alessandria, da una famiglia benestante bavarese che si trovava in Africa per motivi di lavoro. Il padre, luterano praticante, era un ricco esportatore di vini mentre la madre era discendente della nota famiglia greca Georgiadis di Alessandria. Tornò in Germania con la famiglia nel 1908, a 14 anni. Iscrittosi alle scuole, espresse interesse per l´astronomia ma il padre lo convinse a seguire studi economici in Svizzera.

Partecipò da volontario alla Prima Guerra Mondiale: si arruolò nel reggimento List, tra i più aggressivi e tenaci dell'intero conflitto, in cui combatteva anche il caporale di origine austriaca, Adolf Hitler. Fu proprio lui che convinse Hess ad entrare in politica, nel 1920, anno in cui tra l'altro abbandonò l'Università di Monaco (stava per laurearsi in filosofia).

Il 20 dicembre 1927 Hess sposo la ventisettenne Ilse Pröhl (22 giugno 1900–7 settembre 1995) di Hanover. Insieme hanno avuto un figlio, Wolf Rüdiger Hess (18 novembre 1937–24 ottobre 2001).

[modifica] Deputato di Hitler

Divenuto amico di Hermann Göring, Hess partecipò al Putsch di Monaco nel 1923. La rivolta fallì ed egli fu arrestato insieme ad Hitler. In carcere, Hess aiutò il futuro Führer a scrivere il Mein Kampf (La mia Battaglia), opera che diventerà il testo sacro del nazismo. Da quel momento egli divenne uno dei più stretti collaboratori di Hitler, tanto da esserne considerato il successore alla guida del partito.

Infatti, nel 1933, Hitler lo nomina suo vice, Reichsleiter, dandogli ampi poteri sia all'interno del partito sia nel governo da poco costituito. Sei anni dopo, Rudolf Hess fu nominato ufficialmente numero tre del partito, dietro ovviamente ad Hitler stesso e a Göring. Tuttavia, Hess non fu mai uomo d'apparato: verrà relegato sempre in occasioni di pura facciata, ed escluso dalle riunioni di Partito più importanti (come quelle per lo sterminio delle SA nella Notte dei lunghi coltelli, per le persecuzioni antisemite nella Notte dei cristalli e per l'imminente entrata in guerra della Germania), alle quali invece non mancava mai il suo segretario particolare, l'ambizioso Martin Bormann.

[modifica] Il volo sulla Scozia

Favorevole all'aggressione alla Polonia che poi fu la causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, Hess volò il 10 maggio del 1941 in Scozia, da solo, per raggiungere il castello del Duca di Hamilton (simpatizzante nei confronti del Terzo Reich) nel Lanarkshire. Qui si paracadutò. I motivi di quel viaggio non sono mai stati chiariti, ma l'ipotesi più accreditata vede Hess proporre, tramite il Duca, un piano di pace separata all'Inghilterra – popolo considerato fratello d'origine – basato sulla spartizione del potere: il piano non fu accettato e non si scongiurò la guerra. Hitler, parlando alla radio in quell'occasione, lo definì un pazzo; esattamente quanto Hess aveva chiesto di dire a Hitler, in caso di fallimento della missione, nella sua ultima lettera. In ogni caso, Hess fu successivamente consegnato all'esercito inglese, che provvide anche al suo arresto. Essendosi allontanato dalla Germania prima dell'inizio dell'Olocausto vero e proprio, al Processo di Norimberga (cui fu costretto a comparire nonostante un tentativo di dichiarazione di semi-infermità mentale), Hess evitò la condanna a morte. Fu condannato all'ergastolo da scontare nel carcere di Spandau, a Berlino Ovest.

Nonostante questa posizione di inferiorità ed i suoi difficili rapporti con Hitler e il Nazismo a partire dalla fine degli anni Trenta, Hess divenne suo malgrado un punto di riferimento per i circoli neonazisti tedeschi, composti quasi esclusivamente da giovani. Morì a 93 anni, probabilmente suicida (fu trovato in un padiglione del cortile del carcere, con un cavo elettrico stretto intorno alla gola); alcuni misero in dubbio la versione ufficiale degli Alleati, ipotizzando che Hess sarebbe rimasto vittima di un misterioso agguato.

[modifica] Bibliografia

  • Eugene K. Bird, Rudolf Hess. Storia di quarantacinque anni di prigionia, Padova, Edizioni di Ar, 1986.
  • Lynn Picknett, Clive Prince e Stephen Prior, Il caso Rudolf Hess (nuova edizione aggiornata), Milano, Sperling Paperback, 2005

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