Rudolf Heß

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Rudolf Heß nella sua cella a Norimberga (Novembre 1945)
Rudolf Heß nella sua cella a Norimberga (Novembre 1945)

Walter Richard Rudolf Heß tradotto comunemente anche come Hess (in tedesco ß corrisponde a "SS") (Alessandria d'Egitto26 aprile 1894 – Berlino17 agosto 1987) è stato un politico tedesco. La sua carriera lo ha portato a diventare un uomo tra i più influenti del Terzo Reich e del Partito Nazista.

Nacque in Egitto da una famiglia benestante (il padre era un ricco esportatore di vini) che si trovava in Africa per motivi di lavoro. Tornò in Germania nel 1906, a 12 anni.

Partecipò da volontario alla Prima Guerra Mondiale: si arruolò nel reggimento List, tra i più aggressivi e tenaci dell'intero conflitto, in cui combatteva anche un oscuro caporale di origine austriaca, Adolf Hitler. Fu proprio lui che convinse Hess ad entrare in politica, nel 1920, anno in cui tra l'altro abbandonò l'Università di Monaco (stava per laurearsi in filosofia).

Divenuto amico di Hermann Göring, Hess partecipò al Putsch di Monaco nel 1923. La rivolta fallì ed egli fu arrestato insieme ad Hitler. In carcere, Hess aiutò il futuro Führer a scrivere il Mein Kampf (La mia Battaglia), opera che diventerà il testo sacro del nazismo. Da quel momento egli divenne uno dei più stretti collaboratori di Hitler, tanto da esserne considerato il delfino (che in gergo politico indica il successore alla guida di un partito).

Infatti, nel 1933, Hitler lo nomina suo vice, Reichsleiter, dandogli ampi poteri sia all'interno del partito sia nel governo da poco costituito. Sei anni dopo, Rudolf Hess fu nominato ufficialmente numero tre del partito, dietro ovviamente ad Hitler stesso e a Göring. Tuttavia, Hess non fu mai uomo d'apparato: verrà relegato sempre in occasioni di pura facciata, ed escluso dalle riunioni di Partito più importanti (come quelle per lo sterminio delle SA nella Notte dei lunghi coltelli, per le persecuzioni antisemite nella Notte dei cristalli e per l'imminente entrata in guerra della Germania), alle quali invece non mancava mai il suo segretario particolare, l'ambizioso Martin Bormann.

Favorevole all'aggressione alla Polonia che poi fu la causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Hess volò il 10 maggio del 1941 in Scozia, da solo, per raggiungere il castello del Duca di Hamilton (simpatizzante nei confronti del Terzo Reich) nel Lanarkshire. Qui si paracadutò. I motivi di quel viaggio non sono mai stati chiariti, ma l'ipotesi più accreditata vede Hess proporre, tramite il Duca, un piano di pace separata all'Inghilterra – popolo considerato fratello d'origine – basato sulla spartizione del potere: il piano non fu accettato e non si scongiurò la guerra. Hitler, parlando alla radio in quell'occasione, lo definì un pazzo; esattamente quanto Hess aveva chiesto di dire a Hitler, in caso di fallimento della missione, nella sua ultima lettera. In ogni caso, Hess fu successivamente consegnato all'esercito inglese, che provvide anche al suo arresto. Essendosi allontanato dalla Germania prima dell'inizio dell'Olocausto vero e proprio, al Processo di Norimberga (cui fu costretto a comparire nonostante un tentativo di dichiarazione di semi-infermità mentale), Hess evitò la condanna a morte. Fu condannato all'ergastolo da scontare nel carcere di Spandau, a Berlino Ovest.

Nonostante questa posizione di inferiorità ed i suoi difficili rapporti con Hitler e il Nazismo a partire dalla fine degli anni Trenta, Hess divenne suo malgrado un punto di riferimento per i circoli neonazisti tedeschi, composti quasi esclusivamente da giovani. Morì a 93 anni, probabilmente suicida (fu trovato in un padiglione del cortile del cacere, con un cavo elettrico stretto intorno alla gola); alcuni misero in dubbio la versione ufficiale degli Alleati, ipotizzando che Hess sarebbe rimasto vittima di un misterioso agguato. Un'altra ipotesi ancor più incredibile ha preso corpo negli ultimi anni: Hess sarebbe morto durante la prigionia inglese, l'uomo apparso al processo di Norimberga e imprigionato a Spandau altri non sarebbe che un sosia. Non va dimenticato che rimarranno segreti fino al 2018 molti dei file dell'Archivio Inglese di Stato riguardanti Rudolf Hess.

Bibliografia Lynn Picknett, Clive Prince e Stephen Prior: Il caso Rudolf Hess (nuova edizione aggiornata), Milano, Sperling Paperback, 2005

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