Führer

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Scultura raffigurante la testa del Führer: il monumento, realizzato nel 1938 da Arno Breker, rientra all'interno del gigantesco culto della personalità effettuato nei confronti di Hitler

Führer (in IPA [ˈfyːʀəɐ]), che in tedesco significa "capo" o "guida", era un titolo che Adolf Hitler assegnò a se stesso per legge, a seguito della morte del Presidente Paul von Hindenburg nel 1934. La nuova posizione, per esteso Führer und Reichskanzler (Guida e Cancelliere del Reich), rese formalmente Hitler il Capo di Stato e il Capo del Governo della Germania (vedi anche: Führerprinzip).

Hitler sviluppò un culto della personalità attorno al suo ruolo di capo e generalmente veniva chiamato semplicemente Der Führer (Il Capo). Uno degli slogan politici più frequentemente ripetuti da Hitler era «Ein Volk, ein Reich, ein Führer» (Un popolo, un impero, una guida ).

Nei primi decenni del dopoguerra il termine Führer, non ancora connotato politicamente, era radicato come Kaiser per indicare il capo di Stato di una volta. Führer indicava Adolf Hitler e Kaiser - più remoto - Guglielmo II (ir. 1888-1918). Oggi non è più utilizzato per indicare un capo qualsiasi; al suo posto Anführer, normalmente usato come traduzione letterale di "capo" o "leader", mentre Führer viene usato solo nelle parole composte, ad esempio Lokführer o Zugführer (conducente di treno), Bergführer (guida alpina), Führerschein (patente di guida), eccetera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Führer in Brewer's Dictionary of Phrase and Fable, Londra, Chambers Harrap, 2009.

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