Führerbunker

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 52°30′45″N 13°22′53.4″E / 52.5125°N 13.3815°E52.5125; 13.3815

Ricostruzione (in inglese) della piantina del Führerbunker.
Ricostruzione (in inglese) della piantina del Vorbunker.
Pannello commemorativo del 2006

Il Führerbunker è il nome comunemente utilizzato per indicare il complesso sotterraneo, sito a Berlino, nel quale Adolf Hitler si è suicidato il 30 aprile 1945, ponendo così di fatto termine alla seconda guerra mondiale in Europa. Il bunker fu il tredicesimo, e ultimo, dei quartieri generali del Führer (Führerhauptquartiere), il più famoso dei quali fu la Wolfsschanze.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il complesso era costituito da due bunker interconnessi: il vecchio Vorbunker e il nuovo Führerbunker. Il Führerbunker era situato circa 8,2 metri sotto il giardino della Reichskanzlei (Cancelleria del Reich), approssimativamente 120 metri a nord dell'edificio, situato in Vossstrasse 6. Il Vorbunker era invece situato sotto il grande corridoio dietro la vecchia Reichskanzlei, che la collegava con il nuovo edificio. La vecchia Cancelleria era situata lungo Wilhelmstrasse. Il Führerbunker era situato più in basso rispetto al Vorbunker e ad ovest di questo (o piuttosto a ovest-sud-ovest). I due bunker erano collegati da una serie di scale.

L'intero complesso era protetto approssimativamente da pareti di calcestruzzo spesse 4 metri, e le circa trenta piccole stanze erano distribuite su due livelli con le uscite nelle costruzioni principali, oltre ad un'uscita di sicurezza nei giardini. Il complesso venne costruito in due fasi, la prima nel 1936 e l'altra nel 1943. La costruzione del 1943 venne affidata alla compagnia Hochtief, cui era già stata affidata la costruzione di vasti complessi sotterranei a Berlino già a partire dal 1940. Le stanze e gli alloggi destinati a Hitler erano situate nel nuovo complesso, e la sezione più bassa, entro la fine del febbraio 1945 era stata ammobiliata con mobilia di alta qualità trasferita (o meglio salvata) dalla Cancelleria, insieme a molti quadri ad olio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Eventi nel 1945[modifica | modifica sorgente]

Hitler si trasferì nel Führerbunker il 16 gennaio 1945, seguito dal suo segretario Martin Bormann, da Eva Braun e da Joseph Goebbels e consorte insieme con i loro sei figli, che trovarono posto nei piani superiori del Vorbunker. Il bunker venne inoltre occupato da due o tre dozzine di persone, tra i quali alcuni medici e componenti dell'amministrazione del governo. Tra questi anche la segretaria di Hitler, Traudl Junge, un'infermiera, Erna Flegel e un telefonista, Rochus Misch.

Il bunker venne rifornito di una grande quantità di cibo e di altri beni di prima necessità, oltre agli strumenti necessari per sopravvivere ai fumi e ai gas mortali utilizzati negli ultimi giorni dell'aprile 1945. Diverse testimonianze, successivamente, parlarono dei costanti rumori del sistema di ventilazione del complesso sotterraneo.

Diversi uomini e donne del personale abbandonarono il bunker tra il 22 e il 23 aprile, prima che la battaglia di Berlino, con la capitale tedesca ormai circondata dalle forze dell'Armata Rossa, entrasse nel vivo. Il 30 aprile, Hitler decise di suicidarsi, facendo ingerire prima una dose di cianuro ad Eva Braun e ingerendone poi una lui stesso, mentre rivolgeva la pistola su di sé; il giorno successivo anche Goebbels, e la moglie, dopo aver ucciso tutti i propri figli, si suicidarono (o vennero uccisi da un attendente). Dopo questi fatti, la maggior parte degli occupanti rimasti nel bunker, cercarono di abbandonare il rifugio nelle ore successive, tentando di attraversare le linee sovietiche. Pochi altri, infine, decisero di rimanere nel bunker e vennero fatti prigionieri dalle truppe russe il 2 maggio.

Gli ufficiali dell'intelligence sovietica, esaminarono quindi la struttura del complesso, trovando più di una dozzina di corpi, alcuni dei quali irriconoscibili perché bruciati, e resti di molte carte e documenti bruciati.

Eventi del dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La Reichskanzlei venne distrutta dai sovietici nel 1945, ma gran parte del bunker è rimasto intatto, anche se parzialmente sommerso. Nel 1947 i sovietici tentarono di far saltare in aria, invano, il bunker, che rimase parzialmente danneggiato. Nel 1959 il governo della Germania Est provò nuovamente a distruggere il complesso, apparentemente senza molti effetti. Fino alla caduta del Muro di Berlino, il sito del bunker rimase un'area depressa e dimenticata.

Durante la costruzione di un complesso residenziale e di altre costruzioni, tra il 1988 e il 1989, vennero scoperte alcune sezioni sotterranee del vecchio bunker, che comunque presentavano seri danneggiamenti. Durante altri intensi lavori di costruzione dei primi anni novanta, vennero scoperte altre parti del complesso, che però furono ignorate o nuovamente risigillate.

Sin dal 1945, comunque, le autorità governative sovietiche, tedesche orientali e oggi tedesche cercarono di occultare il luogo esatto del bunker, per evitare manifestazioni e tributi neonazisti.

Dall'8 giugno 2006, nel punto esatto in cui sorgeva il Führerbunker è stato messo un cartello esplicativo.

All'interno del rifugio fu trovato tra le altre cose un nastro che conteneva un film riguardante Sherlock Holmes.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

  • Adolf Hitler's Last Days, dalla serie della BBC "Secrets of World War II" che ricostruisce gli ultimi giorni di vita di Hitler.
  • The World at War (1974) famosa serie TV che contiene molteplici informazioni circa Adolf Hitler e la Germania nazista, inclusa un'intervista a Traudl Junge, la segreteria del Führer, che narra i veri ultimi eventi della vita nel bunker.
  • Hitler's Bunker[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Gerhard Boldt Hitler: The Last Ten Days, An Eyewitness Account, Coward, McCann & Geoghegan (Londra), 1973. ISBN 0-698-10531-1.
  • Uwe Bahnsen, James P. O'Donnell Bunker: reportage sulla fine della Cancelleria del Reich, Milano, Rusconi, 1977.
  • (EN) Winston G. Ramsey, Margry Karel After the Battle 1988 - n° 61, Essex CM17 0NN, England, Battle of Britain International Ltd, 1988, (Periodico - Special edition - n° 61 - 1988)
  • Gitta Sereny In lotta con la verità, Milano, BUR Saggi, 1995. ISBN 88-17-11220-8
  • Albert Speer Memorie del Terzo Reich, Milano, A. Mondadori, 1995
  • Thomas Hugh I giorni del bunker. La vera storia della fine di Hitler, Roma, Editori Riuniti, 1997. ISBN 88-359-4361-2
  • Ulrich Völklein Bunker. Tra incubo e follia dagli archivi segreti del KGB. Le ultime ore di Hitler ed Eva Braun, Casale Monferrato (AL), Piemme, 1999. ISBN 88-384-4329-7
  • (EN) Tony Le Tisser Berlin. Then and now, 2000. ISBN 0-900913-72-X
  • Hugh Trevor-Roper Gli ultimi giorni di Hitler, BUR - Biblioteca Universale Rizzoli, 2000. ISBN 88-17-11725-0
  • Ian Kershaw Hitler 1936-1945, Milano, Bompiani, 2001. ISBN 88-452-4969-7
  • (EN) James O'Donnell The Bunker, Da Capo Press, 2001. ISBN 0-306-80958-3
  • Joachim Fest La disfatta. Gli ultimi giorni di Hitler e la fine del Terzo Reich, Garzanti, 2002. ISBN 88-11-69292-X
  • Cornelius Ryan L'ultima battaglia. La fine del Terzo Reich e la caduta di Berlino, BUR - Biblioteca Universale Rizzoli, 2002. ISBN 88-17-12936-4
  • Ulrich Volklein Bunker. Le ultime ore di Hitler, Piemme, 2002. ISBN 88-384-2321-0
  • Antony Beevor Berlino 1945, BUR - Biblioteca Universale Rizzoli, 2003. ISBN 88-17-00012-4
  • Traudl Junge Fino all'ultima ora. Le memorie della segretaria di Hitler, 1942-1945, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53242-4
  • Henrik Eberle e Matthias Uhl (a cura di) Il Dossier Hitler, UTET, 2005. ISBN 88-02-07159-4.
  • Misch Rochus Ultimo. Il memoriale inedito della guardia del corpo di Hitler (1940-1945), Castelvecchi - Le Navi, 2007. ISBN 88-7615-166-4
  • Pietro Guido Fuehrerbunker-Svelati i suoi Misteri, ISEM Milano, Sesta Edizione, 2012. ISBN 88-87077-02-9
  • Sven Felix Kellerhoff Il Mito del Führerbunker. L’ultimo rifugio di Hitler, Berlin Story Verlag, Berlin, 2006. ISBN 978-3-929829-35-8
  • Maurizio OM Ongaro Il Führerbunker (Bunker di Hitler). Luogo diventato Simbolico Come una parabola, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]