Poster

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Poster (dall’inglese to post, collocare, piazzare, appostare) letteralmente vuol dire affisso, avviso, cartello, cartellone o manifesto; in lingua italiana assume differenti significati.[1]

Accezione comune[modifica | modifica sorgente]

Un poster pubblicitario di Johann Georg van Caspel del 1899.

Un poster è un foglio di carta plastificata di grande formato (di solito almeno A3) da appendersi ad una parete. Perlopiù si suole appendere poster all’interno di una casa (a differenza dei manifesti, che vengono affissi per strada), unicamente per il loro valore estetico. I poster in genere raffigurano paesaggi, attori, musicisti, pin-up o altri personaggi famosi, locandine di film, riproduzioni di dipinti, eccetera.

In pubblicità[modifica | modifica sorgente]

Anno 1938, California, Statale 99: automobilisti accampati per la notte al riparo di un poster stradale. La pubblicità dice: "La prossima volta prova il treno - Viaggia mentre dormi" (fotografia di Dorothea Lange).

I poster sono grandi manifesti rettangolari e orizzontali (quindi il lato lungo rappresenta la base e il lato corto l’altezza). Vengono affissi solitamente in ambiente esterno, in luoghi pubblici prestabiliti. Il classico formato è 6x2,8m o anche detto "12 fogli" in quanto composto da dodici fogli, ciascuno di dimensioni 1x1,4m.[2][1]

esempio di cartelloni pubblicitari moderni

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche principali dei poster (che poi sono, in linea di massima, le stesse del manifesto) sono le seguenti:[3]

Vantaggi[3]

  • Grande impatto visivo.
  • Avere una sorta di monopolio (assieme al manifesto) per quanto riguarda la pubblicità esterna.
  • Possibilità di essere posizionati in maniera strategica (ad esempio in prossimità di un punto vendita o comunque in aree ben precise).
  • Possibilità di essere visto da molte persone e per molte volte.
  • Sforzo minimo da parte dei destinatari (che non devono, ad esempio, sintonizzarsi su una rete o acquistare un giornale come invece accade per altri media).

Svantaggi[3]

  • Estrema sinteticità (di solito i poster sono messi in luoghi di passaggio, ad esempio lungo una strada, dove i tempi a disposizione per la lettura sono minimi - ma non necessariamente: basti pensare ai poster alle fermate della metropolitana).
  • Impossibilità di essere diretti in maniera selettiva verso uno specifico destinatario (a differenza di altri media è molto più difficile prevedere chi vedrà un poster).
  • Eventuale immagine negativa del medium che può riverberarsi sulla pubblicità (talvolta la cartellonistica ambientale è stata ritenuta deturpante per il paesaggio e distraente per chi guida un veicolo).

Tipi[modifica | modifica sorgente]

Un motivational poster: "Il coraggio… è contagioso"
  • Poster motivazionali: tipo di poster comunemente disegnato per essere usato in scuole e uffici. Lo scopo è quello di far vedere alle persone le cose che si fanno o che si imparano con un'ottica diversa[4]. Dei "poster motivazionali" fanno parte anche i demotivational posters, che si costruiscono nello stesso modo dei poster motivazionali però contengono battute satiriche.

Poster Multifunzione[modifica | modifica sorgente]

Vi sono tipi di poster che possono essere utilizzati per funzioni alternativo ai soli fini commerciali. Una struttura di insegne pubblicitarie può venire utilizzata anche per ospitare illuminazione pubblica e perfino stazioni radio base per telecomunicazioni. Solitamente la struttura portante è costituita da un palo in acciaio con flangia di accoppiamento alla struttura sovrastante di sostegno delle insegne pubblicitarie che possono contenere le antenne per telecomunicazione. I cavi di alimentazione dei corpi illuminanti e delle eventuali antenne sono interni alla struttura e fissati su apposite tesate in fune d'acciaio. Questo tipo di struttura coniuga più funzioni, evitando la costruzione di pali per telecomunicazioni che possono deturpare il paesaggio urbano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Lever, Franco; Rivoltella, Pier Cesare; Zanacchi, Adriano. La comunicazione. Il dizionario di scienze e tecniche. Roma, Rai-Eri, Elledici, Las, 2002. ISBN 88-397-1185-6.
  2. ^ Fioravanti, Giorgio. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. ISBN 88-08-14116-0.
  3. ^ a b c Fabris, Giampaolo. La pubblicità. Teoria e prassi. FrancoAngeli, Milano, 1997. ISBN 88-204-9648-8.
  4. ^ Sarah Edwards, School linking: an introduction in Citizenship in Action, Heinemann, 2003. ISBN 9780435808044, ISBN 0435808044.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fabris, Giampaolo. La pubblicità. Teoria e prassi. FrancoAngeli, Milano, 1997. ISBN 88-204-9648-8.
  • Fioravanti, Giorgio. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. ISBN 88-08-14116-0
  • Lever, Franco; Rivoltella, Pier Cesare; Zanacchi, Adriano. La comunicazione. Il dizionario di scienze e tecniche. Roma, Rai-Eri, Elledici, Las, 2002. ISBN 88-397-1185-6.
  • Anna Villari (a cura di), L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie (1920-1940). Catalogo della mostra (Forlì, 21 settembre-30 novembre 2008; Roma, febbraio-maggio 2009), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2008. ISBN 9788836612185


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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