Concettualismo

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Il concettualismo è una dottrina filosofica che ha origine nella teorizzazione del filosofo medievale Pietro Abelardo nell'ambito della disputa sugli universali e che si trova a metà tra nominalismo e realismo: sostiene il pensatore e teologo francese che gli universali esistono soltanto all'interno della mente e non hanno realtà esterna o sostanziale.

Per i concettualisti, in contrapposizione ai realisti, il concetto non rispecchia semplicemente l'essenza, o nozione della forma, (universale in re, secondo la terminologia scolastica) della cosa, ma è una costruzione della mente umana. In contrapposizione ai nominalisti, che affermano che di universale vi è solo il nome, i concettualisti sostengono l'esistenza di concetti universali o idee generali nella nostra mente: l'universale è un contenuto mentale, che esiste post rem.

Se io ad esempio penso al delfino mi formulo un'idea per cui mi riferisco ad un mammifero, la mia mente forma un universale che è diverso da quello che pensavano gli antichi che pensando il delfino lo concepivano come un semplice pesce. Quindi l'universale, secondo i concettualisti è una formazione della nostra mente che esiste e muta attraverso l'esperienza.

La contrapposizione tra concettualismo e nominalismo non si è esaurita con la filosofia medioevale, ma è fortemente presente nell'empirismo inglese del Seicento e Settecento. George Berkeley e David Hume sono esplicitamente nominalisti.

Molto controversa è la concezione lockiana dell'astrazione. Autorevoli studiosi di John Locke, come John Yolton e Michael Ayers, lo considerano un nominalista. Tuttavia, anche recentemente in occasione della John Locke Conference per il terzo centenario, tenuta all'Università di Oxford (2004), si è rafforzata la tesi del concettualismo, fondata su molti passi del terzo libro del Saggio sull'intelletto umano (1690).

Favorevoli all'interpretazione concettualistica della concezione lockiana dell'astrazione sono R. Aaron, Sally Ferguson e in Italia Maurilio Lovatti.

La questione degli universali è tornata di attualità, nell'ambito della controversia sui fondamenti della matematica, ai primi del Novecento, quando il filosofo e matematico inglese Bertrand Russell, ha sostenuto nei Principia Mathematica (1910-13), scritto in collaborazione con Alfred North Whitehead, l'interpretazione realista per i concetti della logica pura e della matematica.

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