Il giovane Hitler

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Il giovane Hitler
Il giovane Hitler.png
Robert Carlyle interpreta Adolf Hitler
Titolo originale Hitler: The Rise of Evil
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2003
Formato miniserie TV
Genere biografico
Puntate 2
Durata 90 min (puntata)
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore colore
Audio stereo
Crediti
Regia Christian Duguay
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Prima visione

Il giovane Hitler (Hitler: The Rise of Evil), è una miniserie televisiva canadese, suddivisa in due puntate, che narra la crescita di Adolf Hitler e la sua conquista del potere nei primi anni successivi la prima guerra mondiale.

La serie fu prodotta nel 2003 e diretta da Christian Duguay.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Adolf Hitler, figlio di Alois Hitler, vive un'infanzia molto complessa caratterizzata da un rapporto conflittuale con il padre e un attaccamento morboso per la madre. Dopo la morte del padre decide di partire in cerca di fortuna ma l'unica fortuna che troverà sarà l'eredità del padre consegnatagli dalla sorella prima di lasciare l'Austria per trasferirsi a Monaco di Baviera.

Prende parte alla prima guerra mondiale dove si guadagna la Croce di Ferro e la promozione a caporale; temporaneamente accecato da un attacco a base di gas mostarda (iprite), viene ricoverato all'ospedale militare dove apprende la notizia della resa incondizionata della Germania con profonda rabbia. Congedato e rimasto senza lavoro, viene ingaggiato come informatore poliziesco a proposito della miriade di partiti politici nati dal collasso dell'Impero asburgico.

Dopo aver partecipato con questo ruolo ad alcune sessioni del Partito Tedesco dei Lavoratori (la cui sede era una semplice birreria), decide di iscrivercisi; a seguito di alcune fortunate esperienze come oratore, ne diverrà addirittura il leader e otterrà di cambiare il nome del partito in NSDAP. Viene imprigionato dopo il fallito putsch di Monaco; durante il periodo di detenzione si dedica alla stesura del Mein Kampf (la mia battaglia). Inizia così la sua ascesa al potere.

Su consiglio dell'imprenditore Ernst Hanfstaengl, che gli consiglia di trovare emblemi facilmente riconoscibili al fine di diffondere con efficacia la sua immagine, Hitler adotta il look dei baffetti rasati alle estremità delle labbra e dota il partito di un manifesto e di una bandiera. Nel frattempo Hitler accoglie con sé la giovane nipote Geli, figlia della sorellastra Angela: Geli, sottoposta dal futuro Führer ad una gelosa custodia, a pratiche voluttuarie di dubbia liceità e a stress insostenibili, alla fine si suiciderà soffocata; lo zio ne rimarrà fortemente scosso e conserverà di lei un ricordo paradigmatico.

Il giornalista Fritz Gerlich (ritratto anche nel suo profondo e complesso rapporto con l'affezionata moglie) tenta invano di fermare l'ascesa del partito attraverso articoli ed azioni culturali; avversato dalle milizie hitleriane, arriva a servirsi delle stesse tipografie usate dai nazisti assicurandosi così di non venire boicottato; ma alla fine, come tutti i dissidenti, verrà deportato a Dachau. Dopo varie vicissitudini politiche - minuziosamente descritte nella seconda puntata della fiction - il presidente del Reich, Paul von Hindenburg, viene costretto dalle circostanze a conferire legalmente ad Hitler la carica di Reichskanzler (Cancelliere del Reich), ossia di capo del governo.

Dopo la cosiddetta notte dei lunghi coltelli, dove il nuovo Cancelliere farà uccidere il suo amico ed alleato nonché capo delle SA Ernst Röhm, e in seguito alla morte dell'ultranovantenne presidente Hindenburg, Hitler accorperà alla sua carica di Cancelliere anche quella di presidente del Reich, conservando l'appellativo - che gli era divenuto consueto sin dagli esordi in politica - di Führer (condottiero, guida, calco dell'italiano duce). Inizia così la storia del Terzo Reich.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]