Paul von Hindenburg

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Paul von Hindenburg
Liebermann portret van Paul von Hindenburg.jpg

Presidente del Reich
Durata mandato 15 maggio 1925 –
2 agosto 1934
Predecessore Friedrich Ebert
Successore Adolf Hitler (come Führer della Germania)

Dati generali
Partito politico Indipendente
Tendenza politica Conservatorismo
Firma Firma di Paul von Hindenburg

Paul Ludwig Hans Anton von Beneckendorff und von Hindenburg (Posen, 2 ottobre 1847Gut Neudeck, 2 agosto 1934) è stato un generale e politico tedesco.

Figura importante della prima guerra mondiale, esercitò il comando supremo dell'Esercito tedesco sul Fronte orientale, ottenendo notevoli vittorie contro i russi. Dal 1916, promosso feldmaresciallo, assunse la guida militare di tutte le forze del Reich dirigendo, in collaborazione con il suo abile capo di Stato Maggiore generale Erich Ludendorff, lo sforzo bellico tedesco fino alla fine della guerra nel novembre 1918.

Godendo di grande fama e prestigio presso il popolo tedesco anche dopo la sconfitta, fu Reichspräsident della Repubblica di Weimar dal 1925 al 1934, anno della sua morte. Durante il suo secondo mandato presidenziale assistette e in parte avallò gli eventi che condussero alla nascita del Terzo Reich hitleriano.

Hindenburg era un esponente dell'aristocrazia terriera prussiana ed era ritenuto un conservatore, che auspicava una restaurazione della monarchia tedesca. Anche se sperava che uno dei principi Hohenzollern venisse nominato a succedergli come capo di Stato, non tentò di usare i suoi poteri in favore di una tale restaurazione e si considerò vincolato dal giuramento di fedeltà che aveva prestato alla Costituzione di Weimar.

Lo zeppelin LZ 129 Hindenburg portava tale nome in suo onore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Hindenburg nacque a Posen (l'odierna Poznań, in Polonia), allora Regno di Prussia, nel 1847, figlio dell'aristocratico prussiano Robert von Beneckendorff und von Hindenburg e della moglie Luise (nata Schwickart). Gli Hindenburg erano discendenti di Martin Lutero, iniziatore dello scisma protestante, e di sua moglie Katharina von Bora, per parte della loro figlia Margarethe.[senza fonte]

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Paul von Hindenburg, il Kaiser Guglielmo II ed Erich Ludendorff nel 1917

Educato alla scuola per cadetti di Wahlstatt (l'odierna Legnickie Pole, in Polonia) e alla scuola per cadetti di Berlino, combatté nella battaglia di Königgrätz del 1866 e nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Nel 1903 venne promosso generale; nel 1911 si ritirò con il grado di generale di corpo d'armata.

Richiamato allo scoppio della prima guerra mondiale, fu vittorioso nella battaglia di Tannenberg (1914) e in quella dei Laghi Masuri (1914), contro l'esercito russo. Gran parte del merito di queste vittorie appartiene al colonnello Max Hoffmann, che riconobbe l'importanza della falla nella sicurezza delle comunicazioni radio dei russi. Con un codice di cifratura semplice e rapidamente decodificato vennero inviate informazioni sufficienti a permettere all'esercito tedesco presente nell'area, guidato da Ludendorff e Hindenburg, di conoscere dove e quando si sarebbero trovate le truppe russe.

Alla fine del 1916 Hindenburg fu nominato Capo di Stato Maggiore, in sostituzione di Erich von Falkenhayn, anche se il vero potere era esercitato dal suo vice, Erich Ludendorff. Seguendo i suggerimenti di Ludendorff, nel 1917 Hindenburg diede ordine di riprendere la guerra sottomarina indiscriminata, nota come battaglia dell'Atlantico (1914-1918), provocando il 6 aprile l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto mondiale a fianco della Triplice intesa[1].

Ancora nel 1917 e insieme a Ludendorff, il generale realizzò la Linea Hindenburg (Siegfried Stellung), un vasto sistema difensivo che si estendeva nel nordovest della Francia per quasi 160 chilometri di lunghezza con una profondità variabile da 6 a 10 chilometri. Costituita da tre linee successive (linea avanzata, linea dei rincalzi, linea della riserva), collegava villaggi, boschi e corsi d'acqua con un sistema di postazioni fortificate, trincee e camminamenti. Ritenuta inespugnabile, fu sfondata dagli Alleati durante l'Offensiva dei cento giorni, a prezzo di pesanti perdite di uomini e materiali.

Presidente del Reich[modifica | modifica sorgente]

Paul von Hindenburg
Von Hindenburg.jpg
Nato Posen, 2 ottobre 1847
Morto Gut Neudeck, 2 agosto 1934 (86 anni)
Dati militari
Grado Kaiserliche Kriegsflagge (1903).png
Feldmaresciallo Tedesco
Guerre Guerra franco-prussiana (1870-1871)
Prima guerra mondiale (1914-1918)
Battaglie Battaglia di Tannenberg (1914)
Battaglia dei Laghi Masuri (1914)
Grande ritirata
Battaglia di Passchendaele
Operazione Michael
Offensiva dei cento giorni
Innovazioni Linea Hindenburg

[senza fonte]

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Subito dopo la fine della guerra nel 1918, Hindenburg si ritirò nuovamente dall'esercito e iniziò la carriera politica durante il periodo turbolento della Repubblica di Weimar.

Nel febbraio 1925 il Presidente del Reich, il socialdemocratico Friedrich Ebert, morì prima della scadenza del suo mandato. Le elezioni presidenziali si tennero in una situazione politica ancora condizionata dalla crisi della Ruhr e dalla grande inflazione del 1923. Nelle doppie elezioni politiche di maggio e di dicembre 1924 gli elettori avevano confermato lo spostamento verso destra che si era manifestato fin da quelle del giugno 1920, premiando i nazionalisti. A sinistra i comunisti avevano conservato una forte rappresentanza parlamentare, mentre permaneva la conflittualità tra i partiti democratici, tra i quali i maggiori erano il Partito Socialdemocratico Tedesco, il Centro Cattolico, il Partito Democratico tedesco e la Deutsche Volkspartei.

In questo contesto maturò nell'opposizione nazionalista antiweimariana l'idea di candidare un esponente di prestigio del vecchio regime capace di raccogliere un ampio consenso. Il candidato naturale sarebbe stato Erich Ludendorff, ma l'ex subalterno di Hindenburg pagò l'appoggio che aveva dato al tentativo di colpo di Stato fallito da Adolf Hitler nel novembre 1923 a Monaco di Baviera. La scelta cadde allora sullo stesso Hindenburg, che dovette la sua elezione all'antagonismo tra i partiti della sinistra: nello specifico al rifiuto del candidato comunista Ernst Thälmann di ritirarsi dal ballottaggio tra i tre candidati che al primo turno avevano raccolto il maggior consenso, per far confluire i suoi due milioni di voti su Wilhelm Marx, candidato dei cattolici, appoggiato dai socialdemocratici.

La grande depressione fu lo spartiacque della prima presidenza Hindenburg. Negli anni precedenti alla crisi del 1929 la politica estera di riconciliazione con le potenze vincitrici del cancelliere e poi ministro degli esteri Gustav Stresemann aveva creato le condizioni per una vigorosa ripresa dell'economia tedesca. Il Piano Dawes (1924) aveva subordinato il ritmo dei pagamenti delle riparazioni di guerra stabilite con il Trattato di Versailles (1919) alla loro sostenibilità e aveva favorito l'afflusso di capitali stranieri. Il Patto di Locarno (1925), l'ammissione della Germania alla Società delle Nazioni (1926) e una maggiore stabilità politica sembravano aver posto fine al dopoguerra.

L'economia tedesca però dipendeva più di quella degli altri Paesi europei dai rapporti commerciali e finanziari con gli Stati Uniti in forza dei piani Dawes e Young (1929). La grande crisi causò un'ondata di disoccupazione, che divenne terreno fertile per la propaganda nazista diretta da Joseph Goebbels. L'inefficacia della politica economica del cancelliere Heinrich Brüning suscitò il timore che l'inflazione del 1923 potesse ripetersi e insofferenza verso la democrazia parlamentare, contribuendo a trasformare la NSDAP in un partito di massa: i 12 deputati ottenuti al Reichstag (Dieta del Reich, la camera bassa del parlamento) nelle elezioni politiche del maggio 1928 divennero 107 in quelle del settembre 1930.

Manifesto elettorale pro Hindenburg (1932)

Al termine del mandato settennale Hindenburg, che soffriva di saltuarie crisi di senilità, venne persuaso a ripresentarsi alle elezioni presidenziali della primavera del 1932 come unico candidato in grado di bloccare l'ascesa di Adolf Hitler. Quello che era stato il presidente dell'opposizione nazionalista divenne il candidato dei partiti democratici, inclusi i socialdemocratici, e di quella parte della burocrazia, dell'esercito e dei ceti medi che erano favorevoli a una svolta autoritaria, ma diffidavano dei nazisti.

Hindenburg in effetti sconfisse Hitler nella corsa alla presidenza, ottenendo al ballottaggio il 53% dei suffragi contro il 37% di questi e il 10% di Thälmann; ma nelle elezioni politiche del luglio 1932 la NSDAP ottenne 230 seggi, che ne fecero il primo partito in un Reichstag frammentato. I cancellieri nominati da Hindenburg, Franz von Papen e Kurt von Schleicher, perseguendo strategie diverse, non riuscirono a dare una maggioranza parlamentare ai rispettivi governi che prescindesse da Hitler, il quale da parte sua non era disponibile a entrare in nessun governo di cui non fosse alla guida. Egli citava l'esempio dell'Italia, dove il re aveva ceduto a Benito Mussolini tutto il potere.

Di fronte all'acuirsi della crisi economica e della violenza politica, Hindenburg si lasciò convincere da ambienti conservatori, capeggiati dallo stesso von Papen, che l'ingresso della NSDAP in una coalizione di governo controllata dal Partito Popolare Tedesco-Nazionale (DNVP) avrebbe permesso la formazione di un'efficiente maggioranza parlamentare e favorito l'integrazione del nazismo nell'ordine repubblicano.

Hindenburg nominò Hitler Cancelliere del Reich (il giuramento si tenne il 30 gennaio 1933) in un governo in cui von Papen ricopriva la carica di vice cancelliere. L'illusione di poter controllare Hitler svanì in meno di un mese. L'incendio del Reichstag e il conseguente decreto del 28 febbraio 1933 dettero il via alla Gleichschaltung, cioè alla sincronizzazione delle istituzioni e della società tedesche con lo spirito e le finalità del nazismo. In un quadro di formale legittimità costituzionale e con il consenso di Hindenburg, il nazismo attuò la trasformazione della Repubblica di Weimar nel III Reich.

Il presidente Hindenburg e il cancelliere Hitler (1934)

Hindenburg rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta il 2 agosto 1934 nella sua casa di Neudeck (Prussia Orientale), due mesi prima del suo ottantasettesimo compleanno. Il giorno prima della sua morte, Hitler volò a Neudeck per rendergli visita. Hindenburg, vecchio e confuso, pensò di essere dinnanzi al Kaiser e lo chiamò «Sua Maestà».

Dopo la morte di Hindenburg, Hitler dichiarò permanentemente vacante la carica di presidente del Reich, fondendola di fatto con quella di cancelliere, sotto il titolo di "Führer e Cancelliere del Reich" (Führer und Reichskanzler), rendendo sé stesso capo di Stato e capo del governo della Germania. Hindenburg fu quindi l'ultimo presidente del Reich fino al 30 aprile 1945, quando dopo il suicidio di Hitler la carica venne assunta da Karl Dönitz, come lo stesso Führer aveva disposto nel suo testamento.

Hindenburg venne sepolto nel Memoriale di Tannenberg. Nel 1945 le truppe tedesche rimossero la sua bara e quella della moglie, per salvarle dai russi in avvicinamento. Vennero portate a Marburg an der Lahn, nella Germania Occidentale, città di cui Hindenburg era cittadino onorario, dove furono nuovamente e definitivamente inumate nella cappella della torre nord della chiesa di Santa Elisabetta.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze tedesche[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
Gran Commendatore con spade dell'Ordine Reale di Hohenzollern - nastrino per uniforme ordinaria Gran Commendatore con spade dell'Ordine Reale di Hohenzollern
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite
Stella di Gran Croce della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Stella di Gran Croce della Croce di Ferro
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico
Cavaliere dell'Ordine al Merito Militare del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito Militare del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce con corona, spade e allori dell'Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con corona, spade e allori dell'Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi
Croce di I Classe al merito militare del Granducato di Meclemburgo-Schwerin - nastrino per uniforme ordinaria Croce di I Classe al merito militare del Granducato di Meclemburgo-Schwerin
Croce di Federico di I classe (Ducato di Anhalt) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Federico di I classe (Ducato di Anhalt)

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
Croce al merito militare di I classe con decorazione di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito militare di I classe con decorazione di guerra
Medaglia d'oro al merito militare (Signum Laudis) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito militare (Signum Laudis)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. la (EN) Dichiarazione di guerra del Presidente degli U.S.A Woodrow Wilson.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Wheeler-Bennett, Hindenburg - The Wooden Titan, London, MacMillan, 1967
  • Ian Kershaw, Hitler. 1889-1936, Monaco di Baviera, 1998
  • Paul von Hindenburg, Out of my life, England, The Naval and Military Press Ltd, 2005

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capo di Stato Maggiore di Germania Successore Kaiserliche Kriegsflagge (1903).png
Erich von Falkenhayn 1916 - 1919 Wilhelm Groener
Predecessore Presidente del Reich Successore Flag of Germany (3-2 aspect ratio).svg
Friedrich Ebert 1925 - 1934 Adolf Hitler
con la carica di "Führer und Reichskanzler"

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