Diari di Hitler

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Konrad Kujau, l'autore del falso

I cosiddetti "diari di Hitler" sono un celebre falso storico. La loro pubblicazione, nel 1983 sulla popolare rivista Stern, fu uno dei più grossi scandali nella storia della stampa tedesca.

Nell'aprile del 1983 il settimanale Stern dichiarò di essere entrato in possesso dei diari segreti del dittatore nazista Adolf Hitler: a scoprirli era stato il giornalista Gerd Heidemann, che li aveva acquistati per la cifra di quasi 10 milioni di marchi dal pittore Konrad Kujau. Secondo la testimonianza di quest'ultimo, i preziosi diari facevano parte di un gruppo di documenti recuperati dalla carcassa di un aeroplano precipitato poco prima della fine della Seconda guerra mondiale, nell'aprile 1945, a Börnersdorf, presso Dresda (che allora, nel 1983, faceva parte dell'ex DDR).

I 62 volumi dei diari coprivano gli anni dal 1932 al 1945: Gerd Heidemann affermò di averli sottoposti al giudizio di alcuni dei maggiori studiosi del periodo, tra cui gli storici Hugh Trevor-Roper, Eberhard Jäckel e Gerhard Weinberg. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 25 aprile 1983 essi dichiararono autentici i diari. Trevor-Roper in particolare dichiarò:

« Sono sufficientemente certo che i documenti sono autentici e che la storia dei loro viaggi dal 1945 sia vera; di conseguenza, è chiaro che le tesi finora accertate sullo stile di scrittura di Hitler, sulla sua personalità e persino, forse, su alcuni eventi storici, possano dover essere sottoposte a revisione. »

Trevor-Roper era all'epoca il direttore della casa editrice del Times di Londra e, sebbene abbia in seguito decisamente negato di aver agito in malafede, la sua posizione presentava un chiaro conflitto di interessi, poiché il domenicale del Times, Sunday Times, aveva già pagato una considerevole somma per avere l'esclusiva della pubblicazione dei diari nel Regno Unito. Dopo nemmeno due settimane scoppiò tuttavia lo scandalo: la verità venne a galla il 5 maggio, quando furono resi noti i risultati delle analisi di due istituti che avevano esaminato il materiale in cui erano stati redatti i diari.

L'analisi chimica dell'inchiostro e della carta provò che entrambi risalivano sicuramente a un periodo molto successivo alla Guerra. Inoltre, un più accurato esame portò alla luce svariate inesattezze storiche, mentre lo stile stesso della scrittura corrispondeva solo superficialmente a quello di Hitler. Uno dei dettagli più grotteschi era che persino il monogramma sulla copertina dei diari era sbagliato, essendo FH invece che AH, le vere iniziali del nome di Hitler. Si scoprì che Kujau aveva guadagnato in passato parecchi soldi realizzando copie di quadri di Hitler e che era diventato abilissimo nell'imitarne la calligrafia: il contenuto dei "diari" era stato in larga parte copiato dai testi dei discorsi pubblici del Führer, con l'aggiunta di commenti "personali".

Travolti dallo scandalo, i capi redattori di Stern Peter Koch e Felix Schmidt si dimisero. Heidemann e Kujau vennero arrestati, processati per frode e condannati. Avendo confessato subito di aver scritto egli stesso i falsi diari, Kujau ottenne una condanna relativamente mite e, una volta scarcerato, sfruttò la notorietà acquisita per la vicenda guadagnando una discreta fortuna. Heidemann, al contrario, venne trattato più duramente, poiché la corte era giunta alla conclusione che una parte dei 10 milioni pagati da Stern non fosse stata trasmessa a Kujau, ma Heidemann se ne fosse indebitamente appropriato, e la sua ostinazione nel negarlo venne considerata un'aggravante.

Di recente però, gli eredi di Kujau, morto nel 2000, hanno ammesso che questa accusa contro Heidemann non era fondata, come provano delle registrazioni di telefonate che a Heidemann non fu permesso presentare al processo: si prepara quindi un processo di revisione della sentenza. A seguito di questo clamoroso inganno cui aveva, seppure involontariamente, dato il suo prestigioso avallo, il prestigio accademico dello storico Hugh Trevor-Roper rimase assai appannato. Come ebbe a confessare in seguito, probabilmente il pensiero di potere, grazie a quei diari, realizzare il sogno di qualsiasi storico del nazismo - riuscire a spiegare una volta per tutte la personalità del dittatore nazista - gli aveva fatto abbandonare la cautela necessaria in questi casi. L'ultimo volume dei falsi diari di Hitler è stato acquistato a un'asta a Berlino il 23 aprile 2004 da un anonimo compratore per la cifra di 6.500 euro.

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