Berghof

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Berghof era la casa di Adolf Hitler nell'Obersalzberg delle Alpi Salisburghesi vicino Berchtesgaden nella Germania meridionale in Baviera, a una ventina di chilometri da Salisburgo in Austria.

Il Berghof in una foto d'epoca
Il Königssee visto dal sentiero che conduce al Berghof

Storia[modifica | modifica sorgente]

Hitler e il Berghof[modifica | modifica sorgente]

Localizzazione del Berghof e degli altri quartieri generali di Hitler in Europa.

Il Berghof era inizialmente una piccola casa di vacanza, chiamata Haus Wachenfeld. Fu costruita da un uomo d'affari di Buxtehude, Otto Winter. Morto Otto Winter la vedova affittò la casa a Hitler per 100 Reichsmark nel 1928. Nel 1933 Hitler riuscì ad acquistare la casa grazie alle vendite di Mein Kampf. Il luogo, molto scenografico, si trova in un punto dove sembra che il Königssee sia vicinissimo, ed è situato sulla stessa montagna che ospita il Kehlsteinhaus, o Nido d'Aquila, che fu raramente visitato da Hitler a causa della sua paura per l'altitudine. Molte case di montagna furono costruite nelle vicinanze dai gerarchi nazisti (con edifici annessi per il loro personale e la loro sicurezza).

Il piccolo chalet fu ricostruito e continuamente ampliato fino alla fine della guerra. Fu aggiunta una grande terrazza, venne decorato in stile rustico alpino e la sala da pranzo fu rivestita di pino cembro. Nella grande sala furono dipinte finte finestre con immagini dei paesi della patria di Hitler, la nativa Austria.

Esaminando un film muto fatto dall'amante di Hitler, Eva Braun e riguardante un loro colloquio al Berghof, nel 2006 grazie ad un software per il riconoscimento del labiale si sono identificate molte parti della conversazione. Il Berghof è stato visitato da Albert Speer, Heinrich Himmler, Joachim von Ribbentrop, Joseph Goebbels, Karl Wolff, Reinhard Heydrich, da Galeazzo Ciano e anche da Mussolini.

Conquista alleata[modifica | modifica sorgente]

Le prime truppe alleate arrivate al Berghof furono la 3rd Infantry Division statunitense che conquistò Berchtesgaden e il Berghof. Quattro giorni dopo arrivò la 2ª Divisione corazzata francese che conquistò il Nido d'Aquila. Il terzo battaglione del 506º Reggimento arrivò a Berchtesgaden da una strada differente e perse alcuni uomini in uno scontro a fuoco con due nazisti che difendevano il Berghof.[senza fonte]

Il Berghof fu bombardato il 25 aprile 1945, dodici giorni prima della resa della Germania nazista avvenuta il 7 maggio, da 318 Avro Lancaster. Le rovine furono demolite il 30 aprile 1952.

Sia la 3ª Divisione di fanteria statunitense che la 2ª Divisione corazzata francese GTV (Groupement Tactique Vézinet) arrivarono a Berchtesgaden il 4 maggio 1945. Il Berghof fu conquistato il 6 maggio dai francesi e gli americani vi arrivarono solo due giorni dopo, furiosi di aver perso il trofeo di guerra.

Eventi importanti al Berghof[modifica | modifica sorgente]

Soggiorni di Hitler al Berghof durante la Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Questa tabella riporta la data di inizio e fine dei soggiorni di Hitler al Berghof durante la Seconda guerra mondiale.

Dal Al
10 giugno 1940 14 giugno
26 luglio 3 agosto
8 agosto 12 agosto
17 agosto 29 agosto
4 ottobre 8 ottobre
16 ottobre 20 ottobre
16 novembre 19 novembre
27 novembre 2 dicembre
13 dicembre 16 dicembre
28 dicembre 27 gennaio 1941
7 febbraio 14 marzo
9 maggio 11 giugno
11 giugno 1942 20 giugno
12 novembre 22 novembre
22 marzo 1943 2 maggio
21 maggio 30 giugno
8 novembre 15 novembre
24 febbraio 1944 14 luglio

Complessivamente Hitler ha passato al Berghof 280 giorni fino al 1944, poi a causa della disfatta militare si è spostato definitivamente al più sicuro Führerbunker di Berlino.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]