Morte di Adolf Hitler

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1leftarrow.pngVoce principale: Adolf Hitler.

La copertina del giornale delle forze armate statunitensi, The Stars and Stripes nell'edizione del 2 maggio 1945.

La morte di Adolf Hitler, secondo la storiografia ufficiale, avvenne il 30 aprile 1945 per suicidio mediante un colpo di rivoltella alla testa, dopo aver ingerito una capsula di cianuro, presso il suo Führerbunker a Berlino.[1][2][3] Sua moglie Eva (nata Braun) lo seguì nella stessa sorte ingerendo cianuro.[4] In quel pomeriggio, in accordo con le istruzioni date precedentemente dallo stesso Hitler, i loro resti vennero portati attraverso le scale verso l'uscita d'emergenza del bunker, furono cosparsi di benzina e dati alle fiamme nel giardino della Cancelleria del Reich, fuori dal bunker.[5]

In base ad alcuni documenti tratti negli archivi dell'Unione Sovietica è stato dimostrato che i loro resti carbonizzati sono stati successivamente recuperati e sepolti in altri luoghi,[6] fino al 1970, quando furono di nuovo esumati, cremati e quindi disperse le ceneri.[7] I servizi segreti sovietici del KGB hanno sempre dichiarato il ritrovamento del cadavere bruciato e che l'identità fosse stata confermata grazie all'impronta dentale.

Ad oggi tuttavia costituisce argomento piuttosto dibattutto, nonché uno degli argomenti delle teorie del complotto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La vigilia della caduta di Berlino[modifica | modifica sorgente]

Movimenti delle truppe sovietiche e polacche dal 16 al 26 aprile 1945.

All'inizio del 1945, la situazione militare della Germania era sull'orlo del collasso totale. La Polonia era caduta sotto l'avanzare delle forze sovietiche che oramai si apprestavano ad attraversare il fiume Oder, tra Küstrin e Francoforte, con l'obiettivo di occupare Berlino.[8] Le forze tedesche avevano recentemente perso gli alleati durante l'offensiva delle Ardenne, con le forze britanniche e canadesi che attraversano il Reno nel cuore industriale tedesco della Ruhr.[9] Le forze statunitensi presenti nel sud avevano preso la Lorena e stavano avanzando verso Magonza, Mannheim e il Reno[9] in Italia, l'esercito tedesco stava ripiegando verso nord, spinti dall'avanzata degli statunitensi e dalle truppe del Commonwealth che avanzavano attraverso il fiume Po e nelle Prealpi.[10] In parallelo alle azioni militari, gli Alleati si erano incontrati a Yalta, tra 4-11 febbraio per discutere la conclusione della guerra in Europa.[11]

Hitler, che stava assistendo ad una rapida disintegrazione del Terzo Reich, si ritirò nel suo Führerbunker a Berlino il 16 gennaio 1945. Per la leadership nazista, era chiaro che la battaglia di Berlino sarebbe stata la battaglia finale della guerra.[12] Alcuni dei 325.000 soldati tedeschi dell'Heeresgruppe B erano stati circondati e catturati il 18 aprile, lasciando la strada per Berlino aperta alle forze statunitensi. L'11 aprile gli statunitensi attraversarono l'Elba, circa 100 chilometri ad ovest della città.[13] Nel frattempo, il 16 aprile, l'Armata Rossa sovietica attraversava l'Oder e iniziò la battaglia delle alture di Seelow, l'ultima grande linea difensiva a protezione Berlino su quel lato.[14] Tre giorni dopo, il 19 aprile, i tedeschi erano in piena ritirata dalle alture di Seelow. Berlino iniziò ad essere bombardata dall'artiglieria sovietica per la prima volta il 20 aprile (il giorno del compleanno di Hitler). La sera del 21 aprile, carri armati dell'Armata Rossa raggiunsero la periferia della città.[15]

Gli ultimi giorni[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione schematica del Führerbunker

Nel pomeriggio del 22 aprile, durante la riunione che faceva il punto della situazione, Hitler subì un collasso nervoso quando venne informato che gli ordini che aveva emesso a Felix Steiner, generale delle SS in forza al Armeeabteilung Steiner per continuare la difesa di Berlino, erano stati disattesi.[16] Hitler lanciò una invettiva contro il tradimento e l'incompetenza dei suoi comandanti, che culminò per la prima volta nella esternazione che la guerra era perduta. Hitler annunciò quindi che sarebbe rimasto a Berlino fino alla fine per poi togliersi la vita.[17] Più tardi, nello stesso giorno, chiese al medico delle SS Dr. Werner Haase circa il metodo più affidabile per suicidarsi. Haase suggerì di utilizzare il metodo "pistola e veleno", combinando una dose di cianuro con un colpo di pistola alla testa.[18] Quando il feldmaresciallo e capo della Luftwaffe Hermann Göring, venne a conoscenza di ciò, mandò un telegramma a Hitler chiedendo il permesso di assumere la leadership del Reich, in accordo con il decreto dello stesso Hitler del 1941 in cui si nominava Göring suo successore. L'autorevole segretario[19] di Hitler, Martin Bormann, convinse Hitler che Göring stava tentando un colpo di stato.[20] In risposta, Hitler informò Göring che sarebbe stato giustiziato se non si fosse dimesso. Più tardi, quel giorno, sollevò Göring da tutti i suoi incarichi e ne ordinò l'arresto.[21]

Il 27 aprile, Berlino era stata completamente tagliata fuori dal resto della Germania. Erano state perse anche le comunicazioni radio sicure con le unità in difesa. Lo staff di comando nel bunker doveva dipendere da linee telefoniche per il passaggio di istruzioni e ordini e dalla radio pubblica per le notizie e informazioni.[22] Il 28 aprile, un rapporto della BBC proveniente dalla Reuters riportò una copia di un messaggio che veniva dato ad Hitler.[23] Tale messaggio affermava che il Reichsführer-SS Heinrich Himmler si era offerto di arrendersi agli Alleati occidentali. L'offerta era stata rifiutata. Himmler aveva lasciato intendere agli alleati che aveva l'autorità per negoziare una resa, Hitler considerò questo un tradimento. Durante il pomeriggio la sua rabbia e l'amarezza si scagliarono contro Himmler.[24] Hitler ordinò l'arresto di Himmler e fece uccidere Hermann Fegelein, rappresentante delle SS di Himmler a Berlino.[25]

Da questo momento, l'Armata Rossa aveva avanzato verso Potsdamer Platz e vi erano ormai prove certe che stavano preparando l'assalto alla Cancelleria. Questa notizia, combinata con il tradimento di Himmler, spinsero Hitler per fare le ultime decisioni della sua vita.[26] Dopo la mezzanotte del 29 aprile, Hitler sposò Eva Braun in una piccola cerimonia civile tenutasi nella stanza della mappa all'interno del Führerbunker.[27] Successivamente Hitler organizzò un modesto pranzo di nozze con la sua nuova moglie. Hitler si recò con la sua segretaria, Traudl Junge, in un'altra stanza e dettò il suo testamento. Firmò questi documenti alle 04:00 e poi si ritirò a letto (alcune fonti dicono che Hitler dettò il testamento immediatamente prima del matrimonio, ma tutte le fonti concordano sui tempi della firma).[28]

Nel corso del 29 aprile, Hitler apprese della morte del suo alleato, Benito Mussolini, che era stato giustiziato dai partigiani italiani. Il corpo di Mussolini e della sua amante, Clara Petacci, erano stati poi appesi a Milano al pubblico ludibrio. È probabile che questi eventi rafforzarono la risolutezza di Hitler a non permettere a se stesso o alla moglie di seguire la stessa sorte, come aveva precedentemente dettato nel suo testamento.[29] Quel pomeriggio, Hitler espresse dubbi circa l'efficacia delle capsule di cianuro che aveva ricevuto attraverso le SS di Himmler.[30] Al fine di verificare la potenza delle capsule, Hitler ordinò al dottor Werner Haase di testarle sul suo cane, Blondi. L'animale morì immediatamente.[31]

La morte[modifica | modifica sorgente]

Eva Braun e Hitler, con Blondi (giugno 1942)

Hitler e Braun vissero insieme come coniugi nel bunker per meno di 40 ore. Entro le 01:00 del 30 aprile, il generale Wilhelm Keitel riferì a Hitler che tutte le forze armate incaricate di recarsi a soccorso della città di Berlino erano state circondate o costrette a mettersi sulla difensiva.[32] Nella tarda mattinata del 30 aprile, con i sovietici a meno di 500 metri dal bunker, Hitler ebbe un incontro con il generale Helmuth Weidling, comandante della difesa di Berlino che gli annunciò che probabilmente la guarnigione sarebbe stata a corto di munizione già durante quella notte e che i combattimenti a Berlino sarebbero inevitabilmente giunti al termine entro le successive 24 ore.[32] Weidling chiese a Hitler il permesso per un cessate il fuoco, una richiesta che aveva già inoltrato senza successo prima. Hitler non rispose e Weidling tornò al suo quartier generale nel Bendlerblock. Verso le 13:00 ricevette il permesso di Hitler di provare la tregua quella notte.[33] Hitler, due segretari, e il suo cuoco personale pranzarono, dopo di che Hitler e la Braun dettero i loro addii personali ai membri dello staff del Führerbunker e ai compagni, tra cui Martin Bormann, Joseph Goebbels e la sua famiglia, i segretari e i diversi ufficiali militari. Verso le 14:30 Adolf Hitler e Eva andarono nello studio personale del Fuhrer.[33]

Molti testimoni riportarono di aver udito un forte colpo di pistola intorno alle 15:30. Dopo aver atteso pochi minuti, il cameriere di Hitler Heinz Linge, con Bormann al suo fianco, aprirono la porta dello studio. Linge successivamente dichiarò di aver notato un odore di mandorle bruciate, un'osservazione comune fatta in presenza di acido prussico, la forma acquosa dell'acido cianidrico.[34] L'aiutante di Hitler, l'SS Sturmbannführer Otto Günsche, entrò anch'egli nello studio e trovò i corpi senza vita sul divano. Eva era a fianco di Hitler, accasciata lontano da lui. Günsche dichiarò che Hitler "aveva del sangue che colava dalla sua tempia di destra. Si era sparato con la sua pistola, una Walther PPK 7.65".[35][34][36] La pistola giaceva ai suoi piedi[34] e secondo l'SS-Oberscharführer Rochus Misch la testa di Hitler era distesa sul tavolo davanti a lui.[37] Il sangue che gocciolava dalla tempia destra e dal mento di Hitler aveva formato una grande macchia sul braccio destro del divano e sul tappeto. Secondo Linge, il corpo di Eva non aveva ferite fisiche visibili, e il suo volto si mostrava tipico della morte da avvelenamento da cianuro.[34] Günsche e Mohnke affermarono "inequivocabilmente" che tutti gli estranei e tutti coloro che svolgevano funzioni nel bunker "non hanno avuto qualsiasi accesso" all'abitazione privata di Hitler durante l'ora della morte (tra le 15:00 e le 16:00).[38]

Günsche lasciò lo studio e annunciò che il Führer era morto. I due corpi furono trascinati su per le scale al livello del suolo e attraverso l'uscita d'emergenza del bunker portati nel giardino dietro la Cancelleria del Reich, dove furono poi cosparsi di benzina.[39] Dopo i primi tentativi non si riuscì a far infiammare la benzina e quindi Linge tornò all'interno del bunker e tornò con un fitto plico di carte. Bormann accese le carte e gettò la torcia sui corpi. Mentre i due cadaveri presero fuoco, un piccolo gruppo, tra cui Bormann, Günsche, Linge, Goebbels, Peter Högl, Ewald Lindloff e Hans Reisser, alzarono le braccia in segno di saluto.[39]

Verso le 16:15, Linge ordinò all'SS-Untersturmführer Heinz Krüger e all'SS-Oberscharführer Werner Schwiedel di arrotolare il tappeto nello studio di Hitler e di bruciarlo. I due uomini eseguirono l'ordine.[40]

Durante il pomeriggio, i sovietici bombardarono la zona intorno alla Cancelleria del Reich. Le SS portarono altre lattine supplementari di benzina per bruciare ulteriormente i cadaveri. Linge più tardi notò che il fuoco non aveva distrutto completamente i resti.[41] Il rogo dei cadaveri durò dalle 16:00 alle 18:30.[42] I resti furono inumati in un profondo cratere provocato da una bomba, intorno alle 18:30, da Lindloff e Reisser.[43]

Le conseguenze[modifica | modifica sorgente]

I resti della parte esterna del Führerbunker poco prima che fosse distrutta nel 1947. L'ingresso è a sinistra. La struttura circolare ospitava i generatori e i sistemi per la ventilazione. I resti della parte esterna del Führerbunker poco prima che fosse distrutta nel 1947. L'ingresso è a sinistra. La struttura circolare ospitava i generatori e i sistemi per la ventilazione.
I resti della parte esterna del Führerbunker poco prima che fosse distrutta nel 1947. L'ingresso è a sinistra. La struttura circolare ospitava i generatori e i sistemi per la ventilazione.
Il Führerbunker distrutto (1947)

Il primo sentore al mondo esterno che Hitler era morto venne dai tedeschi stessi. Il 1º maggio la stazione radio Reichssender di Amburgo interruppe la programmazione per annunciare che presto sarebbe stato trasmesso un importante annuncio. Dopo la drammatica musica funerea di Wagner e Bruckner, il Großadmiral Karl Dönitz (nominato come successore di Hitler nel suo testamento) annunciò che Hitler era morto.[44] Dönitz invitò il popolo tedesco a piangere il loro Führer, che è morto da eroe difendendo la capitale del Reich.[45] Sperando di salvare l'esercito e la nazione negoziando una amnistia parziale con gli statunitensi e i britannici, Dönitz autorizzò un ritiro dai combattimenti ad ovest. La sua tattica ebbe un parziale successo e permise a circa 1,8 milioni di soldati tedeschi di evitare la cattura da parte dei sovietici. Tuttavia, il tributo di sangue arrivò ad essere spaventosamente elevato, le truppe continuarono a combattere fino all'8 maggio.[46]

La mattina del 1º maggio, tredici ore dopo l'evento, Stalin venne informato del suicidio di Hitler.[47] Il generale Hans Krebs aveva dato questa informazione al generale sovietico Vasily Chuikov durante il loro incontro alle 04:00 del 1º maggio, quando i tedeschi tentarono di negoziare termini di resa accettabili.[48][49] Stalin chiese la resa incondizionata e la conferma che Hitler fosse morto. Voleva inoltre che fosse ritrovato il suo cadavere.[50] Nelle prime ore del mattino del 2 maggio, i sovietici presero la Cancelleria del Reich.[51] Nel Führerbunker, il generale Krebs e il generale Burgdorf si suicidarono con un colpo di pistola alla testa.[52]

Più tardi, il 2 maggio, i resti di Hitler, Braun, e di due cani (ritenuti essere Blondi e il suo cucciolo, Wulf) vennero scoperti da una unità dell'Intelligence dell'Armata Rossa, la SMERSH, incaricata di trovarne il corpo. Stalin era cauto nel credere che la sua vecchia nemesi fosse morta.[53][54] I resti di Hitler e Braun furono ripetutamente sepolti e riesumati dalla SMERSH durante il trasferimento verso Magdeburgo. Gli altri corpi, insieme con i resti carbonizzati del ministro della propaganda Goebbels, di sua moglie Magda e i loro sei figli, sono stati invece sepolti in una tomba anonima sotto un tratto lastricato del cortile anteriore della Cancelleria. La posizione è stata mantenuta segreta.[55]

Le ipotesi alternative[modifica | modifica sorgente]

Hitler raffigurato dallo United States Secret Service nel 1944 per mostrare come poteva cambiare aspetto per sottrarsi alla cattura.

Diverse versioni del destino di Hitler sono state diffuse dall'Unione Sovietica secondo i suoi desideri politici. Negli anni immediatamente successivi al 1945, i sovietici sostennero che Hitler non fosse morto, ma bensì che veniva protetto dagli ex alleati occidentali.[56] Ciò venne dichiarato per un certo periodo di tempo. Il rappresentante statunitense al processo di Norimberga, Thomas J. Dodd, affermò che: "Nessuno può dire che sia morto". Quando il presidente statunitense Harry S. Truman chiese a Stalin alla Conferenza di Potsdam, nell'agosto del 1945, se Hitler fosse morto, Stalin rispose senza mezzi termini: "No". Tuttavia entro l'11 maggio 1945, i sovietici avevano già confermato attraverso il dentista di Hitler, Hugo Blaschke, e il suo odontotecnico che i resti dentali in loro possesso fossero di Hitler e la Braun.[57] Nel novembre del 1945, Dick White, allora capo del controspionaggio nel settore britannico di Berlino (e successivamente capo dell'MI5 e dell'MI6), incaricarono il loro agente Hugh Trevor-Roper di indagare sulla questione per contrastare le pretese sovietiche. Le sue scoperte sono state scritte in un rapporto e pubblicato in forma di libro nel 1947.[3]

Nel 1969, fu pubblicato in occidente il libro del giornalista sovietico Lev Bezymensky sulla morte di Hitler. In esso è incluso il referto dell'autopsia della SMERSH, ma per via dei precedenti tentativi di disinformazione, gli storici occidentali lo ritennero inaffidabile.[58]

Nel 1970, l'agenzia SMERSH, allora controllata dal KGB, inviò alcuni agenti nella Repubblica Democratica Tedesca. Temendo che se il luogo di sepoltura di Hitler fosse stato reso pubblico questo potesse diventare un santuario neo-nazista, il direttore del KGB Yuri Andropov autorizzò un'operazione per distruggere i resti che erano stati sepolti a Magdeburgo il 21 febbraio 1946.[59]Quindi, ad una squadra sovietica del KGB furono dati delle indicazioni dettagliate sulla sepoltura. Il 4 aprile 1970 segretamente riesumarono cinque casse di legno contenenti i resti di "10 o 11 corpi... in avanzato stato di degrado". I resti furono completamente bruciati e frantumati, e le ceneri furono gettate nel fiume Biederitz, un affluente del vicino fiume Elba.[60][61]

Secondo Ian Kershaw i cadaveri di Braun e Hitler erano completamente bruciati quando l'Armata Rossa li trovò e solo una mandibola con un intervento odontoiatrico potrebbe essere stata identificata come i resti di Hitler.[62]

Le teorie del complotto[modifica | modifica sorgente]

Già dopo la fine della seconda guerra mondiale sono sorte alcune teorie alternative sulla scomparsa o sulla sorte dei resti del corpo che non trovarono alcuna conferma. Vi furono delle differenze anche per quanto riguarda la causa della morte. Alcune fonti affermano che morì solamente con il veleno[63] altre invece sostengono che la morte sopraggiunse per un colpo di pistola auto-inflitto, mentre mordeva una capsula di cianuro.[64] Gli storici moderni hanno respinto queste testimonianze sia come propaganda sovietica[65], sia come un tentativo di compromesso per conciliare le diverse teorie.[64][66] Un testimone oculare ha raccontato che vi furono chiari segni di un colpo di pistola sparato attraverso la bocca, tuttavia ciò si è dimostrato improbabile.[67][68] Vi è stata anche polemica per quanto riguarda l'autenticità dei frammenti del cranio e della mandibola che sono stati recuperati.[69][70]

Nel 1993, con l'apertura di alcuni archivi del disciolto KGB, i documenti concernenti la morte di Hitler hanno ufficialmente confermato la testimonianza di Hugh Trevor-Roper raccolta nel libro The Last Days of Hitler (Gli ultimi giorni di Hitler) del 1947 e concomitante con quella sovietica. Nel 2009, i test sul DNA effettuati su un cranio che gli ufficiali sovietici credettero per lungo tempo fosse quello di Hitler, rivelarono che il cranio in realtà era di una donna con meno di 40 anni di età.[71]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fischer 2008, p. 47.
  2. ^ Kershaw 2008, p. 955.
  3. ^ a b (EN) MI5 staff, Hitler's last days, Her Majesty's Security Service website, 2011. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  4. ^ Beevor 2002, p. 359.
  5. ^ Kershaw 2008, p. 956.
  6. ^ Kershaw 2008, p. 958.
  7. ^ Beevor 2002, p. 431.
  8. ^ Horrabin 1946, Vol. X, p. 51.
  9. ^ a b Horrabin 1946, Vol. X, p. 53.
  10. ^ Horrabin 1946, Vol. X, p. 43.
  11. ^ Bellamy 2007, p. 648.
  12. ^ Beevor 2002, p. 139.
  13. ^ Shirer 1960, p. 1105.
  14. ^ Beevor 2002, pp. 209–217.
  15. ^ Beevor 2002,, pp. 255–256, 262
  16. ^ Erickson 1983, p. 586.
  17. ^ Beevor 2002, p. 275.
  18. ^ O'Donnell 2001, pp. 230, 323.
  19. ^ Shirer 1960, p. 1116.
  20. ^ Beevor 2002, p. 289.
  21. ^ Shirer 1960, p. 1118.
  22. ^ Beevor 2002, p. 323.
  23. ^ Kershaw 2008, p. 943.
  24. ^ Kershaw 2008, pp. 943-946.
  25. ^ Kershaw 2008, pp. 946-947.
  26. ^ Shirer 1960, p. 1194.
  27. ^ "In the small hours of 28–29 April ... " (MI5 staff 2011).
  28. ^ Beevor 2002, p. 343.
  29. ^ Shirer 1960, p. 1131.
  30. ^ Kershaw 2008, pp. 951–952.
  31. ^ Kershaw 2008, p. 952.
  32. ^ a b Erickson 1983, pp. 603–604.
  33. ^ a b Beevor 2002, p. 358.
  34. ^ a b c d Linge 2009, p. 199.
  35. ^ Fischer 2008, p. 47.
  36. ^ Joachimsthaler 1999, pp. 160–180.
  37. ^ (EN) Steven Rosenberg, I was in Hitler's suicide bunker, BBC News, 3 settembre 2009. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  38. ^ Fischer 2008, pp. 47-48.
  39. ^ a b Linge 2009, p. 200.
  40. ^ Joachimsthaler 1999, pp. 162, 175.
  41. ^ Joachimsthaler 1999, pp. 210–211.
  42. ^ Joachimsthaler 1999, p. 211.
  43. ^ Joachimsthaler 1999, pp. 217–220.
  44. ^ Beevor 2002, p. 381.
  45. ^ Kershaw 2008, p. 959.
  46. ^ Kershaw 2008, pp. 961–963.
  47. ^ Beevor 2002, p. 368.
  48. ^ Beevor 2002, p. 367.
  49. ^ Eberle & Uhl 2005, p. 280.
  50. ^ Eberle & Uhl 2005, pp. 280, 281.
  51. ^ Beevor 2002, pp. 387, 388.
  52. ^ Beevor 2002, pp. 387, 388.
  53. ^ Kershaw 2001, pp. 1038–1039.
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  59. ^ Vinogradov et al. 2005, p. 333
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  68. ^ Joachimsthaler 1999, p. 166.
  69. ^ Joachimsthaler 1999, p. 225.
  70. ^ Beevor 2002, p. 431.
  71. ^ (EN) Tony Halpin e Roger Boyes, Battle of Hitler's skull prompts Russia to reveal all, The Times, 9 dicembre 2009. URL consultato il 28 giugno 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]