Antony Beevor

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Antony Beevor alla "Casa della Letteratura di Oslo", Norvegia

Antony James Beevor (Inghilterra, 14 dicembre 1946) è uno storico britannico. Ha studiato al Winchester College e alla Royal Military Academy Sandhurst.

È stato allievo del famoso storico della seconda guerra mondiale, John Keegan. Beevor è stato un ufficiale di carriera dell'XI Ussari, nel quale ha prestato servizio in Inghilterra e Germania per cinque anni, prima di rassegnare le dimissioni.

Ha pubblicato diverse opere divulgative sulla seconda guerra mondiale e sul XX secolo in generale.

Notizie generali[modifica | modifica sorgente]

Antony Beevor è visiting professor alla Scuola di storia, studi classici e archeologia di Birkbeck, Università di Londra. La sua famiglia vanta la presenza di numerose scrittrici: Antony è figlio di Kinta Beevor (Carinthia Jane Waterfield, 22 dicembre 1911 - 29 agosto 1995), figlia di Lina Waterfield, e discendente di Lucie Duff-Gordon (autrice di una cronaca di viaggio sull'Egitto). Kinta Beevor ha scritto Un'infanzia toscana in collaborazione con Antony. In questo libro, tradotto in diverse lingue, viene rievocato il periodo speso in Toscana dai nonni di Beevor, impegnati nel restauro del castello di Aulla, vicino a Pisa. Antony Beevor è sposato con Artemis Cooper, figlia di Duff Cooper, nipote di Lady Diana Cooper.

Nel periodo tra l'uscita dall'esercito e l'inizio della sua attività letteraria, è stato dirigente contabile presso Masius Wynne Williams, lavorando alla linea di prodotti McDougall.

I suoi lavori più famosi sono i bestseller Stalingrado e Berlino 1945 - La caduta. Queste opere raccontano le più famose battaglie della seconda guerra mondiale tra Unione Sovietica e Germania. Sono stati lodati per lo stile vivido e accattivante, per il modo in cui sono state trattate le vite dei soldati e dei civili e per l'uso di nuovi documenti resi disponibili dagli archivi sovietici.[1][2][3]

Le opere di Beevor sono state utilizzate come fonti accreditate in molti documentari sulla seconda guerra mondiale. Un altro dei suoi lavori più conosciuti è Creta: la battaglia e la resistenza per cui ha vinto il Premio Runciman, patrocinato dalla Lega anglo-ellenica per la promozione dell'interesse per la storia e la cultura greca.

Antony Beevor è stato proclamato Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese nel 1997; nel 2008 è stato insignito dell'onorificenza dell'Ordine della Croce di Terra Mariana dal presidente dell'Estonia. È stato eletto membro della Royal Society of Literature nel 1999. Nell'anno accademico 2002-2003 è stato Lees Knowles Lecturer a Cambridge.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Berlino 1945 - La caduta è stato oggetto di diverse critiche in Russia.[4] L'ambasciatore russo nel Regno Unito ha denunciato i fatti riportati nel libro come "bugie" e "diffamazioni contro il popolo che ha salvato il mondo dal nazismo".[5] Oleg A. Rzheshevsky, professore e presidente dell'Associazione russa degli storici della seconda guerra mondiale, ha accusato Beevor di aver semplicemente resuscitato le visioni screditanti e razziste degli storici neonazisti, che hanno dipinto le truppe sovietiche come "orde asiatiche di subumani".[6]

Altri storici occidentali, come Richard Overy, hanno criticato l'attacco russo al libro e difeso Beevor. Overy ha accusato i russi di rifiutare la divulgazione dei crimini di guerra commessi dai sovietici, "in parte perché sentivano che molta parte di queste cose sono state una vendetta giustificata contro un nemico che aveva commesso a sua volta molte atrocità, e in parte perché stavano scrivendo la storia dei vincitori."[7]

La critica si è concentrata sulla discussione delle atrocità commesse dall'Armata Rossa contro i civili tedeschi, in particolare la violenza sessuale enormemente diffusa contro le donne tedesche e russe costrette ai lavori forzati, sia prima che dopo la guerra.[8]

Beevor stesso ha dichiarato di non vedere con simpatia la propensione a ritrarre i tedeschi come vittime. In un'intervista al maggior quotidiano polacco, la Gazeta Wyborcza, ha dichiarato che l'entrata dell'Armata Rossa in guerra è stata la conseguenza di un conflitto iniziato dai nazisti, ma che fu voluto anche dal popolo tedesco, come dimostrerebbe l'incondizionato appoggio che tributarono a Hitler. Beevor pone anche l'accento sulla partecipazione femminile a questo consenso.[9]

Beevor e Grossman[modifica | modifica sorgente]

Vasilij Grossman è considerato uno dei grandi romanzieri del XX secolo. In particolare, molto rinomato è il suo romanzo Vita e destino.

Beevor si è imbattuto per la prima volta negli appunti di Grossman durante le sue ricerche per la scrittura di Stalingrado. Nel 1941, Grossman era il corrispondente per la Stella Rossa, il giornale dell'Armata Rossa. Successivamente, come cronista al seguito dell'Armata Rossa, ha speso tre anni registrando gli eventi della guerra e l'impatto che questi hanno avuto sulle popolazioni, compiendo un lavoro infaticabile ispirato dalla necessità di testimoniare quello che si era trovato a vivere da vicino. Uno scrittore in guerra (A writer at war), l'opera curata da Antony Beevor e da Lyubov Vinogradova, una ricercatrice, traduttrice e giornalista freelance, laureata in biologia all'Università di Mosca, è basata sugli appunti di Grossman.[10]

Modelli di scrittura[modifica | modifica sorgente]

Lo storico militare che ha esercitato la maggior influenza nello sviluppo degli interessi e dell'opera di Beevor è John Keegan.

Keegan, nel suo libro Il volto della battaglia (The Face of Battle), descrivendo il sentimento di paura, la confusione e l'incostanza nelle comunicazioni al fronte, ha corretto l'impostazione e la visione tradizionale della storia militare. Durante gli anni ottanta, si è sviluppata la tendenza ad approfondire i documenti della storia orale, basata su estratti di lettere, interviste, diari per ricostruire la realtà vissuta da coloro che erano sulla linea del fronte. Ma secondo Beevor questo atteggiamento è di per sé insufficiente, qualora il contesto degli eventi non venga ricostruito.

Nel corso delle sue ricerche per Stalingrado, Beevor ha capito che era necessario integrare i due tipi di storia, quella vissuta dal basso e quella prodotta dalle strategie del potere, perché solo così era possibile comprendere i veri effetti di ciò che veniva deciso nel quartier generale del Cremlino e di Hitler sulle vite dei soldati e dei civili coinvolti nella battaglia. Sulla stessa commistione di storia degli eventi, del potere e degli uomini che li hanno ispirati e della quotidianità della guerra vissuta dai soldati e dalla popolazione si basa anche Berlino 1945, un'opera in cui la descrizione della battaglia si pone come articolato resoconto antropologico e psicologico.

La svolta degli anni ottanta nella storia militare che fa largo all'esperienza dell'individuo è coincisa, dal punto di vista di Beevor, con un cambiamento di atteggiamenti e aspettative nei lettori. Gli ampi cambiamenti sociali, tecnologici, geopolitici ed economici che hanno caratterizzato gli anni ottanta, soprattutto nella seconda metà, hanno prodotto una crisi e una presa di distanza dalle certezze del passato. I lettori hanno cominciato a cercare nella narrazione storica le voci degli individui, le loro esperienze, perdendo interesse per la vecchia distaccata descrizione degli eventi, per la quale non hanno più dimostrato alcun coinvolgimento.[11]

Opere pubblicate[modifica | modifica sorgente]

Antony Beevor è autore di tredici libri, romanzi e narrazioni storiche:

  • 1975Violent Brink, romanzo
  • 1983The Faustian Pact, romanzo
  • 1980For Reasons of State, romanzo
  • 1982The Spanish Civil War, narrazione storica
  • 1989The enchantment of Christina von Retzen, romanzo
  • 1990Inside the British Army, narrazione storica
  • 1991Crete: The Battle and the Resistence, narrazione storica
  • 1994Paris After the Liberation 1944-49, narrazione storica, scritto in collaborazione con la moglie, Artemis Cooper, edizione rivista nel 2004
  • 1998Stalingrad, narrazione storica, tradotto in 26 lingue
  • 2002 – Berlin: The Downfall 1945, narrazione storica, pubblicato negli Stati Uniti con il titolo The Fall of Berlin 1945. L'edizione italiana è curata da Maurizio Paglaino (traduzione di Enzo Peru). Il testo, pubblicato nella collana di Storia della Bur, è corredato di un'ampia bibliografia che illustra le fonti utilizzate dall'autore, e di un apparato fotografico sugli episodi salienti dell'invasione della Germania.
  • 2004The Mystery of Olga Chekhova, narrazione storica
  • 2006The Battle for Spain: The Spanish Civil War, 1936-39, narrazione storica
  • 2009D-Day: The Battle for Normandy, narrazione storica

Antony Beevor ha inoltre curato diversi libri, tra cui:

  • 2005A woman in Berlin (Una donna a Berlino. Diario aprile-giugno 1945), diario anonimo di una donna in fuga dai Russi entrati a Berlino. Antony Beevor ha scritto l'introduzione per l'edizione inglese.
  • 2005 – A Writer at War: Vasily Grossman with the Red Army 1941 – 1945, scritto da Vasily Grossman e Luba Vinogradova by Vasily Grossman. Recensione sul Guardian

Ha anche contribuito a diverse opere, tra cui:

  • 1999 – The British Army, Manpower and Society into the Twenty-First Century, edito da Hew Strachan
  • 2003What Ifs? of American History: Eminent Historians Imagine What Might Have Been di Robert Coweley, Antony Beevor e Caleb Carr

Premi[modifica | modifica sorgente]

  • Premio Runciman per Creta: la battaglia e la resistenza
  • Premi Samuel Johnson, Wolfson History, Hawthornden Prize per Stalingrado
  • Premio Longman-History Today (Trustees' Award) per Berlino 1945. La caduta
  • Premio La Vanguardia per La guerra civile spagnola 1936-39
  • Wolfson History Prize nel 1998 con il libro Stalingrad.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Unknown". Telegraph. 1998-04-25.
  2. ^ Judd, Alan (2002-04-28)."Every sort of assault: review of Berlin: the Downfall, 1945 by Antony Beevor".Telegraph. Archived from the original on 30 March 2007.Retrieved 2009-03-04.
  3. ^ Bernstein, Richard (1998-09-26)."An Avalanche of Death That Redirected a War". New York, NY, USA. Retrieved 2009-03-04.
  4. ^ "Russians angry at war rape claims".Telegraph. 2002-01-25.Retrieved 2009-03-04.
  5. ^ Grigory, Karasin (2002-01-25)."Lies and insinuations". London, UK: Telegraph. Retrieved 2009-03-04.
  6. ^ (RU) Review of Berlin: 1945.
  7. ^ BBC Red Army rapists.
  8. ^ Schissler, Hanna "The Miracle Years: A Cultural History of West Germany, 1949-1968".
  9. ^ Bartosz Wieliński, Tak właśnie było - mówi brytyjski historyk Antony Beevor, dalla Gazeta Wyborcza del 28 ottobre 2008.
  10. ^ Le notizie relative a A writer at war si trovano sul sito ufficiale di Antony Beevor e su The Quarterly Conversation.
  11. ^ World War II Quarterly, Vol. 5, n. 1, inverno 2008. Il testo è disponibile in formato pdf sul sito ufficiale di Antony Beevor.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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