Vita e destino

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Vita e destino
Titolo originale Žisn'i sud'ba
Autore Vasilij Grossman
1ª ed. originale 1980
Genere romanzo
Sottogenere romanzo storico
Lingua originale russo
Ambientazione Unione Sovietica, Fronte orientale, Stalingrado, Seconda guerra mondiale, 1942-1943

Vita e destino è un romanzo di Vasilij Grossman. Pubblicato per la prima volta nel 1980, è ambientato in Unione Sovietica all'epoca della seconda guerra mondiale e della Battaglia di Stalingrado.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Unione Sovietica, durante la seconda guerra mondiale, tra l'estate del 1942 ed il 2 febbraio 1943. Lungo il settore meridionale del fronte orientale, tra il Don e il Volga, infuriano i sanguinosi combattimenti tra i difensori dell'Armata Rossa e le forze tedesche della Wehrmacht per il controllo della città di Stalingrado. Dopo una prolungata e efficace resistenza all'interno delle rovine della città, l'Armata Rossa sferra una controffensiva generale a partire dal 19 novembre 1942 e accerchia completamente la 6. Armee del generale Friedrich Paulus che sarà infine costretta alla resa; la battaglia di Stalingrado si conclude con una decisiva vittoria di Stalin e dell'Unione Sovietica.

Sullo sfondo di questo grandioso scenario storico si incrociano le vite e i destini di molteplici personaggi: soldati al fronte, le loro famiglie che li aspettano, medici e infermieri negli ospedali da campo, operai nelle fabbriche di guerra, ufficiali, ebrei nei lager nazisti, prigionieri politici nei campi di concentramento sovietici. Mentre la Storia fa il suo corso, l'autore racconta tante piccole, grandi storie di esseri umani: attraverso i dialoghi serrati e un'intricata rete di rapporti interpersonali si narra senza retorica dei sentimenti, delle passioni, delle contraddizioni insite nell'animo umano; più di ogni altra cosa, dalle pagine traspare la convinzione di chi scrive circa l'insopprimibile bisogno di libertà dell'uomo. Una libertà così invincibile che anche i peggiori totalitarismi prima o poi sono destinati a soccombere contro di essa.

Personaggi principali dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Al centro delle vicende sta la famiglia Šapošnikov e la cerchia di personaggi che ruotano attorno ad essa; in particolare vengono narrate le vite di:

  • Ljudmila Nikolaevna Šapošnikova, madre inconsolabile del figlio Tolja, soldato morto durante l'assedio di Stalingrado;
  • Viktor Pavlovič Štrum, il marito di lei, fisico e membro dell’Accademia delle Scienze che si rifiuta di sottomettere l'empiricità della scienza all'ideologia del Partito ed è innamorato della moglie di un collega;
  • Nadja, loro figlia, ribelle e allo stesso tempo comprensiva verso i genitori;
  • Evgenija Nikolaevna Šapošnikova, sorella di Ljudmila, incerta tra il nuovo amore per il colonnello Pëtr Pavlovic Novikov, comandante di un corpo di carristi che svolgerà un compito importante durante l'operazione Urano, e la lealtà e l'affetto per il commissario dell'Armata Rossa Nikolaj Grigorevič Krymov, con il quale è sposata ma dal quale si è separata;
  • Krymov, già citato, comunista ortodosso che si ritrova accusato di cospirazione contro lo Stato sovietico e rinchiuso alla Lubjanka;
  • Stepan Fëdorovič Spiridonov, direttore della centrale elettrica di Stalingrado, e sua figlia Vera, rispettivamente marito e figlia di un'altra delle sorelle Šapošnikov, Mar’ja Nikolaevna, annegata nel Volga durante la fuga dall'assedio dei nazifascisti;
  • Aleksandra Vladimirovna Šapošnikova, l'anziana madre di famiglia, la quale preferisce continuare a vivere nella propria casa, bombardata e ormai priva anche del tetto, piuttosto che essere di peso per le figlie;
  • Capitano Grekov, coraggioso e carismatico comandante degli uomini della postazione "Civico sei barra uno", luogo di resistenza estrema e punta avanzata contro i Tedeschi a Stalingrado.

Intorno a questa cerchia ruotano moltissimi altri personaggi, alcuni legati ad essa direttamente, altri più debolmente. A fare da collante tra le varie storie, la sofferenza causata dalla situazione contingente, ovvero la battaglia di Stalingrado.

Le difficoltà per la pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo ha rischiato seriamente di non essere mai pubblicato a causa del suo contenuto; Grossman infatti descrive lucidamente nell'opera il regime totalitario sovietico, il sistema di terrore instaurato, la vita nei campi di detenzione, la complessa e spietata personalità di Stalin. Il manoscritto originale fu sequestrato dal KGB nel 1961, ma due copie dattiloscritte vennero consegnate da Grossman a due suoi amici: Semen Lipkin e Viaceslav Ivanovic Loboda.[1]. A questo punto, della prima copia vengono fatti due microfilm, che giungono clandestinamente in Occidente e infine a Parigi dopo la morte di Grossman. Grazie al lavoro dei due filologi Efim Etkind e Simon Markiš vengono ricostruite le parti rimaste incomplete a causa della pessima qualità dei microfilm.

Nel 1980 la casa editrice L'Âge d'Homme di Vladimir Dimitrijević pubblica la prima edizione del romanzo, in russo e con varie lacune, a Losanna. Su questa edizione si basano le successive traduzioni, compresa quella in italiano pubblicata nel 1982 da Jaca Book. Soltanto nel 1988 il romanzo approda finalmente in Unione Sovietica. La seconda copia dattiloscritta viene invece consegnata da Vera Ivanovna, moglie di Loboda che nel frattempo è deceduto, agli eredi di Grossman solo dopo la prima pubblicazione di Losanna. Questa versione presenta delle correzioni autografe di Grossman stesso ed è perciò considerata la versione integrale. Viene pubblicata a Mosca nel 1990; l'uscita della nuova traduzione in italiano avviene nel novembre 2008 per le edizioni Adelphi.[2]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La storia del manoscritto, dal sito del Centro studi Vita e destino
  2. ^ Vita e destino, dal sito della casa editrice Adelphi.
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