Rochus Misch

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Rochus Misch (Opole, 29 luglio 1917Berlino, 5 settembre 2013[1]) è stato un militare tedesco. Fece parte del SS-Begleitkommando des Führers. Abitò a Rudow, un sobborgo alla periferia di Berlino. Nato a Oppeln (Slesia) nell'allora Impero tedesco oggi Opole in Polonia, è stato una delle guardie del corpo di Hitler. Risulterebbe essere l'ultima persona ad aver visto Hitler vivo.[2]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, soldato, morì poche ore dopo la sua nascita. Sua madre morì due anni dopo. Adottato dai nonni, si iscrisse a una scuola di disegno che finì nel 1936.

Adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936, alle Olimpiadi di Berlino, all'esterno dello stadio vide Hitler per la prima volta. L'anno dopo, compiuti i vent'anni, incominciò il servizio militare e fu integrato nelle SS Verfügungstruppe. Il 1º settembre 1939 è nelle truppe tedesche che occupano la Polonia. Ferito in combattimento, Misch va in convalescenza, poco dopo entra a far parte della guardia del corpo di Hitler, ovvero il SS-Begleitkommando des Führers.

Guardia del corpo di Hitler (1940-1945)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 1940, è integrato nella guardia personale di Hitler, e si trasferisce presso la Cancelleria di Berlino, inoltre seguì sempre Hitler in tutti i suoi spostamenti. Fuggiti, uccisi o suicidatisi gli abitanti del bunker, erano rimasti (all'alba del 2 maggio 1945) in quel grande loculo solo in due: Misch, il centralinista del numero telefonico 120050 e Hentschel, l’addetto agli impianti del bunker.

L'arrivo dei sovietici[modifica | modifica wikitesto]

All'alba del 2 maggio 1945, la vita si era fermata nel bunker, un macabro silenzio era sceso tra quelle pareti. Misch salutò il macchinista e, ultimo militare a lasciare il bunker, uscì in cerca di salvezza.

La prigionia in Unione Sovietica (1945-1954)[modifica | modifica wikitesto]

Fu catturato dai sovietici e, una volta identificato, lo tennero in prigionia per nove anni, quattro dei quali trascorsi nelle segrete della Lubianka a Mosca, quartier generale del KGB, e i rimanenti cinque in un Gulag in Siberia. Nella Lubianka fu torturato perché i sovietici volevano che confessasse la vera fine di Hitler (come noto Stalin per molto tempo non credette al suicidio di Hitler, lo riteneva invece in salvo in qualche Paese dell'America latina).

Giunse al punto di inviare una lettera a Molotov chiedendo una rivoltella per potersi uccidere da soldato: ovviamente non ricevette risposta. La lettera sarebbe rimasta negli archivi di Stato a Mosca, ignorata per sempre, se la BBC non l’avesse scovata in una delle sue ricerche ai fini della realizzazione di documentari storici. Nel 1946 Misch, insieme agli altri testimoni sopravvissuti alla fine del bunker, anch’essi prigionieri in Siberia, fu portato a Berlino per ricostruire le vere vicende della fine di Hitler.

Il ritorno in Germania da uomo libero[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Stalin, a seguito di amnistie concesse da Krusciov e di accordi col governo tedesco, nel 1954 Misch fu rilasciato, tornò a Berlino dove, con la moglie Gerda, aprì e gestì, per molti anni, un piccolo negozio per la vendita di articoli di decorazione della casa. Dopo la morte di Gerda, avvenuta nel 1997, Rochus Misch ha continuato a votare, in onore della moglie, l'SPD ad ogni consultazione elettorale.

Una vita in disparte[modifica | modifica wikitesto]

Misch trascorse i lunghi anni dal 1954 alla sua morte in disparte, svolgendo il suo modesto lavoro di artigiano e venditore di tappezzeria, moquettes e altri articoli per la casa. Man mano che i superstiti delle vicende del bunker passavano a vita migliore, Misch entrava sempre più nel mirino degli studiosi, degli storici e dei produttori di documentari. Dopo la morte nel 2002 di Frau Junge, la più giovane segretaria di Hitler, autrice di un libro di memorie utilizzato, tra l’altro, per la realizzazione del film La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler (2004), Misch è diventato un personaggio leggendario, unica fonte sulle ultime vicende del bunker. Misch ha detto di avere visto Hitler per l'ultima volta il 30 aprile 1945, poco prima del suicidio con Eva Braun. Nel 2006 ha scritto un libro, L'Ultimo, un memoriale dove egli racconta il suo lavoro al fianco del Fuhrer dal 1940 fino al 1945.

Rochus Misch, che ha ammesso di essere un cattolico fervente, ha riaffermato la sua estraneità al nazismo, non prendendo mai la tessera del partito nazista (NSDAP).

Dopo una lunga malattia è morto a Berlino nel 2013 all'età di 96 anni. Era l'ultimo sopravvissuto fra le persone che erano presenti nel bunker di Hitler.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Distintivo per feriti in ferro - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo per feriti in ferro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ lapresse.it
  2. ^ [1]

Fonte[modifica | modifica wikitesto]

  • J'étais garde du corps d'Hitler, 2005 - Nicolas Bourcier
  • Misch Rochus, L'Ultimo. Il memoriale inedito della guardia del corpo di Hitler (1940-1945), Roma, Castelvecchi, 2007, (1ª edizione), (collana Le Navi - 233 p., brossura, ISBN 88-7615-166-4),
  • Traudl Junge, Fino all'ultima ora. Le memorie della segretaria di Hitler, 1942-1945, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53242-4
  • Pietro Guido, Fuehrerbunker-Svelati i suoi Misteri 5ª Edizione 2009 - ISEM Milano ISBN 88-87077-02-9,[www.hitlerbunker.com]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 22428086 LCCN: no2008123638