Resa incondizionata

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La resa incondizionata è il trattato secondo cui una parte accetta di arrendersi al nemico senza avanzare alcun tipo di pretesa (né territoriale, né politica, né economica o militare); questa caratteristica la rende sovente la forma di sconfitta più totale e umiliante per il paese che si arrende.

Nella storia[modifica | modifica wikitesto]

La "formula" della resa incondizionata è stata usata largamente nella seconda guerra mondiale attraverso la quale Italia, Germania e Giappone[1] si sono arresi senza alcun tipo di richiesta.
Molto spesso, altre guerre si sono concluse con paci in cui lo stato che vinceva chiedeva una tutela sul loro territorio, una grossa somma in denaro o altro in cambio della cessazione delle ostilità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà, come ampiamente noto, nel caso nipponico gli Alleati capirono di dover accettare una condizione, e cioè il rispetto e l'inviolabilità della persona dell'Imperatore del Giappone, data la sua natura religiosa, sebbene lo stesso imperatore sia stato successivamente costretto dal comando alleato a dichiarare la propria natura non divina.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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