Ulysses Simpson Grant

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Ulysses Simpson Grant
Ulysses Grant 1870-1880.jpg

18º presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1869 - 4 marzo 1877
Predecessore Andrew Johnson
Successore Rutherford B. Hayes

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Firma Firma di Ulysses Simpson Grant

Ulysses Simpson Grant (Point Pleasant, 27 aprile 1822Wilton, 23 luglio 1885) è stato un generale e politico statunitense. Fu generale unionista nella Guerra di secessione americana e 18º presidente degli Stati Uniti (18691877). Fu un generale di successo, eroe e tra i principali artefici della vittoria nordista nella guerra di secessione, mentre è considerato da molti storici come uno dei peggiori presidenti statunitensi, a capo di un'amministrazione afflitta da gravi scandali e corruzione. Gli storici concordano che Grant non fu corrotto, ma lo furono i suoi subordinati nelle posizioni esecutive. Grant è in genere criticato per non aver preso una posizione decisa contro la corruzione e non aver agito per fermarla. La sua presidenza risentì, inoltre, della grave depressione economica del 1873 (Panico del 1873) che proseguì anche durante il suo secondo mandato. Al termine della sua Presidenza, i conservatori sudisti ripreso il controllo di tutti gli stati del Sud e ciò causò il totale fallimento delle politiche per i diritti civili dei neri.

Militare di carriera, diplomatosi nella celebre Accademia Militare degli Stati Uniti di West Point, si distinse nella Guerra messicana. Durante la guerra civile americana guidò le truppe federali in una fondamentale serie di successi lungo il Teatro Occidentale, culminati con la presa di Vicksburg che concludeva vittoriosamente l'omonima campagna. Assicurato all'Unione il pieno controllo del Mississippi e tagliata in due la Confederazione, Grant si sposto sul Teatro Orientale e, alla fine del 1863, il Presidente Abraham Lincoln lo nominò luogotenente generale e comandante di tutti gli eserciti dell'Unione. Come comandante generale dell'esercito, Grant fronteggiò e sconfisse il temuto Generale Lee dopo una serie di sanguinose battaglie concluse con l'Assedio di Petersburg. Nell'aprile 1865 Lee si arrese a Grant ad Appomattox ponendo de facto fine alla guerra di secessione. La maggior parte degli storici è concorde nel riconoscere la grandezza del genio militare di Grant, sebbene le forze confederate lo denunciarono come un macellaio senza scrupoli.

Come presidente, promosse la ricostruzione del paese, facendo rispettare le leggi sui diritti civili e lottando contro la violenza del Ku Klux Klan da lui sciolto nel 1871. Nel 1870 fece ratificare il XV emendamento, concedendo la protezione costituzionale per il diritto di voto degli afro-americani. Impiegò l'esercito per costruire il Partito Repubblicano nel Sud, sulla base di elettori neri, di immigrati del Nord (i Carpetbaggers) e simpatizzanti bianchi del sud (Scalawags). Negli 8 anni di presidenza Grant, 14 deputati e 2 senatori entrarono a far parte del Congresso degli Stati Uniti.

In politica estera di Grant si distinse per il successo nell'arbitrato internazionale relativo alle Rivendicazioni dell'Alabama con le quali gli Stati Uniti riuscirono ad ottenere dalla Gran Bretagna un risarcimento per gli aiuti forniti alla Confederazione durante la guerra civile. Riuscì ad evitare la guerra con la Spagna dopo l'Affare Virginius, un contenzioso internazionale in cui gli Stati Uniti vennero accusati di favoreggiamento nel tentativo indipendentista cubano durante la Guerra dei dieci anni. Fallì invece il tentativo di Grant di annessione della Repubblica Dominicana.

Sul piano economico Grant fu totalmente incapace nel dare una risposta al Panico del 1873 e la grave depressione che ne seguì fu devastante per il paese. Dilagò la corruzione su larga scala nel settore pubblico. Nel 1875 scoppiò lo scandalo del Whiskey Ring, nel quale oltre 3 milioni di dollari di tasse furono sottratti al governo federale che danneggiò ulteriormente la sua reputazione. Nel 1880 tentò, senza successo, la corsa per un terzo mandato presidenziale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Grant (all'anagrafe Hiram Ulysses Grant) nacque a Point Pleasant nell'Ohio, 40 km a monte di Cincinnati sul fiume Ohio, da Jesse R. Grant e Hannah Simpson. Il padre e la madre erano nati in Spagna. Suo padre era un conciatore di pelli. Nell'autunno del 1823 si trasferirono nel villaggio di Georgetown sempre nell'Ohio, dove Grant visse fino all'età di 17 anni.

Nel 1839 riuscì ad entrare nell'Accademia militare di West Point appoggiato dal rappresentante locale al Congresso. Questi lo registrò per errore con il nome di Ulysses Simpson Grant ed a Grant questo nome piacque tanto che lo tenne. Si diplomò nel 1843 al 21º posto in un corso di 39.

Sposò Julia Boggs Dent (18261902) il 22 agosto 1848 ed ebbero quattro figli: Frederick Dent, Ulysses Simpson Jr., Ellen Wrenshall e Jesse Root.

La religione di Grant era il Protestantesimo metodista.

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Fu agli ordini dei generali Zachary Taylor e Winfield Scott nella guerra contro il Messico del 1853 e prese parte alle battaglie di Resace di Palma, Palo Alto, Monterrey e Veracruz. Ebbe due decorazioni per merito di guerra per azioni a Molino del Rey e Chapultepec. Nell'estate seguente, il 31 luglio 1854, si ritirò dall'esercito. Nei sette anni che seguirono ebbe diverse occupazioni: proprietario di una fattoria, agente immobiliare a Saint Louis nel Missouri e assistente del padre e del fratello nel commercio di pellami.

Foto del Generale Grant scattata da Mathew Brady nel 1864, durante la guerra di secessione americana

Il 24 aprile 1861, dieci giorni dopo la caduta di Fort Sumter, che segnò l'inizio della guerra di secessione, il capitano Grant arrivò nella capitale dell'Illinois (Springfield) con una compagnia di cento uomini che egli aveva organizzato. Il governatore ritenne che un uomo di West Point avrebbe potuto fare di più per la causa dell'Unione e lo proclamò colonnello del Ventunesimo Battaglione di fanteria dell'Illinois. Il 7 agosto fu promosso Brigadier Generale dei volontari.

Grant riuscì a dare all'esercito dell'Unione la sua prima grande vittoria nella guerra di secessione catturando Fort Henry nel Tennessee il 6 febbraio 1862. Combatté strenuamente l'esercito confederato e vinse battaglie importanti, come la battaglia di Shiloh, la battaglia di Vicksburg e la terza battaglia di Chattanooga, ma a caro prezzo. La sua volontà di combattere e la sua abilità nel vincere impressionarono il presidente Abraham Lincoln, che lo promosse Tenente Generale il 2 marzo 1864 e il 17 dello stesso mese gli affidò il comando di tutte le forze armate degli Stati Uniti.

Lo stile di Grant nei combattimenti venne definito da un generale "quello di un bulldog". Durante molte battaglie egli ordinò attacchi diretti o assedi rigidi contro le forze confederate, spesso anche quando i Confederati stavano lanciando offensive contro le sue forze. Una volta che l'offensiva o l'assedio erano iniziati, Grant rifiutava di cessarli fino a quando il nemico non si fosse arreso o fosse stato sbaragliato. Una simile tattica toglieva senza dubbio forza al nemico, infliggendogli perdite irreparabili, ma spesso portava anche a pesanti perdite fra i suoi uomini.

Nell'aprile del 1864 Grant pose il Maggior Generale William T. Sherman a comando delle forze nel settore occidentale e spostò il suo quartier generale in Virginia, dove concentrò le sue attenzioni per prendere la città di Richmond che da lungo tempo resisteva alle forze dell'Unione. Nonostante le gravi perdite e le difficoltà del terreno, l'Armata del Potomac oppose una resistenza accanita alle truppe del generale Robert E. Lee, perse in un confronto sanguinoso nella battaglia del Wilderness, conseguì un sostanziale pareggio nella battaglia di Spotsylvania e subì una tremenda sconfitta nella battaglia di Cold Harbor.

Nonostante le pesanti perdite, Grant non si ritirò a Washington D.C e riuscì fortunosamente a portare le truppe attraverso il fiume James, sfruttando un errore di Lee. Da qui partì l'assedio di Petersburg. La sua pressione incessante portò Lee ad evacuare Richmond che venne incendiata, forzandolo ad arrendersi ad Appomattox Court House il 9 aprile 1865. Dopo poche settimane fu combattuta il 12-13 maggio la battaglia di Palmito Ranch e il Generale Smith Kirby si arrese il 2 giugno con le sue forze confederate del Dipartimento del Mississippi.

Dopo la guerra il Congresso degli Stati Uniti creò appositamente per lui il grado di Generale di corpo d'Armata e glielo assegnò il 25 luglio 1866.

Presidenza[modifica | modifica sorgente]

Grant fu scelto praticamente senza oppositori come candidato del Partito Repubblicano alla Presidenza nella Convention di Chicago del 20 maggio 1868. Vinse le elezioni presidenziali del 1868 sul democratico Horatio Seymour con una larga maggioranza di grandi elettori (214 a 80) ma con solo 300.000 voti popolari di differenza (3.013.650 voti a 2.708.744).

Fu il 18º Presidente degli Stati Uniti (18681877) e restò in carica per due mandati dal 4 marzo 1869 al 3 marzo 1877. Fu molto più docile del predecessore Andrew Johnson nei confronti del Congresso e in particolare delle sue politiche riguardanti gli Stati del Sud.

La sua presidenza fu però afflitta dal sospetto di scandali, specialmente quello conosciuto come Whiskey Ring (Giro del Whiskey) nel quale oltre 3 milioni di dollari di tasse furono sottratti al governo federale. Orville E. Babcock, segretario privato del presidente, presunto membro del giro, fu sottratto al processo solo da una speciale grazia presidenziale. Dopo l'affare Whiskey Ring il ministro della guerra William W. Belknap fu coinvolto in un'inchiesta: fu provato che aveva preso tangenti per l'assegnazione di posti di lavoro ai nativi americani.

Non c'è prova che Grant abbia tratto profitto dalla corruzione dei suoi subordinati, ma non prese una posizione ferma contro i malfattori e non reagì con forza dopo che la loro responsabilità fu accertata.

Grant fu marginalmente coinvolto nella vicenda di Edgardo Mortara, avendo inviato un appello a Papa Pio IX perché il ragazzo tornasse dai suoi genitori.

Grant è ricordato per essersi rifugiato all'Hotel Williard per sfuggire allo stress della Casa Bianca. Egli si riferiva alle persone che lo aspettavano nell'ingresso (lobby in inglese) come "quei maledetti lobbisti", probabilmente dando origine al termine come lo intendiamo oggi.

Sotto la sua amministrazione furono creati il Ministero della Giustizia (1870), il Ministero delle Poste (1872) e l'Avvocatura dello Stato (1870), fu formulato il XV Emendamento alla costituzione e fu sciolto il Ku Klux Klan. Infine nel 1876 lo Stato del Colorado fu ammesso nell'Unione.

Dopo la Presidenza[modifica | modifica sorgente]

Statua di Grant a Vicksburg, Mississippi.

Dopo la fine del secondo mandato Grant trascorse due anni in viaggio per il mondo. Nella città inglese di Sunderland aprì la prima biblioteca comunale gratuita.

Nel 1879 il governo del Giappone annunciò l'annessione delle Isole Ryūkyū. La Cina sollevò obiezioni e a Grant fu chiesto di arbitrare la questione. Egli decise che la rivendicazione giapponese era più solida e deliberò in suo favore.

Nel 1880 si candidò alle Elezioni primarie del Partito Repubblicano, ottenendo al primo turno la maggioranza relativa dei voti (308 contro le 299 di James G. Blaine e le 93 di John Sherman). Dopo 35 infruttuose votazioni, un'alleanza tra i suoi avversari fece covergere i voti sul nuovo candidato James A. Garfield che superò Grant 399 a 306, diventando il candidato ufficiale repubblicano e, successivamente, il XX Presidente degli Stati Uniti.

Grant fu eletto nel 1883 ottavo presidente dell'ancor oggi influente National Rifle Association (Associazione nazionale degli utilizzatori di armi).

Grant sulle banconote da 50$, serie del 2004.

Grant scrisse le sue memorie poco prima di morire, mentre era un malato terminale di cancro alla gola e in difficoltà finanziarie per il collasso della ditta "Grant and Ward". Lottò per completare le sue memorie nella speranza di poter risolvere i problemi economici della sua famiglia. Assistito da Mark Twain riuscì a completarle pochi giorni prima della sua morte e a garantire un futuro alla moglie e ai figli.

Morì il 23 luglio 1885 a Wilton nello Stato di New York. Il suo corpo riposa nella città di New York, con quello della moglie, nella Grant's Tomb, il più grande mausoleo del Nord America.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il ritratto di Grant è raffigurato sulle banconote da 50 dollari; inoltre, Grant compare (interpretato da Kevin Kline) nel film Wild Wild West di Barry Sonnenfeld (1999), nel film Jonah Hex (interpretato da Aidan Quinn) diretto da Jimmy Hayward (2010) e nel film Lincoln (interpretato da Jared Harris) diretto da Steven Spielberg (2012).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
Andrew Johnson 1869-1877 Rutherford B. Hayes

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