Battaglia di Fredericksburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Battaglia di Fredericksburg
Battaglia di Fredericksburg di Kurz e Allison
Battaglia di Fredericksburg di Kurz e Allison
Data 11 dicembre 1862
Luogo Contea di Spotsylvania e Fredericksburg
Esito vittoria confederata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
114.000 72.500
Perdite
12.653 (1.284 morti, 9.600 feriti, 1.769 catturati/scomparsi in azione) 5.377 (608 morti, 4.116 feriti, 653 catturati/scomparsi in azione)
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia di Fredericksburg (Virginia) deve il suo nome alla località sita sulla riva meridionale del fiume Potomac in cui forze unioniste (Armata del Potomac) al comando del magg. gen. Ambrose E. Burnside (circa 114.000 soldati) e forze confederate (Armata della Virginia settentrionale) al comando del gen. Robert E. Lee (72.497 soldati), forti entrambe di un parco d'artiglieria di oltre 400 cannoni, dettero vita tra l'11 e il 15 dicembre 1862 al primo scontro di trincea della storia.

Mappa della battaglia (13 dicembre)

La battaglia fu determinata dalla volontà degli unionisti di riprendere l'iniziativa nei confronti delle forze numericamente assai minori ma molto più aggressive di Lee. Burnside fu nominato comandante dell'Armata del Potomac in ottobre, in sostituzione del mag. gen. George McClellan. Pur avendo bloccato Lee nella battaglia di Antietam in settembre, il presidente Abraham Lincoln riteneva motivatamente che egli difettasse d'iniziativa e che per questo non avesse inseguito e distrutto Lee nel Maryland e che avesse perso tempo eccessivo nel riorganizzare e riequipaggiare le sue forze dopo le principali battaglie sostenute.
Burnside, per rispondere alle richieste del presidente e alle esortazioni del comandante generale, il mag. gen. Henry W. Halleck, pianificò un'offensiva nell'autunno inoltrato nella speranza, attraversato il fiume Rappahannock, d'impadronirsi della città di Fredericksburg (Virginia) e di muovere quindi verso sud lungo le strade che portavano alla capitale confederata di Richmond (Virginia).

Tale piano fu viziato dal problema della scarsa disponibilità di pontoni, malgrado punti di guado fossero stati rilevati a monte e a valle. Profittando di questi rallentamenti i confederati inviarono rapidamente loro forze a Fredericksburg per impedire l'attraversamento del fiume. Nel periodo in cui i pontoni furono posati, Lee aveva proceduto a scavare trincee a sud e a ovest di Fredericksburg grazie all'impiego dei suoi oltre 72.000 uomini.

Il fiume Rappahannock davanti Fredericksburg (febbraio 1863)

Nondimeno Burnside proseguì nell'avanzata scegliendo di attaccare ad ogni costo Lee, malgrado almeno due generali del suo staff sollevassero l'obiezione che la posizione confederata era stata troppo rafforzata. Burnside contava sulla preponderanza numerica delle sue forze, che assommavano a 117.000 effettivi, per allontanare Lee dalle sue posizioni difensive e forzarlo a ritirarsi su Richmond. In aggiunta al suo vantaggio numerico di truppe, Burnside aveva anche il vantaggio di sapere che la sua armata non avrebbe potuto essere di fatto attaccata. Sull'altra sponda del Rappahannock, 300 pezzi d'artiglieria erano stati posizionati su una cresta, nota col nome di Stafford Heights, per impedire all'esercito di Lee di organizzare qualsiasi rilevante controffensiva.

Lee aveva una grande fiducia nei suoi uomini, anche se era abbastanza incerto circa i piani del suo avversario da quando due giorni prima l'esercito unionista aveva tentato l'attraversamento del fiume. Egli dispiegò all'incirca 20.000 uomini sul suo fianco sinistro, ancorandoli alla cresta nota come Marye's Heights, proprio a ovest della città, dietro a un muretto di pietra sulla sommità della cresta. Temendo un attraversamento unionista a valle, a sud della città, egli dispiegò il restante dei suoi uomini a sud, sparpagliandolo inoltre fra le collinette: cosa che dette loro un'eccellente posizione difensiva. Lee assegnò al ten. gen. James Longstreet, il suo miglior subordinato per la conduzione di operazioni difensive, l'incarico di occuparsi del fianco sinistro col suo I Corpo. Su quello destro, dove esisteva qualche possibilità di contrattacco qualora se ne fosse presentata l'occasione, Lee assegnò l'incarico al suo indomito ten. gen. Thomas J. "Stonewall" Jackson e al suo piccolo II Corpo, particolarmente incline a condurre operazioni in chiave offensiva, i cui elementi avevano operato con grande valore nelle recenti azioni della Campagna dello Shenandoah.

Battaglia di Fredericksburg

Posizionati i pontoni, le forze unioniste attraversarono il Rappahannock l'11 dicembre in faccia ai tiratori scelti confederati che avevano preso posizione al riparo di edifici abbandonati all'interno della città. Nella nebbia mattutina i genieri nordisti furono così abbattuti. Nel tentativo di stanare i cecchini, i bombardamenti dell'artiglieria unionista distrussero numerosi edifici ma senza grande effetto. La soluzione pratica fu quella di spedire piccoli raggruppamenti di fanteria traghettandoli dall'altra parte del fiume. Dopo che cinque brigate giunsero sul posto, gli uomini di Burnside presero a saccheggiare la città, provocando l'ira di Lee che paragonò tali depredamenti a quelli degli antichi Vandali. La distruzione fece infuriare anche gli uomini di Lee, molti dei quali erano nativi della Virginia. Nel corso di quella giornata e di quella successiva, gli uomini di Burnside si dispiegarono fuori della città e si prepararono ad attaccare l'esercito di Lee.

La battaglia si aprì la mattina del 13 dicembre, quando il comandante dell'ala sinistra dell'Unione, il mag. gen. William B. Franklin inviò due divisioni in una breccia passata inosservata sulla destra delle difese di Jackson. Jackson rispose rapidamente con un fulmineo contrattacco che inflisse pesanti perdite agli attaccanti e dissuase Burnside dal condurre altri attacchi sul fianco destro confederato. Pertanto egli decise di attaccare il lato sinistro confederato.

Nelle numerose ore successive Burnside ordinò al suo esercito, divisione dopo divisione, di assaltare le Marye's Heights. Ogni divisione fu falciata dai difensori di Longstreet non appena essa tentava di attraversare il campo aperto di fronte alla Marye's Heights. Sette divisioni unioniste furono inviate, in genere una brigata alla volta, per un totale di quattordici cariche individuali, ognuna delle quali fallì, provocando nelle file divisionali 9.000 fra morti e feriti. Le perdite confederate alle Marye's Heights furono in totale di circa 1.500 uomini. Il calar delle tenebre e le suppliche dei subordinati di Burnside furono tali e tante da porre fine agli attacchi. Migliaia di soldati unionisti passarono la notte all'addiaccio nei rigori del mese di dicembre di fronte alle Marye's Heights, incapaci di muoversi o di assistere i feriti causati dal fuoco confederato.

Gli eserciti rimasero sulle loro posizioni il 14 dicembre, allorché Burnside per un breve periodo progettò di condurre il suo veterano IX Corpo all'assalto finale contro le Marye's Heights prima di rinunciarvi. Quel pomeriggio Burnside chiese a Lee una tregua per soccorrere i suoi feriti, cosa che Lee benignamente concesse.
Lee non poté contrattaccare per la stanchezza delle sue truppe e perché le batterie nordiste costituivano pur sempre un grave pericolo. Il giorno seguente le forze federali si ritirarono al di là del fiume e la campagna ebbe termine.

Le perdite subite da entrambi gli eserciti mostrarono chiaramente quanto fosse stata disastrosa la tattica unionista e Burnside fu rilevato dal comando un mese più tardi, in seguito all'umiliante fallimento della sua "Marcia nel fango" (Mud March). L'esercito unionista ebbe più di 12.600 perdite, 10.000 delle quali furono conseguenza dei ripetuti attacchi contro le Marye's Heights. In dettaglio vi furono 1.284 caduti, 9.600 feriti e 1.769 catturati o scomparsi. L'esercito confederato perse circa 5.400 uomini (in dettaglio 608 morti, 4.116 feriti e 653 catturati o scomparsi), molti dei quali nei primi combattimenti sul fronte tenuto da Jackson. I corpi di Longstreet persero solo 500 uomini circa.

Da ricordare che una seconda battaglia si svolse negli stessi luoghi il 3 maggio 1863, in connessione con la campagna di Chancellorsville (27 aprile - 6 maggio 1863). Le battaglie di Wilderness e di Spotsylvania Court House furono combattute nelle vicinanze nel maggio 1864.

Parti del campo di battaglia di Fredericksburg sono attualmente conservate nel Parco Militare Nazionale di Fredericksburg e Spotsylvania.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexander, Edward P. Military Memoirs of a Confederate: A Critical Narrative. New York: Da Capo Press, 1993. ISBN 0-306-80509-X. First published 1907 by Charles Scribner's Sons.
  • Center of Military History. Fredericksburg Staff Ride: Briefing Book. Washington, DC: United States Army Center of Military History, 2002. OCLC 50210530.
  • Eicher, David J. The Longest Night: A Military History of the Civil War. New York: Simon & Schuster, 2001. ISBN 0-684-84944-5.
  • Esposito, Vincent J. West Point Atlas of American Wars. New York: Frederick A. Praeger, 1959. OCLC 5890637. The collection of maps (without explanatory text) is available online at the West Point website.
  • Foote, Shelby. The Civil War: A Narrative. Vol. 2, Fredericksburg to Meridian. New York: Random House, 1958. ISBN 0-394-49517-9.
  • Gallagher, Gary W., ed. The Fredericksburg Campaign: Decision on the Rappahannock. Chapel Hill: University of North Carolina Press, 1995. ISBN 0-8078-2193-4.
  • Goolrick, William K., and the Editors of Time-Life Books. Rebels Resurgent: Fredericksburg to Chancellorsville. Alexandria, VA: Time-Life Books, 1985. ISBN 0-8094-4748-7.
  • Kennedy, Frances H., ed. The Civil War Battlefield Guide. 2nd ed. Boston: Houghton Mifflin Co., 1998. ISBN 0-395-74012-6.
  • Marvel, William. Burnside. Chapel Hill: University of North Carolina Press, 1991. ISBN 0-8078-1983-2.
  • O'Reilly, Francis Augustín. The Fredericksburg Campaign: Winter War on the Rappahannock. Baton Rouge: Louisiana State University Press, 2003. ISBN 0-8071-3154-7.
  • Rable, George C. Fredericksburg! Fredericksburg! Chapel Hill: University Of North Carolina Press, 2002. ISBN 0-8078-2673-1.
  • Salmon, John S. The Official Virginia Civil War Battlefield Guide. Mechanicsburg, PA: Stackpole Books, 2001. ISBN 0-8117-2868-4.
  • Smith, Derek. The Gallant Dead: Union & Confederate Generals Killed in the Civil War. Mechanicsburg, PA: Stackpole Books, 2005. ISBN 0-8117-0132-8.
  • Tucker, Spencer C. "First Battle of Fredericksburg." In Encyclopedia of the American Civil War: A Political, Social, and Military History, edited by David S. Heidler and Jeanne T. Heidler. New York: W. W. Norton & Company, 2000. ISBN 0-393-04758-X.
  • U.S. War Department, The War of the Rebellion: a Compilation of the Official Records of the American Civil War of the Union and Confederate Armies. Series 1, Vol. XXI, Part 1, and Vol. XIX, Part II, Washington, DC: U.S. Government Printing Office, 1880–1901.
  • Welcher, Frank J. The Union Army, 1861–1865 Organization and Operations. Vol. 1, The Eastern Theater. Bloomington: Indiana University Press, 1989. ISBN 0-253-36453-1.
  • Catton, Bruce. Mr. Lincoln's Army. Garden City, NY: Doubleday and Company, 1951. ISBN 0-385-04310-4.
  • Evans, Clement A., ed. Confederate Military History: A Library of Confederate States History. 12 vols. Atlanta: Confederate Publishing Company, 1899. OCLC 833588.
  • Glatthaar, Joseph T. General Lee's Army: From Victory to Collapse. New York: Free Press, 2008. ISBN 978-0-684-82787-2.
  • Hattaway, Herman, and Archer Jones. How the North Won: A Military History of the Civil War. Urbana: University of Illinois Press, 1983. ISBN 0-252-00918-5.
  • Longstreet, James. From Manassas to Appomattox: Memoirs of the Civil War in America. New York: Da Capo Press, 1992. ISBN 0-306-80464-6. First published in 1896 by J. B. Lippincott and Co.
  • Mackowski, Chris, and Kristopher D. White. Simply Murder: The Battle of Fredericksburg, December 13, 1862. El Dorado Hills, CA: Savas Beatie, 2012. ISBN 978-1-61121-146-7.
  • Schultz, Duane P. The Fate of War: Fredericksburg, 1862. Yardley, PA: Westholme Publishing, 2011. ISBN 978-1-59416-145-2.
  • Wert, Jeffry D. The Sword of Lincoln: The Army of the Potomac. New York: Simon & Schuster, 2005. ISBN 0-7432-2506-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]