John Brown (attivista)

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John Brown

John Brown (Torrington, 9 maggio 1800Charles Town, 2 dicembre 1859) è stato un attivista statunitense, simbolo della causa antischiavista.

Si dedicò alla causa dell'abolizione della schiavitù, anche mediante lotta violenta. Dopo la sua morte, avvenuta poco prima della guerra di secessione, John Brown, soprannominato il Capitano per aver militato con tale grado nella milizia dello Stato del Kansas (di sentimenti anti-sudisti) dei freesoilers[1], venne acclamato come un eroe. In seguito è stato considerato dagli storici razzisti più che altro un fanatico, certo in ricordo del feroce massacro da lui perpetrato il 24 maggio 1856 di 5 coloni sudisti, probabilmente colpevoli di aver ingiuriato alcuni freesoilers, che vivevano presso Pottawatomie Creek, nel Kansas sud-orientale.

Attivo negli Stati del Sud, il 16 ottobre 1859 John Brown attaccò l'arsenale federale di Harper's Ferry, allo scopo di provocare una rivolta degli schiavi neri della Virginia che sarebbero stati poi armati col materiale prelevato dall'arsenale stesso.

Il tentativo fallì, mentre gli schiavi che avrebbero tratto vantaggio dal successo dell'azione rimasero del tutto apatici, forse per timore delle reazioni governative. Nell'assalto delle truppe regolari che intendevano stroncare l'azione morirono due Marines e dieci seguaci di John Brown. Questi, catturato con altri cinque suoi compagni, fu condannato a morte il 2 novembre 1859 per cospirazione, omicidio e insurrezione armata e il 2 dicembre impiccato. L'azione fu tuttavia utilizzata come pretesto dagli Stati del Sud per rivedere la loro posizione nell'Unione.

Henry David Thoreau prese con decisione le sue difese nell'apologia In difesa del Capitano John Brown, dove lo dipinse come un personaggio dotato delle più nobili virtù e si indignò per il trattamento a lui riservato dallo Stato (impiccagione), dalla stampa e dall'opinione pubblica, che misero in ridicolo la sua impresa.

Fu solo nel 1861, dopo l'elezione di Abramo Lincoln, contrario all'estensione della schiavitù ma non fino al punto di provocare una secessione degli Stati schiavisti del Sud e dello stesso Nord degli USA, che i cittadini bianchi degli Stati del Sud si convinsero del fatto che l'unico mezzo per salvaguardare i loro interessi e mantenere in vigore la schiavitù dei neri fosse l'indipendenza.

Nel mese di marzo, sei Stati (Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana e Texas) si unirono alla Carolina del Sud e votarono ordinanze di secessione, dando vita agli Stati Confederati d'America, ed elessero Jefferson Davis loro Presidente.

Iniziò cosi la Guerra di secessione americana.

[modifica] Note

  1. ^ Vennero così chiamati coloro che sostenevano che le nuove terre del Midwest dovessero essere riservate «alla gente bianca libera»

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