Fugitive Slave Law

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Un manifesto del 24 aprile 1851 mette in guardia gli afroamericani di Boston dai poliziotti, indicati come procacciatori di schiavi.

La Fugitive Slave Law, o Fugitive Slave Act (1850), fu approvata dal Congresso degli Stati Uniti il 18 settembre 1850, nell'ambito del Compromesso del 1850 tra gli interessi schiavistici degli Stati del sud degli Stati Uniti e i Free-Soilers del nord. Questo provvedimento fu uno dei più controversi, tra gli atti adottati nell'ambito del Compromesso, e fece aumentare le paure del nord rispetto a una "cospirazione del potere schiavista".

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il Fugitive Slave Act del 1793 era una legge federale, che applicava una sezione della Costituzione degli Stati Uniti che prevedeva il ritorno degli schiavi fuggiti. Puntava a costringere le autorità degli stati abolizionisti a far tornare gli schiavi presso i loro padroni. Nei fatti, la legge fu applicata raramente, vista l'opposizione allo schiavismo diffusa negli stati del nord.

Alcuni di questi stati adottarono le Personal liberty laws, che richiedevano un pronunciamento di una giuria in un processo prima che fosse possibile riportare gli schiavi ai padroni, temendo che i fuggitivi fossero rapiti; altri stati vietarono l'uso delle prigioni locali o l'assistenza di ufficiali dello stato per arrestare, detenere o riconsegnare ai padroni coloro che erano stati schiavi ed erano scappati. In alcuni casi, le giurie rifiutavano di togliere la libertà personale a individui accusati in base alla legge federale. Inoltre, in alcune aree erano gli stessi abitanti a combattere attivamente il rapimento e la deportazione delle persone di colore.

La Corte Suprema del Missouri sostenne a più riprese che il trasferimento degli schiavi presso gli stati abolizionisti rendeva automaticamente libere queste persone. Nella sentenza Prigg v. Pennsylvania del 1842, la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì che gli stati non avrebbero potuto collaborare alla caccia o alla cattura degli schiavi fuggitivi, indebolendo fortemente la legge del 1793.

La nuova legge[modifica | modifica wikitesto]

In risposta a questa politica, la Fugitive Slave Law del 1850 rendeva punibili con una multa di 1.000 dollari ogni marshal federale che non procedeva all'arresto di un presunto fuggitivo. Gli ufficiali avevano, adesso, il dovere di arrestare chiunque fosse sospettato di essere uno schiavo fuggito, in base anche ad una semplice dichiarazione giurata di proprietà da parte del ricorrente. Lo schiavo sospettato non avrebbe potuto chiedere un processo con una giuria o rilasciare una testimonianza in proprio favore. Inoltre, qualsiasi persona avesse aiutato un fuggitivo fornendogli cibo o alloggio, sarebbe stata punita con una multa di 1.000 dollari e con la prigione fino a sei mesi. Agli ufficiali che catturavano uno schiavo fuggito sarebbe stato conferita una gratifica aggiuntiva. Agli schiavisti bastava sporgere denuncia, per ottenere la cattura di un fuggitivo. Ciò portò anche molte persone di colore, non fuggitive, a essere catturate e schiavizzate.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Nei fatti, la legge mise la questione nelle mani degli abolizionisti del nord, in quanto essi e le loro istituzioni erano resi responsabili dell'applicazione dello schiavismo. Anche gli abolizionisti più moderati erano messi davanti all'immediata necessità di scegliere se opporsi alla legge o rinunciare ai propri ideali.

Il reverendo Luther Lee, pastore della Chiesa Metodista Wesleyana, nel 1855 scrisse:

(EN)

« I never would obey it. I had assisted thirty slaves to escape to Canada during the last month. If the authorities wanted anything of me, my residence was at 39 Onondaga Street. I would admit that and they could take me and lock me up in the Penitentiary on the hill; but if they did such a foolish thing as that I had friends enough on Onondaga County to level it to the ground before the next morning. »

(IT)

« Non obbedirei mai ad essa [alla legge]. Ho aiutato trenta schiavi in fuga verso il Canada, il mese scorso. Se le autorità volessero contestarmi qualcosa, vivo al numero 39 di Onondaga Street. Lo ammetterei, e loro potrebbero prendermi e rinchiudermi nel penitenziario sulla collina; ma se facessero una cosa così stupida, ho abbastanza amici nella contea di Onondaga, che lo ridurrebbero al suolo prima del mattino successivo. »

Altri attivisti, come la leader afroamericana Harriet Tubman, considerarono la legge semplicemente come un'altra complicazione alle loro attività. Il Canada divenne la principale destinazione degli schiavi fuggiti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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