Campagna delle Caroline
| Campagna delle Caroline parte della guerra di secessione americana
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Schema della Campagna delle Caroline
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| Data | febbraio-aprile 1865 | ||
| Luogo | Carolina del Nord, Carolina del Sud | ||
| Esito | Vittoria della Unione; resa dell’Armata Confederata del Tennessee | ||
| Schieramenti | |||
| Comandanti | |||
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La Campagna delle Caroline è stata l’ultima campagna militare sul teatro occidentale della guerra di secessione americana.
Nel gennaio 1865 il generale nordista William Tecumseh Sherman partendo da Savannah (Georgia) avanzò verso nord attraverso la Carolina del Sud e la Carolina del Nord per ricongiungersi con il resto dell’esercito nordista in Virginia.
Durante l’avanzata, Sherman sconfisse le forze confederate nella battaglia di Bentonville del marzo 1865, costringendo il generale Joseph Eggleston Johnston ad arrendersi in aprile.
Indice |
Contesto [modifica]
Dopo aver completato la sua marcia verso il mare conquistando Savannah, Sherman ricevette ordini dal generale Grant di fornire rinforzi all’Armata del Potomac e all’Armata del James in Virginia dove Grant era impegnato nell’assedio di Petersburg contro il comandante confederato Robert Edward Lee.
Sherman però riuscì a convincere Grant ad autorizzare una sua avanzata attraverso le due Caroline volta in particolare a conquistare la Carolina del Sud, lo stato che per primo aveva deciso di recedere dall’Unione la cui occupazione dunque aveva un forte valore simbolico.
Il generale Sherman iniziò la propria avanzata verso Columbia (Carolina del Sud) alla fine del gennaio 1865 alla testa di circa 60.000 uomini divisi in tre ali: l’Armata del Tennessee (sotto la guida del generale maggiore Oliver O. Howard), l’Armata dell'Ohio (comandata dal generale maggiore John Schofield) e due corpi d’armata, il XIV ed il XX, guidati dal generale maggiore Henry Warner Slocum (che in seguito verrà nominato comandante dell’Armata della Georgia). Durante l’avanzata Sherman ottenne ulteriori rinforzi e all’inizio del mese di aprile era al comando di 88.948 uomini[1].
Le forze confederate nelle Caroline erano considerevolmente inferiori per uomini e mezzi. Il grosso dell’esercito sudista era costituito dall’Armata Confederata del Tennessee di Johnston le cui forze verso la metà di marzo erano di 9.513 uomini e un mese dopo era salite a 15.188. L’Armata di Johnston era organizzata in tre corpi comandati da Stephen D. Lee, William Joseph Hardee e Alexander Peter Stewart. Nella Carolina del Nord erano inoltre attive due forze di cavalleria sotto il comando del generale maggiore Wade Hampton III e un’unità molto più piccola di stanza a Wilmington sotto il comando del generale Braxton Bragg.
Il piano di Sherman mirava ad evitare le truppe confederate dispiegate ad Augusta (Georgia) ed a Charleston (Carolina del Sud) per raggiungere entro il 15 marzo 1865 la città di Goldsboro (Carolina del Nord).
Conseguenze [modifica]
Durante la campagna delle Caroline le truppe di Sherman percorsero 684 km in appena 50 giorni sfruttando l’inferiorità del nemico e lo scoramento delle truppe.
Il 18 aprile 1865, tre giorni dopo la morte del presidente Abraham Lincoln, Johnston fu costretto a firmare un armistizio con Sherman a Bennett Place, una fattoria nei pressi di Durham (Carolina del Nord).
Note [modifica]
- ^ Eicher, p. 797
Bibliografia [modifica]
- National Park Service battle descriptions for the Carolinas Campaign
- Eicher, David J. The Longest Night: A Military History of the Civil War. New York: Simon & Schuster, 2001. ISBN 0-684-84944-5.
- Taylor, Paul. Orlando M. Poe: Civil War General and Great Lakes Engineer. Kent, OH: Kent State University Press, 2009. ISBN 978-1-60635-040-9.