Discorso di Gettysburg

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Il Discorso di Gettysburg (Gettysburg Address in inglese) è il discorso pronunciato dal presidente americano Abramo Lincoln il pomeriggio del 19 novembre 1863, durante la guerra di secessione americana, alla cerimonia di inaugurazione del cimitero militare di Gettysburg, 4 mesi e mezzo dopo la battaglia di Gettysburg.

Il pensiero di Lincoln è rivolto allo sforzo della nazione nella guerra civile, ma con l'ideale che a Gettysburg nessun soldato, dell'Unione o della Confederazione, del nord o del sud, era morto invano.

Esso rappresenta una pietra miliare nella costruzione della futura nazione americana.

Lincoln parla di come gli esseri umani siano uguali, riprendendo quanto sancito nella Dichiarazione di Indipendenza. Sostiene anche che la guerra civile è stata una lotta non solo per l'Unione, ma "la rinascita della libertà" che avrebbe reso tutti davvero uguali all'interno di un'unica nazione finalmente unita.

Il discorso inizia con il famoso "Ottantasette anni fa", riferendosi alla Rivoluzione Americana nel 1776. Lincoln usa la cerimonia a Gettysburg per incoraggiare gli uomini ad aiutare la democrazia americana, in modo che il "governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire (non sia distrutto) dalla terra".

Nonostante il discorso sia uno dei più importanti della storia nazionale, non siamo certi riguardo alle esatte parole che furono pronunciate quel giorno dato che i cinque manoscritti noti si differenziano l'uno dall'altro per alcuni dettagli.

L'unica foto confermata di Abraham Lincoln a Gettysburg con alla sua sinistra la sua guardia del corpo, Ward Hill Lamon.

Testo[modifica | modifica sorgente]

« Four score and seven years ago our fathers brought forth on this continent a new nation, conceived (started, made) in liberty, and dedicated to the proposition that all men are created equal.

Now we are engaged in a great civil war, testing whether that nation, or any nation, so conceived and so dedicated, can long endure.

We are met on a great battle-field of that war. We have come to dedicate a portion of that field, as a final resting place for those who here gave their lives that nation might live. It is altogether fitting and proper that we should do this. But, in a larger sense, we can not dedicate...we can not consecrate...we can not hallow this ground.

The brave men, living and dead, who struggled here, have consecrated it, far above our poor power to add or detract (take away). The world will little note, nor long remember what we say here, but it can never forget what they did here. It is for us the living, rather, to be dedicated here to the unfinished work which they who fought here have thus far so nobly advanced.

It is rather for us to be here dedicated to the great task remaining before us — that from these honored dead we take increased devotion to that cause for which they gave the last full measure of devotion — that we here highly resolve (decide) that these dead shall not have died in vain (for nothing) — that this nation, under God, shall have a new birth of freedom—and that government of the people, by the people, for the people, shall not perish from the earth. »

Questa è la traduzione italiana del discorso riconosciuta dalla Biblioteca del Congresso di Washington:

« Or sono sedici lustri e sette anni che i nostri avi costruirono su questo continente una nuova nazione, concepita nella Libertà e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione, così concepita e così votata, possa a lungo perdurare.

Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che qui dettero la loro vita, perché quella nazione potesse vivere. È del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest'atto. Ma, in un senso più ampio, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo.

I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato, ben al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o portar via alcunché. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò che essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono.

Sta piuttosto a noi il votarci qui al grande compito che ci è dinnanzi: che da questi morti onorati ci venga un'accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l'ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano (per nulla); che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l’idea di un governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra. »

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]