Antologia di Spoon River

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Francobollo americano raffigurante Edgar Lee Masters

L'Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense.

La prima edizione della raccolta pubblicata nell'aprile del 1915 contava 213 epigrafi diventati poi 244 più La Collina nella versione definitiva del 1916. La raccolta comprende diciannove storie che coinvolgono un totale di 248 personaggi che coprono praticamente tutte le categorie e i mestieri umani. Masters si proponeva di descrivere la vita umana raccontando le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River.

In realtà, Masters si ispirò a personaggi veramente esistiti nei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield nell'Illinois e infatti molte delle persone a cui le poesie erano ispirate, che erano ancora vive, si sentirono offese nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate in quelle poesie. La caratteristica saliente dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo per la maggior parte morti non hanno più niente da perdere e quindi possono "raccontare" la loro vita in assoluta sincerità.

Nella prefazione ad una delle edizioni italiane dell'opera, Fernanda Pivano scrive che "l'autore definiva questo libro qualcosa di meno della poesia e di più della prosa" e, in effetti, la struttura netta e scarna dei versi sembra dare ragione a Masters. Il tono degli epitaffi è sempre "narrativo", mai "declamatorio" e la voce dei protagonisti è sfumata, priva di un vero rimpianto per il passato che non c'è più. Esso è, ormai, qualcosa che si trova oltre la loro attuale dimensione e, nel loro apparente distacco, sembra quasi leggibile solo l'ansia di raccontare la loro esperienza, come fa il vecchio marinaio dell'opera di Coleridge.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della pubblicazione in Italia dell'Antologia di Spoon River ha avuto uno sviluppo abbastanza difficile. Durante il ventennio fascista la letteratura americana era osteggiata dal regime, in particolare se esprimeva idee libertarie come nel caso di Edgar Lee Masters. La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. È stata tradotta da Fernanda Pivano che racconta: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l'aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c'è tra la letteratura americana e quella inglese».

I primi libri americani che Cesare Pavese portò alla Pivano furono visti da lei "con grande sospetto". Ma con l'Antologia di Spoon River fu come un colpo di fulmine: «L'aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: "mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, l'anima d'improvviso mi fuggì[1]". Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti[2]».

Per un'adolescente cresciuta in un'epoca dominata dall'"epicità a tutti i costi" i versi di Masters e la loro "scarna semplicità" furono una rivelazione.

Quasi per conoscere meglio i personaggi, la Pivano iniziò a tradurre in italiano le poesie senza dirlo a Pavese: temeva che la prendesse in giro. Ma un giorno quest'ultimo scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo. Incredibilmente riuscì a evitare la censura del Ministero della Cultura Popolare cambiando il titolo in «Antologia di S. River» e spacciandolo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River. La Pivano, tuttavia, pagò questa sua traduzione con il carcere; a tal proposito ha dichiarato:

« Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare [...], e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.[3] »

L'Antologia di Spoon River ebbe (e ha ancora oggi) un grande successo in Italia, anche in nuove traduzioni[4]. Il cantautore Fabrizio De André lesse Spoon River a diciotto anni, ritrovando se stesso in alcuni personaggi[5], scelse nove poesie dall'intera raccolta e, con la collaborazione di Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani, rielaborò i testi, scrisse le musiche e le raccolse nell'album Non al denaro non all'amore né al cielo, liberamente tratto dall'Antologia di Spoon River.

L'Antologia per immagini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 l'Antologia di Spoon River viene raccontata tramite immagini. Nel 2005, difatti, il fotografo Americano William Willinghton si reca per primo nei veri luoghi dove è stata ambientata la raccolta di poesie e realizza alcune straordinarie fotografie che raccoglie nel libro Spoon River, ciao (Dreams Creek, 2006), accompagnate da testi inediti di Fernanda Pivano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sembrerebbe che in realtà l'autore di questa immagine sia stato Platone, il grande filosofo ateniese che ha lasciato vari dialoghi ma mai nessun disegno[senza fonte]
  2. ^ Fernanda Pivano nell'introduzione all'edizione italiana della Antologia di Spoon River
  3. ^ La Storia siamo noi, Rai tre, puntata del 25 febbraio 2008
  4. ^ Spoon River: dopo Pivano e De Andrè la traduzione di Benito Poggio, mentelocale.it
  5. ^ Fabrizio De André - Non al denaro non all'amore né al cielo

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