Antologia Palatina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una pagina dell'Antologia Palatina

L'Antologia Palatina è una raccolta di epigrammi greci compilata a Bisanzio intorno alla metà del X secolo. Essa costituisce una copia arricchita della perduta antologia epigrammatica compilata da Costantino Cefala alcuni decenni prima (verosimilmente, fra l'880 e il 902). La Palatina consta di circa 3700 epigrammi (per un totale di circa 23000 versi), suddivisi, nelle moderne edizioni, in 15 libri.

Tale opera venne rinvenuta dall'umanista Claude Saumaise nel 1607 presso la Biblioteca di Heidelberg (detta Palatina, da cui il nome di Antologia Palatina).

Oggi il manoscritto è diviso in due parti: la più corposa si trova ad Heidelberg (ms. Palatino greco 23), mentre la rimanente è collocata presso la Bibliothèque nationale de France (ms. Parigino supplemento greco 384).

Autori[modifica | modifica sorgente]

L'Antologia Palatina è costituita dai componimenti di svariati scrittori, sia cristiani che pagani. Questi ultimi sono comunque maggioritari e prevale tra essi il poeta Meleagro di Gadara del quale è riportata una raccolta di epigrammi, la Corona (nella quale sono inseriti anche testi di Alceo e Anacreonte); compaiono anche poesie di Callimaco, Leonida di Taranto, Simonide e un unico epigramma di Apollonio Rodio. Tra i cristiani spicca Gregorio Nazianzeno, i cui componimenti occupano l'intero libro VIII. Vi sono inoltre vari poeti anonimi e appartenenti al periodo della lirica arcaica.

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

I contenuti dell'Antologia sono di grande varietà, come del resto già buona parte delle raccolte di epigrammi antichi (si pensi a quella di Marziale o di Catullo), e spaziano dagli argomenti amorosi a quelli descrittivi, dai lamenti funebri ad argomenti burleschi o d'intrattenimento.

I 15 libri sono divisi per argomento, tranne il tredicesimo e il quindicesimo che affrontano le tematiche più varie. Nello specifico, i libri V e XII sono dedicati ad argomenti erotici (il dodicesimo affronta il topos classico della pederastia), mentre nel libro VII troviamo epigrammi funebri; i libri I e VIII trattano argomenti cristiani, il decimo contiene sentenze moraleggianti e il quattordicesimo espone vari indovinelli, quesiti logici, nonché enigmi ed oracoli. Infine, i libri II, III e IX sono di tipo descrittivo.

Contenuti per libro[modifica | modifica sorgente]

  • Libro I, epigrammi cristiani (dal IV al X secolo)
  • Libro II, descrizione (ἔκφρασις, ekphrasis) delle statue del ginnasio pubblico di Costantinopoli, detto di Zeuxippo, ad opera di Cristodoro di Copto (VI sec.)
  • Libro III, epigrammi ecfrastici del tempio della regina Apollonide, madre di Eumene II e Attalo II, a Cizico
  • Libro IV, proemi delle precedenti antologie epigrammatiche:
la Corona (Στέφανος) di Meleagro di Gadara (pubblicata attorno al 70 a.C.), in ordine alfabetico;
la Corona di Filippo di Tessalonica (sotto Caligola), ordinata alfabeticamente;
il Ciclo (Κύκλος), in 7 libri ordinati per argomento, di Agazia scolastico, avvocato del VI sec. d.C.
  • Libro V, epigrammi erotici
  • Libro VI, epigrammi votivi (o anatematici, da ἀνάθεμα, anathema, offerta votiva)
  • Libro VII, epigrammi funerari (o sepolcrali)
  • Libro VIII, epigrammi di Gregorio di Nazianzio (330-390)
  • Libro IX, epigrammi epidittici
  • Libro X, epigrammi filosofici e parenetici (da παραίνησις, parainesis, esortazione)
  • Libro XI, epigrammi conviviali e burleschi (o scoptici)
  • Libro XII, epigrammi pederotici (i cosiddetti epigrammi della Musa puerilis), soprattutto opera di Stratone di Sardi, di età adrianea
  • Libro XIII, epigrammi in vari metri
  • Libro XIV, epigrammi aritmetici, enigmi, indovinelli e oracoli
  • Libro XV, epigrammi miscellanei

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]