Patriottismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "Patriota" rimanda qui. Se stai cercando il personaggio dei fumetti, vedi Patriota (personaggio).
La difesa della terra natia è parte integrante del patriottismo: la statua nel cortile della École polytechnique di Parigi ricorda l'impegno degli studenti nel difendere la Francia contro l'invasione della Sesta Coalizione nel 1814.
« È un fatto ben noto che riconosciamo la nostra madre patria quando siamo sul punto di perderla »
(Albert Camus in Estate ad Algeri, 1939)

Il patriottismo indica l'attitudine di gruppi o individui favorevole alla patria. Di norma esso si riferisce ad una nazione e/o uno Stato-nazione, ma la patria (o madrepatria) può anche essere una regione o una città. Si esprime attraverso una molteplicità di sentimenti quali: orgoglio per i progressi conseguiti o la cultura sviluppata dalla patria, il desiderio di conservarne il carattere ed i costumi, l'identificazione con altri membri della nazione...

Il patriottismo ha anche una connotazione etica poiché implica che la madrepatria (comunque definita) sia uno standard o un valore morale in sé, come esprimono formule quali "per la Patria, nel bene e nel male". Ai patrioti si richiede, inoltre, di anteporre gli interessi della nazione anche ai propri ed a quelli dello stesso gruppo di appartenenza il che, in tempo di guerra, può anche significare mettere a rischio o donare la propria vita. Anche per questo la morte in battaglia per la madrepatria è l'archetipo estremo di patriottismo.

Tipi di patriottismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionalismo#Differenze fra nazionalismo e patriottismo.
Gli adesivi sulle automobili sono diventati un metodo tradizionale per esprimere il proprio patriottismo durante le elezioni statunitensi del 2004.

Il patriottismo personale è emotivo e volontario. In questo caso l'individuo aderisce ad alcuni valori morali quali il rispetto per la bandiera. Sebbene questi valori siano normalmente condivisi dall'intera cittadinanza, essi sono il più delle volte anche imposti come obbligo nelle costituzioni o, più in generale, nella legislazione dei singoli paesi.

I governi incoraggiano forme e manifestazioni di patriottismo ufficiale che caricano di contenuti simbolici e cerimoniali, anche perché l'esistenza dello stesso stato si legittima quale espressione del bene comune della comunità politica che la costituisce. Esempi tipici sono i monumenti nazionali, i giorni della memoria ed altre commemorazioni simili. Spesso, inoltre, le manifestazioni patriottiche ufficiali seguono protocolli molto rigidi che specificano come esporre le bandiere, le formule di giuramento, etc.

Il patriottismo è strettamente legato a gesti simbolici, come sventolare le bandiere, cantare l'inno nazionale, partecipare a marce, apporre uno stemma patriottico sui veicoli ed ogni altro modo di esprimere il proprio legame e supporto alla nazione. I simboli patriottici in tempo di guerra sono utilizzati per sollevare il morale ed invitare a contribuire allo sforzo bellico. In tempo di pace non può essere altrettanto facilmente sollecitato, ma il vero patriota non lo vede come un sentimento inferiore. Il patriottismo moderno è nato dalla nazione-stato del XIX secolo mentre la radice latina pater suggerisce un suo legame a qualche forma di genofilia e di condivisione degli avi.

Il livello di patriottismo varia nel tempo e da comunità a comunità. Tipicamente, però, è più intenso quando lo stato è minacciato da un nemico esterno. Allo stesso modo alti livelli di patriottismo tendono, viceversa, a essere uniti alle cause principali di guerra. Per esempio, il patriottismo fu una delle cause principali dello scoppio della prima guerra mondiale.

L'etica del patriottismo[modifica | modifica sorgente]

Un patriota si distingue dalle altre persone perché si sente eticamente impegnato a rispettare un maggior numero di doveri. Il patriottismo è selettivo nel suo altruismo. Critiche del patriottismo nell'etica sono dirette principalmente alle sue preferenze morali: Paul Gomberg lo ha confrontato al razzismo.[1] Quando eticamente si crede che il dovere morale debba estendersi a tutta l'umanità, allora il sentimento patriottico è più specificamente chiamato cosmopolitismo, ma molti patrioti lo interpretano come tradimento.

Il patriottismo implica una preferenza verso una comunità civica o politica, limitazione a cui si oppongono gli universalisti. Nell'Unione Europea pensatori come Habermas hanno teorizzato il concetto di patriottismo europeo sebbene tra i suoi abitanti esso sia normalmente rivolto allo Stato nazionale di appartenenza e spesso ispiri sentimenti di euroscetticismo.

Alcuni credenti pongono la religione sopra la stessa madrepatria, suscitando spesso sentimenti di ostilità tra i patrioti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel '700 i cattolici erano, per questo, visti come poco leali preferendo il Papa alla nazione. Per questa ragione i Cavalieri di Colombo (chiamati da diversi papi "il braccio destro armato della chiesa") scelsero il valore del patriottismo come una delle loro quattro virtù principali.

Sebbene non più diffuso, i musulmani sono a volte visti come poco patriottici, perché molti sentono una forte affinità con la comunità islamica (ummah) e considerano il patriottismo nazionale come sbagliato. Altri esempi sono i Testimoni di Geova ed i Mennoniti, che rifiutano di assolvere alcuni impegni patriottici o di mostrare alcuni suoi simboli.

Sostenitori del patriottismo in etica lo descrivono come una virtù. Nel suo influente articolo "Is patriotism a virtue?" (1984), il filosofo Alasdair MacIntyre commenta che è la concezione più contemporanea della moralità.

Patriottismo per nazione[modifica | modifica sorgente]

Varie indagini hanno cercato di misurare il patriottismo. I loro studi risultano dipendere fortemente dal momento dell'indagine. Ad es. il patriottismo in Germania alla vigilia della prima guerra mondiale era al livello massimo, mentre oggi è quasi al minimo.[senza fonte]

La seguente tabella è ripresa dal World Values Survey e riporta i valori medi delle risposte dei residenti benestanti di diversi paesi alla domanda: "Sei orgoglioso di essere [inserire la nazionalità]?" con valori (che) vanno da 1 (non orgoglioso) a 4 (molto orgoglioso).[2]

Primo sondaggio: 1990-1992

Paese Punteggio
USA 3,72
Sud Africa 3,55
Canada 3,53
Slovenia 3,46
Spagna 3,28
Danimarca 3,27
Italia 3,25
Svezia 3,22
Francia 3,18
Finlandia 3,17
Belgio 3,07
Olanda 2,93
Germania 2,75
Media 3,26

Secondo sondaggio: 1995-1997

Paese Punteggio
Venezuela 3,92
USA 3,72
Sud Africa 3,73
Perù 3,68
Turchia 3,64
Polonia 3,55
Australia 3,54
Spagna 3,40
Cile 3,38
Finlandia 3,29
Argentina 3,29
Svezia 3,13
Moldavia 2,98
Giappone 2,85
Russia 2,69
Svizzera 2,59
Lituania 2,47
Lettonia 2,10
Germania 1,37
Media 3,12

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul Gomberg, “Il Patriottismo è come il Razzismo,” in Igor Primoratz, ed., Patriottismo, Humanity Books, 2002, pp. 105-112. ISBN 1-57392-955-7.
  2. ^ Patriotism in Your Portfolio http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=406200

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alasdair MacIntyre, 'Is Patriotism a Virtue?', in: R. Beiner (ed.), Theorizing Citizenship, 1995, State University of New York Press, pp. 209 - 228.
  • Joshua Cohen and Martha C. Nussbaum, For Love of Country: Debating the Limits of Patriotism, Beacon Press, 1996. ISBN 0-8070-4313-3.
  • Jürgen Habermas, “Appendix II: Citizenship and National Identity,” in Between Facts and Norms: Contributions to a Discourse Theory of Law and Democracy, trans. William Rehg, MIT Press, 1996.
  • Maurizio Viroli, For Love of Country: An Essay on Patriotism and Nationalism, Oxford University Press, 1997. ISBN 0-19-829358-5.
  • Daniel Bar-Tal and Ervin Staub, Patriotism, Wadsworth Publishing, 1999. ISBN 0-8304-1410-X.
  • Charles Blattberg, From Pluralist to Patriotic Politics: Putting Practice First, Oxford University Press, 2000. ISBN 0-19-829688-6.
  • Igor Primoratz, ed., Patriotism, Humanity Books, 2002. ISBN 1-57392-955-7.
  • Paul Gomberg, “Patriotism is Like Racism,” in Igor Primoratz, ed., Patriotism, Humanity Books, 2002, pp. 105-112. ISBN 1-57392-955-7.
  • Craig Calhoun, Is it Time to Be Postnational?, in Ethnicity, Nationalism, and Minority Rights, (eds.) Stephen May, Tariq Modood and Judith Squires. Cambridge: Cambridge UP, 2004. pp 231-256. Online at www.ssrc.org.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]