Gerald Ford

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Gerald Rudolph Ford, Jr.
Gerald Rudolph Ford, Jr.
38° presidente degli Stati Uniti
Mandato
9 agosto 1974 - 20 gennaio 1977
Preceduto da Richard Nixon
Succeduto da Jimmy Carter
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica conservatore
Nascita Omaha, Nebraska, 14 luglio 1913
Morte Rancho Mirage, California, 26 dicembre 2006
Coniuge Betty Ford
Religione Anglicano
Firma
Gerald Rudolph Ford, Jr.

Gerald Rudolph Ford Jr. - nato Leslie Lynch King, Jr.[1] (Omaha14 luglio 1913 – Los Angeles26 dicembre 2006) è stato un politico statunitense, trentottesimo presidente degli Stati Uniti d'America.

Gerald Ford con il suo Capo di Gabinetto Donald Rumsfeld (a sinistra) e il suo vice-Capo di Gabinetto Dick Cheney
Gerald Ford con il suo Capo di Gabinetto Donald Rumsfeld (a sinistra) e il suo vice-Capo di Gabinetto Dick Cheney

È stato l'unico presidente a non essere eletto neanche come vicepresidente. Venne, infatti, nominato alla seconda carica dell'Unione dopo le dimissioni del vicepresidente eletto con Nixon, Spiro Agnew. Divenne presidente il 9 agosto 1974, allorquando Nixon dovette rassegnare le dimissioni a seguito del cosiddetto scandalo Watergate e non venne confermato in carica alle successive elezioni. In seguitò ricordò che dovette accettare controvoglia quel gravoso incarico. Circa un mese dopo la sua entrata in carica, concesse il Perdono presidenziale a Nixon: utilizzando un potere previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America cancellò ogni addebito penale per quanto l'ex presidente poteva aver commesso di illegale. Fu un provvedimento molto discusso, tanto che Ford è ricordato come "The man who pardoned Nixon", l'uomo che graziò Nixon. Fu presidente dal 1974 al '77 e scelse quale vicepresidente il Governatore di New York Nelson Aldrich Rockefeller. Dick Cheney era capo dello Staff della Casa Bianca (equivalente, per l'Italia, al Segretario generale della Presidenza della Repubblica).

Indice

[modifica] Biografia

Da presidente scelse di mantenere un profilo basso, ma oppose il veto a molte leggi promosse dal Congresso a maggioranza democratica.

Alle elezioni presidenziali del 2 novembre 1976, in cui ebbe come candidato vicepresidente Bob Dole (futuro sfidante di Clinton nelle elezioni del 1996), fu sconfitto da Jimmy Carter.

Lyndon Baines Johnson, suo acerrimo rivale, aveva coniato una frase perfida su Ford, che rimase celebre e che venne ricordata dalla stampa all'indomani di una clamorosa caduta dalle scalette dell'aereo presidenziale all'arrivo all'aeroporto di Vienna: Ford non è capace di camminare e masticare una gomma contemporaneamente.

Membro del Congresso per 24 anni, dichiarò più volte di non aver mai voluto correre per la Nomination presidenziale: il suo maggiore sogno politico era, infatti, quello di diventare Speaker della Camera.

Fece parte della Commissione Warren, che indagò sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963.

È morto all'età di 93 anni a Rancho Mirage (Los Angeles) rivalutato da molti suoi avversari che riconoscono in lui un servitore dello Stato in tempi difficili, maturati per colpe non sue.

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[modifica] Curiosità

  • Gerald Ford è il presidente degli Stati Uniti più longevo della storia.

[modifica] Note

  1. ^ il nome gli fu cambiato dopo l'adozione

[modifica] Altri progetti

Presidenti degli Stati Uniti
Predecessore: Richard Nixon (1974-1977) Successore: Jimmy Carter Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
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Candidati alla presidenza degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano

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