Völkischer Beobachter

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Völkischer Beobachter
Stato Germania Germania
Lingua tedesco
Periodicità quotidiano
Fondazione 1923
Chiusura 1945
Sede Monaco di Baviera
Diffusione cartacea 1.700.000 (1944)
 

Il Völkischer Beobachter («Osservatore popolare», spesso abbreviato in VB) fu il giornale ufficiale del Partito nazista fin dal 1920. Inizialmente la pubblicazione fu settimanale, ma a partire dall'8 febbraio 1923 divenne giornaliera.

Il "giornale combattente del movimento Nazionalsocialista della Grande Germania" (tedesco: Kampfblatt der nationalsozialistischen Bewegung Großdeutschlands) trae le sue origini dal Münchner Beobachter ("Osservatore di Monaco"), che nel 1918 era stato acquistato dalla Società Thule, e nell'agosto 1919 assunse la denominazione di Völkischer Beobachter. Il Partito nazista lo acquistò il 17 dicembre 1920[1] su iniziativa di Dietrich Eckart, che ne divenne il primo editore. La somma necessaria per l'acquisto del bisettimanale, all'epoca già fallito, fu 60.000 marchi. La loro provenienza pare andasse ricercata nei fondi segreti della Reichswehr, cui avrebbe attinto il maggiore generale Ritter von Epp, anch'egli membro del Partito nazista e diretto superiore di Röhm, su insistenza di quest'ultimo.[2]

La tiratura iniziale fu di 8.000 copie, incrementata a 25.000 nell'autunno del 1923 con un ulteriore incremento a seguito dell'occupazione della Ruhr. Nello stesso anno Alfred Rosenberg divenne l'editore del giornale. Con la messa al bando della NSDAP dopo il Putsch della birreria di Monaco, il 9 novembre 1923, anche il Völkischer Beobachter cessò le pubblicazioni, che vennero riprese solo il 26 febbraio 1925 con la rifondazione del partito. La sua diffusione capillare contribuì al successo del movimento nazista, con 120.000 copie giornaliere nel 1931 e 1.700.000 nel 1944.

Pochi giorni prima della resa tedesca nella Seconda guerra mondiale, il Völkischer Beobachter cessò la pubblicazione. L'ultimo numero fu pubblicato il 30 aprile 1945, ma non fu distribuito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Paul Hoser (2006). Völkischer Beobachter dal sito web «Historisches Lexikon Bayerns». Riportato il 15 novembre 2006.
  2. ^ William L.Shirer, "Storia del Terzo Reich", Giulio Einaudi editore, Torino, 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]