Josef Mengele
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Josef Mengele (Günzburg, 16 marzo 1911 – Bertioga, 7 febbraio 1979) è stato un medico tedesco.
Nel dopoguerra le voci circa un suo coinvolgimento in esperimenti scientfici perpetrati a danno dei detenuti di Auschwitz hanno alimentato la leggenda di quello che veniva chiamato "Angelo della Morte", una sorta di scienziato pazzo e sadico che ha alimentato le fantasie di numerosi scrittori.
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[modifica] Biografia
Si laureò in Medicina a Francoforte nel 1935 con una tesi in cui affermava la disparità delle razze. Nel periodo universitario conobbe il professor Otmar von Verschuer, che influenzò molto le sue idee. Secondo von Verschuer, la chiave per la creazione di una pura razza ariana era da ricercare nel sistema biologico dei gemelli. Dopo l'incontro con quello che definirà "il suo maestro", Mengele divenne un convinto sostenitore del nazismo.
Dopo essere entrato nelle SS, partì volontario nella Seconda guerra mondiale. Nel 1942, ferito dai sovietici, si ritirò dai campi di combattimento e iniziò i suoi studi genetici. Nel 1943 si spostò in Polonia, nel campo di concentramento di Auschwitz In questo periodo Mengele effettuò numerosi esperimenti "scientifici" nel campo della gemellarità, selezionando e studiando coppie di bambini gemelli. . Oltre alle ricerche sulla gemellarità, Mengele effettuò studi sulle forme di nanismo e sull'atrofia cancrenosa della guancia legata alla denutrizione e chiamata Noma,
Nel novembre del 1944 fuggì da Auschwitz. Dopo la fine del conflitto fu catturato dagli Alleati che però lo rilasciarono poco dopo.
Mengele si trasferì a Günzburg, in Baviera, dove iniziò anche una temporanea collaborazione nell'azienda familiare produttrice di macchinari agricoli, la Karl Mengele und Sōhne.
[modifica] Mengele in Sud America
Nel 1949 si trasferì in Argentina riuscendo a non farsi mai trovare dai servizi segreti israeliani. Si trasferì poi in Paraguay e dal 1960 in Brasile. Morì per un ictus mentre nuotava in piscina nel 1979 a Bertioga, in Brasile. È stato sepolto nel cimitero di Nostra Signora del Rosario, a Embu, sotto la falsa identità di Wolfgang Gerhard.
Simon Wiesenthal[1] riporta che nonostante la latitanza in Sudamerica, la famiglia non avesse mai tagliato i ponti con lui e che in qualche maniera egli riuscisse a comunicare, pur dovendo cambiare spesso nascondiglio. La scelta di nascondersi in alcuni Paesi dell'America del Sud non era casuale. Come lui centinaia di altri sostenitori del nazismo furono accolti dai governi sudamericani, spesso retti da una dittatura militare, che ritenevano, secondo una concezione della guerra antica e cavalleresca, indegno il trattamento a cui erano sottoposti i Tedeschi sconfitti dagli Alleati (processare i gerarchi nazisti equivaleva a negare loro il rispetto come avversari, e anzi trattarli come fossero criminali). i rifugiati nazisti si avvalsero delle ratline organizzate dalla rete O.D.E.SS.A), con documenti falsi, molti imbarcati dal porto di Genova, consapevoli di godere di una certa protezione e discrezione da parte delle autorità sudamericane.
In tal senso, ancora oggi gli ultimi gerarchi e civili tedeschi rimasti vivi restano nascosti sotto falso nome in Argentina, Uruguay e Brasile. Altri, come ad esempio il generale Gehlen, dapprima trattati come criminali, per motivi di opportunità politica vennero assoldati dal blocco statunitense o sovietico, che sminuirono le loro responsabilità in cambio della collaborazione legata alle loro conoscenze, ai fini della guerra fredda che opponeva nel dopoguerra le due più grandi potenze mondiali.
Nel 1965 si rifugiò nella cittadina brasiliana di Cândido Godói, dove secondo qualcuno condusse esperimenti sulle donne in gravidanza, che avrebbero portato all'aumento delle nascite di gemelli; ma una recente ricerca brasiliana esclude ogni coinvolgimento di Mengele nella straordinaria, ma naturale, incidenza di parti gemellari nella cittadina.[senza fonte]
Nonostante i tentativi di ricerca, Mengele riuscì a vivere sotto varie identità per oltre 35 anni senza mai farsi scovare. Il Mossad rimase sulle sue tracce per qualche periodo ma non lo catturò mai. Solo nel 1985 il suo corpo fu trovato e nel 1992 il test del DNA, a cura della UNICAMP (Università di Campinas), ha confermato la sua identità.[2]
[modifica] Influenza culturale
[modifica] Filmografia
Al cinema, il personaggio del dottor Mengele è apparso nei seguenti film:
- Il mai nato (2009)
- I ragazzi venuti dal Brasile (1978), interpretato da Gregory Peck.
- Nichts als die Wahrheit (1999), interpretato da Götz George.
- La zona grigia (2001), interpretato da Henry Stram.
- My Father (2003), interpretato da Charlton Heston.
- Out of the Ashes (2003) (film TV), interpretato da Jonathan Cake
- Il Dr. Christian Szell apparso nel film Il maratoneta (1976) ed interpretato da Laurence Olivier è ispirato alla figura di Mengele.
[modifica] Narrativa
Nella letteratura, la figura del dottor Mengele (o almeno la sinistra immagine che ne hanno diffuso gli Americani) è apparso in vari libri o ha funto da fonte di ispirazione per alcuni personaggi di libri:
- Mengele appare in La notte (1958) di Elie Wiesel.
- Nel libro Der Verdacht (Il sospetto) (1958) di Friedrich Dürrenmatt il Dottore nazista. Emmenberger è chiaramente ispirato alla figura di Mengele.
- Il Dr. Christian Szell, personaggio del romanzo Il maratoneta (1974) di William Goldman è ispirato anch’esso al dottor Mengele.
- Mengele è uno dei protagonisti principali del romanzo I ragazzi venuti dal Brasile (1976) di Ira levin.
- Mengele appare in " Ho vissuto mille anni " di Livia Bitton-Jackson
- Mengele appare inoltre anche nel libro " Fuori Casa " (2001) di John King
- Mengele appare come antagonista nel romanzo Operazione Ragno, di Miro Barcellona, pubblicato nella collana Segretissimo della Mondadori.
- Mengele appare anche ne L insonne di Cinzia Tani
[modifica] Musica
- Mengele ha ispirato il brano Angel of Death degli Slayer, nel quale vengono descritte le terribili e presunte sevizie commesse dal dottore.
[modifica] Note
- ^ Simon Wiesenthal. Giustizia, non vendetta. Milano, Mondadori, 2000. ISBN 8804460385
- ^ (EN) Rana Saad. Discovery, development, and current applications of DNA identity testing. URL consultato il 2-03-2009.
[modifica] Bibliografia
- Robert J. Lifton, I medici nazisti. La psicologia del genocidio, Rizzoli, 2003, ISBN 8817101036 (è disponibile una versione integrale on-line in lingua inglese)
- Charles Schüddekopf, Biografie dei protagonisti in Danuta Czech, Kalendarium - Gli avvenimenti nel campo di concentramento di Auschwitz 1939-1945 (è disponibile una versione integrale in formato pdf, traduzione a cura di Gianluca Piccinini)
- Gerald Steinacher, Nazis auf der Flucht. Wie Kriegsverbrecher über Italien nach Übersee entkamen. Studienverlag Wien-Innsbruck-München 2008, ISBN 978-3-7065-4026-1.

