Ergastolo

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Nell'ordinamento italiano l'ergastolo è una pena detentiva a carattere perpetuo inflitta a chi ha commesso un delitto. Il termine viene usato anche per designare le pene detentive a carattere perpetuo presenti in altri ordinamenti, sebbene essi usino piuttosto locuzioni come reclusione a vita o carcere a vita.

Indice

[modifica] Etimologia

Il termine "Ergastolo" deve il suo nome al luogo fisico in cui era recluso il condannato nel quale si scontavano le condanne classificate nel gergo burocratico carcerario con l'espressiva locuzione "fine pena: mai". Nella Roma antica, il termine ergastulum indicava propriamente un campo di lavoro al quale venivano destinati gli schiavi puniti, che praticamente non erano destinati ad uscirne. La radice greca del nome dalla quale è mediato il termine latino si riferisce proprio al lavoro, in questo caso forzato.[1]

[modifica] Ergastolo nei singoli ordinamenti giuridici

La detenzione a vita nel mondo.
In blu gli ordinamenti che l'hanno abolita.
In rosso gli ordinamenti che la mantengono.
In verde gli ordinamenti che la mantengono con limitazioni.

[modifica] Austria

In linea teorica la legge austriaca ammette il carcere a vita. Dopo un periodo minimo di 15 anni, è tuttavia possibile un provvedimento di scarcerazione, se e quando viene accertato che non c'è più possibilità di recidiva. La decisione è a completa discrezione della corte di appello, e può essere impugnata davanti alla corte suprema. In alternativa, il presidente della repubblica può decidere un provvedimento di grazia, su proposta del ministero della giustizia. I detenuti che hanno commesso reato ad una età inferiore a 21 anni possono essere condannati a un massimo di vent'anni di prigione.

[modifica] Belgio

In Belgio, la pena dell'ergastolo è assimilata a trent'anni di reclusione al fine di calcolare dopo quanto tempo il detenuto può beneficiare di un provvedimento di scarcerazione: può essere liberato dopo aver scontato un terzo della pena, se prima della condanna è incensurato, oppure dopo aver scontato due terzi della pena, in caso di recidiva. La soluzione è deliberata da una tribunale ed è possibile un ricorso in appello.

[modifica] Danimarca

I detenuti possono presentare una richiesta di riduzione della pena dopo 12 anni di reclusione e a condizione di un'iniziativa del ministro della giustizia, del re o della regina di Danimarca che possono concedere la grazia, soggetta a un periodo di cinque anni durante il quale il provvedimento può essere revocato. I detenuti condannati all'ergastolo, nella maggioranza dei casi, sono sottoposti a 16 anni di detenzione effettiva salvo quelli particolarmente gravi. I condannati ritenuti socialmente pericolosi possono essere sottoposti una detenzione di durata indefinita, finché non si ritiene che sia scomparso tale pericolo. In media, i condannati ritenuti socialmente pericolosi sono sottoposti a 9 anni effettivi di carcere dopodiché il beneficio di un provvedimento di scarcerazione subordina ad un periodo cautelare di cinque anni.

[modifica] Estonia

Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere un provvedimento di grazia, ma non ha mai utilizzato questa facoltà.

[modifica] Francia

Le persone condannate all'ergastolo, prima incensurate, possono beneficiare di un provvedimento di scarcerazione dopo 18 anni, che la corte giudicante può elevare ad un minimo di 22 anni per quanti hanno commesso una recidiva. Esclusivamente per l'omicidio di bambini con torture, l'ergastolo può essere convertito in un minimo di 30 anni di carcere. È possibile una scarcerazione prima di questi termini solamente per gravi motivi di salute. Il 7 agosto 2011, il prigioniero francese Pierre Just Marny (Fort-de-France, Martinica, 6 agosto 1943), condannato all’ergastolo nel 1969 per omicidio, si è tolto la vita nel carcere di Ducos, sull’isola della Martinica, dopo 48 anni di carcere. Era il più anziano detenuto di Francia.[2][3]

[modifica] Finlandia

Storicamente, il presidente della Finlandia è la sola persona che ha il potere di concedere la grazia alle persone condannate all'ergastolo. A partire dal primo ottobre 2006, questo potere è stato concesso anche alla corte d'appello di Helsinki. Un condannato all'ergastolo potrà chiedere la libertà dopo un minimo di 11 anni di carcere. Se la richiesta fosse respinta, potrà essere presentata una nuova richiesta dopo un anno. Se la richiesta fosse accettata, il detenuto sarà sottoposto a tre anni di libertà vigilata, durante i quali non dovrà commettere nessun illecito, prima che gli sia concessa la libertà piena. Se il detenuto aveva meno di 21 anni di età quando è stato commesso il reato, la prima richiesta di scarcerazione potrà essere presentata dopo dieci anni. Una persona che ha commesso un reato da minorenne non potrà essere condannata all'ergastolo.

[modifica] Germania

Il periodo minimo di detenzione da scontare prima di presentare una richiesta di scarcerazione è di 15 anni. La corte costituzionale tedesca ha affermato che il carcere a vita, privo di qualsiasi prospettiva di recuperare la propria libertà, lede la dignità della persona contrariamente ai principi fondamentali della costituzione tedesca.

Nei casi in cui il detenuto rappresenti un pericolo attuale ed evidente per la sicurezza della società, la sentenza di condanna può prevedere un periodo ulteriore di detenzione preventiva a valle della condanna legata al reato. Questo secondo periodo di detenzione non è considerato punitivo, ma una protezione della sicurezza. La carcerazione preventiva può essere prorogata indefinitamente finché non si sia accertato che il condannato non potrà commettere altri crimini. In linea teorica la carcerazione preventiva può durare più di dieci anni, ed è utilizzata solamente in casi eccezionali. A partire dal 2006, è possibile disporre la carcerazione preventiva, anche a seguito di una precedente sentenza di condanna, se nel periodo intermedio si manifesta il rischio di una pericolosità sociale da parte del detenuto. Una persona minorenne non può essere condannata all'ergastolo. In questi casi la massima pena è di dieci anni di carcere.

[modifica] Italia

In Italia l'ergastolo è la massima pena prevista nell'ordinamento giuridico penale italiano, per un delitto.

L'ergastolo è previsto dall'art. 22 codice penale. La pena è perpetua ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l'obbligo del lavoro e con l'isolamento notturno (L' articolo 22 c.p. deve intendersi implicitamente modificato in parte qua, poiché l' art. 6 comma 2 della legge 26/1975 n°354 dispone che " i locali destinati al pernottamento dei detenuti consistono in camere dotate di uno o più posti senza distinguere la pena da eseguire"). Ne deriva che l' isolamento notturno, non è più attuato, mentre quello diurno si per via del summenzionato articolo. Il condannato all'ergastolo può essere ammesso al lavoro all'aperto.


[modifica] Problemi di costituzionalità

Il carattere teoricamente perpetuo della condanna pone gravi problemi di compatibilità con l'art. 27 comma 3 della Costituzione, e con la Legge Gozzini che ne dà attuazione. Recita, infatti, tale articolo: "Le pene [...] devono tendere alla rieducazione del condannato". Ripetutamente posto all'attenzione della Corte Costituzionale, da parte dei Giudici di merito, la Consulta le ha sempre respinte sull'assunto che "funzione e fine della pena non sia solo il riadattamento dei delinquenti" e che la pena dell'ergastolo, come si è detto sopra, "non riveste più i caratteri della perpetuità" (Sentenza della Corte costituzionale n. 264 del 1974). Grazie all'intervento della Corte Costituzionale, tale pena è stata esclusa per i minori imputabili perché incompatibile con la finalità rieducativa del minore alla quale devono tendere le pene previste per i minori di età.

Tuttavia, vi è da sottolineare che il carattere di perpetuità di tale pena è mitigato dalla possibilità concessa al condannato di essere ammesso alla libertà condizionale dopo avere scontato 26 anni, qualora ne venga ritenuto attendibilmente provato il ravvedimento. Tale limite è ulteriormente eroso dalle riduzioni previste per la buona condotta del reo, grazie alle quali vengono eliminati 45 giorni ogni sei mesi di reclusione subiti. D'altro canto la riforma dell'Ordinamento penitenziario del 1987, attraverso le previsioni degli artt. 30-ter, comma 4, lett. d) e 50, comma 5, Legge n. 354/1975, ha contribuito a rimodellare i contenuti dell'ergastolo anche al di là dei profili che attengono alla liberazione condizionale: ha consentito infatti che il condannato all'ergastolo possa essere ammesso, dopo l'espiazione di almeno 10 anni di pena, ai permessi premio, nonché, dopo 20 anni, alla semilibertà.

[modifica] Esemplificazioni

Nell'ordinamento italiano l'ergastolo è previsto per alcuni delitti contro la personalità dello Stato, contro l'incolumità pubblica e contro la vita cui si aggiungono i reati per cui era prevista la pena di morte (che è sostituita dall'ergastolo ex D. lgs. lgt 10/08/44 n. 224). L'ergastolo è altresì previsto quando concorrono più delitti per ciascuno dei quali è prevista la pena non inferiore a 24 anni (art. 73 co. 2 c.p.).[4]

Il Partito Radicale propose un referendum abrogativo nel 1981 per l'abolizione dell'ergastolo, ma vinse il fronte del no.

[modifica] Reati

Ecco l'elenco dei reati che possono essere puniti con l'ergastolo: omicidio volontario con premeditazione, omicidio volontario con crudeltà e aggravanti, omicidio a scopo di terrorismo, strage, epidemia causata volontariamente che uccida almeno una persona, avvelenamento volontario di acque e pozzi che causi la morte di almeno una persona, omicidio con associazione mafiosa, omicidio connesso a traffico di droga internazionale, traffico di esseri umani con circostanze aggravanti, alto tradimento, tradimento, tentativo di secessione tramite atti di violenza, tentativo di eversione dell'ordine democratico con gravi atti di violenza e atti correlati, attentato contro il Presidente della Repubblica (che ha sostituito il reato di regicidio, per effetto della caduta della monarchia), sequestro di persona a scopo di estorsione o di terrorismo con conseguente uccisione dell'ostaggio, spionaggio e rivelazione di segreti di stato, attentato contro capi di stato esteri, genocidio e altri gravi crimini contro l'umanità, crimini di guerra. Negli ultimi anni è stato applicato solo per i reati correlati all'omicidio fisicamente compiuto. Nel 1981 Ali Agca fu condannato all'ergastolo per attentato (non riuscito) contro capo di stato estero, per l'attentato a Giovanni Paolo II: si trattò dell'ultima volta in cui venne comminata la massima pena che non fosse per un omicidio effettivamente commesso.

[modifica] Stati Uniti

Negli Stati Uniti l'ergastolo è la pena massima, comminata per l'omicidio, la violenza sessuale aggravata e altri gravi reati, solo negli stati dove non vige la pena di morte (19 stati su 50, più un territorio). Negli altri stati e nei reati federali è comminato in luogo della pena capitale quando vi siano attenuanti; in certi casi la condanna avviene anche per reati ritenuti meno gravi dell'omicidio negli stati europei, come il traffico di droga, lo stupro ma anche reati minori se reiterati un certo numero di volte; spesso, quando la pena di morte viene commutata (con la grazia da parte del Governatore o del Presidente o di particolari commissioni, o con la revisione della Corte Suprema) si trasforma in carcere a vita.

L'ergastolo senza condizionale ("life punishment", "life imprisonment" o "life sentence") viene sostenuto da molti giuristi progressisti o contrari alla pena di morte come valida alternativa, almeno in una prima fase abolizionista, alla pena capitale ("death sentence", "death penalty" o "capital punishment"). In questo caso l'ergastolo viene scontato integralmente e la pena può essere sospesa o attenuata, in certi casi come motivi di salute (ad esempio venendo scontata in una casa di cura) e buona condotta in cella (il detenuto può essere ammesso a programmi di recupero) ma il condannato trascorre comunque la maggior parte della vita - anche più di 35-40 anni di tempo - in carcere (l'ergastolo senza condizionale non va confuso con pene ugualmente pesanti come, ad esempio, la condanna a più di 100 anni di prigione, che è una pena cumulativa di pene minori). Ciò servirebbe da deterrente assai maggiore alla morte - seguendo il pensiero di Cesare Beccaria - e darebbe soddisfazione ai familiari delle vittime, senza uccidere il responsabile del delitto con l'esecuzione legale o la vendetta privata.

L'ergastolo con la condizionale, viene concesso in talune circostanze al posto della pena di morte o dell'ergastolo pieno, in alcuni casi (ad esempio omicidio di primo grado, in genere passibile di pena capitale, di particolare gravità ma compiuto da minorenni). Il condannato, similmente all'ergastolo dei paesi europei, può ottenere la libertà condizionale dopo 15 - 20 anni. Molti sostenitori della pena di morte affermano che in questo modo i peggiori criminali possano tornare liberi, mentre gli abolizionisti vorrebbero l'ergastolo con condizionale come pena principale per l'omicidio di primo grado, riservando l'ergastolo senza condizionale ai peggiori criminali.

[modifica] Note

  1. ^ Etimologia della parola
  2. ^ "Detenuto si suicida dopo 48 anni di carcere", Ticinonline, 08/08/2011
  3. ^ "Si uccide in cella dopo 48 anni carcere", ANSA.it, 08 agosto 2011
  4. ^ La disciplina giuridica dell'ergastolo

[modifica] Bibliografia

  • C. Brunetti - M. Ziccone, Diritto penitenziario, Simone, Napoli, 2010 ISBN 9788824454537;
  • V. Fiandaca - E. Musco, Diritto penale, Edizioni Zanichelli, 2010;
  • C. Brunetti, Pedagogia penitenziaria, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2005, ISBN 8849510225;

[modifica] Voci correlate

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