Hans Fritzsche

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Hans Fritzsche durante il processo di Norimberga

Hans Fritzsche (Bochum, 21 aprile 1900Colonia, 27 settembre 1953) è stato un funzionario tedesco, importante esponente del regime nazionalsocialista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fritzsche nacque a Bochum (una città dell'area della Ruhr) e prestò servizio nell'esercito tedesco nel 1917. Nel primo dopoguerra studiò in numerose università prima di diventare un giornalista per il Hugenberg Press e quindi introdursi nel nuovo mezzo mediatico della radio, lavorando per il governo tedesco. Nel settembre del 1932 fu fatto capo del Drahtloser Dienst. Il primo maggio del 1933 si iscrisse al NSDAP. Sotto il ministro del Reich Joseph Goebbels continuò ad essere alla testa del dipartimento radio prima di essere promosso alla Sezione Informazioni del Ministero.

Alla metà del 1938 divenne aiutante di Alfred Berndt presso la Divisione Stampa Tedesca. Nel dicembre del 1938 fu fatto capo della Divisione Stampa Nazionale. Nel maggio 1942 Goebbels prese personalmente il controllo della agenzia e Fritzsche tornò a lavorare alla radio per il Ministero come plenipotenziario per l'organizzazione politica della Radio della Grande Germania e come capo della divisione radio del Ministero.

Il processo di Norimberga[modifica | modifica wikitesto]

Fritzsche fu fatto prigioniero dai soldati sovietici a Berlino il 2 maggio 1945. Fu processato dal Tribunale Militare Internazionale al processo di Norimberga e dovette rispondere delle accuse di cospirazione al fine di commettere crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Nessuno sa perché fosse a quel processo; tuttavia si dice che si trovasse sul banco degli imputati in sostituzione di Goebbels. Durante il processo Fritzsche espresse il proprio pentimento, asserendo:

« È l'accusa più terrificante della storia dell'umanità. Vi è solo una cosa più spaventosa: l'accusa che il popolo tedesco ci rivolgerà per aver abusato del suo idealismo. »

Assieme a Hjalmar Schacht e Franz von Papen, Fritzsche fu uno dei soli tre imputati che vennero scagionati, ma in seguito fu processato dalla Corte di Denazificazione della Germania orientale e condannato a 9 anni di reclusione. Fu poi scagionato perché risultò chiaro alla corte che egli non aveva mai fatto pressioni per lo sterminio degli ebrei e che, in un paio di occasioni, aveva cercato di bloccare la pubblicazione della rivista antisemita Der Stürmer. Rilasciato nel settembre del 1950, morì di cancro poco dopo. Sua moglie Hildegard (nata Springer) morì nello stesso anno.

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