Campo di concentramento di Buchenwald
Coordinate: 51°01′20″N 11°14′53″E / 51.02222°N 11.24806°E
Il campo di concentramento di Buchenwald prende il nome dalla località di Buchenwald, a circa otto chilometri da Weimar nella regione della Turingia, nella Germania orientale.
Tra il 1937 e il 1945 Buchenwald fu uno dei più importanti campi di concentramento e di sterminio nazisti situato sul suolo tedesco. Fu costruito su una collina boscosa dell' Ettersberg (Buchenwald significa letteralmente Bosco di faggi). In totale furono internati in questo campo di concentramento circa 250.000 uomini provenienti da tutti i paesi europei. Il numero totale delle vittime è stimato in circa 56.000, di cui 11.000 ebrei.[1]
Esso venne istituito nell'estate del 1937 come luogo di punizione per detenuti politici. Con il legname della vicina foresta di Ettesberg un gruppo di deportati costruì le prime baracche di Buchenwald nel 1937, nelle vicinanze di Weimar in un luogo lontano da tutto e da tutti. Furono costruite cinquanta baracche, circondate da filo spinato elettrificato, vigilate da SS armate di mitragliatrici e dominate dai camini dei forni crematori.
Indice |
[modifica] Il campo dal 1938 al 1945
Nel 1938, dopo la persecuzione avvenuta durante la così detta "Notte dei cristalli" (Kristallnacht), la polizia tedesca e le SS inviarono almeno 10.000 Ebrei a Buchenwald, dove furono vittime di trattamenti estremamente crudeli. Nel maggio 1938 inoltre si calcola che oltre gli ebrei, il dodici per cento dei prigionieri del campo era costituito da Testimoni di Geova[2]. Tra il novembre del 1938 e il febbraio del 1939 morirono 600 prigionieri.
I prigionieri erano confinati nella zona nord del campo, nota come campo principale, mentre gli alloggi delle SS di guardia e gli edifici amministrativi erano situati nella parte sud. La prigione, conosciuta anche col nome di "bunker", era situata all'entrata della zona principale. In queste strutture le SS fucilavano i prigionieri, mentre le impiccagioni venivano eseguite nella zona dei crematori. Non vi furono sezioni per le donne sino al 1944.
A partire dal 1941 fu condotto in baracche speciali nella parte terminale del campo, a nord della zona principale, un programma di vari esperimenti medici. Furono fatti esperimenti per la ricerca di vaccini contro il tifo e malattie contagiose, utilizzando 729 detenuti, 154 dei quali morirono.[3] Altri esperimenti miravano a determinare la quantità letale di alcaloidi; per la ricerca di pomate per la cura delle ustioni provocate dalle bombe incendiarie, ad alcuni prigionieri furono provocate severe ustioni con il fosforo.[3]
Nel 1944, il medico delle SS Dottor Carl Vaernet mise in atto una serie di esperimenti che secondo le sue teorie avrebbero dovuto "curare" i detenuti omosessuali. Inoltre sempre nel 1944, un "reparto speciale" per i prigionieri politici tedeschi di particolare importanza, fu locato vicino agli edifici amministrativi. Ernst Thälmann, presidente del Partito Comunista della Germania, prima dell'ascesa al potere di Hitler nel 1933, fu giustiziato in questi luoghi il 18 agosto 1944.
Durante la seconda guerra mondiale Buchenwald divenne uno dei più vasti campi di concentramento della Germania nazista con numerosi campi satelliti sotto la sua amministrazione, raggiungendo il massimo affollamento nel 1944 con oltre centomila internati.
Ebrei e Zingari venivano trasportati da Buchenwald ai campi più a est, per il loro sterminio. Quando più tardi questi campi vennero liberati dall'armata sovietica, i deportati vennero ammassati a Buchenwald. Il numero preciso dei morti a Buchenwald non è mai stato riconosciuto, ma è stata stimata una cifra intorno alle 51.000 unità. Di per sé Buchenwald non era un campo di sterminio, come Auschwitz, ma i prigionieri venivano lasciati affamati, maltrattati e fatti lavorare fino alla morte nella cava di pietra e nelle fabbriche di armamenti adiacenti. Nel marzo del 1943, difatti, la ditta di armamenti Gustloff aprì una grossa fabbrica di munizioni nella parte est del campo di concentramento.
Nei primi giorni dell'aprile 1945, con l'avvicinamento dell'esercito americano, i tedeschi cominciarono a evacuare i prigionieri. Il primo gruppo contava 28.000 persone seguito poi da un secondo gruppo di altri 10.000 detenuti provenienti dai sotto-campi di Buchenwald. Circa un terzo di questi prigionieri morì di fatica in viaggio o poco prima dell'arrivo a destinazione, oppure fucilato dalle SS.
Molte vite furono salvate grazie al movimento di resistenza all'interno di Buchenwald. I membri della resistenza, ricoprendo incarichi amministrativi chiave, ebbero la possibilità di sabotare gli ordini dei nazisti e quindi di rallentare l'evacuazione. Il 9 aprile 1945, i prigionieri, affamati ed esausti, assaltarono le torri di guardia, prendendo il controllo del campo. Gli alleati liberarono Buchenwald l'11 aprile 1945 quando già era in mano degli stessi deportati e un comitato clandestino internazionale ne gestiva democraticamente la vita. I soldati della Terza Divisione dell'U.S. Army scoprirono oltre 20.000 persone, tra cui 4.000 Ebrei.
[modifica] Il lavoro dei prigionieri
Buchenwald è stato uno dei campi affidati alla autogestione da parte dei "triangoli verdi" cioè dei delinquenti comuni e fu il campo dove maggiormente fu sperimentato l'annientamento per mezzo del lavoro. All'interno del campo furono trattenuti un grosso numero di prigionieri di guerra russi. Oltre che nella costruzione del campo i deportati furono utilizzati in ben 130 campi e sottocampi esterni. Alcuni detenuti vennero utilizzati come manodopera per gli stabilimenti della BMW, in particolare quello di Eisenach e Abteroda. I "beneficiari" del lavoro forzato dei denutriti "uomini a strisce blu" non opponevano mai né resistenza né vincoli morali alle pratiche terroristiche delle SS e dei Kapos, rendendosi complici e, talvolta, anche diretti responsabili. Periodicamente venivano selezionati i prigionieri che erano ancora in grado di lavorare, dunque lo staff delle SS inviava coloro che risultavano troppo deboli o incapaci di continuare a Bernung o Sonnenstein. In questi luoghi i prigionieri venivano uccisi con il gas. All'interno del campo i prigionieri troppo debilitati venivano uccisi per mezzo di iniezioni di fenolo, somministrate dai dottori delle SS.
[modifica] Le efferatezze sui prigionieri
Il campo di Buchenwald è stato reso famoso anche dalla persona di Ilse Koch, la moglie del comandante del campo Karl Koch. Frau Koch aveva un desiderio feticista per i tatuaggi dei prigionieri, che avrebbe fatto scorticare dalle vittime e avrebbe tenuto da parte. A Frau Koch, per la sua ferocia, fu attribuito il soprannome la iena di Buchenwald. Nel block 50, dove i medici nazisti facevano gli esperimenti medici di ogni genere, la pelle dei prigionieri che avevano tatuaggi, dopo l'uccisione, veniva conciata e si diceva servisse per fare copertine di libri e paralumi per Ilse Koch . I presunti manufatti in pelle umana sono stati analizzati nel 1948 da un laboratorio, secondo il quale gli stessi sarebbero costituiti di pelle di capra.
[modifica] Numero di vittime
Il numero totale delle vittime è stato stimato in circa 56.000.[1] Tra questi vi sono 15.000 sovietici, 7.000 polacchi, 6.000 ungheresi, 3.000 francesi e altre 26.000 persone da 26 paesi europei.[4] Gli ebrei uccisi furono in complesso 11.000. Vi furono inoltre anche 9.000 vittime tedesche (prigionieri politici, religiosi, omosessuali e altro). È stato possibile assegnare un nome a circa 36.000 vittime.[5] Tra le personalità legate al campo di concentramento di Buchenwald si ricorda il filosofo e sociologo francese Maurice Halbwachs.
[modifica] Dopo la liberazione nel 1945
Dopo la concessione del territorio alla DDR, Buchenwald fu riaperto tra il 1945 ed il 1950 dal governo sovietico e amministrato dall'NKVD come “campo speciale” per oppositori dello stalinismo ed ex-nazisti. Tra il 1945 e il 1950 vi sono stati conteggiati 7.100 morti. La maggior parte del campo fu demolito nel 1950, furono lasciati intatti il cancello principale, il forno crematorio, l'ospedale interno, e due torri di guardia.
[modifica] Comandanti del campo
- SS-Standartenführer Karl Otto Koch
- SS-Oberführer Hermann Pister
[modifica] Lista dei sottocampi
| Per approfondire, vedi la voce Lista dei sottocampi di Buchenwald. |
[modifica] Note
- ^ a b http://www.buchenwald.de/media_de/fr_content.php?nav=gesklbuchenwald&view=ct_ges_hist0.html Chronik des Konzentrationslagers Buchenwald , 6 Februar 2008, Stiftung Gedenkstätten Buchenwald und Mittelbau-Dora.
- ^ Triangoli viola-Le persecuzioni e la deportazione dei testimoni di Geova nei Lager nazisti di Claudio Vercelli, pag.129, Carocci Editore, Roma 2011
- ^ a b Spitz, Vivien. Doctors from Hell. 2005.
- ^ Manfred Overesch: Buchenwald und die DDR: Oder die Suche nach Selbstlegitimation; Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1995; S. 207ff, ISBN 3-525-01356-6
- ^ Comunicazione di Volkhard Knigge, Direttore della Fondazione per la Commerazione Buchenwald und Mittelbau Dora. 24 aprile 2010
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Campo di concentramento di Buchenwald
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda di Buchenwald dal sito dell'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (ANED)
- Campo di concentramento di Buchenwald dal portale lager.it
- (DE, EN, FR) The Buchenwald and Mittelbau-Dora Memorials Foundation
- (EN) Scheda di Buchenwald dal sito Ushmm.org - United States Holocaust Memorial Museum
- (EN) Serie di articoli su Buchenwald in Jewishvirtuallibrary.org
- (DE) Jehovah´s Witnesses at KZ Buchenwald
- (EN) Articoli e foto su Buchenwald da thirdreichruins.com - Geoffrey R. Walden