Campo di concentramento di Jasenovac

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Luogo della Memoria di Jasenovac

Il Campo di concentramento di Jasenovac, creato dallo Stato Indipendente di Croazia, retto da Ante Pavelić con il pieno appoggio dell'Italia fascista e della Germania nazista[1], fu il più grande campo ustascia[2].
Si trova nei pressi dell'omonimo paese sulle rive del fiume Sava, ad un centinaio di chilometri a sud-est di Zagabria, vicino all'attuale confine croato-bosniaco[3].

Fu articolato in cinque campi.

I primi priornieri furono rinchiusi nei campi di Krapje (Jasenovac I) e Bročica (Jasenovac II) il 23 agosto 1941. Questi due campi furono chiusi nel novembre del 1941[3], mentre gli altri tre campi, allestiti in seguito, Ciglana (Jasenovac III), Kozara (Jasenovac IV), Stara Gradiška (Jasenovac V), continuarono a funzionare fino alla fine della guerra[4].

Vi trovarono la morte serbi, bosniaci, sloveni, zingari, ebrei, croati e musulmani, quali oppositori politici e religiosi[4]. Molti erano bambini di età compresa fra i tre mesi e i quattordici anni. Le stime del numero di vittime nel campo di Jasenovac differiscono enormemente[4]; una di esse varia da 100.000 e 700.000[5].

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  1. ^ Jasenovac Concentration Camp
  2. ^ CAMPS IN THE INDEPENDENT STATE OF CROATIA
  3. ^ a b JASENOVAC CONCENTRATION CAMP
  4. ^ a b c Jasenovac
  5. ^ Walter Laqueur (a cura di), Dizionario dell'Olocausto, Torino, Giulio Einaudi, 2004, ISBN 9788806164355. Si veda alla voce Jasenovac