Campo di concentramento di Jasenovac
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Il Campo di concentramento di Jasenovac fu il più grande campo di concentramento costruito nei Balcani durante la seconda guerra mondiale, creato dallo Stato Indipendente di Croazia, retto di fatto da Ante Pavelić, alleato delle potenze dell'Asse.
Si trova nei pressi dell'omonimo paese sulle rive del fiume Sava, ad un centinaio di chilometri a sud-est di Zagabria, vicino all'attuale confine croato-bosniaco. Venne edificato tra l'agosto '41 e il febbraio '42. I primi 2 campi, Krapje e Bročica, furono chiusi nel novembre del 1941, mentre i 3 campi più nuovi continuarono a funzionare fino alla fine delle ostilità, nell'aprile 1945:
- Ciglana (Jasenovac III)
- Kozara (Jasenovac IV)
- Stara Gradiška (Jasenovac V)
Vi trovarono la morte ebrei, serbi, zingari, musulmani e oppositori politici croati. Molti erano bambini di età compresa fra i tre mesi e i quattordici anni. Le stime delle vittime degli Ustaša nel campo di Jasenovac variano da 56.000 a 97.000. Di questi, fra 45.000 e 52.000 furono i serbi, mentre il numero di ebrei è molto difficile da determinare, stimandolo fra gli 8.000 e i 20.000.
Questo numero va inserito nel contesto più generale degli spaventosi massacri avvenuti nello Stato Indipendente di Croazia fra il 1941 e il 1945: vennero eliminati fra i 330.000 e 390.000 serbi (il numero è soggetto a fortissime variazioni e manipolazioni da parte dei nazionalisti croati, che tendono a sottovalutarlo a meno di 30.000, e i serbi che invece lo aumentano a quasi un milione), 32.000 ebrei (esclusi gli ebrei spediti in Germania) e circa 26.000 rom, all'interno di un folle disegno intessuto di purezza etnica croata e fanatismo religioso cattolico.
Il comandante del campo era Vjekoslav "Maks" Luburić, a cui era affidato il comando sull'area dello stato croato che è circondata dalla Drina: era per questo detto General Drinjanin (Generale della Drina).
Jasenovac fu diretto tra gli altri dall'ufficiale ustaša Dinko Šakić, preso in Argentina nel 1998. Chiamato a giudizio nel suo Paese insieme all'amante Nada Luburić, negarono ogni accusa ma furono condannati a 20 anni di carcere (20 aprile).
Una tra le efferatezze maggiori fu eseguita da Petar Brzica, studente di legge, che nella notte del 29 agosto 1942 (per scommessa) uccise 1360 prigionieri sgozzandoli con lo srbosjek e fu nominato "Re delle gole tagliate".
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) (HR)(SR) United States Holocaust Memorial Museum
- Jasenovac Research Institute
- Fotografie e prove storiche del massacro di Jasenovac
- (DE) Il campo di concentramento di Jasenovac
- (EN) (HR)(SR)Comitato per Jasenovac della Sacra Assemblea dei vescovi della Chiesa Ortodossa Serba
- Articolo OB sul campo di Jasenovac

