Gaswagen

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Un Gaswagen (traducibile dal tedesco come "camion a gas") è un particolare tipo di autocarro rinominato dai prigionieri "camion della morte", utilizzato dai nazisti come arma di distruzione di massa mobile che ha anticipato le camere a gas per lo sterminio di un grande numero di ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Questo tipo di autocarro fu originariamente inventato dai sovietici nel 1936 per l'eliminazione fisica dei bersagli delle Grandi Purghe.[1]

Gaswagen durante il nazismo[modifica | modifica sorgente]

I camion erano prodotti da imprese tedesche quali la Diamond e la Opel Blitz e dalla svizzera Saurer. Il funzionamento era abbastanza semplice. Questo tipo di veicoli aveva la capacità di contenere stipate un certo numero di persone nel cassone posteriore. Questo veniva sigillato internamente, e il cassone, in cui veniva fatto confluire il gas di scarico del motore, funzionava quindi da camera a gas, uccidendo le persone alloggiate al suo interno con l'azione del monossido di carbonio (CO).[2]

Dato che questi camion spesso necessitavano di manutenzione, i prigionieri potevano vedere come erano costruiti, anche al loro interno. Dalle loro testimonianze si sa che questi mezzi presentavano un lungo tubo di scarico, che faceva sì che il gas di scarico fuoriuscito rientrasse all'interno del vano di carico, dove i condannati ricevevano il loro veleno.[3]

Al suo interno il camion presentava un pavimento in assi di legno come le future "docce a gas", pareti laterali di colore bianco, con la porta stagna per non permettere ai gas iniettati di fuoriuscire.[3]

Robert Mohr, uno dei comandanti delle SS, può essere indicato come uno degli artefici di questa tipologia di camion. Alla sua unità che operava nei pressi di Stalino (oggi Donec'k) furono assegnati alcuni Gaswagen, a proposito dei quali dichiarò:[4]

« Vidi soltanto esternamente il "camion a gas" del Sonderkommando che incontrai a Stalino. Era un grande veicolo grigio che assomigliava ad una specie di autobus senza finestre. »
(Robert Mohr)

Altro ufficiale nazista implicato nello sviluppo di questi mezzi di distruzione di massa fu Walter Rauff.

Fin dall'inizio si preferì usare questo sistema per eliminare i prigionieri. Le fucilazioni di massa erano anti-economiche per la mentalità nazista e richiedevano molto più tempo. Nonostante i suoi vantaggi rispetto alle armi tradizionali, questa tecnica presentava alcuni svantaggi. Un primo punto a sfavore era la lentezza con cui i condannati morivano: ci volevano circa 20 minuti prima che rimanessero completamente asfissiati. Inoltre la loro morte non era per nulla tranquilla; le vittime morendo producevano forti urla, che, oltre a disturbare, potevano essere sentite anche da grandi distanze.

Questo sistema di sterminio fu abbandonato negli anni, poiché non riusciva a seguire il ritmo della logica di sterminio nazista. Oltretutto, alcuni dei militari addetti allo sterminio venivano colpiti da depressione, e conseguentemente si suicidavano, a causa dello spostamento dei corpi inerti dai camion alle fosse comuni. Anche per la loro lentezza nello sterminare i poveri destinati, nel 1943 si scoprì che un insetticida come il zyklon B usato in agricoltura era in grado di velocizzare le operazioni di sterminio. Dopo alcuni studi della Bayer e della IG Farben si passò all'utilizzo di questo fitofarmaco nelle camere a gas.

Esempi di utilizzo da parte dei nazisti[modifica | modifica sorgente]

Alcuni prigionieri del campo di sterminio di Chełmno destinati ad entrare nei camion

Polonia[modifica | modifica sorgente]

A Chełmno[modifica | modifica sorgente]

Nel campo di sterminio di Chełmno, nei pressi dell'omonima città polacca erano attivi tre (forse quattro) camion che venivano adoperati come camere a gas. Dei tre, uno poteva contenere fino a 150-175 persone ed era probabilmente un Magirus.[5] Nel caso in cui si trasportassero bambini, il camion ne poteva contenere fino a 200. Gli altri due mezzi che erano in grado di trasportare 100 uomini erano un Opel Blitz e un Diamond Reo.[3][5]

In un archivio delle SS fu trovato un documento che recita:

« [...] Nel giro di sei mesi, tre di questi camion hanno "trattato" 97.000 "pezzi" senza inconvenienti di sorta.[6] »
A Kozminek[modifica | modifica sorgente]

A fine novembre 1941 a Kozminek in Polonia 700 ebrei furono asfissiati mediante l'utilizzo dei Gaswagen, nel campo di Bornhagen.[7]

Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

A Rostov[modifica | modifica sorgente]

A Rostov-sul-Don, in Russia, Mohr continuò le sue operazioni con i Gaswagen con l'aiuto di un tale di nome Heidelberger, dove vennero uccisi con il gas anche dei soldati russi precedentemente catturati.[4]

A Mineral'nye Vody[modifica | modifica sorgente]

Anche a Mineral'nye Vody (Russia) furono utilizzati i camion per sterminare gli ebrei. In particolare tra il 9 e il 10 settembre del 1942 circa 2000 ebrei vennero uccisi, taluni fucilati, altri soffocati con il gas.[7]

Ucraina[modifica | modifica sorgente]

A Stalino[modifica | modifica sorgente]

A Stalino in Ucraina Robert Mohr iniziò la sua sperimentazione con un Gaswagen, portato direttamente da Berlino sotto ordine dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich, dal SS-Hauptscharführer Sackenreuther, che successivamente ebbe il solo compito di far funzionare il camion. Il 30 settembre 1941 le truppe ebbero a disposizione questi veicoli.[7] Tra il marzo e l'aprile 1942 grazie ad un camion di circa 5 tonnellate contenente circa 60 persone Mohr sterminò molti ebrei. Gli sterminatori dell'Einsatzgruppen successivamente dovevano rimuovere i cadaveri, spesso sporchi di urina e feci, e buttarli in un pozzo di una miniera.[4]

A Poltava[modifica | modifica sorgente]

A Poltava sempre in Ucraina a inizio novembre 1941 furono utilizzati per la prima volta i Gaswagen.[7]

A Minsk[modifica | modifica sorgente]

Anche a Minsk (Bielorussia) furono usati i Gaswagen. Infatti il GeneralKommissar Bielorusso Wilhelm Kube in un comunicato del 31 luglio 1942 informa il suo superiore che nelle ultime dieci settimane sono stati eliminati anche mediante l'utilizzo dei camion 55.000 ebrei, 10.000 solo a Minsk tra il 29 e il 30 luglio.[7]

Gaswagen nell'Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

I Gaswagen furono anche usati dai sovietici durante le Grandi purghe staliniste negli anni trenta.[1] Il capo della sezione moscovita del Narodnyj komissariat vnutrennich del (NKVD) Isai D. Berg voleva soffocare gruppi di prigionieri con fumi provenienti dai motori di un camioncino camuffato per la produzione di pane. Il risultato di ciò si trova in una fossa comune a Butovo, dove circa 20.000 prigionieri furono uccisi e successivamente bruciati.[8]

Aleksandr Isaevič Solženicyn in un suo controverso lavoro storico intitolato Due secoli insieme reclama l'invenzione dei Gaswagen all'Unione Sovietica nel 1937, e in particolare al capo del NKVD dell'Oblast' di Mosca, Isaiah Berg. Ma, secondo le ricerche di A. A. Milchakov, questa rivendicazione non è mai stata provata anche perché Berg fu ucciso nella Grande Purga del 1939.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Catherine Merridale. Night of Stone: Death and Memory in Twentieth-Century Russia. Penguin Books, 2002 ISBN 0-14-200063-9 p. 200
  2. ^ Lo sterminio degli ebrei
  3. ^ a b c La storia di Simon
  4. ^ a b c Robert Mohr
  5. ^ a b Chelmno - Kulmhof
  6. ^ Lager in Polonia
  7. ^ a b c d e deportazione: prima dei lager
  8. ^ Timothy J. Colton. Moscow: Governing the Socialist Metropolis. Belknap Press, 1998. ISBN 0-674-58749-9 p. 286
  9. ^ (RU) А.И. Солженицын, Двести лет вместе, vol. 2, Москва, Русский путь, 2002, p. 297. ISBN 5-85887-151-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]