Miklós Horthy

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Miklós Horthy de Nagybánya
Horthy the regent.jpg

Reggente del Regno d'Ungheria
Durata mandato 1º marzo 1920 –
15 ottobre 1944
Primo ministro Károly Huszár
Sándor Simonyi-Semadam
Pál Teleki
István Bethlen
Gyula Károlyi
Gyula Gömbös
Kálmán Darányi
Béla Imrédy
Pál Teleki
Ferenc Keresztes-Fischer (ad interim)
László Bárdossy
F. Keresztes-Fischer (ad interim)
Miklós Kállay
Döme Sztójay
Géza Lakatos
Predecessore Károly Huszár (ad interim)
Successore Ferenc Szálasi

Dati generali
Partito politico Indipendente
Professione Ammiraglio

Miklós Horthy de Nagybánya (Kenderes, 18 giugno 1868Estoril, 9 febbraio 1957) è stato un ammiraglio e politico austro-ungarico, Reggente d'Ungheria dal 1920 al 1944.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Horthy nacque in una cittadina nell'attuale provincia di Jász-Nagykun-Szolnok da una famiglia calvinista della piccola nobiltà ungherese.

Destinato fin dal principio a una carriera militare, fece ben presto una notevole carriera e dal 1909 al 1914 prestò servizio come aiutante dell'imperatore Francesco Giuseppe. Verso la fine della prima guerra mondiale raggiunse il grado di contrammiraglio e divenne infine l'ultimo comandante supremo della imperial-regia marina austro-ungarica.

In seguito al crollo dell'Impero austro-ungarico e alla formazione di un governo comunista da parte di Béla Kun, nel 1919 Horthy appoggiò il controgoverno anticomunista formatosi a Seghedino, di cui divenne ministro della guerra con lo scopo di opporsi al regime di Kun. Horthy uscì vittorioso e alla testa delle truppe anticomuniste fece il suo ingresso a Budapest il 16 novembre 1919.

Il nuovo governo si affrettò a ristabilire la monarchia in Ungheria, ma un ritorno degli Asburgo parve in quel momento politicamente irrealizzabile alla luce del nuovo assetto dei paesi dell'Europa centrale. Per questa ragione l'assemblea nazionale ungherese proclamò il 1º marzo 1920 Horthy capo provvisorio dello Stato col titolo di reggente (ungherese: kormányzó).

La politica estera dell'era Horthy[modifica | modifica wikitesto]

L'ammiraglio Horthy dovette innanzitutto accettare le dure condizioni del trattato di pace del Trianon (1920), per effetto del quale l'Ungheria perse due terzi della propria superficie territoriale e della propria popolazione d'anteguerra, assieme alla propria secolare condizione di Stato multietnico. Successivamente però si pose al vertice di una politica revisionista che col motto "nem, nem, soha!" ("no, no, mai!") mirava a riottenere i territori perduti e a ricostituire il regno di Santo Stefano fino alle proprie frontiere storiche.

Conscio della debolezza militare del proprio paese, ma anche dell'antipatia verso gli Asburgo diffusa in vaste fasce della popolazione, Horthy impedì nel 1921 due disperati tentativi dell'ex re Carlo d'Asburgo di fare ritorno in Ungheria. Nel secondo caso addirittura ricorrendo all'uso delle armi a Budaörs, presso le porte di Budapest (29 ottobre 1921). Horthy volle con ciò scongiurare un'aggressione militare da parte degli Stati della Piccola Intesa (Cecoslovacchia, Romania e Regno di Jugoslavia), alleanza militare che aveva per l'appunto tra i suoi obiettivi quello di ostacolare una restaurazione asburgica.

Di fronte all'eccessiva debolezza politico-militare dell'Ungheria per sostenere una politica revisionista, Horthy cercò di rompere l'isolamento magiaro avvicinandosi negli anni Trenta all'Italia fascista e all'"austrofascismo" di Engelbert Dollfuss, politica che culminò con i Protocolli di Roma del 17 marzo 1934. Dell'avvicinamento all'Italia è testimonianza la visita di Stato del 1936, durante la quale Horthy, il 26 novembre, visitata Roma e il Palazzo del Quirinale e reso omaggio al Milite ignoto presso l'Altare della patria, presenziò a una rivista navale nel golfo di Napoli con Vittorio Emanuele III e Mussolini, a bordo dell'incrociatore Zara[1].

In seguito all'ascesa della Germania nazista, la maggiore potenza revisionista del continente, la politica ungherese iniziò a immaginare possibile una revisione dei trattati di pace con il sostegno di Berlino e Roma. Questo avvicinamento trovò i primi frutti con la Conferenza di Monaco e con il susseguente Primo Arbitrato di Vienna del 2 novembre 1938, che attribuì all'Ungheria vaste porzioni della Slovacchia meridionale, abitate da magiari.

Durante la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La politica interna dell'era Horthy[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene nel periodo tra le due guerre l'Ungheria non sia mai diventata completamente una dittatura e il parlamento non fosse stato completamente esautorato, la reggenza di Horthy fu caratterizzata tuttavia dai tratti di un regime autoritario.

Come profondo conservatore Horthy ebbe sempre l'obiettivo di mantenere inalterato l'ordine sociale ungherese, per cui mantenne i privilegi dell'aristocrazia e ne difese il ruolo portante dello Stato. Negli anni di governo si scostò parzialmente dalla radicalità del "programma di Seghedino", cui tuttavia aveva aderito; pur volendo integrare paternalisticamente i lavoratori e i contadini nel nuovo Stato, Horthy non introdusse alcuna sostanziale riforma agraria per non ledere gli interessi della nobiltà. Durante il regime di Horthy si assistette anche alla creazione di leggi discriminatorie nei confronti degli ebrei. Già nel 1921 infatti, sotto il governo del Primo Ministro Pál Teleki, venne emanata una legge che fissava un numero chiuso per gli studenti universitari in base alle percentuali delle etnie presenti in Ungheria. Per gli ebrei, che costituivano all'epoca circa il 20% della popolazione universitaria ungherese, venne fissato il tetto del 6%. Quella del 1921 fu la prima legislazione di questo tipo adottata in Europa dopo la fine della prima guerra mondiale. La legislazione antiebraica intesa come tale venne introdotta nel 1938 dal governo di Kálmán Darányi con nuove disposizioni discriminatorie che, di fatto, prepararono il terreno alle successive deportazioni naziste.

Nel corso degli anni l'ammiraglio Horthy tese sempre più a estendere i propri poteri a spese del parlamento, fino ad avvicinarsi al ruolo di monarca, al punto che nel 1937 gli mancavano solamente la supremazia sulla Chiesa cattolica, l'ereditarietà della carica e il diritto di conferire titoli nobiliari.

Horthy rimase al vertice della "monarchia senza re" fino alla sua deposizione e arresto nel 1944 da parte dei tedeschi, in seguito al fallito tentativo di un armistizio separato con l'Unione Sovietica.

L'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Liberato dopo il 1945 su pressioni degli Stati Uniti, fu risparmiato dalle accuse di crimini contro l'umanità e riparò in esilio in Portogallo. Negli ultimi suoi anni di vita difese sempre la propria politica estera revisionista e dichiarò di aver solamente agito per il bene della sua patria. Secondo quanto scrisse nelle sue memorie, fu turbato dal fallimento della rivoluzione ungherese del 1956. Nel suo testamento scrisse di non essere sepolto in Ungheria "fino a quando l'ultimo soldato russo non l'avesse lasciata". La sepoltura nella cittadina natale di Kenderes avvenne infatti solo nel 1993, due anni dopo che le truppe sovietiche avevano lasciato l'Ungheria, e fu oggetto di controversie[2].

Horthy ha avuto due figli, Miklós Horthy jr e István Horthy.

Imbarchi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1896 Fregattenleutnant (fregatthadnagy - Sottotenente)
  • 1900 Linienschiffleutnant (sorhajóhadnagy - Tenente)
  • gennaio 1901 SMS Sperber (comandante)
  • 1902 SMS Kranich (comandante)
  • giugno 1908 SMS Taurus (comandante)
  • agosto 1908 SMS Kaiser Karl VI (GDO-Gesamtdetailoffizier-Primo ufficiale, temporaneo)
  • 1 gennaio 1909 Korvettenkapitän (korvettkapitány - capitano di corvetta comandante)
  • 1 novembre 1909 Aiutante di campo dell'imperatore
  • 1 novembre 1911 Fregattenkapitän (fregattkapitány - capitano di Fregata comandante)
  • dicembre 1912-marzo 1913 SMS Budapest (comandante)
  • 20 gennaio 1914 Linienschiffskapitän (sorhajókapitány - Capitano di Vascello comandante)
  • agosto 1914 SMS Habsburg (comandante)
  • dicembre 1914 SMS Novara (comandante)
  • 1 febbraio 1918 SMS Prinz Eugen (comandante)
  • 27 febbraio 1918 Konteradmiral (ellentengernagy - Contrammiraglio)
  • 27 febbraio 1918 Comandante in capo della flotta (ultimo comandante della Marina Militare Austrungarica)
  • 30 ottobre 1918 Vizeadmiral (altengernagy - Vice ammiraglio)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austro-ungariche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria
Cavaliere di gran croce dell'ordine militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine militare di Maria Teresa
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona ferrea
Croce al merito militare di III classe con decorazione di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito militare di III classe con decorazione di guerra
Medaglia d'oro al merito militare Signum Laudis - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito militare Signum Laudis
Croce d'onore per 25 anni di anzianità di servizio militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'onore per 25 anni di anzianità di servizio militare

Onorificenze ungheresi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce con collare dell'ordine al merito della Repubblica ungherese - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce con collare dell'ordine al merito della Repubblica ungherese

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Casa di Borbone - Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Casa di Borbone - Francia)
Gran croce dell'Ordine al merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine al merito (Cile)
Cavaliere dell'ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1940
Croce della libertà per il servizio civile di I classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della libertà per il servizio civile di I classe (Estonia)
Cavaliere di I classe dell'ordine della Stella bianca (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'ordine della Stella bianca (Estonia)
Cavaliere di I classe dell'Ordine della Croce dell'aquila (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine della Croce dell'aquila (Estonia)
Commendatore di gran croce dell'ordine della Rosa bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di gran croce dell'ordine della Rosa bianca (Finlandia)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila tedesca (Germania nazista) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila tedesca (Germania nazista)
Croce di cavaliere dell'Ordine della Croce di ferro (Germania nazista) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine della Croce di ferro (Germania nazista)
Gran cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
Stella di Gallipoli (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria Stella di Gallipoli (Impero ottomano)
Cavaliere di gran croce dell'ordine dell'Aquila rossa (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine dell'Aquila rossa (Impero tedesco)
Croce di ferro di I classe (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di ferro di I classe (Impero tedesco)
Croce di cerro di II classe (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cerro di II classe (Impero tedesco)
Commendatore di gran croce dell'ordine delle Tre stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di gran croce dell'ordine delle Tre stelle (Lettonia)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
Cavaliere dell'ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
— 1929
Collare dell'ordine di Mohammed Ali (Regno d'Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'ordine di Mohammed Ali (Regno d'Egitto)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro)
Gran croce dell'ordine della Corona del re Zvonimiro (Regno di Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'ordine della Corona del re Zvonimiro (Regno di Croazia)
Cavaliere di gran croce dell'ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria)
Cavaliere di gran croce dell'ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Jugoslavia)
Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1930
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1930
Cavaliere di gran croce dell'ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1930
Cavaliere dell'ordine dello Speron d'oro (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dello Speron d'oro (Santa Sede)
Collare dell'ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'ordine di Carlo III (Spagna)
— 1942
Cavaliere dell'ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine dei Serafini (Svezia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Napoli - Grande rivista navale presente il reggente d'Ungheria, Istituto Luce.
  2. ^ Perlez, Jane, '"Reburial is Both a Ceremony and a Test for Today's Hungary," New York Times, 5 September 1993.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Horthy, Memorie: Una vita per l'Ungheria, Roma, Ed. Corso, 1956
  • (EN) Mario D. Fenyo, Hitler, Horthy, and Hungary, Yale University Press, New Haven 1972. ISBN 0-300-01468-6
  • (EN) Thomas L. Sakmyster, Hungary's admiral on horseback: Miklós Horthy, 1918-1944, New York, Columbia University Express, 1994. ISBN 0-88033-293-X

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