Ordine supremo della Santissima Annunziata

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Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Annunziaten.jpg
Il collare dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Kingdom of Savoy.svg Flag of the Kingdom of Sardinia.svg Flag of Italy (1861-1946).svg Coat of arms of the House of Savoy.svg
Ducato di Savoia, Regno di Sardegna
Regno d'Italia, Casa Savoia
Tipologia Ordine dinastico
Motto FERT
Status cessato
(concesso solo privatamente)
Capo Vittorio Emanuele di Savoia o Amedeo di Savoia-Aosta (disputa in corso, vedi qui)
Istituzione 1362
Primo capo Amedeo VI di Savoia
Gradi Cavaliere (classe unica)
Precedenza
Ordine più alto -
Ordine più basso Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Order of the Most Holy Annunciation BAR.svg
Nastro dell'ordine
Placca dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata.

L'Ordine Supremo della Santissima Annunziata è la massima onorificenza di Casa Savoia. Precedentemente era stata la massima onorificenza del Regno di Sardegna prima, e del Regno d'Italia poi.

Trattandosi di un ordine di origine familiare antecedente l'unità nazionale, esso continua ad essere conferito in maniera privata da parte della Casa di Savoia, e nei manuali di araldica è annoverato fra i massimi ordini europei quale l'Ordine della Giarrettiera[1]. La Repubblica Italiana non riconosce quest'Ordine.

Attualmente (2011) fanno parte dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata: Amedeo di Savoia, Aimone di Savoia, Vittorio Emanuele di Savoia, Emanuele Filiberto di Savoia, l'imperatore Akihito del Giappone, Maurizio d'Assia, capo della Casa di Assia-Kassel, il re di Spagna Juan Carlos I, Simeone II di Bulgaria, il cardinale Angelo Sodano, l'ambasciatore Pellegrino Ghigi, Costantino II di Grecia, Alessandro Karađorđević, il granduca Henri del Lussemburgo, Michele I di Romania, Alfredo Solaro del Borgo, Carlo del Württemberg, il re Alberto II dei Belgi, Duarte di Braganza, duca di Braganza, Nicola II del Montenegro, Georgij Aleksandrovič Romanov e Mariano Hugo di Windisch-Graetz.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'ordine, inizialmente chiamato "Ordine del Collare", venne fondato da Amedeo VI di Savoia in occasione del matrimonio della sorella Bianca con Galeazzo II Visconti nel 1362. L'ordine del collare, il cui scopo era di "indurre unione e fraternità tra i potenti sicché si evitassero le guerre private", era riservato ai nobili più illustri e fedeli e la regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro "fratelli". Le insegne originarie erano costituite da un collare d'argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I "Milites Collaris Sabaudiae", così come erano chiamati gli insigniti, erano in origine limitati a quattordici, sotto la guida di Amedeo VI, primo gran maestro dell'ordine, per un totale complessivo di quindici membri ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine[2].

Amedeo VIII di Savoia diede la prima regolamentazione ufficiale dell'ordine e della sua decorazione, stabilendo che, nel collare, fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della Rosa d'Oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato. Carlo Giovanni Amedeo di Savoia diede nuovi statuti all'ordine, che prese il nome di Ordine Supremo della Santissima Annunziata. Inoltre fece inserire nel vano formato dai tre nodi un medaglione con l'immagine dell'Annunziata. Il numero di cavalieri venne aumentato a venti.

I primi statuti dell'ordine, quelli dati da Amedeo VI, sono andati perduti. Quelli tramandati fino ad oggi sono gli statuti modificati da Amedeo VIII di Savoia nel 1429. In seguito, Emanuele Filiberto Testa di Ferro aggiunse che l'ammissione all'ordine era subordinata alla dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Vittorio Amedeo II secolarizzò l'ordine. Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l'investitura all'ordine potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona.

Al momento dell'investitura il nuovo cavaliere riceve due collari se è italiano (i cosiddetti "gran collare" e "piccolo collare"), oppure un collare solo se si tratta di cittadino straniero (solo il "piccolo collare"). I grandi collari sono sempre gli stessi, e gli insigniti, al momento dell'investitura, devono promettere di testamentarne per gli eredi la restituzione a Casa Savoia. Da qui si comprende, dunque, che ogni singolo gran collare abbia una propria storia ed un proprio elenco di possessori, elenco che viene annotato in un cartiglio sul coperchio della scatola del collare. Al momento dell'investitura il nuovo insignito si sceglie il gran collare fra quelli disponibili. Il piccolo collare, invece, non doveva essere restituito e restava come dono alla famiglia del cavaliere.

Gli insigniti sono esentati dal pagamento di tasse e imposte, sono "cugini del re" (al quale possono dare del "tu"), hanno il titolo di "eccellenza", la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato, il diritto agli onori militari e diventano ipso facto gran croci dell'Ordine della Corona d'Italia e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Contrariamente agli altri ordini sabaudi (Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Ordine della Corona d'Italia ed Ordine Civile di Savoia), le cui candidature vengono proposte e vagliate da commissioni, per il Collare dell'Annunziata il conferimento è a totale discrezione del Capo della Casa.

Le insegne[modifica | modifica sorgente]

Stefano Brambilla, Cavaliere della Santissima Annunziata con il gran manto dell'Ordine, da Vittorio Amedeo Cigna Santi, Dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata (1784), manoscritto in Biblioteca Reale di Torino, St. patria 759

Le attuali insegne dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da una grande collana (denominata "gran collare") in oro, formata da quattordici maglie alte 3 centimetri, dentro ognuna delle quali ci sono le ultime due e le prime due lettere del moto FERT serrate da un nodo sabaudo, chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Le maglie sono fra loro separate da quattordici rose d'oro, alternativamente smaltate sette di bianco e sette di rosso. Dal collare, al centro, scende un pendente in oro pieno, del diametro di 4,2 centimetri e sospeso da tre catenelle, racchiuso da tre nodi sabaudi e con, nel mezzo, l'immagine della Santissima Annunziata ornata con smalti bianchi, rossi e blu. Il gran collare può essere indossato solo dai cavalieri italiani e solo in alcune determinate occasioni dell'anno (ad esempio, il giorno della Festa dello Statuto Albertino o il giorno di Natale).

Il "piccolo collare", invece, è una versione più piccola del gran collare, può essere indossato sia dai cavalieri italiani che da quelli stranieri e si può utilizzare in tutti i giorni dell'anno.

La placca dell'ordine è circolare, con raggi d'oro sul bordo, recante al centro l'immagine della santissima Annunziata. Il nastro dell'ordine è rosso.

Divisa.Annunziata.png
Nastro
Order of the Most Holy Annunciation BAR.svg
Cavaliere

Significato simbolico[modifica | modifica sorgente]

Il collare, simbolicamente, ha il duplice significato di vincolo di fedeltà e di dominio. In questo simbolo è evidente come Amedeo VI di Savoia volesse tenere uniti i suoi migliori cavalieri attraverso un patto di fratellanza, ma nello stesso tempo all'esclusivo suo servizio.

I nodi sabaudi, in origine, erano anche denominati "nodi del Signore", "lacci di Salomone" o "nodi d'amore". A proposito di quest'ultima definizione, Luigi Cibrario accampa l'ipotesi che il simbolo adottato da Amedeo VI derivasse da un dono ricevuto da una misteriosa dama, consistente in un bracciale formato da una ciocca di capelli intrecciata. Questa teoria è anche rafforzata dal colore verde dell'abito del conte, che nel medioevo era considerato il colore di Venere.

Ancora più controverso è il significato dell'acronimo "FERT", aggiunto sul collare nel 1409 da Amedeo VIII. Tra tutte le ipotesi la più probabile è che sottintenda la frase "Foedere et religione tenemur", alludendo al patto cavalleresco ed al profondo legame religioso dell'ordine. È possibile, però, che l'acronimo derivi dal verbo ferre, cioè portare o sopportare, riferito alla devozione verso la Vergine Maria o alle pene da "sopportare" per la devozione mariana. Suggestiva è anche l'ipotesi che FERT non sia altro che la contrazione di ferté, dall'arcaico forteresse o fermeté[3].

La forte connotazione mariana dell'ordine divenne palese nel 1518 per opera di Carlo III, detto il Buono, che arricchì il collare del pendaglio raffigurante l'Annunciazione e mutò il nome da "Ordine del Collare" a "Ordine Supremo della Santissima Annunziata".

Elenco dei cavalieri della santissima Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Creati da Vittorio Emanuele I[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1821: Marchese Stefano Manca di Villahermosa e Santacroce, Gran Maestro d'Artiglieria nei Regi Stati, inviato al Consiglio di Verona nel 1822 dal nuovo Re Carlo Felice, già Duca del Genevese.

Creati da Vittorio Emanuele II[modifica | modifica sorgente]

Cavour ritratto con le insegne dell'Ordine, 1860 circa

Creati da Umberto I[modifica | modifica sorgente]

Creati da Vittorio Emanuele III[modifica | modifica sorgente]

Creati da Umberto II[modifica | modifica sorgente]

Varie[modifica | modifica sorgente]

  • Nella galleria del Castello Ducale di Agliè vi sono 72 ritratti di Cavalieri dell'Ordine della santissima Annunziata, commissionati dalla regina Maria Cristina tra il 1845 e il 1847. Sono opere per la maggior parte del pittore astigiano Michelangelo Pittatore e dei pittori Frigiolini, Malnate e Pratesi (che eseguirono ciascuno sei tele). In realtà, tranne pochi ritratti di cavalieri dell'Ottocento, si tratta quasi interamente di opere di fantasia, la più parte delle quali copiate da celebri ritratti di maestri italiani del Cinque-Seicento. Si veda in proposito: Lucia Calzona, I ritratti dei cavalieri della Santissima Annunziata, in Il Castello di Agliè. La Galleria alle tribune, a cura di D. Biancolini, Torino, Celid, 2006.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Goffredo di Crollalanza, "Giornale Araldico Genealogico Diplomatico", n°1, vol. 1, 1873.
  2. ^ I primi cavalieri di quest'ordine, nominati da Amedeo VI dal 1362 al 1383, furono: Amato, conte di Ginevra; Antonio, conte di Beaujeu e di Dombes; Ugo di Chalon, barone di Arlay; Aimone di Ginevra, signore di Anton e di Varey; Giovanni di Vienna, signore di Rollan; Guglielmo di Grandson, signore di Saint-Croix; Guglielmo di Chalamon, signore di Meximiueux e di Monteney; Rolando de Veissy; Stefano, signore di Saint-Denis; Gaspare, signore di Montmayeur; Barle de Forax; Thennard, signore di Mentone; Amato di Bonivard; Riccardo Musard.
  3. ^ F.Cuomo, Gli ordini cavallereschi, Newton & Compton libri, Roma, 1998

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • François Capré, Catalogue des chevaliers de l’Ordre du Collier de Savoye, dict de l’Annonciade, Turin, B. Zavatta, 1654
  • Trattato grandioso e la serie generale de cavalieri del supremo Ordine della SS. Annunziata con suo blasone eroico ed eccellente nel qual si vedono le divise delle famiglie di quei eroi e grandi personaggi che furono elletti cavalieri o cancellieri di questo supremo Ordine per il corso di quatto passati secoli e più, con una dichiarazione di titoli e freggi alli medesimi dovuti e acquistati. Il tutto novamente ideato poi disposto e unito nell’augusta città di Torino da un suo cittadino l’anno MDCCLXV, manoscritto presso la Biblioteca della Provincia di Torino (già di proprietà della famiglia Arborio Gattinara),
  • Vittorio Amedeo Cigna Santi, Serie cronologica de' cavalieri dell'ordine supremo di Savoia detto prima del Collare indi della Santissima Annunziata, Torino, Stamperia reale, 1786
  • Vittorio Amedeo Cigna Santi, Memorie istoriche dell’Ordine Supremo di Savoia, detto prima del Collare indi della Santissima Annunziata, manoscritto presso la Biblioteca Reale di Torino, Ms. Storia Patria 759
  • Cronologia de’ sovrani capi, de’ cavalieri, uffiziali ed araldi del Supremo Ordine del Collare detto della Santissima Annunziata già più volte pubblicata, ed ora continuata sino a tutto il 1821 anno primo del glorioso regno di S.S.R.M. il re Carlo Felice XXII capo e sovrano d’esso Ordine, Carmagnola, 1822.
  • Gaudenzio Claretta, Memorie storico-critiche sull’Ordine cavalleresco del Collare di Savoia nel primo secolo della sua fondazione, Torino 1883.
  • Dino Muratore, La fondazione dell’Ordine del Collare della SS. Annunziata, Torino, 1909;
  • Dino Muratore, A propos de la date de fondation de l’Ordre du Collier, dit de l'Annonciade, in «La Savoie litteraire et scientifique», V (1910), f. 3, pp. 105-107;
  • Dino Muratore, Les origines de l’Ordre du Collier, dit de l’Annonciade, in «Archives héraldiques suisses» , XXIII (1909), pp. 5-12, 59-66; XXIV (1910), pp. 8-16. 72-88, 372-373.
  • Mario Bori, L’Ordine del Collare della SS. Annunziata secondo nuovi inediti documenti, in «Bollettino Storico Bibliografico Subalpino», XIX (1914), pp. 145-168.
  • Vittorio Pruna Tola, L’Ordine Supremo della Santissima Annunziata. Seicento anni di storia (1362-1962), Milano, 1963,
  • D'A. J. D. Boulton, The monarchical orders of Knighthood in Later Medieval Europe. 1325-1520, The Boydel Press, Woodbridge, 2000, pp. 250-270
  • Elisabetta Giuriolo, Scheda n. 248, in Blu, rosso e oro. Segni e colori dell'araldica in carte, codici e oggetti d'arte, catalogo della mostra, a cura di I. Massabò Ricci, M. Carassi, L.C. Gentile, Milano, Electa, 1998, pp. 230-231.
  • Laurent Ripart, Du Cygne noir au Collier de Savoie : genèse d’un ordre monarchique de chevalerie (milieu XIVe-début XVe siècle), dans L’affermarsi della corte sabauda. Dinastie, poteri, élites in Piemonte e Savoia fra tardo medioevo e prima età moderna, a cura di Luisa C. Gentile e Paola Bianchi, Torino, Zamorani, 2006, p. 93-113.
  • Laurent Ripart, Sociabilité aristocratique et religion princière. L’exemple des ordres princiers de chevalerie savoyards (milieu XIVe-milieu XVe siècle), in Les lieux de sociabilité à la fin du Moyen Âge, atti del convegno (Grenoble, 19-20 avril 2002), a cura di Pierrette Paravy e Ilaria Taddei, Grenoble, Cahiers du CRHIPA, 2006, pp. 75-91
  • Andrea Merlotti, Le ambizioni del duca di Savoia. La dimensione europea degli ordini cavallereschi sabaudi fra Cinque e Seicento, in Guerra y Sociedad en la Monarquía Hispánica. Política, Estrategia y Cultura en la Europa Moderna (1500-1700), atti del convegno (Madrid, marzo 2005), a cura di H. Garcìa Hernan e D. Maffi, Madrid, 2006, vol. 2, pp. 661-690.
  • Tomaso Ricardi di Netro, L'Ordine dell'Annunziata, in La reggia di Venaria e i Savoia. Arti, magnificenza e storia di una corte europea, catalogo della mostra (Reggia di Venaria, 12 ottobre 2007 – 30 marzo 2008), a cura di E. Castelnuovo, W. Barberis, P. Cornaglia, M. Di Macco, S. Ghisotti, T. Ricardi di Netro, C.E. Spantigati, Torino, Allemandi, 2007, vol. 2, p. 63
  • Massimliano Caldera, Ritratto di cavaliere dell'Annunziata (Francesco di Lussemburgo Saint-Pol, visconte di Martgues), 1520/30, in La reggia di Venaria e i Savoia, cit., vol. 2, pp. 63-64
  • Laura Marino, Gran collare e collare della Santissima Annunziata, in La reggia di Venaria e i Savoia, cit., vol. 2, p. 67
  • Luisa C. Gentile, Riti ed emblemi: processi di rappresentazione del potere principesco in area subalpina, XIII-XVI secc., Torino, Zamorani, 2008
  • Luisa C. Gentile, Insegna dell'Ordine del collare (1382); Statuti dell'Ordine del collare di Savoia (1409/34), in Cavalieri. Dai Templari a Napoleone, catalogo della mostra (Reggia di Venaria, 28 novembre 2009-11 aprile 2010), a cura di A. Barbero e A. Merlotti, Milano, Electa, 2009, pp. 290-291, 292-293
  • Andrea Merlotti, Disegno del collare dell'ordine dell'Annunziata , in Cavalieri. Dai Templari a Napoleone, cit., pp. 294-295
  • Luciano Faverzani, Collare con pendente dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata ; Gran collare dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata, in Cavalieri. Dai Templari a Napoleone, cit., pp. 295, 372.
  • Andrea Merlotti, Quando muore un «grande». Funerali di cortigiani alla corte sabauda da Carlo Emanuele III a Carlo Felice (1730-1831), in La mort curiale. Normes, usages, contraintes, atti del convegno (Losanna, 11-12 giugno 2010), a cura di B. Andenmatten ed E. Pibiri, Losanna, 2014
  • Paolo Cozzo, «Quest’abito è di onore e di religione». La dimensione religiosa degli ordini cavallereschi sabaudi nella prima età moderna, in corso di stampa

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