Ducato di Lucca

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Ducato di Lucca
Ducato di Lucca – Bandiera Ducato di Lucca - Stemma
Ducato di Lucca - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Ducatus Lucensis
Lingue parlate Italiano
Capitale Lucca
Politica
Forma di governo Monarchia
(ducato)
Capo di Stato duca
Capo di Governo presidente del buon governo[1]
Organi deliberativi Consiglio di Stato
Nascita 1815 con Maria Luisa di Spagna
Causa Congresso di Vienna
Fine 1847 con Carlo Lodovico
Causa Trattato con Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Parma e successiva abdicazione del Duca Carlo Lodovico
Territorio e popolazione
Economia
Valuta Lira lucchese
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Classi sociali Nobili, clero, borghesi, contadini
Ducato di Lucca - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of France.svg Lucca e Piombino
Succeduto da Bandiera del granducato di Toscana (1562-1737 ).png Toscana

Stato preunitario dell'Italia centro-settentrionale, il Ducato di Lucca, occupava una parte delle odierne province di Lucca, Massa e Carrara e Pistoia. Facevano parte del Ducato la valle del Serchio, con porzione della Garfagnana (attuali territori di Minucciano, Castiglione di Garfagnana, quasi interamente Gallicano e parte di Fosciandora, Coreglia Antelminelli, Pescaglia, Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano), parte della Versilia (attuali territori di Massarosa, Viareggio e Camaiore), parte della riviera Apuana (attuale comune di Montignoso) e la pianura lucchese (attuali comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Villa Basilica e parte di quelli di Altopascio e Pescia).[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lucca.

Il Ducato di Lucca nacque nel 1815 per decisione del Congresso di Vienna che nominò duca Carlo Ludovico di Borbone, con reggenza alla madre Maria Luisa di Borbone-Spagna. Il Congresso aveva infatti statuito, come per le altre repubbliche italiane spazzate via da Napoleone, di non restaurare la vecchia Repubblica di Lucca, ma di mantenere comunque in vita lo Stato affidandolo ai Borboni. La soluzione fu aspramente contestata con vive proteste da Maria Luisa, che chiedeva la propria restaurazione a Parma. Questo portò all'atto addizionale di Parigi del 1817, in cui si precisava che, alla morte di Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, duchessa di Parma, il ducato padano sarebbe tornato ai Borbone, mentre il Ducato di Lucca sarebbe stato annesso dal Granducato di Toscana. [3]

Il governo di Maria Luisa[modifica | modifica wikitesto]

La Duchessa Maria Luisa era un'assolutista convinta e profondamente cattolica. La politica restauratrice della sovrana si mosse quindi secondo le linee esseziali di rendere alla chiesa tutta l'importanza che aveva perso durante il dominio francese e di sovrintendere personalmente all'attività dei suoi ministri. Con puntiglio Maria Luisa volle riconsegnare alla chiesa lucchese i beni che i governi precedenti avevano confiscato e, in taluni casi, l'Arcivescovo di Lucca Filippo Sardi, finì per moderare l'ardore della duchessa. Il Palazzo Ducale subì notevoli lavori che lo resero sfarzoso ed adeguato al cerimoniale di corte che ricalcava quello spagnolo. La sovrana però non volle introdurre misure di polizia troppo severe e favorì con grande larghezza di vedute la pubblica istruzione riformando l'Università di Lucca e dotandola di strutture di avanguardia (teatro anatomico, gabinetti di Fisica, Chimica e Farmacologia, Specola astronomica, Orto Botanico). Nel campo delle infrastrutture molto importante fu la costruzione della carrozzabile Lucca - Modena attraverso la Foce a Giovo. Maria Luisa di Borbone-Spagna morì nel 1824 ed il figlio assunse piena sovranità con il nome di Carlo Lodovico. [4]

Il governo di Carlo Lodovico[modifica | modifica wikitesto]

Moneta con effigie del duca e Infante di Spagna
Il duca Carlo Lodovico con l'abito dell'Ordine di San Giacomo, olio su tela (Parma)

Il giovane Duca decise di intraprendere una politica basata sul miglioramento delle vie di comunicazione e sull'incremento della formazione superiore. Come già la madre ebbe a cuore lo sviluppo della città di Viareggio e del suo porto. Emerse in questi anni la figura dell'architetto Lorenzo Nottolini che interpretò le volontà dei regnanti in modo da conferire alla città e al suo territorio molto del suo attuale carattere. Carlo Lodovico di Borbone promosse Bagni di Lucca non solo come centro termale, ma anche come ritrovo dell'aristocrazia e dell'alta borghesia di tutta Europa. Fu proprio in questo periodo che nacque il Casinò dei giochi di Bagni di Lucca, uno dei primi casinò europei. Dal punto di vista politico, almeno fino al 1835, il monarca mostrò una certa apertura, tanto da permettere a molti liberali altrove perseguitati di rifugiarsi nel Ducato. Anche in materia religiosa Carlo Lodovico mostrò notevole disinvoltura. Tra le altre cose autorizzò la costruzione, a Bagni di Lucca, di una chiesa protestante anglicana. Questo lo portò ad uno scontro con l'Arcivescovo e la Santa Sede che si risolse dando all'edificio, progettato da Giuseppe Pardini, l'aspetto di un palazzo. In un certo periodo si vociferò di una segreta conversione del Duca al protestantesimo, cosa scandalosissima per un Borbone. La tesi di una segreta conversione del Duca di Lucca è oggi accettata dalla gran parte degli storici. Il Duca però spendeva cifre ben superiori all'assegno personale che gli era conferito in virtù degli accordi internazionali che istituirono il ducato. La grave condizione delle finanze del regnante finì per mettere in crisi l'equilibrio interno dello stato.[5]

Nel 1847 la situazione si aggravò ulteriormente. Nello stato di Lucca le forze liberali moderate iniziarono a fare al Duca pressanti richieste di riforme. Nel mese di settembre Carlo Lodovico fu costretto a concedere la libertà di stampa e la guardia civica. Subito dopo il monarca fuggì a Massa (città del Ducato di Modena). In realtà erano già in corso trattatve segrete con i governi del Duca di Modena e del Granduca di Toscana; questo portò ad un accordo con il quale Carlo Lodovico rinunciava al trono di Lucca in favore del Granduca di Toscana Leopoldo II, mentre i territori lucchesi di Montignoso, Gallicano, Minucciano e Castiglione di Garfagnana venivano ceduti a Modena. La Toscana cedeva poi a Modena i suoi territori lunigianesi ad esclusione di Pontremoli che passava a Parma. Carlo Lodovico passò dunque a fare vita privata, ma improvvisamente Maria Luigia d'Asburgo-Lorena duchessa di Parma morì all'età di 54 anni (dicembre 1847) e l'ex Duca di Lucca divenne Duca di Parma.[6]

Ordini equestri[modifica | modifica wikitesto]

  • Ordine di San Lodovico del merito civile, fondato il 22 dicembre 1836

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovannini, p. 241
  2. ^ Repubblica.., p. 65
  3. ^ Verdile, p. 14
  4. ^ Giovannini, p. 242
  5. ^ Lucarelli, pp. 42-47
  6. ^ Giovannini, p. 243

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Repubblica, Principato e Ducato di Lucca, Franco Maria Ricci, Milano 1995.
  • Italo Farnetani, La Toscana dei Borbone culla della pediatria italiana e mondiale, Accademia “Maria Luisa di Borbone”, Viareggio - Grafiche Ancora, 2014. ISBN 978-88-95407-23-4
  • Francesco Giovannini, Storia dello Stato di Lucca, Maria Pacini Fazzi, Lucca 2003.
  • Giuliano Lucarelli, Lo sconcertante duca di Lucca Carlo Lodovico di Borbone, Maria Pacini Fazzi, Lucca 1986.
  • Nadia Verdile, Maria Luisa, la duchessa infanta, Maria Pacini Fazzi, Lucca 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]