Luigi Cibrario

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sen. Luigi Cibrario
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luigi cibrario by Stefano Bolognini.JPG
Luogo nascita Torino
Data nascita 23 febbraio 1802
Luogo morte Trobiolo
Data morte 1º ottobre 1870
Professione Magistrato, politico e storico
Legislatura I legislatura del Regno di Sardegna
Data 17 ottobre 1848
Incarichi parlamentari

Cariche:

  • Segretario (5 febbraio-30 marzo 1849) (31 luglio-20 novembre 1849) (24 dicembre 1849-22 maggio 1852, dimissionario) (26 novembre 1850-27 febbraio 1852) (9 marzo 1852-22 maggio 1852) (29 dicembre 1857-21 gennaio 1860) (11 aprile-28 dicembre 1860) (22 febbraio 1861-7 settembre 1865) (21 novembre 1865-13 febbraio 1867) (22 marzo 1867-19 novembre 1869, dimissionario)
  • Vicepresidente (2 giugno-1º ottobre 1870)

Commissioni:

  • Membro della Commissione di finanze (7 agosto al 29 novembre 1849) (5 febbraio 1851 al 27 febbraio 1852) (9 marzo 1852 al 21 novembre 1853) (14 giugno al 14 luglio 1858)
  • Membro della Commissione di agricoltura e commercio (2 gennaio al 19 novembre 1850)
  • Membro della Commissione sulle domande di congedo (4 giugno 1851 al 27 febbraio 1852)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sull'igiene pubblica e sull'esercizio delle professioni sanitarie (21 febbraio 1857)
  • Membro della Commissione per la revisione del regolamento del Senato (14 aprile 1860)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sul codice civile (2 luglio 1860) (27 febbraio 1861)
  • Membro della Commissione sui progetti di legge per l'ìstruzione pubblica (27 giugno 1867)
  • Commissario regio per sostenere la discussione delle leggi di finanze (13 luglio 1848)
Pagina istituzionale

Giovanni Antonio Luigi Cibrario (Torino, 23 febbraio 1802Trobiolo, 1º ottobre 1870) è stato uno storico, numismatico, magistrato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia ed origini[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Torino il 23 febbraio 1802, figlio del notaio Giovan Battista Cibrario (1764-1803) e di Maddalena Boggio (1765-1843).

La sua famiglia era originaria di Usseglio, nelle Valli di Lanzo, ove il nome Cibrario - in diverse forme - era assai diffuso, rimandando all'esercizio della professione di capraio. Il trisavo Giovanni Antonio Sebrari (Cibrario) nel 1708 acquistò la carica di sindaco di Usseglio, la quale conferiva la nobiltà personale. I suoi discendenti, tuttavia, esercitarono professioni borghesi, e non radicarono, quindi, nella famiglia l'appartenenza al secondo stato. Luigi Cibrario, restato quasi appena nato orfano di padre, e crescito nel difficile clima della Restaurazione, nel 1826 avanzò al governo la richiesta del riconoscimento della nobiltà famigliare, fondandola sul titolo esercitato dall'antenato, ma senza successo. Il procuratore generale del Regno, infatti, non ebbe difficoltà a dimostrare l'inconsistenza delle sue tesi, con un parere del 7 dicembre 1826. In ogni caso, Carlo Felice, che lo aveva preso in simpatia, il 9 febbraio 1827 lo creò nobile, concedendogli di non pagare la tassa richiesta a chi facesse il suo ingresso nel secondo stato in virtù «del servizio che da più anni egli ci presta». Antonio Manno trattando della famiglia Cibrario nel suo Patriziato subalpino, scrisse: «Separo quindi riconoscenti attrattive per lo storico, dalle invocate ed inani sue pretensioni nobiliari; mentre sarebbe stato bellissimo che si fosse vantato: tutto comincia in me».

L'inizio della carriera con Carlo Felice[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere frequentato il Collegio del Carmine, nel 1819 ottenne una borsa al Collegio delle Province della capitale sabauda, grazie alla quale egli poté frequentare l'Università degli Studi.

Nel gennaio 1824 si laureò in legge ed entrò come applicato volontario alla Segreteria di Stato agli affari interni, dove iniziò la sua carriera di funzionario sabaudo. Come scrisse egli stesso, per la sua formazione fu centrale il rapporto con Prospero Balbo, antico funzionario di Vittorio Amedeo III e poi ministro di Vittorio Emanuele I, la cui politica liberale e riformatrice fu la principale vittima dei moti del 1821.

Inizialmente si volse all'attività poetica. Già nel marzo 1820 aveva scritto un'ode per la nascita del figlio del principe di Carignano, il futuro Vittorio Emanuele II, che gli valse la riconoscenza di Carlo Alberto di Savoia, e nel 1825 pubblicò, presso l'editore torinese «Alliana e Paravia» un volume di Poesie.

In quello stesso 1825, però, egli pubblicò anche, presso lo stesso editore, le Notizie sopra la storia dei principi di Savoia, pensate per il pubblico della scuola e che ebbero un discreto successo. Carlo Felice di Savoia, per ricompensarlo, gli concesse il 10 gennaio 1826 il titolo d'intendente insieme alla reggenza di una divisione della Segreteria di Stato agli interni, e un anno dopo lo ammise fra le file della nobiltà.

Nel 1826 iniziò a dare saggi della propria attività di storico con la pubblicazione delle Notizie di Paolo Simeone de' Balbi da Chieri (Torino, Alliana e Paravia). L'opera era un'anticipazione di quelle che può considerarsi il suo primo lavoro scorcio importante, il trattato Delle storie di Chieri libri quattro (Torino, Alliana, 1827, 2 voll.). Nel frontespizio di tale opera egli si poteva definire finalmente come il «nobil uomo Luigi Cibrario». A tale opere fece seguito nel 1828 la raccolta Lettere inedite di principi e d'uomini illustri (Torino, Alliana, 1828). Pur presentandosi, ormai, come uno storico, Cibrario in tale epoca non abbandonò l'attività letteraria. Nel 1827, infatti, egli pubblicò, dal suo solito editore. la raccolta di poesie I fiori dell'Alpi: significativamente, però,in essa ad alcune poesie seguivano quattordici lettera sul problema delle origini di Casa Savoia.

Il 24 febbraio 1829 Carlo Felice di Savoia lo nominò Sostituto sovvrannumerario del procuratore generale del re nella Camera dei conti. Nel 1830, inoltre, il re lo chiamò a fare parte della Classe di Scienze morali dell'Accademia delle Scienze.

Nel frattempo, il 4 febbraio 1828 aveva sposato a Torino, nella Chiesa dei Santi Martiri, Marina Turinetti (1803-1836), da cui ebbe sette figli (di cui solo tre, però, un maschio e due femmine, giunti all'età adulta). Significativamente, egli volle chiamare il primogenito Prospero (1828-1832), in segno di riconoscenza al conte Balbo, che era stato suo mentore.

Quando, nell'aprile 1831, Carlo Felice morì, lasciando il trono a Carlo Alberto, Cibrario era ormai una delle personalità di maggior rilievo della cultura letteraria piemontese: funzionario e letterato, stava per iniziare per lui una delle fasi più importanti della sua carriera.

L'attività di storico per Carlo Alberto[modifica | modifica wikitesto]

Eletto senatore del regno il 17 ottobre del 1848[1],

Ministro con Vittorio Emanuele II[modifica | modifica wikitesto]

Fu ministro delle finanze nel governo d'Azeglio nel 1852, e della Pubblica Istruzione nel primo governo Cavour (1852-1855). Quando il Piemonte entrò nella guerra di Crimea, Cibrario sostituì Cavour come ministro degli esteri.

Nel 1856 fu nominato Primo presidente onorario di Corte d'appello.

Nel 1869 presiedette la Commissione Cibrario, istituita per dirimere vari problemi archivistici e formulare un regolamento delle biblioteche governative, Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali[2]

Fu anche alpinista e presidente della sezione di Torino del CAI; per sua iniziativa venne costruito il rifugio alpino che porta il suo nome.

Morì nel (1870) a Trobiolo, una frazione di Roè Volciano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Sclopis, Notizie della vita e degli studi del conte Luigi Cibrario, «Atti della Regia Accademia delle Scienze di Torino», VI (1870-71), pp. 63-92 [1]
  • Federico Odorici, Il conte Luigi Cibrario e i tempi suoi. Memorie storiche con documenti, Firenze, Civelli, 1872 [2]
  • Leone TettoniVita letteraria del conte Giovanni Antonio Luigi Cibrario, Torino, Eredi Botta, 1872 [3]
  • Mauro Vanzetti, Carlo Alberto e le ricerche sulle origini della Casa Savoia, «Bollettino Storico-bibliografico Subalpino», XXXVII (1935), pp. 396-417.
  • Maria Fubini Leuzzi, voce Cibrario, Luigi nel Dizionario biografico degli italiani, t. XXV, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1981, pp. 278-284 [4]
    • Gli studi storici in Piemonte dal 1766 al 1846: politica culturale e coscienza nazionale, «Bollettino Storico-bibliografico Subalpino», LXXXI (1983), pp. 113-192.
  • Gian Paolo Romagnani, Storiografia e politica culturale nel Piemonte di Carlo Alberto, Torino, Deputazione subalpina di storia patria, 1985, passim.
  • Piera Grisoli, L’uso politico della storiografia: Carlo Alberto e Luigi Cibrario, «Rivista di storia contemporanea», 1986, f. 1, pp. 1-37
  • Rinaldo Comba, Storia civile ed economia politica. Progetti e lavori storiografici di Luigi Cibrario nell’età della Restaurazione, in Piemonte risorgimentale. Studi in onore di Carlo Pischedda nel suo settantesimo compleanno, Torino, Centro studi piemontesi, 1987, pp. 209-231

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fra i suoi lavori principali sono:[3]

  • Documenti, sigilli e monete appartenenti alla storia della monarchia di Savoia raccolti in Savoia, in Isvizzera ed in Francia per ordine del re Carlo Alberto, Torino, 1833
  • Sigilli de’ principi di Savoia raccolte ed illustrate per ordine del re Carlo Alberto, Torino, Stamperia Reale, 1834 [5]
  • L'economia politica del Medioevo
  • Storia della monarchia di Savoia, Torino, Fontana, 1840-44, 3 voll. [6] [7]
  • Opusculi, Torino, Fontana, 1841 [8]
  • Storia di Torino, Torino, Fontana, 1846 [9]
  • Descrizione storica degli ordini cavallereschi, Torino, 1846 [10]
  • Descrizione storica degli ordini religiosi compilata sulle opere di Bonanni, d'Helyot, dell' Abate Tiron, Torino, Stamperia reale, 1845 [11] [12]
  • Delle artiglierie dal 1300 al 1700, Torino, 1847 [13]
  • Origini e progresso della monarchia di Savoia, Torino, Stamperia Reale, 1854 [14]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sabaude[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 27 dicembre 1850
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— marzo 1854
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
— 1º marzo 1834
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 25 marzo 1869
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1869

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Giuseppe (Granducato di Toscana) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Giuseppe (Granducato di Toscana)
Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo del Belgio
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Croce d'argento dell'Ordine del Salvatore (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'argento dell'Ordine del Salvatore (Grecia)
Cavaliere di V classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di V classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa
Cavaliere di III classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia)
Ufficiale dell'Aquila Rossa (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Aquila Rossa (Prussia)
Cavaliere dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo)
Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia)
Commendatore dell'Ordine di Vasa (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Vasa (Svezia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La scheda sul sito del Senato
  2. ^ Volume 55 di Sussidi eruditi, Viviana Pistarelli, Ed. di Storia e Letteratura, 2002, ISBN 88-8498-013-5, on-line su books.google.com Consultato il 26-10-2009
  3. ^ L'elenco completo delle opere di CIbrario è in Antonio Manno, L'opera cinquantenaria della Deputazione di storia patria, Torino 1884, pp. 234-248.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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