Guerra di Crimea
| Guerra di Crimea | |||
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| Data | 1854 – 1856 | ||
| Luogo | prevalentemente coste del Mar Nero; Mar Baltico | ||
| Esito | vittoria degli alleati | ||
| Modifiche territoriali | perdita delle isole del delta del Danubio da parte russa | ||
| Schieramenti | |||
| Comandanti | |||
| Effettivi | |||
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| Perdite | |||
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La maggior parte delle perdite da ambo le parti fu dovuta a malattie (specialmente all'epidemia di colera)
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La guerra di Crimea fu un conflitto combattuto, tra il 1853 e il 1856, dall'Impero russo contro l'Impero ottomano e i suoi alleati europei, una coalizione di stati formata da Regno Unito, Francia e Regno di Sardegna.
Indice |
[modifica] Cause
Attorno all'anno 1850 tutti gli stati europei avevano, nei confronti dell’impero Ottomano, l'idea, in parte corrispondente a verità, secondo la quale questo impero un tempo invincibile si trovasse sull’orlo dello sfacelo, tanto da essere soprannominato da tutti "il malato d'Europa”. Alla luce di questo è chiaro come tutti fossero in realtà nell'attesa del crollo per poi spartirsi i Balcani e la regione del Vicino Oriente. Ciò era causa di non poche tensioni per l'inconciliabilità tra gli espansionismi delle superpotenze del Continente. L'imperatore Nicola I riteneva che i contrasti per la supremazia in Europa effettivamente esistenti tra il Regno Unito e la Francia fossero insanabili, il che lo portò a pensare che il governo conservatore di Londra fosse amichevolmente disposto a diventare alleato della Russia e a spartirsi dopo una vittoria militare, l’impero Ottomano, eliminando o perlomeno riducendo, in questo modo, anche l'influenza francese. Al contrario, il ministro lord Russell non riteneva credibile un immediato sfacelo della Turchia. Ciononostante l'imperatore russo non comprese appieno la posizione britannica e perseverò nel ritenerla sua potenziale alleata nell'opposizione alla crescente potenza francese.
[modifica] Svolgimento del conflitto
Per tutta la durata del 1853 fervettero i preparativi allo scontro, con navi anglo-francesi in prossimità dei Dardanelli e le truppe terrestri russe che addirittura invasero i Principati danubiani di Moldavia e Valacchia, appartenenti all'Impero ottomano, e si difesero dalle isolate scorribande turche sul fronte del Caucaso.
Il 10 marzo dell'anno successivo, veniva firmata a Londra la convenzione Anglo-Francese per l'intervento, in seguito alla quale la regina Vittoria dichiarava ufficialmente guerra alla Russia; pochi giorni dopo lo stesso atto fu compiuto da Napoleone III. L'Austria, che nel febbraio 1854 aveva subordinato il proprio intervento al formale riconoscimento dei suoi domini in Italia da parte dell'Inghilterra e, non avendola ottenuta, si limitò ad offrire il suo appoggio diplomatico alla Turchia. La Prussia scelse di rimanere neutrale, lasciando così la Russia priva di alleati.
Vista la situazione, il Regno di Sardegna compì ogni sforzo per unirsi all'impresa: il presidente del Consiglio Cavour considerava infatti l'intervento un buon trampolino di lancio per entrare a far parte del gioco politico europeo, ed inviò un Corpo di Spedizione, nel 1855, che contava 18.000 soldati, capeggiati dal generale Alfonso La Marmora.[7]. L'esercito sardo fu impegnato in combattimento nella battaglia della Cernaia subendo 23 perdite. Molto alte furono invece le perdite dovute a malattia (colera), circa 2000.
Gli scontri avvennero nei Balcani, nel Mar Baltico, nel Mar Caspio ed in Crimea, sia sulla terraferma che sul Mar Nero, dove le navi anglo-francesi erano entrate ed attaccavano incessantemente, forti anche della spinta che veniva da terra, a cui partecipò anche l'Austria sul piano diplomatico, solo inizialmente neutrale, ed il Regno di Sardegna, il quale cercava di assicurarsi l'appoggio di Londra e Parigi al fine di un esito positivo delle sue aspirazioni di liberazione del Lombardo-Veneto dall'occupazione austriaca. Le numerose sconfitte riportate dalle forze zariste in Crimea e nel Mar Baltico alimentarono le tensioni nel paese, rafforzando le componenti contestatrici dell'opinione pubblica. L'opposizione al governo si fece sentire anche nei ceti più conservatori, tanto da spingere lo Zar a prendere in considerazione i quattro punti di resa propostogli dal conte Buol (Austria) a nome delle forze alleate, il cui fine era quello di limitare fortemente la presenza russa in oriente per evitare il rafforzamento dell'impero stesso.
Scontri molto duri, soprattutto dal punto di vista delle perdite umane, da una parte e dall'altra, si protrassero per buona parte del 1855, negli ultimi mesi del quale ci fu a Vienna una riunione per cercar di trovare una soluzione diplomatica al conflitto.
Tale soluzione tuttavia non venne trovata, tanto che si giunse a nuovi scontri ordinati dal giovane zar Alessandro II, che portarono però solo ad un'ennesima bruciante sconfitta da parte russa: dopo un anno di assedio la città di Sebastopoli, importante roccaforte russa, venne presa dagli alleati, mettendo così in luce le carenze militari della Russia. Prima che Sebastopoli cadesse, Nicola I era morto, lasciando al suo successore Alessandro II la necessità di scegliere tra una politica di sostanziali riforme o la rinuncia, per la Russia, al ruolo di grande potenza. Lo svolgimento della guerra e in particolare l'assedio di Sebastopoli furono seguiti per la prima volta dall'opinione pubblica europea grazie al telegrafo. Il conflitto si chiuse solamente nell'anno 1856, quando ad Alessandro II non rimase altra alternativa se non quella di tirar fuori il proprio paese da un conflitto dal quale non sarebbe mai potuto uscire vincitore. Le perdite di uomini ammontarono a circa 370.000 unità (le perdite totali delle forze in campo compresi i civili ammontarono a circa 1.000.000 di unità). Una epidemia di colera scoppiata nella regione aveva inoltre falcidiato la popolazione, non risparmiando neppure le truppe e le casse dello Stato non garantivano più sufficienti mezzi per la prosecuzione ulteriore delle operazioni belliche, neppure per far fronte alla pesante situazione sanitaria creatasi.
[modifica] Trattative di pace
| Per approfondire, vedi la voce Congresso di Parigi. |
Al congresso di pace di Parigi, l'Impero zarista accettò il principio di neutralità sul Mar Nero, e l'abbandono delle isole del delta del Danubio. Quando però il rappresentante britannico menzionò il Caucaso, col chiaro intento di bandirvi la Russia, i delegati di questo paese, avvertendo la mancanza di volontà dei Francesi di appoggiare tale richiesta, si opposero decisamente e con successo. Le perdite territoriali subite dalla Russia al congresso furono così modeste, che, come disse l'ambasciatore francese a Vienna, non era chiaro chi fosse il vincitore e chi il vinto.
Nel Baltico le flotte anglo-francesi, sotto gli ammiragli Sir Charles Napier e Parséval Duschènes, occupavano l'arcipelago delle Åland. Ma i risultati ottenuti sembrarono troppo meschini all'ammiragliato e il Napier fu sostituito dall'ammiraglio Dundas, il quale riuscì a fare ben poco, limitando ogni attività nel 1855 a bombardare gli arsenali della fortezza di Sveaborg. Ormai il desiderio di pace era unanime. Le trattative vennero facilitate dalla conquista di Kars, compiuta dall'esercito russo comandato dal generale Murav'ev, il 25 ottobre 1855, e la Russia, salvo l'onore nazionale, poteva accettare nuove proposte, trasmesse sotto forma di ultimatum dall'Austria, che dichiarò la solidarietà con gli alleati.
Il 16 gennaio lo Zar accolse le condizioni postegli e il 1 febbraio 1856 fu firmato a Vienna il protocollo che doveva servire da base alle trattative di pace. I trattati di pace, firmati a Vienna da Francia, Inghilterra e Russia, furono resi esecutivi al Congresso di Parigi (25 febbraio-3 marzo 1856).
[modifica] Influenza culturale
- Tolstoj partecipò all'assedio di Sebastopoli e ne trasse l'ispirazione per i Racconti di Sebastopoli.
- Tom Rapp, album Balaklava
http://www.youtube.com/results?search_query=rapp+balaklava&aq=f
- Uno dei pezzi classici del popolare gruppo Heavy Metal britannico Iron Maiden, dall'album Piece of Mind (1983) intitolato The Trooper, parla di una battaglia svoltasi durante questa particolare guerra, la cosiddetta "Carica della cavalleria leggera" inglese nella piana di Balaklava.
- Il romanzo di fantascienza ucronica dal titolo Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde (2001) è ambientato in un mondo immaginario in cui il conflitto viene combattuto fino all'anno 1985.
[modifica] Galleria
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Lo stato maggiore inglese (foto di Roger Fenton)
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Michajlo Latas noto come Omar Pascià
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La sottile linea rossa, dipinto di Robert Gibb, 1881, mostra il 93rd Sutherland Highlanders che si oppone alla cavalleria russa
[modifica] Note
- ^ Военная Энциклопедия, М., Воениздат 1999, т.4, стр.315
- ^ Napoleon III, Pierre Milza, Perrin edition, 2004
- ^ John Sweetman, Crimean War, Essential Histories 2, Osprey Publishing, 2001, ISBN 1-84176-186-9, p.89
- ^ Военная Энциклопедия, М., Воениздат 1999, т.4, стр.317
- ^ Clive Pointing, The Crimean War: The Truth Behind the Myth, Chatto & Windus, London, 2004, ISBN 0-7011-7390-4, p.344
- ^ Napoleon III, Pierre Milza, Perrin edition, 2004
- ^ Questo libro [1] (in formato PDF) propone un resoconto della spedizione sarda in Crimea
[modifica] Voci correlate
- Corpo di Spedizione Sardo in Crimea
- Diaspora dei Tatari di Crimea
- Inghilterra vittoriana
- Russia sotto Nicola I
- Politica estera russa dopo la guerra di Crimea
- Risorgimento
- Medaglia di Crimea
- Ossario italiano di Crimea
- Battaglia di Balaclava
- Trincea
- Florence Nightingale
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