Guerra di Crimea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Guerra di Crimea

Carica della brigata leggera
Data: 18531856
Luogo: prevalentemente coste del Mar Nero; Mar Baltico
Esito: vittoria alleati
Modifiche territoriali: perdita delle isole del delta del Danubio da parte russa
Schieramenti
Impero russo Impero ottomano
Secondo Impero francese
Regno Unito
Regno di Sardegna
Comandanti
Menchikov Saint-Arnaud
Canrobert
Pélissier,
Mac-Mahon
Lord Raglan
Charles John Napier,
Omar Pascià
Alfonso Lamarmora
Effettivi
710.000 circa [1] 1.000.000 circa
Perdite
522.000[2] [3] [4] [5] 374.000 circa[6]
La maggior parte delle perdite da ambo le parti fu dovuta a malattie (specialmente all'epidemia di colera)
Guerra di Crimea
SinopePetropavlovskAlmaBalaclavaInkermanSebastopoliEupatoriaTaganrogCernaiaKarsMalakoff

La guerra di Crimea fu un conflitto combattuto dal 1853 al 1856 dalla Russia zarista contro una coalizione di stati europei alleati dell'Impero ottomano, tra cui Regno Unito, Francia e Regno di Sardegna.

Indice

[modifica] Cause

Cartina storica della penisola di Crimea nel 1888

È necessario precisare che attorno all'anno 1850 tutta l’Europa aveva nei confronti dell’impero Ottomano un'idea, in parte corrispondente a verità, secondo la quale questo impero si trovava sull’orlo dello sfacelo, tanto da essere soprannominato da tutti "il malato d'Europa”. Alla luce di questo è chiaro come tutti fossero in realtà nell'attesa del crollo per poi spartirsi i Balcani e la regione del Vicino Oriente. Ebbe così inizio il conflitto.

L'imperatore Nicola I pensava che i contrasti per la supremazia in Europa effettivamente esistenti tra il Regno Unito e la Francia fossero insanabili, il che lo portò a pensare che il governo conservatore di Londra fosse amichevolmente disposto nei confronti della Russia, per eliminare o perlomeno ridurre l'influenza francese, e che si sarebbe giunti presto, dopo la vittoria, alla spartizione dell’impero Ottomano. Il ministro lord Russell invece pensava che non ci fosse ragione di ritenere immediato lo sfacelo della Turchia. Ciononostante l'imperatore russo non comprese appieno la posizione britannica e perseverò nel ritenerla sua alleata nell'opposizione alla crescente potenza francese.

[modifica] Svolgimento del conflitto

Per tutta la durata dell'anno 1853 fervettero i preparativi allo scontro, con navi anglo-francesi in prossimità dei Dardanelli e le truppe terrestri russe che addirittura invasero la Moldavia e la Valacchia e si difesero dalle isolate scorribande turche sul fronte del Caucaso.

Lo stato maggiore inglese

Nel marzo dell'anno successivo, la regina Vittoria dichiarava ufficialmente guerra alla Russia; pochi giorni dopo lo stesso atto fu compiuto da Napoleone III. Anche il Regno di Sardegna si unì all'impresa: il presidente del Consiglio Cavour considerava infatti l'intervento un buon trampolino di lancio per entrare a far parte del gioco politico europeo, ed inviò un Corpo di Spedizione nel 1855 che contava 18.000 soldati, capeggiati dal generale Alfonso Lamarmora e che subì appena 23 caduti in combattimento nella battaglia della Cernaia ma circa 2000 per malattie (colera). L'Austria offrì alla Turchia appoggio diplomatico e la Prussia scelse di rimanere neutrale, lasciando così la Russia priva di alleati.

Omar Pascià
Bombardamento di Bomarsund
La flotta russa distrugge quella ottomana nella battaglia navale di Sinope. Dipinto di Iwan Aiwasowski

Gli scontri avvennero nei Balcani, nel Mar Baltico, nel Mar Caspio ed in Crimea, sia sulla terraferma che sul Mar Nero, dove le navi anglo-francesi erano entrate ed attaccavano incessantemente, forti anche della spinta che veniva da terra, a cui partecipò anche l'Austria sul piano diplomatico, solo inizialmente neutrale, ed il Regno di Sardegna, il quale cercava di assicurarsi l'appoggio di Londra e Parigi al fine di un esito positivo delle sue aspirazioni di liberazione del Lombardo-Veneto dall'occupazione austriaca. Le numerose sconfitte riportate dalle forze zariste in Crimea e nel Mar Baltico alimentarono le tensioni nel paese, rafforzando le componenti contestatrici dell'opinione pubblica. L'opposizione al governo si fece sentire anche nei ceti più conservatori, tanto da spingere lo Zar a prendere in considerazione i quattro punti di resa propostigli dal conte Buol (Austria) a nome delle forze alleate, il cui fine era quello di limitare fortemente la presenza Russa in oriente per evitare il rafforzamento dell'impero stesso.
Scontri molto duri, soprattutto dal punto di vista delle perdite umane, da una parte e dall'altra, si protrassero per buona parte del 1855, negli ultimi mesi del quale ci fu a Vienna una riunione per cercar di trovare una soluzione diplomatica al conflitto.

La sottile linea rossa, dipinto di Robert Gibb, 1881, mostra la carica del 93rd Sutherland Highlanders contro la cavalleria russa a Balaklawa
Il campo di Balaklava nella guerra di Crimea
Pianta dell'assedio di Sebastopoli

Tale soluzione tuttavia non venne trovata, tanto che si giunse a nuovi scontri ordinati dal giovane zar Alessandro II, che portarono però solo ad un'ennesima bruciante sconfitta da parte russa: dopo un anno di assedio la città di Sebastopoli, importante roccaforte russa, venne presa dagli alleati, mettendo così in luce le carenze militari della Russia. Prima che Sebastopoli cadesse, Nicola I era morto, lasciando al suo successore Alessandro II la necessità di scegliere tra una politica di sostanziali riforme o la rinuncia, per la Russia, al ruolo di grande potenza.[7]

Il conflitto si chiuse solamente nell'anno 1856, quando ad Alessandro II non rimase altra alternativa se non quella di tirar fuori il proprio paese da un conflitto dal quale non sarebbe mai potuto uscire vincitore. Le perdite di uomini ammontarono a circa 370.000 unità (le perdite totali delle forze in campo compresi i civili ammontarono a circa 1.000.000 di unità). Una epidemia di colera scoppiata nella regione aveva inoltre falcidiato la popolazione, non risparmiando neppure le truppe e le casse dello Stato non garantivano più sufficienti mezzi per la prosecuzione ulteriore delle operazioni belliche, neppure per far fronte alla pesante situazione sanitaria creatasi.

[modifica] Trattative di pace

Per approfondire, vedi la voce Congresso di Parigi.

Al congresso di pace di Vienna, l'Impero Zarista accettò il principio di neutralità sul Mar Nero, e l'abbandono delle isole del delta del Danubio. Quando però il rappresentante britannico menzionò il Caucaso, col chiaro intento di bandirvi la Russia, i delegati di questo paese, avvertendo la mancanza di volontà dei Francesi di appoggiare tale richiesta, si opposero decisamente e con successo. Le perdite territoriali subite dalla Russia al congresso furono così assai modeste. Come disse l'ambasciatore francese a Vienna, non era chiaro chi fosse il vincitore e chi il vinto.

Nel Baltico la flotta anglo-francese, sotto gli ammiragli Sir Charles Napier e Parséval Duschènes, occupavano l'arcipelago delle Åland. Il Napier, sembrando troppo meschini i risultati ottenuti, fu sostituito dall'ammiraglio Dundas il quale anch'esso riuscì a fare ben poco, limitando ogni attività nel 1855 a bombardare gli arsenali della fortezza di Sveaborg. Ormai il desiderio di pace era unanime. Le trattative vennero facilitate dalla conquista di Kars, compiuta dall'esercito russo comandato dal generale Muraview, il 25 ottobre 1855, e la Russia, salvo l'onore nazionale, poteva accettare nuove proposte, trasmesse sotto forma di ultimatum dall'Austria, che dichiarò la solidarietà con gli alleati.

Il 16 gennaio lo Zar accolse le condizioni postegli e il 1 febbraio 1856 fu firmato a Vienna il protocollo che doveva servire da base alle trattative di pace. I trattati di pace, firmati a Vienna da Francia, Inghilterra e Russia, furono resi esecutivi al Congresso di Parigi (25 febbraio-3 marzo 1856).

[modifica] Influenza culturale

  • Uno dei pezzi classici del popolare gruppo Heavy Metal britannico Iron Maiden, dall'album Piece of Mind (1983) intitolato The Trooper, parla di una battaglia svoltasi durante questa particolare guerra, la cosiddetta "Carica della cavalleria leggera" inglese nella piana di Balaklava.

[modifica] Note

  1. ^ Военная Энциклопедия, М., Воениздат 1999, т.4, стр.315
  2. ^ Napoleon III, Pierre Milza, Perrin edition, 2004
  3. ^ John Sweetman, Crimean War, Essential Histories 2, Osprey Publishing, 2001, ISBN 1 84176 186 9, p.89
  4. ^ Военная Энциклопедия, М., Воениздат 1999, т.4, стр.317
  5. ^ Clive Pointing, The Crimean War: The Truth Behind the Myth, Chatto & Windus, London, 2004, ISBN 0 7011 7390 4, p.344
  6. ^ Napoleon III, Pierre Milza, Perrin edition, 2004
  7. ^ Lo svolgimento della guerra e in particolare l'assedio di Sebastopoli furono seguiti per la prima volta dall'opinione pubblica europea grazie al telegrafo

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

  • guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra

Strumenti personali