Valli di Lanzo

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Valli di Lanzo
Panorama dalla Punta Lunelle (Traves); al centro il santuario di Santa Cristina (Ceres)
Panorama dalla Punta Lunelle (Traves); al centro il santuario di Santa Cristina (Ceres)
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Torino Torino
Località principali Lanzo Torinese, Germagnano, Traves, Pessinetto, Ceres, Ala di Stura, Balme, Viù, Lemie, Usseglio, Cantoira, Chialamberto, Groscavallo, Monastero di Lanzo e Coassolo
Comunità montana Comunità Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone
Fiume Stura di Lanzo
Cartografia
Mappa della Valle
Sito internet

Le Valli di Lanzo (in piemontese Valade 'd Lans, in francoprovenzale Valàdes at Lans) sono tre valli delle Alpi Graie piemontesi, comprese tra la Valle dell'Orco a Nord e la Val di Susa a Sud. Prendono il nome dalla cittadina di Lanzo Torinese, posta su un'antica morena glaciale al termine delle valli. Sono solcate da vari torrenti (in ogni valle chiamati Stura), che confluiscono nel fiume Stura di Lanzo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Le tre valli[modifica | modifica sorgente]

Da Nord verso Sud si incontrano:

La Val Grande di Lanzo si unisce alla Val d'Ala a Ceres; di qui le due valli scendono congiunte attraverso gli abitati di Mezzenile e Pessinetto; nel comune di Traves si uniscono alla Valle di Viù e di qui proseguono insieme, incrociando l'abitato di Germagnano fino ad arrivare a Lanzo Torinese.

A Lanzo la Stura riceve in sinistra idrografica le acque di un'altra importante valle laterale, quella del torrente Tesso.

Monti[modifica | modifica sorgente]

L'Uia di Ciamarella, la vetta più alta delle valli di Lanzo.

Le Valli di Lanzo sono contornate da alcune delle maggiori vette del Piemonte, soprattutto lungo la linea di confine con la Francia. Partendo da nord e scendendo verso sud incontriamo:

Valichi alpini[modifica | modifica sorgente]

Le valli di Lanzo sono valli chiuse, ovvero non hanno dei facili valichi alpini di collegamento con la Francia e con le valli italiane vicine. Si possono tuttavia indicare i seguenti colli raggiungibili attraverso sentiero:

Fa eccezione il Colle del Lys, percorso dalla provinciale che collega Viù con la bassa Valle di Susa, e in parte anche il Colle del Colombardo, per il quale transita una strada sterrata che da Villa di Lemie raggiunge Condove.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Valle di Lanzo vista dal Santuario di Sant'Ignazio.

In epoca storica nelle Valli di Lanzo si stabilirono popolazioni taurine di origine celto ligure, denominati Graioceli. La romanizzazione comportò la sistemazione di una strada che da Augusta Taurinorum (Torino) portava ai valichi dell'Autaret e dell'Arnas in Val di Viù. Nel Medioevo le valli venivano dette Mategasche, proprio dalla città di Mathi, situata prima di Balangero. Proprio in questo periodo in queste valli si estendeva la signoria del vescovo di Torino. Nel mentre i Savoia si erano già insediati in Caselle e Ciriè e si impadronirono delle valli poco dopo il XIII sec.

Il territorio della valli di Lanzo conobbe, come peraltro gran parte delle Alpi occidentali, un notevole aumento della popolazione tra Settecento e Ottocento e raggiunsero un picco demografico verso la fine del XIX secolo. Nel corso del XX secolo tale tendenza si invertì e molti dei comuni delle valli arrivarono a perdere anche più del 70 % della propria popolazione, che si spostò in genere nei centri industriali della pianura piemontese o all'estero. Una delle conseguenze di tale calo demografico fu la soppressione di molti comuni: varie borgate della zona oggi censite come frazioni erano infatti comuni autonomi fino all'inizio del Novecento. Tra questi possono essere citati paesi ricchi di storia come Bonzo[1], infeudato alla potente famiglia dei conti Valfrè, oppure Col San Giovanni, sede della più antica chiesa delle valli.[2].

Dal 25 giugno 1944 alla fine di settembre dello stesso anno le Valli di Lanzo furono protagoniste dell'instaurazione dell'omonima Repubblica partigiana.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Dalla fine del XIX secolo le valli di Lanzo sono collegate con la città di Torino con la ferrovia Torino-Ceres, la prima ferrovia d'Europa elettrificata con corrente continua ad alta tensione. Tale ferrovia raggiunse nel 1916 il comune di Ceres.

In seguito alla disastrosa alluvione del 1994 la ferrovia era attiva soltanto fino a Germagnano; il tratto da Germagnano a Ceres era assicurato con pullman sostitutivi; dal 14 novembre 2008 il servizio ferroviario è tornato sull'intera tratta da Torino a Ceres.

Le valli sono inoltre collegate con il capoluogo attraverso le strade provinciali n.1 detta, appunto, "Direttisima delle Valli di Lanzo" e n° 2 "di Germagnano"

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Soprattutto all'inizio del XX secolo le Valli di Lanzo hanno conosciuto una forte vocazione turistica, legata soprattutto al turismo estivo delle famiglie agiate di Torino. In questi ultimi anni questa vocazione si è alquanto spenta anche per la mancanza di grandi strutture dedicate al turismo invernale.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Torcetti di Lanzo

Tra i prodotti alimentari tipici delle valli di Lanzo possono essere ricordati la toma, i torcetti, le paste di meliga e il salame di turgia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luigi Clavarino, Saggio di corografia: statistica e storica delle Valli di Lanzo, Stamperia della Gazzetta del popolo, 1867, pp. 111-112.
  2. ^ CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA (fraz. Col San Giovanni), pagina sul sito istituzionale www.comune.viu.to.it (consultato nel luglio 2014)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]