Via dei Fori Imperiali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°53′29.56″N 12°29′23.9″E / 41.891544°N 12.489972°E41.891544; 12.489972

Parata su via dei Fori Imperiali (allora "via dell'Impero") poco dopo la sua realizzazione
Via dei Fori Imperiali oggi

La via dei Fori Imperiali, già via dell'Impero, è una strada moderna di Roma, che riprende l'attuale nome dai resti degli antichi Fori imperiali, che attraversa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area occupata dai resti degli antichi edifici fu interessata nel Medioevo dal sorgere di abitazioni, chiese e monasteri, fino alla radicale trasformazione voluta, alla fine del XVI secolo, dal cardinale Michele Bonelli, nativo di Alessandria, che vi realizzò il quartiere denominato "Alessandrino".

Una massiccia opera di demolizione dell'intero quartiere venne effettuata, per decisione dello stesso Benito Mussolini, tra il 1924 e il 1932 per l'apertura di una grande strada che doveva collegare simbolicamente il Colosseo a Piazza Venezia; l'arteria prese il nome di "via dell'Impero", per ricordare l'Impero Romano, al quale il Fascismo si ispirava nella simbologia e al quale faceva sempre riferimento nelle vari occasioni della vita pubblica. La via venne inaugurata il 28 ottobre del 1932. Mussolini, a cavallo, tagliò il nastro inaugurale e sulla nuova via sfilarono i mutilati della grande guerra, come ideale ricongiungimento dell'abnegazione patriottica moderna con il ricordo della potenza antica. Il nome di "via dell'Impero" fu attribuito anche ai tratti di strada oltre la piazza del Colosseo, divenuta raggiungibile con l'eliminazione dell'antica collina della Velia, con le attuali vie "di San Gregorio" (tra l'Arco di Costantino e il Circo Massimo) e "delle Terme di Caracalla".

Dopo il 1945 il primo tratto di via dell'Impero fu rinominato "via dei Fori Imperiali". Il 2 giugno vi si svolge la parata militare per la festa della Repubblica Italiana.

Pur essendo nota dalle fonti storiche l'estensione e la rilevanza delle rovine sottostanti le demolizioni fasciste, i terreni su cui sorgeva il quartiere Alessandrino furono all'epoca semplicemente spianati, reinterrando percorsi stradali, fondazioni rinascimentali e murature romane sottostanti. Una vasta campagna di scavi sistematici su tutti e quattro i Fori fu poi avviata nel 1998[1], nel quadro dell'ipotesi, discussa a partire dagli anni ottanta, di eliminare la via per ragioni archeologiche, in quanto essa copre i resti dei Fori imperiali, tagliando semplicemente al centro l'area archeologica. La strada ha continuato comunque a essere aperta al transito per diversi anni, salvo essere chiusa al traffico veicolare trasformandola in zona pedonale la domenica e tutti gli altri giorni festivi. Nel frattempo, l'identificazione dei vari Fori (difficilmente distinguibili l'uno dall'altro, agli occhi del turista generico), è assicurata da statue degli imperatori eponimi - copie moderne di originali classici - lungo il percorso, in corrispondenza dei diversi Fori. Si comincia (venendo da piazza Venezia), con Traiano sulla sinistra (Foro di Traiano) e Giulio Cesare sulla destra (Foro di Cesare); seguono, sulla sinistra, Augusto (Foro di Augusto) e Nerva (Foro di Nerva).

Il 3 agosto 2013, alle ore 05:30, è scattato il divieto di transito ai mezzi privati di Via dei Fori Imperiali, nel tratto compreso tra Largo Corrado Ricci ed il Colosseo. L’area è al centro di un grande progetto di valorizzazione, che proseguirà con la realizzazione, entro il mese di dicembre, della pista ciclabile. Il tram 8, già collegato a Piazza Venezia, dovrebbe essere in futuro l’unico mezzo di trasporto che, prolungando la linea fino a via Labicana, può percorrere l’area dei Fori, intersecando il collegamento con la Metro B. La pedonalizzazione dei Fori sarà il primo passo verso la riunificazione del "più grande parco archeologico del mondo", che avrà come suo cuore pulsante i Fori Imperiali pedonalizzati[2].

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalla stazione Colosseo.
Metropolitana di Roma C.svg
Sarà raggiungibile, al termine dei lavori, dalle stazioni: Fori Imperiali/Colosseo e Piazza Venezia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per un'idea d'insieme del progetto di Recupero Fori imperiali si veda la Scheda sintetica di Capitolium.org
  2. ^ Pedonalizzazione via dei Fori Imperiali: al via il 3 agosto con una notte di festa Comune Roma Capitale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sovraintendenza Comunale ai Musei Gallerie Monumenti e Scavi, Gli anni del Governatorato (1926-1944), Collana Quaderni dei monumenti, Roma, Edizioni Kappa, 1995. ISBN 88-7890-181-4:
  • Silvana Rizzo Medugno, Archeologia e arredo urbano in via dei Fori Imperiali tra il 1870 e il 1945, pp. 47-52.
  • Valter Vannelli, Le case dei Mercati Traianei tra la piazza del Foro, via Alessandrina e via di Campo Carleo: premesse su via dei Fori Imperiali, pp. 25-38.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]