Campo di concentramento di Herzogenbusch

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Coordinate: 51°39′48″N 5°15′28″E / 51.663333°N 5.257778°E51.663333; 5.257778

La recinzione di Kamp Vught. A questo campo di concentramento è dedicato un diario, intitolato appunto Kamp Vught, pubblicato in Olanda nel marzo 2007 a firma di Helga Deen

KZ Herzogenbusch è il nome di un campo di concentramento nazista istituito nei Paesi Bassi durante la seconda guerra mondiale alla periferia della città di 's-Hertogenbosch ed è conosciuto anche con il nome in lingua olandese Kamp Vught, dal nome della cittadina di Vught, presso cui sorgeva.[1]

Questo lager è stato uno dei pochi campi di concentramento insediati ufficialmente dal regime del Terzo Reich in paesi dell'Europa occidentale esterni alla Germania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il campo rimase in funzione dal gennaio 1943 al settembre 1944. In questo lasso di tempo vi furono internate circa trentunmila persone: ebrei, prigionieri politici, combattenti della Resistenza, zingari, testimoni di Geova, omosessuali, senzacasa, contrabbandieri, criminali comuni ed ostaggi. Di costoro, 749 - fra bambini, donne, uomini - vi persero la vita. 329 furono giustiziati all'interno del campo o nelle immediate vicinanze.

Il campo fu chiuso subito dopo l'arrivo dei soldati della Quarta divisione corazzata canadese e della 96.a Batteria anticarro della Quinta divisione. Nei primi anni del dopoguerra è usato per la detenzione di tedeschi, SS olandesi, persone sospettate di collaborazionismo con i loro figli, e criminali di guerra. Inizialmente la struttura era stata affidata ai soldati alleati ma subito poco passò sotto il controllo diretto degli olandesi. Secondo una commissione parlamentare d'inchiesta i cui lavori sono stati divulgati nel 1950 anche in questa fase sarebbero stati compiuti maltrattamenti e addirittura esecuzioni sommarie a danno dei reclusi.

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Karl Chmielewski - Trentanovenne, è stato il primo comandante. Accusato nel 1943 di furti all'interno del campo, è stato condannato all'ergastolo nel 1961.
  • Adam Grünewald - È stato il secondo comandante. Quarantenne, ordinò la reclusione punitiva di un gruppo di settantaquattro prigioniere all'interno di una sola cella, la n. 115, dotata di scarsa ventilazione. Dopo quattordici ore, la mattina di una domenica, le porte vennero aperto e dieci delle recluse morirono prima che il giorno finisse. L'episodio è ricordato storicamente come Il bunker della tragedia e costò la degradazione del comandante Grünewald da parte di un giudice delle SS e l'invio sul fronte russo come soldato semplice. Morì in battaglia nel 1945.
  • Hans Hüttig - L'ultimo comandante di Herzogenbusch aveva cinquant'anni quando assunse il comando della struttura. Combattente della prima guerra mondiale, aveva aderito al partito nazista nel 1933.

Monumento nazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del Naational Monument Kamp Vught

Il luogo del campo in cui si procedeva alle esecuzioni capitali è diventato monumento nazionale. Un muro riporta i nomi di coloro che vi persero la vita. Il monumento è stato oltraggiato da numerosi atti di vandalismo, in particolare con l'incisione sulla pietra di indelebili segni riproducenti la svastica[2].

Il campo stesso - all'interno del quale operò anche un kommando di lavoratori della Philips di Eindhoven[3] - è stato parzialmente demolito alla fine della guerra. Il piano terra ospita ora un museo (il Naational Monument Kamp Vught), una base militare, un punto di raccolta di rifugiati dalle Molucche ed una prigione di massima sicurezza chiamata Nieuw Vossenveld.

Parti della vecchia struttura sono ancora esistenti: il bunker della tragedia è immutato rispetto agli anni 1940 così come immutata rimane larga parte degli edifici della parte meridionale del campo, ora utilizzata dalle forze militari olandesi. Tali edifici includono le baracche che furono abitate dalle SS.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: (NLEN) Nmkampvught.nl e (EN) Jewishgen.org
  2. ^ (NLEN) Approfondimento su Nmkampvught.nl
  3. ^ Vedi (NL) Philips-kommando.nl

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Andreas Pflock: Auf vergessenen Spuren. Ein Wegweiser zu Gedenkstätten in den Niederlanden, Belgien und Luxemburg, herausgegeben von der Bundeszentrale für politische Bildung, Bonn 2006

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]